Archivio per la categoria ‘circo’

Non tutti i rituali di conquista dell’uomo sulla bestia elaborati dall’agri-cultura  mettono in scena lo spettacolo della violenza.

circus-animals-no-fun Alcuni infatti, ricorrono a quelli dell’umiliazione.

I rituali violenti tendono a rafforzare i miti sulla malvagità degli animali e della Natura; quelli dell’umiliazione tendono invece a rafforzare le credenze relative alla stupidità, all’inferiorità e alla volontà degli animali di essere sottomessi al dominio dell’uomo.

Il circo esalta i valori dell’ideologia del dominio riducendo gli animali al livello di giocattoli e pagliacci e, quindi, svalutando la Natura a balocco sottoposto al capriccio umano.

Addobbati con bardature e abiti elaborati e fortemente condizionati da rigide tecniche di addestramento, gli animali del circo mettono in scena comportamenti smaccatamente misurati e innaturali, ideati per far divertire il pubblico.

Ridendo e meravigliandoci di fronte agli esercizi degli animali circensi, riaffermiamo il loro ruolo di buffoni, la loro semplicità e utilità.

Le esibizioni forzate degli animali insegnano ai bambini e ricordano agli adulti che l’uomo è il padrone dell’intero mondo vivente.

Il ruolo del circo come sistema di svalutazione degli animali e della Natura cominciò molto prima dell’era cristiana, allorquando gli antichi egizi iniziarono ad ammaestrare animali e a raccoglierli in parchi molto simili agli zoo attuali.

I greci furono i primi ad ammaestrare leoni, orsi e cavalli e a insegnare loro a danzare, inchinarsi e a fare altri giochi di abilità.

Inventarono anche il primo serraglio itinerante diffondendo così anche nelle zone più periferiche ( laddove l’élite dominante ritenesse ve ne fosse un bisogno ) il messaggio della svalutazione della Natura.

Furono però i romani ad inserire il circo nell’agenda culturale dell’Occidente. Roma infatti innalzò a livelli mai visti in precedenza tale forma di esibizione della supremazia umana sul resto del creato. Nel momento di maggior splendore, il Circo Massimo poteva contenere quasi 200.000 spettatori che assistevano a corse con carri, a combattimenti tra gladiatori e a combattimenti tra animali selvatici.

La loro frequenza, dimensioni e crudeltà sono leggendarie.

Estratto da Un Mondo Sbagliato dell’autore Jim Mason.

 

RussiaCircus_250x250A 1600 anni da allora la tradizione di violenza e di subordinazione ai danni delle specie altre-da-umane continua nonostante i supposti cambiamenti evolutivi della civiltà umana, nonostante le proteste, le manifestazioni, le prese di posizione di moltissime persone in tutto il mondo contro tali tristi, diseducativi spettacoli.

La città di Grosseto continua ad ospitare sul suolo pubblico almeno due volte all’anno questi imprenditori della crudeltà, le amministrazioni locali concedono loro spazi e agibilità.

 

Le autorità di Grosseto autorizzano i puntuali presidi critici contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, principalmente allestiti da questa Associazione , ma condizionati da  tali prescrizioni che, di fatto, relegano la loro azione in angoli distanti dall’attendamento, impedendo ogni contatto  col pubblico che si reca a vedere questi spettacoli.

Nel Settembre del 2011 i nostri attivisti subirono una vile aggressione da parte dei circensi Amedeo Orfei di fronte agli occhi della polizia, malgrado le botte e i livelli di incompetenza mostrata in piazza dagli agenti nel garantire la sicurezza per i manifestanti alcuni di loro furono denunciati .

Il circo di Vienna è attendato a Grosseto dal 5 di Settembre 2014 in piazza Barsanti, zona Via Scansanese, periferia Est della città.

DOMENICA 7 SETTEMBRE PRESIDIEREMO PIAZZA BARSANTI DALLE ORE 16,30.

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The Butchers Inhumanity. ( in lingua inglese )

antispeciesism

Traduzione dell’articolo.

( spunti dalla lettura di ) Sulla cattiva strada.
Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani

Saggio di Annamaria Manzoni ( Sonda edizioni)

http://www.sonda.it/annamaria-manzoni/

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri senzienti: la violenza che distingue ogni singolo atto di aggressione è il comune denominatore che unisce le vittime della sofferenza inflitta agli animali umani e non umani: le crudeltà di cui questi ultimi sono oggetto non deriva sempre dal sadismo individuale di alcuni soggetti insani, ma spesso dall’insanità istituzionalizzata che si accanisce sui corpi a norma di legge nei luoghi noti di sterminio: territori di caccia, macelli, allevamenti, laboratori di vivisezione, dietro le quinte dei circhi.

In questa prospettiva ecco materializzarsi il filo che unisce queste realtà a tutte le altre che hanno come vittime gli umani: territori di guerra, prigioni, ospedali psichiatrici giudiziari, metodi educativi autoritari (…) le interconnessioni tra tutte le forme di violenza manifesta sono innegabili, legali o illegali che siano, come una ragnatela si ampliano e si contagiano reciprocamente.

Facciamo la connessione, ogni tipo di discriminazione e di violenza ai danni di una categoria, di una specie, di una etnia, di una minoranza originano dal medesimo insano impulso votato al delirio di onnipotenza e a quello di dominio con la forza su chi non può difendersi.

Essere vegani e nutrire sentimenti di empatia e di considerazione per gli altri animali OGGI deve coincidere con la capacità di fare altrettanto con gli esseri umani.

Abbiamo tutti letto della tragica storia di Marius, la giraffa uccisa nei giorni scorsi dagli attendenti dello Zoo cittadino di Copenhagen ( Danimarca ) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2555079/Danish-zoo-kills-young-giraffe-deemed-surplus-feeds-lions.html i quali hanno poi fatto a pezzi il corpo dell’animale e dato in pasto ai leoni davanti ad una platea di spettatori, tra loro anche bambini, i quali hanno assistito a tutte le fasi della macabra messa in scena.

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Alcuni di noi avranno anche appreso dell’uccisione di una intera famiglia di leoni presso il Longleat Safari Park ( Regno Unito )

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2554916/Outrage-lioness-cubs-pride-Longleat-leaving-staff-tears.htmls,

Di queste due istituzioni, la prima non disponeva dello spazio sufficiente ( nell’accezione economica del termine ) per dare a Marius una sistemazione all’interno dello Zoo, la seconda, non era più in grado di gestire l’aggressività dei felini, i quali ristretti in sistemazioni non idonee alla loro natura erano divenuti pericolosi gli uni per gli altri.

Viene da chiedersi: ma perché questi sfortunati animali sono stati fatti nascere in cattività?

Né Marius, la giovane giraffa, né Henry il leone, la sua compagna e i loro piccoli erano destinati ad un programma  di inserimento nel loro ambiente naturale.

Tutti loro, nati per trascorrere le loro vite entro degli spazi innaturali, costruiti appositamente dall’uomo per mercificarne le esistenze, avevano un unico scopo, quello di attrarre visitatori disposti a pagare per guardarli da una distanza, per fotografarli o per denigrarli.

Questo è il business di tutti gli Zoo di questo mondo,

http://www.captiveanimals.org/news/2014/02/blog-we-all-need-to-look-at-the-bigger-picture-when-it-comes-to-zoo-surplus

Uno degli aspetti più tristi di questi veri e propri campi di concentramento nei quali migliaia di animali trascorrono miseramente la loro intera vita è quello relativo alla frequenza delle uccisioni mirate, operata dai   manager e dagli operatori dello Zoo, di quegli individui identificati come “surplus”, 200,000 di loro vengono ammazzati soltanto negli impianti di detenzione europei ogni anno. Molti di loro vengono utilizzati come cibo, proprio come è accaduto a Marius.

Come possiamo fare per aiutare gli animali rinchiusi negli Zoo?

Certamente la risposta a questa domanda non può essere trovata all’interno di queste strutture totalizzanti e anacronistiche, le quali NON sono rifondabili.

La risposta, come quasi sempre, dobbiamo trovarla dentro di noi, possiamo infatti boicottare simili imprese umane, non sostenendo alcuna di queste istituzioni attraverso l’acquisto di biglietti e l’organizzazione di visite.

Possiamo e dobbiamo rendere note le condizioni di vita ( e le modalità di morte ) di questi schiavi non umani a tutti i nostri parenti, amici, conoscenti affinchè si concretizzi una presa di coscienza vasta e articolata sugli orrori rappresemntati da questi posti, i quali devono chiudere.

Oramai è troppo tardi per salvare Marius e la famiglia di leoni, ma non lo è per le migliaia di altri loro sventurati compagni rinchiusi negli Zoo europei.

Ci avviciniamo al periodo pasquale, ed alcune organizzazioni per la liberazione degli animali inglesi lanceranno una campagna di sensibilizzazione intorno ai drammatici retroscena che distinguono per crudeltà e barbarie tutti gli Zoo europei.

Anche a Grosseto, dove tradizionalmente, almeno una volta all’anno attandano circhi con a seguito animali esotici e non, intendiamo dare risalto a queste vicende con delle iniziative.

Per ora ci inchiniamo con rammarico, rispetto e dolore alla triste fine cui sono stati condannati Marius, Henry e la sua famiglia, tutte vittime del pensiero unico dominante, quello specista antropocentrico, che non consente alla maggioranza degli esseri umani alcuna…umanità, alcuna compassione nel trattamento riservato ai nostri fratelli di altre specie.

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Grazie per alcuni dei contenuti di questo blog a Captive Animals’ Protection Society di Salford, Manchester, UK    http://www.captiveanimals.org/

Le foto dell’evento qui : http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157640790528983/

orfei locandina ADI feb2014 DATA CORRETTA

Sabato 08 Febbraio 2014 dalle ore 14,00 in poi presso Piazza Barsanti, periferia est della città, direzione Scansano, organizziamo un evento di protesta davanti all’attendamento Orfei in città.

La nostra costante, puntuale opera di divulgazione, negli anni, di un messaggio critico nei confronti di chi imprigiona e detiene Animali per renderli degli schiavi e dei pagliacci da fare esibire innanzi a platee umane ( nel migliore dei casi ) poco informate e ( nel peggiore dei casi ) insensibili alla loro immane sofferenza, ha rallentato la frequenza di questi tristi baracconi in città di almeno di due terzi.

Nel Settembre del 2011 subimmo perfino una brutale aggressione http://www.youtube.com/watch?v=vJUV8xM4-6M&feature=share da parte dello staff Orfei in quella stessa piazza e sotto l’assente presenza della polizia di stato la quale anzichè perseguire i colpevoli di tale vile azione contro manifestanti pacifici ebbero l’ardire di denunciare uno di noi per questo altro video http://www.youtube.com/watch?v=yLZ3_ctRsgo&feature=share pubblicato su di un noto social network qualche giorno dopo i fatti – per maggiori info sulla vicenda visitare qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/10/03/il-nostro-attivismo-alla-sbarra-a-grosseto/

Nelle circostanze, non possiamo fare a meno di notare che della media di tre circhi con animali all’anno che si registravano in arrivo a Grosseto fino al 2012, “siamo scesi” ad un solo attendamento annuo ( gli ultimi erano qua da noi sul finire del Febbraio scorso http://youtu.be/Is9L6J-3M5o ).

Grosseto, come del resto anche altri centri urbani relativamente popolosi, stà diventando una piazza scomoda per i circensi.
Benchè la questura ci imponga in maniera, da noi ritenuta, ingiustificata una distanza di centinaia di metri dal luogo dell’attendamento con lo scopo di minimizzare la nostra capacità di entrare in connessione col pubblico pagante, distribuendo loro volantini e letteratura, ma anche ingaggiando garbatamente in un dibattito sull’oggetto della loro presenza e del loro sostegno economico a tali anacronistiche, crudeli manifestazioni, per niente scoraggiati dalla congiuntura sfavorevole promettiamo agli Orfei una accoglienza degna del loro nome.

Per chi desidera partecipare alle varie fasi di preparazione dell’evento contattare senza indugi il 3281544997.

Per partecipare di persona il giorno dell’evento basta unirsi al gruppo di attivisti dalle ore 13,30 in poi, siamo sempre abbastanza chiassosi, cospicui e amiamo le “facce nuove”.
A questo proposito vi invitiamo a portare con voi tutto ciò che produce suoni , ad esempio trombe, coperchi di casseruole, fischietti…ma anche di vestirvi con estro…PER NOI MANIFESTARE IN SOLIDARIETA’ E SUPPORTO AGLI ANIMALI PRIGIONIERI DEI CIRCENSI E’ SEMPRE UNA FESTA! http://youtu.be/BUav2xm73Vw

Se desideri sostenere a distanza il nostro gruppo, puoi farlo non soltanto condividendo le iniziative attraverso il passaparola o attraverso la condivisione degli eventi sulla Rete, ma anche ( e sopratutto lasciatecelo dire ) economicamente.
Accettiamo donazioni piccole e grandi per finanziare la nostra opera sul territorio e per creare massa critica contro le numerose manifestazioni di intolleranza, discriminazione e odio che i nostri fratelli non umani subiscono da soggetti criminali che si sentono Dio e da istituzioni che rappresentano sempre meno le persone e sempre di più gli interessi politici ed economici delle lobbies.

Per donare ad Associazione D’Idee Onlus visita qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Vi aspettiamo COMUNQUE e siete tutt* benvenut* a questa e alle altre iniziative.

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AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

A.D.I.

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti…

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

L’11 settembre 2011, durante lo svolgimento di una manifestazione di protesta regolarmente autorizzata http://adiassociazionedidee.blogspot.it/2011/09/manifestazione-contro-il-circo-orfei-e.html, a Grosseto, due staff del Circo Amedeo Orfei, di fronte ad uno dei due agenti di Polizia che presiedevano l’evento , subito dopo un lancio di grossi sassi da dentro il perimetro del Circo, escono dalla recinzione che cinge l’attendamento e aggrediscono con spintoni, calci e pugni le persone che manifestavano.

Una videocamera registra buona parte del pesante episodio di violenza contro almeno 5 dei  manifestanti .

Di seguito all’aggressione, sollecitati a quanto pare dall’altro agente di polizia presente,  arrivano i “rinforzi”.

Vane furono le richieste degli aggrediti affinchè si procedesse all’identificazione dei responsabili, i quali si erano nel frattempo “ritirati” sotto il tendone del Circo.

Tutti i manifestanti furono identificati, alcuni in seguito indagati e altri ancora, furono denunciati per svariate ipotesi . Uno tra questi subirà un processo quest’anno.

Soltanto recentemente abbiamo scoperto che le 4 denunce  a suo tempo fatte “contro ignoti” e presentate in Questura da chi ha subito l’aggressione quella sera sono state archiviate.

Sembra che la Polizia non sia riuscita a identificare  gli aggressori e questo nonostante che, a corredo delle denunce, fosse stato allegato il CD contenente in chiare immagini  la dinamica dei fatti e i volti  degli aggressori.

  Ecco il video : http://youtu.be/vJUV8xM4-6M

Gli investigatori non sono riusciti a  risalire alle identità dei due che vediamo  nel video sferrare pugni e spintoni a dei manifestanti non violenti, le loro facce in bella evidenza nelle sequenze video.

Non è stato possibile stabilire le loro identità nemmeno associando quelle facce allo Staff  del  Circo Amedeo Orfei.

Il tipo ricciolo con la camicia chiara, lo stesso che durante il pomeriggio prima dell’aggressione si dilettava a insultare a voce alta persino i poliziotti, quello che a un certo punto si è abbassato i pantaloni e ha mostrato il sedere a delle minorenni presenti nel gruppo dei manifestanti, ebbene, quel tipo li stazionò per tutto il tempo ai margini dell’ingresso al Circo vantandosi  coi manifestanti di essere stato lui stesso a picchiare altri come loro, anni prima, sempre qui a Grosseto.

Senza spunti polemici, visto ciò che si rischia ad esporsi in questa città, proponiamo qui un bel fermo immagine di questa persona “ignota”:

ignoto n1

…qui ritratto subito dopo avere sferrato una serie di pugni in faccia a due manifestanti, lo possiamo sentire giustificarsi nel video dicendo che qualcuno avrebbe offeso sua madre …

Questa che segue invece è l’aggressore donna, anche lei “ignota” staff del Circo Amedeo Orfei,  un attimo prima di sferrare una botta in faccia al manifestante che la stava riprendendo:

ignota n2

Per completare il quadro ecco un fermo immagine dove i due aggressori “ignoti” sono ritratti insieme:

ignoto e ignota insieme

Sappiamo che gli Animali nelle loro mani, imprigionati nelle gabbie, non possono difendersi, non possono sottrarsi alle violenze dei loro aguzzinii, i circensi, ma a quanto pare, questi ultimi, possono vantare anche un discreto margine di impunibilità, con episodi tollerati di violenza contro  manifestanti  abbastanza frequenti :

http://www.promiseland.it/2010/01/14/quando-il-pagliaccio-tira-pugni/

la quale cosa li rende ancora più temibili e pericolosi, insomma i circensi hanno la facoltà di menare le mani e di farlo in maniera anonima anche quando vengono ripresi da una telecamera, un bel privilegio per loro, ma un serio rischio alla sicurezza per tutti gli altri.