Archivio per la categoria ‘basta guerre’

unity the movieCi sono voluti sette anni per realizzarlo.

UNITY è il nuovo documentario che, sulla scia di EARTHLINGS , esplora la possibilità che l’Umanità trasformi la propria spinta propulsiva ad esistere da un modello violento – vivere uccidendo – ad uno tanto evoluto quanto auspicato fondato sull’amore e sulla compassione – vivere amando.

UNITY, il nuovo film documentario prodotto da Shaun Monson  sarà disponibile in proiezione nelle sale  worldwide a partire dal 12 di Agosto quest’anno, per la versione con sottotitoli dovremo attendere ancora a lungo temiamo.

La narrativa del nuovo lavoro del regista/attivista americano focalizza sull’incapacità del genere umano di relazionarsi con il mondo vivente SENZA che la dualità culturale che ne caratterizza la storia antagonizzi tristemente e in maniera mortale la possibilità di poter esistere rifacendoci a valori universali quali il rispetto delle alterità, la non violenza e la solidarietà.

5000 anni di vicende e di scoperte tecnologiche continuano a non costituire una garanzia per  la pace intra e inter specifica, i concetti di bene e  male così come quelli di menzogna e  verità continuano a venire pontificate da questo e da quel leader, la politica, la religione, il progresso scientifico, la civiltà tutta sembra avvitata su se stessa in una spirale di abusi e di guerra aperta ai danni dei soggetti più deboli dei vari momenti storici e dell’ambiente che ci ospita.

Per vedere una interessantissima clip nella quale lo stesso Monson ci parla del suo nuovo lavoro navigare qui

Un altro ( più breve ) commento al film di Monson qui

Qui il sito ufficiale di Unity ( the Movement )

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The Butchers Inhumanity. ( in lingua inglese )

antispeciesism

Traduzione dell’articolo.

( spunti dalla lettura di ) Sulla cattiva strada.
Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani

Saggio di Annamaria Manzoni ( Sonda edizioni)

http://www.sonda.it/annamaria-manzoni/

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri senzienti: la violenza che distingue ogni singolo atto di aggressione è il comune denominatore che unisce le vittime della sofferenza inflitta agli animali umani e non umani: le crudeltà di cui questi ultimi sono oggetto non deriva sempre dal sadismo individuale di alcuni soggetti insani, ma spesso dall’insanità istituzionalizzata che si accanisce sui corpi a norma di legge nei luoghi noti di sterminio: territori di caccia, macelli, allevamenti, laboratori di vivisezione, dietro le quinte dei circhi.

In questa prospettiva ecco materializzarsi il filo che unisce queste realtà a tutte le altre che hanno come vittime gli umani: territori di guerra, prigioni, ospedali psichiatrici giudiziari, metodi educativi autoritari (…) le interconnessioni tra tutte le forme di violenza manifesta sono innegabili, legali o illegali che siano, come una ragnatela si ampliano e si contagiano reciprocamente.

Facciamo la connessione, ogni tipo di discriminazione e di violenza ai danni di una categoria, di una specie, di una etnia, di una minoranza originano dal medesimo insano impulso votato al delirio di onnipotenza e a quello di dominio con la forza su chi non può difendersi.

Essere vegani e nutrire sentimenti di empatia e di considerazione per gli altri animali OGGI deve coincidere con la capacità di fare altrettanto con gli esseri umani.