Archivio per la categoria ‘cruelty free’

https://www.facebook.com/269calf/videos/870073799753993/

Respect Life – Abolish bullfighting forever // Rispettiamo la vita – Aboliamo la Corrida, per sempre.


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Share if you agree animals deserve to be free from exploitation! // Condividi se credi che gli altri animali dovrebbero poter vivere immuni dallo sfruttamento umano! Respect Life is a campaign that will take place over the next months, culminating in an event on the 26 September 2015. // Respect Life è una Campagna che si svolgerà nei prossimi mesi con, al suo culmine, l’evento del 26 Settembre 2015 in Spagna. The purpose of this event/campaign is to promote the ethos of the 269 movement – which is to bring animal liberation to the forefront of human consciousness and commit to do our part in bringing an end to the animal holocaust. We also wish to raise awareness about veganism, and all its benefits // L’obiettivo di questo evento è la promozione del pensiero che origina il movimento 269, quello di creare una nuova coscienza fondata sul rispetto incondizionato della alterità animale. Desideriamo inoltre promuovere una consapevolezza critica al sistema del Carnismo attraverso lo strumento  del veganismo etico e dell’apertura mentale ai benefici globali che l’adozione di questa pratica quotidiana deriva a tutti i terrestri.
L’evento puo’ costituirsi nelle forma e con le modalità che si desiderano.
Rappresentiamo tutti gli animali non umani resi schiavi, ci opponiamo alle industrie che fondano  la loro prassi e missione operativa su tale attività. For inspiration and ideas, please feel free to watch our past events // per ispirazione e idee su come realizzare un evento, ecco alcune scene estratte da eventi  trascorsi: http://www.youtube.com/user/269lifecom https://youtu.be/xaA7L4kAJDA
https://youtu.be/JZUb3tg-M_I Participating countries: http://goo.gl/arW4SR  // dettagli sui Paesi partecipanti

Annually, more than 150 billion animals are murdered worldwide due to people’s selfishness, ignorance and greed // Ogni anno più di 150 miliardi di animali vengono uccisi a causa dell’egoismo umano, dell’ignoranza e del motivo economico.

This madness must stop and will stop the day humankind finally wakes up and understands that even the nameless feel pain and desire freedom no less than us humans // Questa follia deve terminare e ciò accadrà solo quando la comunità umana comprenderà che anche COLORO che non hanno un nome posseggono la capacità di soffrire, di desiderare la libertà in nessuna misura differente da noi.

269life

Who is “269?” // Chi è 269

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/?s=269

“If there is no struggle, there is no progress. Those who profess to favor freedom, and yet deprecate agitation, are people who want rain without thunder and lightning. Power concedes nothing without a demand. It never did and it never will.” -Frederick Douglass, slavery abolitionist, 1818-1895

 “Senza lotta non si verificherà progresso. Coloro i quali si professano fautori della libertà deprecando gli atti di agitazione sono come quelli che desiderano il lampo senza il tuono….” “…Il potere così come lo conosciamo non concede niente senza che gli venga chiesto e mai lo farà…”
Frederick Douglass, abolizionista della schiavitù, 1818-1895
 
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Secondo una indagine realizzata negli Stati Uniti il 53 per cento dei cani e il 55 per cento dei gatti domestici soffrono di obesità. Sempre negli Stati Uniti sono stati allestiti dei centri specializzati nel trattamento degli animali domestici sovrappeso e recentemente si è cominciata la commercializzazione di un farmaco, lo Slentrol, appunto per trattare i “nostri amici a quattro zampe” che necessitano di dimagrire.

Una domanda sorge spontanea sulla natura del cibo che abitualmente utilizziamo per i cani e per i gatti domestici, ma sopratutto su che cosa contengono le scatolette e i cibi secchi che giornalmente acquistiamo per i nostri pets.

Almeno la metà degli ingredienti utilizzati dall’industria per la produzione di cibo per i nostri animali domestici ( d’ora in poi pet food ) contiene parti dei corpi di altri animali ammazzati nei macelli e considerate inadatte al consumo umano, parti delle carcasse come teste, piedi, ossa, sangue, intestini ( con incluse le feci contenute in essi ), polmoni, milze, fegati, legamenti, alcune parti grasse e cartilaginose, feti, ma anche fertilizzanti, olii industriali, sapone, plastica e gomma finiti nell’amalgama per incuria. Incluse nelle scatolette di carne vi sono parti dai corpi di animali macellati da morti, di animali malati, morenti e disabili che sono giunti in tali condizioni nei moderni impianti di smontaggio dei corpi, i mattatoi.

obligateNel libro “Obligate Carnivore”  l’autore Jed Gillen cerca di costruire il caso sulla necessità di imporre ai nostri pets una dieta vegana. Se consideriamo tale dieta come innaturale per cani e gatti, Jed si interroga sull’attuale livello si salubrità e completezza dal punto di vista nutritivo dei cibi industriali che acquistiamo regolarmente per loro. Questi cibi sono infatti pieni di ingredienti i quali, per ragioni diverse, non possono essere destinati al  consumo umano e che sono così inadeguati che non possono nemmeno venire utilizzati per la produzione di carni processate tipo hamburgers, wurstels e altre schifezze simili. Questo dato, da solo, dovrebbe destare in noi il massimo allarme vista la scarsa, quando del tutto inesistente, preoccupazione da parte di chi produce e vende alimenti carnei di accertarsi della qualità di questi.

Nel testo sopra citato Jed Gillen sostiene che la carne acquistata per i nostri pets non contiene quasi mai filetti di prima scelta, ma che anzi, con regolarità, si commercializzano alimenti che non soddisfano un esame organolettico tale da potersi considerare all’altezza per una alimentazione sufficientemente qualitativa: oltre al sangue, alle ossa, ai tessuti cerebrali di altri animali si possono trovare pezzi di vittime di incidenti stradali ( roadkill ) fino ad arrivare a pezzi di cane e di gatto stessi, uccisi attraverso il comune metodo dell’eutanasia negli Stati Uniti.

I risultati di una indagine condotta dalla Food and Drug Administration hanno portato alla luce la presenza di sostanze come il Pentobarbital in diversi tipi di pet food, questa è la sostanza utilizzata dai canili e dai centri dedicati a questo tipo di attività, per sopprimere i cani e i gatti randagi. In altre parole, acquistando scatolette avviamo i nostri pets alla pratica del cannibalismo. Niente di naturale quindi.
Interi reparti di carni confezionate, esposte nei banconi dei supermercati e giunte invendute alla loro data di scadenza finiscono, ancora dentro le loro confezioni plastiche in alcuni casi, direttamente dentro a dei tritatutto giganteschi attraverso i quali si ottengono delle misture che noi poi ci curiamo di dare da mangiare ai membri non umani della nostra famiglia.
Molti di noi continuano a credere che per cani e gatti sia del tutto loro natura istintiva nutrirsi di carne dimenticando della enorme differenza tra un leone o un lupo che uccidono e divorano una preda e un cane o un gatto domestici che si cibano di un animale di altra specie allevato, torturato, macellato, amalgamato con altre parti, confezionato, commercializzato, il tutto a cura della specie padrona del mondo Homo Sapiens.cat and dog

Cos’e’ quindi che costituisce il crimine peggiore verso la Natura, cercare di provvedere alle esigenze alimentari dei nostri pets attraverso un regime alimentare vegano formulato appositamente per una alimentazione sana e completa oppure affidarsi alle misture in vendita presso tutti i negozi e i supermercati contenenti, piume, tumori, tessuti nervosi, carcasse di cani e gatti, frammenti plastici e sostanze chimiche realizzate appositamente per…ucciderli?

Un cane o un gatto possono condurre una esistenza sana e appagante senza che i loro “cugini” più sfortunati, perchè nati di altre specie, ne debbano pagare l’atroce costo. Al pari dei nostri simili orientati alla dieta onnivora, noi persone con una elevata sensibilità al benessere degli altri animali contribuiamo comunque alla strage perpetua che si consuma nei macelli e negli altri impianti di sterminio se non riusciremo a dare un seguito pratico alla riflessione che stiamo conducendo in queste pagine. Noi, in quanto referenti umani dei nostri pets, in quanto specie capace di comprendere la causa e gli effetti di ogni singola azione di cui siamo responsabili, abbiamo il compito di, quantomeno, verificare se sia possibile o meno sottrarre il nostro supporto all’infame industria alimentare.

Immaginiamo un mondo in cui si è interrotta la micidiale e mostruosa macchina dello sfruttamento degli altri animali per fini alimentari umani. Che cosa daremmo da mangiare ai nostri cani, ai nostri gatti? Riusciremmo, per ausilio di uno sforzo dialettico tanto assurdo quanto criminale a giustificare gli allevamenti e i mattatoi per il bene dei nostri fidi amici a quattro zampe? Saremmo a posto con la nostra coscienza di fronte alla scena di una mucca o di un maiale semi coscienti, appesi ad un gancio, la gola squarciata e il sangue che esce a iosa, nell’angosciante consapevolezza che tale individuo ha vissuto una vera e propria non-vita, privato della libertà e mandato a morire di una morte tanto violenta, il tutto per il vantaggio economico di qualche imprenditore senza scrupoli?

Saremmo a posto con la coscienza? Pet_Food_Aisle

Alla fine del nostro ragionamento torniamo ad affermare che una dieta alimentare vegana è e rimane comunque l’unica scelta etica e moralmente solida se consideriamo degni del diritto alla vita e al non sfruttamento le altre specie animali, indipendentemente dal fatto che una dieta vegan è al tempo stesso la più naturale, sana, equilibrata e moralmente valida che noi homo sapiens ( ma ci azzardiamo a sostenere che chiunque ) possiamo ( possa ) adottare, persino i cani e i gatti domestici.

Questa non sarà forse la raccomandazione del veterinario tipo, ma, in tutta onestà, noi riteniamo che gran parte di costoro ( i veterinari, come del resto i loro colleghi medici ) non abbiano alcuna competenza in materia di nutrizione. Sembra infatti che entrambe queste  figure professionali si formino su dei materiali didattici ed all’interno di  cuna cornice deontologica   che risultano direttamente o indirettamente promossi, finanziati, approvati e resi curriculum proprio dalle industrie che producono mangimi e farmaci. Ricerche e studi condotti dalla controparte, che pure esiste anche se esigua minoranza, vengono ignorati, derisi e marginalizzati con la precisa finalità di  mantenere lo status quo e la profittabilità di un mercato completamente appoggiato sullo sfruttamento del lavoro e dei corpi degli altri animali, una bioviolenza che anche noi, vegani antispecisti, sembriamo accettare quale inamovibile diktat!
Lo facciamo ogni volta che acquistiamo le scatolette o i sacconi di croccantini, i biscotti e le altre leccornie ai nostri amati cani, ai nostri gatti. Lo facciamo credendo all’ultima grande bugia dell’industria alimentare: è naturale comprare quei prodotti carnei per loro, morirebbero altrimenti!

L’esperienza ci insegna che per i cani è tanto più facile e sicuro affidarci ad una alimentazione basata sui prodotti della terra, ma per i gatti ?

Da veri predatori, I gatti per sopravvivere hanno bisogno della Taurina, un enzima che si trova soltanto nelle carni di altri animali, comunque, fin dal 1920 è dimostrato che la Taurina può essere riprodotta sinteticamente in maniera efficace e sicura anziché isolarla attraverso processi lunghi e tortuosi. L’ironia è che  i  gatti domestici fanno comunque affidamento sulla versione  sintetica della Taurina in quanto integrata negli alimenti in scatola dall’industria che li produce. Questo accade  in ragione del fatto che l’alta temperatura sviluppata nei loro impianti  durante le fasi di lavorazione depletano quella “naturalmente” contenuta in quegli orrendi amalagama di carni e di altre sostanze che andranno poi a costituire il prodotto finito.

In altre parole, la Taurina sintetica utilizzata dai produttori di cibo vegan per gatti è la medesima ( cioè ricavata attraverso una sintesi in laboratorio ) di quella che l’industria ortodossa ( cioè quella responsabile della sofferenza e della miseria degli altri animali prigionieri nei cicli di sfruttamento ) utilizza nei consueti processi produttivi di arricchimento del cibo.

Cosa fare quindi alla luce di questo ?

Oltre a leggersi il libro di Jed Gillen, atto questo non proprio alla portata di tutti in considerazione della barriera linguistica, possiamo provare per i nostri pets tutta la gamma di alimenti veg disponibili in Italia e questo fino a che non ne troveremo uno o più di uno che incontrano il favore dei nostri amati animali domestici.
Per una lista di rivenditori on-line dai quali ordinare alimenti vegan visitare le seguenti pagine: http://www.veganhome.it/articoli/cani-gatti-vegan/
http://www.ferraraveg.it/canigatti.htm
http://www.promiseland.it/2009/01/10/crocchette-vegan-ami/’
http://shop.ivegan.it/cibo-animali-c-150.html
oppure effettuate la vostra personale ricerca on line e commentate questo blog coi vostri risultati.

E’ possibile inoltre chiedere ai rivenditori abituali nella vostra città  una lista di alimenti veg e cruelty free.

Buona fortuna e una raccomandazione: non rinunciate troppo rapidamente, specialmente i gatti, si sa, sono soggetti pretenziosi, ma noi sappiamo quanto fondamentale sia per tutti gli altri animali  il successo della nostra missione.

bitesize veganGrazie ai tipi di Bite Size Vegan per l’ispirazione e per le informazioni contenute in questo articolo.

piuttosto nudi ADI

Ci addentriamo in Autunno ed è impellente in noi la necessità di tornare in strada per riproporre immagini e discorsi su  di una delle più efferate e inutili crudeltà contro gli animali, in strada  per mostrarne gli effetti e per promuovere una riflessione in coloro i quali, sbadatamente, non hanno ancora fatto la connessione.

L’industria globale delle pellicce, proprio perchè in declino  stà cercando di “piazzare” sui mercati di mezzo mondo i suoi stock di manti animali rimasti invenduti negli anni precedenti, i prezzi sono stati abbassati e alcuni stilisti invitati a considerare la possibilità di utilizzare inserti in pelliccia ancora più diffusamente di quanto non stia già accadendo.

I pellicciai locali intanto, in questi giorni, lanciano le  solite desolanti campagne pubblicitarie per attirare nei loro lugubri saloni della morte nuovi clienti, le proposte osservate vanno da “colora la tua vecchia pelliccia” a “ritiriamo pagando in contanti la tua vecchia pelliccia” – evidentemente gli affari non vanno così bene e occorre quindi investire massicciamente in cartelloni e poster sparsi in decine di angoli della città per scommettere in un cambiamento di rotta e realizzare un qualche profitto questo autunno/inverno.

Da parte nostra desidereremmo non vedere più  pezzi di corpo di animale scuoiato come feticci dell’orrore sui cappucci, sulle maniche, sui colletti di giubbotti e cappotti esibiti senza pudore da persone incuranti o inconsapevoli del tremendo carico di sofferenza che gli animali, vittime della vanità e dell’indifferenza umana sono costretti a pagare ,  almeno 400 milioni di individui  periscono ogni anno per mano dell’industria delle pellicce.

Queste vittime  non hanno che noi per rappresentare la loro miseria e la loro disperazione : catturati nelle trappole, nati negli allevamenti, rinchiusi nelle gabbie https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/08/30/contro-ogni-schiavitu-contro-ogni-allevamento/

NON COMPRARE, NON REGALARE, NON INDOSSARE alcun capo in pelliccia o con inserti in pelliccia

…che questi ultimi siano derivati da cani, gatti, procioni, volpi, conigli o visoni non fa alcuna differenza.

Nel 2014 non esistono scuse, per ripararci dal freddo e dal vento possiamo  utilizzare indumenti realizzati con materiali di origine sintetica e non derivati dallo sterminio di creature innocenti che come noi hanno la capacità di gioire, di soffrire, di desiderare la libertà.

Per realizzare questa iniziativa ci occorrono pellicce e inserti in pelliccia che utilizzeremo nel flash-mob in programma il 25 Ottobre 2014, se ne disponi e intendi liberartene fallo in modo militante! Chiama il 3281544997.

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Se vuoi darci una mano nell’organizzazione dell’evento fatti sentire anche attraverso un SMS o un messaggio qui di seguito, i nostri occhi sono aperti.

Grosseto 10 Maggio 2014 parte della mobilitazione nell’ambito della settimana mondiale per gli animali nei laboratori. LINK all’evento : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/04/18/illuminiamo-la-vivisezione-iniziativa-a-grosseto/ Link al Foto Album https://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157644221237058/

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L’autore Jim Mason nel suo “Un mondo sbagliato” http://www.sonda.it/un-mondo-sbagliato/ definisce la vivisezione un rituale moderno e sofisticato dell’ideologia del dominio per affermare la superiorità non soltanto degli umani su tutto il mondo vivente, ma di alcuni di loro su tutti gli altri.
Mason si riferisce alla classe medica, ai chirurgi, ai professoroni, i quali percepiscono se stessi quasi come degli eroi in terra, esperti di pratiche e di culti religiosi laici ( la medicina e più in generale la scienza appunto), una questione di ego che ha riguardato le discipline scientifiche da così a lungo da quando, in quanto specie, abbiamo cominciato ad esercitarci con la Ragione come opposto alla nostra innegabile animalità..
La competizione con la Chiesa da parte della Scienza in fatto di “salvezza umana” ha visto nei secoli il prevalere dei paladini dedicati a quest’ultima in quanto sono riusciti a dimostrare in maniera maggiormente diretta e pratica quanto le loro competenze riescano a “farci stare meglio” e a “salvare i nostri figli” https://www.uaar.it/ateismo/opere/33.html

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Ecco che allora, almeno nell’occidente del mondo, l’ossessione della medicina che rimedia ad ogni male si è radicata al punto da far credere alla maggioranza dei suoi adepti che sia legittimo o addirittura conveniente ingaggiare in ogni tipo di attività, mettendo a rischio la loro salute “tanto poi vado dal medico che mi curerà con qualche medicina portentosa”.
Le nostre visite dal medico sono tra le più frequenti e non dubitiamo quasi mai dei loro consigli e delle loro ricette, siamo disposti a pagare anche profumatamente per ottenere le loro valutazioni sul nostro stato di salute generale e consideriamo, davvero, i rappresentanti di questa categoria come dei luminari, eccezionalmente elevati anche sotto il profilo morale, capaci di portentose, risolutive azioni.
Su tale credenza popolare si è innestata l’industria chimico farmaceutica e le sue clientele, produttori dei farmaci dispensati da questi moderni stregoni, corporazioni le quali priorità fondanti sono quelle relative alla riproduzione di un profitto, alla distribuzione di dividendi monetari ai loro investitori  http://ita.anarchopedia.org/Case_farmaceutiche_e_vivisezione
Ecco allora che varie sigle, gruppi e fondazioni si cimentano in enormi pressioni sull’opinione pubblica, promuovendo campagne di donazione fondi, diffondendo notizie spesso strumentali http://www.veganzetta.org/?p=4439 e messaggi pubblicitari nei momenti più consoni http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/meglio-muoia-ratto-bambina-campagna-choc-vivisezione/221476/ , evocando probabili scenari catastrofici a meno che non si continui a delegare alla classe dei medici/ricercatori il mandato di “scoprire” meravigliosamente, il rimedio per il male del secolo e mantenere così ben salda la bussola e il volano del progresso e del benessere umano nelle mani dei suoi più autentici fautori.
Questo lo sfondo in cui si cerca di giustificare l’autorevolezza del modello animale nell’ambito della ricerca bio-medica, un modello che ricorre alla maligna invasione e al perverso sezionamento dei corpi, quasi a voler dimostrare che i nostri eroi ricercatori sono “disposti a tutto” pur di procurare all’umanità dei vantaggi, che nulla rimanga intentato, la “potenza della Natura” figurata dalle cavie animali sottomessa dall’uomo che si chiama fuori dalla Natura stessa e che si erge a governatore di forze selvagge, proprio come si rende responsabile di questo nei mattatoi e negli altri templi del dominio, il gran sacerdote esegue i suoi rituali per ingraziarsi le divinità e per impressionare positivamente i consumatori, i quali riconfermano in lui le loro aspettative di nutrimento e di guarigione.

Uno dei migliori esempi che questo sistema ci offre, prosegue nel suo ragionamento il nostro autore nel libro in oggetto, è costituito dal professor Gennarelli dell’Università della Pennsylvania, il quale nei decenni scorsi ha ricevuto un sostanziale sostegno economico ( 11 milioni di dollari in 15 anni! ) e un incondizionato riconoscimento da parte della comunità scientifica internazionale per “dimostrare”, uccidendo centinaia di scimmie nel processo di compimento dei suoi “studi”, che dei “colpi forti alla testa compromettono la funzionalità del cervello, generando quindi dei danni diffusi ai nervi e al tessuto cerebrale nei soggetti coinvolti in incidenti e in episodi analogamente traumatici”.
http://www.scienzaverde.it/index.php?option=com_content&view=article&id=399:antivivisezionismo-ragioni-etiche&catid=61:edizione-n-10-febbraio-2010
Il nostro “eroe” passò conseguentemente ad eseguire i medesimi esperimenti su dei maiali nani, geneticamente modificati e quindi dotati di scatole craniche maggiormente simili a quella dell’uomo, per continuare a dimostrare la stessa identica cosa. tutto a spese dei fiduciosi contribuenti americani.
La letteratura pro vivisezione è satura di esempi altrettanto suasivi.
Come afferma nella sua quasi totalità la classe medica “ ogni progresso sanitario è stato conseguito grazie alla collezione costante di osservazioni ed esiti ottenuti attraverso la sperimentazione su soggetti non umani” e questo sembra esercitare un fortissima presa sull’opinione pubblica.
Uno sguardo più critico alla realtà mostra invece una diversa prospettiva, le principali malattie mortali dal primo novecento ad oggi infatti sono state sconfitte grazie ad una migliore organizzazione delle comunità umane, ad esempio attraverso un sistema pubblico di distribuzione dell’acqua più sicuro e il diffondersi di pratiche di scambio e di convivenza maggiormente basate sulla salubrità degli ambienti di vita e delle modalità accettate nell’interazione umana.
In altre parole, la riduzione di malattie infettive quali la polmonite, il tifo e la tubercolosi è stato l’indicatore cardinale dell’allungamento della vita media e del miglioramento della salute pubblica dal 1900 ad oggi http://www.unhappyanimal.org/diritti_animali_violati/vivisezione/vivisezione10.html
L’esaltazione gratuita e irrazionale indotta nell’opinione pubblica che giustifica la tortura degli animali nei laboratori però continua ai giorni nostri anche a fronte del dilagare di malattie del benessere quale come il Cancro e questo assicura da parte di un opinione pubblica desiderosa di credere nei miracoli dei moderni santoni della medicina un appoggio incondizionato alla vivisezione e agli investimenti nella ricerca basata su tale obsoleto modello http://www.novivisezione.org/info/cancro.htm

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Noi sappiamo che molte malattie del nostro secolo sono facilmente evitabili, quando non curabili, da una modifica drastica nello stile di vita adottato, emancipandosi da una dieta alimentare carnea e da schemi che ci portano a vivere esistenze sedentarie e alienanti http://scienza.panorama.it/salute/Carne-e-cancro-nuovo-studio-conferma-il-legame
Oggi come ieri gli stregoni della medicina di massa, inclusa quella alternativa, vogliono spingerci a credere che l’invecchiamento sia una malattia e che sia altresì possibile “rimediare” alla nostra terrena condizione di finitezza fisica.
Nelle riviste specializzate si parla apertamente persino di studi e di ricerche finalizzate al soggiogamento della natura che ci pervade, all’elusione della morte.
Molti di noi hanno capito che credere al mito dell’onnipotenza umana manifestata attraverso la costante asserzione dei professionisti in camice bianco in ogni settore del vivere umano, espressa in maniera tanto barbara e virale quanto asettica e svuotata dei sentimenti di compassione da questi nemici giurati della Natura, condurrà i suoi seguaci su di un cammino sempre più fatto di illusioni, la destinazione? Un paradiso terrestre inesistente, un universo dove, malattie sempre meno trattabili perché costituite dall’ideologia del dominio stessa, la quale non prevede dubbi o ripensamenti sulle reali intenzioni dei propri indaffarati patriarchi, l’organizzazione totalitaria del vivere umano non lascia spazio che all’obbedienza e al dogmatismo di stampo religioso.

Le vittime non umane della vivisezione, 400 milioni ogni anno nel mondo, di questi, 1 milione circa vivisezionati soltanto in Italia http://www.lavocedeiconigli.it/vivisezione.htm insieme alle vittime umane di questo colossale raggiro, quelle vittime cioè che a causa della non validazione di metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale non beneficeranno MAI di una cura efficace
https://alternativesperimentazioneanimale.wordpress.com/ ,
oppure quelle vittime umane che soffrono e muoiono a causa dell’assunzione di farmaci e trattamenti inadeguati o sbagliati generati dalla scarsa attendibilità dei risultati ottenuti in ricerca attraverso l’utilizzo di cavie senzienti non umane, tutti loro, la loro sofferenza, la loro miseria esistenziale, la loro non vita, ci impongono una pausa di riflessione e un ripensamento radicale del paradigma prevalente che pone in antagonismo l’Uomo coi suoi rituali magici a ciò che adombra la Natura con i suoi codici immutabili, con i suoi equilibri imprescindibili.

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http://www.italia-senza-vivisezione.org/index.php/i-care

 

 

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#illuminiamolavivisezione

Giornata di sensibilizzazione contro la ricerca bio medica a favore dello sviluppo di metodi alternativi alla tortura degli animali negli ospedali, nelle università, nei laboratori http://www.italia-senza-vivisezione.org/index.php/i-care

Contro l’allevamento, la tratta e la vendita di schiavi non umani http://www.novivisezione.org/ per il rilancio di una convivenza con il mondo vivente e per la rifondazione etica della civiltà umana.


Nell’aprile del 2012 un numero di cani Beagle furono sottratti dal lager di Green Hill, Montichiari ( BS ) da un gruppo di attivisti all’apice di una Campagna di lotta che condusse alla chiusura di quell’allevamento di cani destinati alla vivisezione.
Purtroppo sappiamo che la chiusura di quel lager non significa la fine di questa orrenda pratica.
Ci sono ancora 600 laboratori nel nostro paese in cui vengono torturati e uccisi 900 mila animali ogni anno.
https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/04/05/una-vicenda-da-ricordare-mai-piu-vivisezione/

Per questo, a distanza di due anni da quegli eventi intendiamo “illuminare la vivisezione” e dare risalto, attraverso una azione in strada, alle vittime inermi dell’industria bellica, chimico-farmaceutica e cosmetica tormentate e uccise in nome dell’egemonia, del profitto economico, della carriera e della volontà di dominio dell’uomo d’affari, dello pseudo ricercatore, del personaggio politico che sostiene e giustifica tali azioni con le sue decisioni, dell’uomo padrone che nel suo delirio di onnipotenza si pone al di fuori della Natura, contro la Natura.

LISTA DEI PRODOTTI E DELLE MARCHE SPERIMENTATI SU ANIMALI: http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm

Sabato 10 Maggio 2014, su Corso Carducci a Grosseto ( lato Via IV Novembre ) 

dalle ore 17,00 in adesione alla Campagna nazionale #Illuminiamolavivisezione

EVENTO FACEBOOK NAZIONALE : https://www.facebook.com/events/684152784978330/?ref=52&source=1

EVENTO FACEBOOK RELATIVO A GROSSETO: https://www.facebook.com/events/1492681034279232/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular&source=1

PER INFORMAZIONI E ADESIONI, PER PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA E PER CONTRIBUIRE IN PRIMA PERSONA ALL’AZIONE CONTATTARE IL 3281544997

In questo preciso momento, nelle fattorie d’Angora di questo mondo migliaia di conigli vengono segregati dentro file di sudice gabbie, impossibilitati a sottrarsi alla terribile sorte loro riservata.

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Quando gli “operatori” di queste “aziende” riterranno che il manto dei conigli è diventato lungo abbastanza, questi docili, delicati animali verranno trascinati fuori dai loro angusti luoghi di detenzione, immobilizzati su degli attrezzi appositamente allestiti, il loro pelo strappato via a ciocche.

ImmagineImmaginiamo le disperate urla di questi animali.

I conigli sono una specie ritenuta socialmente complessa, come tutti gli altri animali dispongono della loro personalità e della loro intelligenza, in natura amano tenere scrupolosamente pulite le loro tane e trascorrono il loro tempo alla ricerca di cibo, principalmente erba e foglie, interagendo con i membri del gruppo di riferimento http://www.lavocedeiconigli.it/razze%20coniglio.htm

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L’associazione animalista PETA https://secure.peta.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=5171 , basata negli USA,  è venuta recentemente in possesso e ha diffuso le immagini filmate segretamente in uno di questi luoghi http://youtu.be/PtAFHyXS31M , il risultante documento video rende l’idea in maniera agghiacciante della brutalità del trattamento riservato ai conigli da questi allevatori e dell’intensità della sofferenza loro causata.

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Il pelo viene strappato dai corpi degli animali, con violenza, in particolare dal dorso e dall’addome. Dopo simile terrificante intervento, le vittime vengono rimesse nelle gabbie nelle quali rimangono immobili, sotto shock, incapacitate a bere e a nutrirsi.

Molti di questi individui muoiono per le sevizie subite, i loro corpi destinati al mercato della carne.

Coloro che invece riescono a sopravvivere tale spaventoso trauma soffriranno di nuovo le nefaste attenzioni dei loro aguzzini umani almeno 3 volte all’anno, fino alla fine delle loro misere esistenze.

Anche se esistono piccoli allevatori in Inghilterra, in Francia, in Canada e negli Stati Uniti http://www.permies.com/t/11407/rabbits/Angora-rabbits-wool-meat il novanta per cento della lana d’angora attualmente sul mercato proviene dall’Asia, dalla Cina in particolare.

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Nonostante le ripetute denuncie, le campagne di sensibilizzazione, le foto e i filmati che testimoniano lo scempio inferto sulle vite di questi poveri animali, nonostante questo tipo di documenti abbiano fatto il giro del mondo sulla Rete,  le normative vigenti continuano a preservare agli allevatori asiatici, area geografica dove effettivamente esiste una più bassa attenzione nei confronti della crudeltà esercitata sugli animali negli allevamenti, un margine ottimale per la perpetuazione di tale barbara pratica ai danni di soggetti inermi.

Nel “più civile”  mondo occidentale i mercanti di schiavi non umani utilizzano pettini speciali o forbici per estrarre il pelo dalle loro vittime.

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NON COMPRIAMO, NON INDOSSIAMO ALCUN CAPO CONTENENTE LANA D’ANGORA!

I principali prodotti da boicottare sono i maglioni, i pullover, i foulard, i guanti, le cuffie, quasi tutti articoli ad opera delle cosiddette “grandi firme” , stilisti senza alcuno scrupolo i quali non esitano a sostenere i torturatori asiatici, tanto quanto, i più miti e socialmente accettati “tosatori europei” per realizzare le loro creazioni, per approvvigionarsi di quantità di lana d’angora così da  “abbellire” cappelli,  sciarpe ed altri capi similmente accessoriati con questo prodotto della crudeltà umana.

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Altre informazioni qui http://animalisos.altervista.org/9coniglioangora.php

More info  here ( inglese ) http://www.occupyforanimals.org/angora.html

NON COMPRIAMO ALCUN PRODOTTO DERIVATO DALLA SCHIAVITU’ E DALLO SFRUTTAMENTO DEL FORTE SUL DEBOLE!

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QUALUNO non qualcosa

Gli animali provano sentimenti quali Felicità e Tristezza, eccitamento e risentimento, depressione, paura e dolore.
Gli Animali sono molto  più consapevoli e intelligenti di quanto non possiamo immaginare.
Gli Animali sono INDIVIDUI come noi, a tutti gli effetti.

( Jane Goodall ).

Nella nostra civiltà contemporanea siamo abituati ad assegnare uno statuto speciale, per quanto riguarda gli affetti, soltanto a determinate categorie di Animali, quelli comunemente riconosciuti come ” amici dell’Uomo” – accogliamo questi Animali nelle nostre case e ci prendiamo cura di loro.

Esistono poi gli Animali di “seconda classe”, quelle specie che siamo stati abituati a considerare soltanto dalla prospettiva della loro “utilità” alle attività umane.
Dal punto di vista della loro capacità di “sentire” e di “fare esperienze” questi individui non sono differenti dagli altri e, nonostante i valori etici dominanti, hanno un valore morale intrinseco del tutto simile ai cani, ai gatti e agli altri Animali d’affezione che consideriamo parte integrante della nostra famiglia.

Polli, tacchini, maiali, capre, pecore, anatre, conigli e mucche hanno le loro personalità, preferenze e interessi alla pari di tutti gli altri esseri senzienti che solcano la Terra.

Quando prendiamo in esame il soddisfacimento di qualsiasi funzione primaria, gli ALTRI ANIMALI percepiscono se stessi, i loro simili e l’ambiente che li circonda in maniera altrettanto vivida, come noi, essi rispondono alle stesse pulsioni interne che caratterizzano il nostro normale comportamento, dando seguito a sensazioni quali la rabbia, l’istinto di sopravvivenza, la volontà, la paura, l’anticipazione, l’attrazione sessuale, lo stress, l’affetto e lo spirito di protezione per i piccoli, il senso di appartenenza, il porsi al riparo da elementi quali il caldo o il freddo, il gioco e tutta la gamma degli altri desideri che consentono loro di sottrarsi alle situazioni di pericolo e che permettono loro di riprodursi e di godere di tutti quei beni dei quali la Natura ha dotato il territorio dove essi sono nati e cresciuti.

Basta fare una semplice ricerca in rete per stabilire che, in circostanze di normale sinergia con la Natura, gli altri Animali riescono ad anticipare il futuro, a ritardare le gratificazioni, a sognare, a giocare, a utilizzare forme sofisticate di linguaggio verbale e non, a fare uso congruo di certi strumenti seppure con modalità rudimentali, ad esercitare la propria memoria e a sviluppare abilità cognitive in relazione alle proprie esperienze.

Ogni volta che ci immergiamo, senza preconcetti, nel mondo degli altri Animali, ne rimaniamo al contempo affascinati e meravigliati, anche se per motivi del tutto contingenti alla nostra cultura antropocentrica non riteniamo che il loro pensiero e la conseguente capacità di compiere scelte siano equiparabili a quelle che sono le prerogative umane.

Lo scienziato Richard Dawkins nel suo libro The Blind Watchmaker sostiene che l’Evoluzione nelle altre specie si è sviluppata con gli tessi parametri attraverso i quali essa ha condotto la specie umana ad essere ciò che è oggi sia a livello di funzionamento fisiologico che a livello cognitivo, fosse soltanto per questo, gli individui appartenenti a specie diverse dalla nostra mantengono intatta la propria integrità psico fisica e la propria identità di specie imponendosi come esseri perfetti nella loro unicità.

Lo scrittore e ricercatore Temple Grandin, nel suo libro Animals in Translation scrive ” Non sappiamo che cosa esattamente ( gli altri Animali ) siano in grado o meno di fare, di certo le continue scoperte che costellano gli studi e la ricerca mirata a comprenderne meglio i comportamenti ed i risvolti ci lasciano assolutamente spiazzati circa l’enormità di quanto ancora non conosciamo delle loro abilità” (…) e – aggiungiamo noi – di quanto sia indifendibile il trattamento brutale che riserviamo a troppi di loro negli allevamenti, nei laboratori, nelle arene, dentro alle gabbie dove a milioni sono costretti dall’Uomo a vivere in maniera miserabile e avvilente una esistenza di detenzione, tedio e sfruttamento.

Il nostro invito a chi ci legge è quello di considerare ogni aspetto dell’impatto che le credenze e le abitudini umane comunemente ritenute “normali” esercitano ogni giorno sulla vita, spesso deteminandone un azzaramento qualitativo totale, di TUTTI gli Animali e di cominciare davvero a considerare TUTTI loro come nostre sorelle o fratelli, per niente inferiori a noi ma soltanto diversi, appunto, un invito a considerare loro come QUALCUNO piuttosto che QUALCOSA.

Credits : http://www.farmsanctuary.org/learn/someone-not-something/ articolo dal quale abbiamo tratto e liberamente tradotti alcuni dei dati e molta ispirazione per la stesura del Blog.

Thanks to these people for the image and for the goodness their actions truly inspire http://directactioneverywhere.com/

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In questo momento un maschio di Visone stà correndo avanti e indietro in uno stretto, lurido spazio delimitato da sbarre. Questo animale, che in natura avrebbe vissuto una vita solitaria nella propria tana non può sfuggire allo sguardo e ai rumori di altri prigionieri che, come lui, si trovano confinati in lunghe file di gabbie, una delle centinaia che costituiscono gli allevamenti di Visoni, una ventina, tutti in nord  Italia http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/indumenti/pellicce/allevamenti-in-italia/

Dopo lunghi mesi di internamento che impedisce ogni comportamento naturale, questa spaventata creatura, piange e si dispera mentre viene presa e scaraventata all’interno di un contenitore pieno di suoi compagni morti o in agonia http://www.corriere.it/animali/13_febbraio_13/visoni-pellicce-allevamenti_ae50c9f8-75d0-11e2-a850-942bec559402.shtml

Presto i venefici fumi utilizzati dagli allevatori per uccidere, tramite asfissia, gli animali, verranno irrorati all’interno del contenitore che li accoglie in questa ultima orrenda fase delle loro misere esistenze. Le loro pelli, una volta scuoiati, verranno vendute per diventare un capo di vestiario alla moda e indossate da persone senza cuore.

Ogni anno in Italia, migliaia di Visoni subiscono questa sorte per soddisfare le esigenze di profitto di imprenditori senza scrupoli che obbediscono alle loro basse pulsioni e ad una domanda, seppure in flessione, da parte dell’industria dell’abbigliamento http://www.trentagiorni.it/files/1269417412-08-30giorni-ago08%20-%20130%20137.pdf

Tutto questo accade mentre in certi paesi europei maggiormente evoluti, l’Olanda ad esempio, si stanno realizzando dei progressivi cambiamenti nella legislazione vigente per bandire in via definitiva questo tipo di “attività economica”. In Italia come in Europa purtroppo operano delle potenti lobby le quali in stretta sinergia con determinati gruppi di potere politico, locali e nazionali, stanno cercando di scongiurare, non solo la discussione della questione dei diritti di questi animali indifesi, ma si organizzano sul territorio per scoraggiare, anche attraverso l’utilizzo di metodi violenti e intimidatori, le attività di gruppi di attivisti che cercano di documentare la sofferenza infinita dei visoni rinchiusi nei lager http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2013/08/17/la-furia-degli-allevatori-di-visoni-attivisti-inseguiti-e-aggrediti/

In Inghilterra, in Austria ed in altri paesi europei tutti gli allevamenti di Visoni sono stati chiusi nonostante gli sforzi degli imprenditori che operavano nel settore di presentare all’opinione pubblica una realtà falsa in cui gli animali reclusi in realtà vivevano in accordo con degli standard di benessere minimo.

Noi crediamo che per motivi etici NESSUN essere vivente senziente possa venire privato della propria libertà e trasformato in merce,  venduto.

Crediamo che il vile atto di sottrarre qualsiasi individuo libero che solca questa terra alle proprie prerogative soltanto perché l’uomo si ritiene al di sopra della Natura sia SEMPRE da condannare e da combattere.

Crediamo nella liberazione animale e in quella umana dal dominio del più forte.

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Se desideri contribuire alla lotta contro lo sfruttamento e l’uccisione di Animali negli allevamenti, unisciti ai gruppi che, come il nostro, operano sul territorio per divulgare informazioni sulla loro condizione.

Sostieni i gruppi che attivamente operano per la liberazione degli animali dagli allevamenti, da TUTTI gli allevamenti, adotta la filosofia di vita Vegan http://www.vegan3000.info/ e comincia da subito a boicottare le industrie che profittano sulla miseria e sulla sofferenza di miliardi di animali nel mondo.

La tua rinnovata consapevolezza e le tue conseguenti scelte , faranno la differenza per loro.

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/04/03/pelliccia-e-morte-sit-in-a-grosseto/

Olio di Palma? NO Grazie.

Quale è il problema con l’Olio di Palma?

http://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_palma

Gli Orango sono le vittime invisibili allo sguardo di coloro i quali acquistano e consumano tanto regolarmente quanto inconsapevolmente i prodotti alimentari che lo contengono.

Questi primati non riescono a sopravvivere se privati del loro Habitat naturale, la foresta, in particolare, le foreste che sorgono in Indonesia ( Sumatra e Borneo ) le quali vengono rase al suolo dalle  grandi conpagnie industriali per far posto alle piantagioni di palma.

Queste piante producono grossi grappoli di semi che contengono olio dalla quale raffinazione si estraggono combustibili e olii alimentari.

La distruzione delle foreste millenarie e lo sradicamento dei suoi abitanti naturali è un crimine.

E’ nostra responsabilità di cittadini globali quella di non collaborare con le compagnie e con gli individui che traggono un guadagno economico da atti di tale cieca scelleratezza.

Gli Orango sono i primati più grandi al mondo che vivono sui rami degli alberi, vi trscorrono fino al 90 per cento della loro giornata. Abbattere le loro case significa privarli della possibilità di sottrarsi alla caccia dei predoni umani che li uccideranno senza pietà, spesso appiccando il fuoco in maniera indiscriminata ad intere porzioni del loro territorio.

Sono rimasti soltanto 60,000 esemplari di Orango nel mondo ed è estimato che scompariranno completamente entro l’anno 2040 se non si correggono, a loro favore, le politiche di intervento umano nelle aree che ancora li accolgono.
Altri animali della foresta stanno subendo le stesse catastrofiche conseguenze a causa dell’imperativo economico dettato dall’estrazione dell’Olio di Palma, incluse le Tigri di Sumatra, i Rinoceronti di Sumatra e gli Elefanti Pigmei.

E’ importante che riusciamo ad esercitare un impatto critico in quanto consumatori o potenziali consumatori di prodotti che contengono Olio di Palma BOICOTTANDOLI sistematicamente.

Occorre che continuiamo a leggere bene le etichette di quei prodotti che abitualmente acquistiamo come “snacks” :  arachidi, patatine, biscottini salati e una vastissima gamma di prodotti da forno.

Altre informazioni utili a maturare una coscienza in relazione a questo gravissimo problema qui

Quando la presenza di Olio di Palma non viene esplicitamente dichiarata sull’etichetta della confezione è comunque possibile che quest’ultimo sia stato utilizzato e magari listato con altri nomi, in un interessante articolo da leggere qui  si provvede ad elencare una lista di nomi diversi comunemente utilizzati per “confondere” il consumatore.

Seguendo questo link  si può visionare GREEN un documento video che propone in tutta la sua brutalità l’entità del problema.