269 Branding / Attivismo Radicale per la Liberazione Animale

Pubblicato: 31 marzo 2013 in 269, affari locali, antispeciesism, antispecismo, eventi, Free269, IN INGLESE, materiale video, social justice, vegan
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269 è un gruppo di attivisti per i diritti degli animali che ha iniziato una Campagna e che cura una pagina web http://269life.net/  ed una su Facebook http://www.facebook.com/269calf  , il numero 269 che è stato impresso a fuoco sulla pelle degli attivisti era il numero designato per un vitello prigioniero in un allevamento in Israele. Questo anonimo animale resterà per sempre immortalato sui corpi di chi si è lasciato marchiare e forse tale messaggio di solidarietà riuscirà a favorire un nuovo modo di vedere gli animali non umani.

Nessun altro essere senziente dovrebbe venire sfruttato per soddisfare i desideri degli umani, è per questo che è stato scelto di ricalcare tale preciso metodo di mercificazione di esseri viventi, così da trasmettere precisamente questa idea.

La ragione principale per cui è stata fatta questa Campagna è che, così com’e’, il movimento per i diritti degli animali coi suoi toni troppo levigati, non può continuare, è tutto troppo convenzionale. Se andiamo a esaminare i successi storici del movimento ci rendiamo conto quanto tutto sia “troppo poco” o realizzato “troppo tardi”. Non possiamo più aspettare perché ogni secondo di attesa significa orribile sfruttamento e uccisione di animali innocenti http://www.adaptt.org/killcounter.html

C’e’ bisogno di maggiore azione e di una azione più incisiva.

L’olocausto quotidiano non può continuare mentre sediamo e sorridiamo alle persone che lo causano. Questa terribile situazione richiede una  soluzione più veloce  e creativa di quanto non lo siano gli atti di distribuire dei  pieghevoli informativi, cliccare “mi piace” sull’ennesima pagina di Facebook o partecipare ad un’altra manifestazione animalista.

L’iniziativa della marchiatura a fuoco è un esempio di come si può tentare di massimizzare l’impatto delle nostre idee a livello complessivo, ma non è il massimo che possiamo fare. Questa azione è sorretta da una strategia che tiene in considerazione la realtà globale, non quella locale.

L’Olocausto Animale è di dimensioni enormi e si consuma in ogni paese, in ogni cultura, per questo occorre che si cominci ad affrontare il problema globalmente piuttosto che localmente, altrimenti non cambierà mai niente. Dobbiamo riuscire ad essere ancora più efficienti, dobbiamo fare tutto ciò che è possibile fare per gli animali.

La reazione più comune osservata in chi assiste alle iniziative di marchiatura degli attivisti è quella dove si esprime “shock”, ma i video realizzati e postati sulla rete attraggono tante più persone di quanto non si riesca a fare nelle piazze e quello stesso “shock” si riscontra nell’altissima risonanza registrata in termini di diffusione di questi materiali e di copertura da parte dei media.

Con queste iniziative e con l’emissione dei relativi video sulla Rete possiamo contemplare il raggiungimento di milioni di persone in tutto il mondo  https://www.youtube.com/results?search_query=269%2Bbranding&oq=269%2Bbranding&gs_l=youtube.3…51461.52082.0.52353.2.2.0.0.0.0.91.181.2.2.0…0.0…1ac.1.yvcY_Jb_yWo

I commenti che si raccolgono intorno alla pubblicazione in Rete di questi materiali si dividono in due ceppi, quelli positivi del tipo “bellissima manifestazione, vi supporto!” e quelli negativi in cui si accusano gli attivisti di essere dei fanatici.

Occorre rendersi conto che il potenziale che qualcuno raggiunto dal nostro messaggio diventi vegan e che cominci a supportare la lotta contro lo sfruttamento degli animali non dipende dal tipo di azioni che facciamo. In qualsiasi tipologia di azione si incontrano gradi di opposizione, anche per quelle “morbide”, anche quando si volantinano le persone per la strada. Il punto è che le persone le quali non sono interessate al benessere degli animali ( la stragrande maggioranza delle popolazioni umane ) rimarranno oppositori alle nostre idee indipendentemente da come le spargiamo, non riusciremo mai a fare diventare vegan quel tipo di persone. Allo stesso tempo, coloro i quali decidono di abbracciare questa filosofia, lo faranno comunque e a prescindere da noi. Questa è la ragione per cui gli attivisti che aderiscono alla rappresentazione delle loro idee attraverso tali iniziative decidono di farlo, sappiamo che  metodi diretti e scioccanti di fare attivismo non scoraggerebbero mai qualcuno che avesse  potenzialmente un interesse a partecipare nella lotta per la liberazione degli animali. Queste azioni, da molti ritenute controproducenti, attraggono invece una esposizione mediatica e globalmente significativa con un minimo di tempo e di denaro investiti.

Il movimento per i diritti degli animali più tradizionalista cerca capri espiatori su ogni frangente nel tentativo di identificare le ragioni della propria scarsa incisività, li cerchiamo sui contenuti del nostro messaggio, incolpiamo la Cultura dominante, oppure l’Educazione e questo perché non vogliamo fronteggiare la verità: le persone se ne fregano.

Ci lamentiamo che le persone dovrebbero aprire gli occhi e divenire maggiormente consapevoli sugli orrori dell’Olocausto Animale, adesso è arrivato il momento che anche il Movimento arrivi a fare la stessa cosa. Nessuno può alienarsi le volontà concordi degli altri con le proprie azioni, alla maggioranza degli “altri” non gli importa niente della nostra ideologia punto e basta, anche per questo è fondamentale che l’intero Movimento sostenga le azioni giudicate più estreme senza considerarne compromessa la carica etica che da loro slancio.

Uno degli scopi della campagna 269 è quello di “parlare” agli attivisti per i diritti degli animali, questo tipo di manifestazioni sono portatrici di un messaggio ai tanti non-specisti tra loro.

I più autentici attivisti sono coloro che non mirano soltanto al loro  egoistico “sentirsi a posto” ma quelli che intendono raggiungere obiettivi definitivi in rispetto alla fine dello sfruttamento degli animali. Noi parliamo a quegli attivisti che non si sono attivati né per motivi di salute né per motivi di dieta personale, ma per un obiettivo di Giustizia.

Noi desideriamo aprire un canale di confronto con chi si batte in maniera davvero rivoluzionaria attraverso le proprie pratiche di lotta a breve termine per la liberazione degli animali.

Sappiamo che il 99% delle persone non condividono questo obiettivo e in conseguenza a questo non diventeranno mai vegane per propria aspirazione. Abbiamo quindi il compito di non illuderci ma di coinvolgere nella lotta quei pochi che hanno le caratteristiche tali da consentirgli uno  sviluppo di  coscienza al problema dello sfruttamento degli animali, qualcosa deve cambiare per forza di cose.

Non sembra ci siano mai risorse economiche a sufficienza o un numero adeguato di attivisti non-specisti per portare avanti la nostra lotta e ottenere i risultati sperati, ma peggio di tutti, abbiamo contro il meno opportuno dei nemici: la gente, 7 miliardi di loro, i quali coltivano i più svariati interessi per mantenere schiavi gli animali e che sono così compromessi dal proprio egoismo che perfino le lunghe e complesse campagne di sensibilizzazione alla sofferenza degli animali che abbiamo svolto per tanti anni non sono riuscite ad intaccare questa loro condizione.

Il primo passo verso la risoluzione di un problema è il suo riconoscimento.

Forse non disponiamo ancora della soluzione facile e perfetta, ma di certo sappiamo che con i metodi tipici di fare attivismo non riusciremo a liberare gli animali. L’incremento nei livelli di consapevolezza media non risolverà il problema. Al massimo si recluterà qualche volto nuovo e si riscuoteranno simpatie, ma questo da sola rappresenta soltanto una frazione minima della quota di consenso utile tra la popolazione. Non ci scordiamo che quasi tutti sono al corrente dell’Olocausto Animale, ma che se ne fregano. Quindi è fondamentale che la smettiamo di ignorare questo dato perché tale attitudine “fa male” agli animali.

Noi ci auguriamo che le iniziative globali di marchiatura a fuoco, oltre che a far accrescere la cognizione del problema dello sfruttamento degli animali, incoraggi anche tutti quanti a divenire più attivi in maniera meno convenzionale. Se le cose dovessero rimanere come le conosciamo, l’Olocausto Animale non finirà mai.

Il secondo scopo di questa Campagna è quello di far arrivare il nostro messaggio di liberazione sempre a un maggior numero di persone così che esse riescano a conoscere le questioni che ci stanno a cuore  anche in luoghi dove fino ad ora non siamo riusciti ad arrivare. E’ per questo che puntiamo sulla distribuzione globale dei nostri documenti video, pubblicare su portali quali Youtube ci consente di ottenere statistiche molto incoraggianti in quasi ogni parte del mondo, allo stato attuale serve massimizzare il numero di utenti che ci seguono in ogni singolo paese.

Quando saremo riusciti a raggiungere questo scopo la nostra azione risulterà in un numero più cospicuo di vegani che hanno deciso di fare tale scelta per motivi etici, i quali con tutta probabilità rimarranno vegani per tutta la vita e possibilmente diverranno più attivi nella lotta per i diritti animali.

Crediamo inoltre che in questo modo aumenteranno i vegani che sono decisi a prendere parte nelle azioni  più eclatanti e di risonanza globale e che si affideranno all’organizzazione di eventi e ad attività meno comunemente  accettate anzichè impegnarsi nella solita azione informativo/dimostrativa.

L’aspettativa più confortante è che la metodologia adottata per le iniziative 269 si diffonda ovunque, in questi mesi ( Marzo 2013 ) stiamo notando numerosissimi avvenimenti che si pongono in essere sulla scia di quello originale dell’ottobre 2012 http://youtu.be/RA4q1pU957c e ci auguriamo che in questo preciso istante molti mangiatori-di-cadaveri riescano ad aprire gli occhi sul tremendo carico di sofferenza e di angoscia che le loro abitudini cagionano agli animali e, allo stesso tempo che sempre più attivisti riescano a divenire efficacemente strumentali  nel favorire tale processo.

Campagne definite da azioni non convenzionali come 269 trattano soltanto degli aspetti  morali pertinenti la condizione degli animali e la lotta per l’affermazione dei loro diritti e noi crediamo che questa sia la strada migliore per sperimentare nuovi modelli di contrasto allo specismo in un sforzo di opposizione indirizzata alla fine dell’Olocausto Animale.

Testo liberamente tradotto dall’inglese e adattato in forma discorsiva da una intervista di Gary Smith http://thethinkingvegan.com/ a un rappresentante del gruppo “269” di Tel Aviv

L’ iniziativa 269 a Grosseto : http://youtu.be/JZUb3tg-M_I

commenti
  1. La notte del 5 marzo 2013 in Israele, una azione molto pubblicizzata è stata svolta a nome del movimento 269. Nelle acque di tre fontane nella capitale TelAviv sono state cosparse delle polveri coloranti rosso sangue e alcune teste tagliate ( trovate nei bidoni della spazzatura ) di Capre, Mucche e Pecore sono state poste sopra le strutture, scritte con spray rosso tracciate nei paraggi. Le scritte erano del tono “le mura dei macelli sono gia trasparenti” e “269 libero” – Il gruppo responsabile dell’azione ha poi fatto recapitare il seguente messaggio: Ogni momento tanto qui che all’estero miliardi di Animali vengono torturati e uccisi, individui che, come noi, desideravano una vita piacevole e prosperosa. Il problema siamo noi, la razza umana, la quale, con poche eccezioni, è violenta, distruttiva e di natura imperialista. Questa è una guerra che non perderemo perchè tale eccezione significherebbe la continuazione di questa orribile oppressione, la peggiore mai portata avanti. Questa azione è stata compiuta in nome di coloro le quali urla tu ti rifiuti di ascoltare, la quale angoscia non penetra il tuo cuore, non raggiunge le tue orecchie, non tocca la tua coscienza. Le mura dei macelli sono trasparenti da tempo, le fabbriche di uova, le fattorie del latte, i laboratori della Vivisezione, gli spettacoli con Animali e le atrocità commesse dalle industrie dell’abbigliamento sono aperte così che tutti possano vedere, ma tu continui a startene zitto. i nostri nipoti un giorno ci chiederanno : dove eri quando si consumava l’Olocausto Animale? Cosa facevi per opporti a quei crimini efferati? Non riusciremo ad offrire loro per l’ennesima vlta una scusa credibile, cioè che “non lo sapevamo”. Dottor Helmut Kaplan noi siamo attivisti per la Liberazione Animale e siamo pronti a fomentare una guerra in loro nome e per il loro interesse. Basta col silenzio, basta con l’apatia. Liberiamoli tutti. 269 Libero!

    Le foto sono disponibili qui : http://www.liveleak.com/view?i=4f7_1362760793

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