Archivio per la categoria ‘REPRESSIONE’

Sabato scorso, 23 Agosto 2014, alcuni attivisti anti-Corrida hanno realizzato una spettacolare azione diretta finalizzata ad interrompere lo “spettacolo” che stava per tenersi nell’arena di Maubourget, a sud della Francia, saltando sul selciato dalle tribune.

201408251300-fullGli attivisti hanno subito una pesante e brutale azione repressiva da parte della polizia. Quattro di loro sono stati trasportati all’ospedale di Tarbes con fratture e contusioni in diverse parte del corpo, due di loro in gravi condizioni con lesioni al cranio e al bacino.

Un testimone descrive come uno dei giovani attivisti sia stato pestato con una sbarra di ferro da un sostenitore della Corrida mentre sugli spalti gli spettatori più fanatici applaudivano e approvavano.

Già dai giorni prima il corpo speciale della polizia, lo SWAT, si era posto in “allerta” in quanto ci si aspettava una azione di questo tipo organizzata dal gruppo CRAC Europe, non sono serviti i lunghi controlli all’ingresso dell’arena da parte del personale addetto  e della polizia per scongiurare la protesta, infatti almeno 150 attivisti sono riusciti a filtrare all’ingresso spacciandosi per “affezionati” della Corrida.

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L’azione era stata pensata per ritardare o fermare lo svolgimento delle uccisioni dei sei tori in programma, gli attivisti avrebbero dovuto entrare nell’arena, come hanno fatto, e disperdersi tutto intorno con l’intento di  rimanervi il più a lungo possibile prima della loro rimozione forzata.

La polizia è intervenuta rapidamente portandosi nel mezzo dell’arena e utilizzando gas lacrimogeni e manganelli per attaccare gli attivisti.

Sia la polizia che gli “affezionati della Corrida” hanno scaricato la loro rabbia e la loro violenza sui manifestanti i quali sono stati trascinati, percossi, insultati e arrestati.

I presenti confermano che tale livello di efferata violenza non si era mai visto a questo tipo di manifestazioni, sia gli “affezionati” ( molti di loro completamente ubriachi ) che gli agenti hanno infierito sulle persone a terra in maniera così cruenta che si è rischiato di uccidere.

maubourguet_corrida1La Corrida è illegale nel 90% del territorio francese ed è punibile dalla legge con pene fino a due anni di carcere per crudeltà sugli animali. Soltanto nel sud della Francia questo orrendo tipo di manifestazioni vengono consentite e in alcune città gli organizzatori godono di una particolare forma di immunità per i loro atti criminali.

CRAC Europe ha in programma ulteriori momenti di azione diretta volti ad impedire le uccisioni a fronte di un nutrito calendario di manifestazioni che si terranno prossimamente.

L’obiettivo di questo gruppo è la rimozione definitiva di qualsiasi esenzione nell’applicazione della legge nel paese così che anche in questi luoghi  si possa arrivare ad abolire definitivamente e per sempre la Corrida.

Gli attivisti feriti hanno sporto denunce dettagliate alla polizia contro le brutalità subite ( dalla polizia ).

Intanto fuori dall’arena succedeva questo

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orfei locandina ADI feb2014 DATA CORRETTA

Sabato 08 Febbraio 2014 dalle ore 14,00 in poi presso Piazza Barsanti, periferia est della città, direzione Scansano, organizziamo un evento di protesta davanti all’attendamento Orfei in città.

La nostra costante, puntuale opera di divulgazione, negli anni, di un messaggio critico nei confronti di chi imprigiona e detiene Animali per renderli degli schiavi e dei pagliacci da fare esibire innanzi a platee umane ( nel migliore dei casi ) poco informate e ( nel peggiore dei casi ) insensibili alla loro immane sofferenza, ha rallentato la frequenza di questi tristi baracconi in città di almeno di due terzi.

Nel Settembre del 2011 subimmo perfino una brutale aggressione http://www.youtube.com/watch?v=vJUV8xM4-6M&feature=share da parte dello staff Orfei in quella stessa piazza e sotto l’assente presenza della polizia di stato la quale anzichè perseguire i colpevoli di tale vile azione contro manifestanti pacifici ebbero l’ardire di denunciare uno di noi per questo altro video http://www.youtube.com/watch?v=yLZ3_ctRsgo&feature=share pubblicato su di un noto social network qualche giorno dopo i fatti – per maggiori info sulla vicenda visitare qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/10/03/il-nostro-attivismo-alla-sbarra-a-grosseto/

Nelle circostanze, non possiamo fare a meno di notare che della media di tre circhi con animali all’anno che si registravano in arrivo a Grosseto fino al 2012, “siamo scesi” ad un solo attendamento annuo ( gli ultimi erano qua da noi sul finire del Febbraio scorso http://youtu.be/Is9L6J-3M5o ).

Grosseto, come del resto anche altri centri urbani relativamente popolosi, stà diventando una piazza scomoda per i circensi.
Benchè la questura ci imponga in maniera, da noi ritenuta, ingiustificata una distanza di centinaia di metri dal luogo dell’attendamento con lo scopo di minimizzare la nostra capacità di entrare in connessione col pubblico pagante, distribuendo loro volantini e letteratura, ma anche ingaggiando garbatamente in un dibattito sull’oggetto della loro presenza e del loro sostegno economico a tali anacronistiche, crudeli manifestazioni, per niente scoraggiati dalla congiuntura sfavorevole promettiamo agli Orfei una accoglienza degna del loro nome.

Per chi desidera partecipare alle varie fasi di preparazione dell’evento contattare senza indugi il 3281544997.

Per partecipare di persona il giorno dell’evento basta unirsi al gruppo di attivisti dalle ore 13,30 in poi, siamo sempre abbastanza chiassosi, cospicui e amiamo le “facce nuove”.
A questo proposito vi invitiamo a portare con voi tutto ciò che produce suoni , ad esempio trombe, coperchi di casseruole, fischietti…ma anche di vestirvi con estro…PER NOI MANIFESTARE IN SOLIDARIETA’ E SUPPORTO AGLI ANIMALI PRIGIONIERI DEI CIRCENSI E’ SEMPRE UNA FESTA! http://youtu.be/BUav2xm73Vw

Se desideri sostenere a distanza il nostro gruppo, puoi farlo non soltanto condividendo le iniziative attraverso il passaparola o attraverso la condivisione degli eventi sulla Rete, ma anche ( e sopratutto lasciatecelo dire ) economicamente.
Accettiamo donazioni piccole e grandi per finanziare la nostra opera sul territorio e per creare massa critica contro le numerose manifestazioni di intolleranza, discriminazione e odio che i nostri fratelli non umani subiscono da soggetti criminali che si sentono Dio e da istituzioni che rappresentano sempre meno le persone e sempre di più gli interessi politici ed economici delle lobbies.

Per donare ad Associazione D’Idee Onlus visita qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Vi aspettiamo COMUNQUE e siete tutt* benvenut* a questa e alle altre iniziative.

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AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

A.D.I.

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti…

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

Ecco  il testo dell’articolo del Luglio scorso apparso sul Mariv, uno dei principali quotidiani israeliani, che tratta della liberazione, con una operazione clandestina, del vitello 269

articolo news israeliano 269 liberato

http://www.nrg.co.il/online/1/ART2/501/132.html?hp=1&cat=402

Quattro mesi dopo la liberazione di 105 galline da un allevamento, gli attivisti del movimento Free269 hanno colpito ancora, questa volta in una operazione che calza a pennello i loro riferimenti culturali. Un comunicato anonimo spedito alla nostra redazione informa che il vitello numero 269, l’individuo che ha ispirato l’intero movimento, è stato liberato dagli attivisti in seguito ad una operazione di infiltrazione nella fattoria che lo deteneva momenti prima che venisse condotto alla macellazione.
Questo atto di liberazione è stato concepito ed eseguito da tre membri del movimento. “Non ho niente a che fare con questa particolare operazione” ha dichiarato il fondatore di Free269 Sasha Boojor, “ ciò che unifica e definisce l’essenza degli attivisti del nostro movimento è l’idea che ogni animale dovrebbe essere reso libero dalla vita di sofferenza a cui sono condannati ed ogni uno di coloro i quali si rifanno a questo convincimento non fanno che metterne in pratica il concetto in base alla loro libera iniziativa”.

Secondo quanto contenuto nel comunicato anonimo, l’operazione cominciò dopo un mese di raccolta di informazioni e di appostamenti. Gli attivisti sono riusciti a tagliare delle sbarre di ferro dalla gabbia nella quale era detenuto, insieme ad altri,  il vitello, raggiungendolo nello spazio dove si trovava. Gli attivisti dichiarano che dopo una dura lotta con l’animale sono riusciti a dirigerlo dentro ad un automezzo nelle vicinanze con l’ausilio di una fune per poi andarsene con lui dall’area dove sorge l’impianto. Il vitello è stato poi trasportato in un luogo sicuro dove pian piano si stà ristabilendo dalla lunga prigionia.

269 profilo fb lucia

Il movimento Free269 ha soltanto pochi mesi ed è stato fondato in Israele nell’ottobre dello scorso anno, mentre l’idea che lo promuove e che lo anima risale al maggio 2012, data in cui il vitello che gli ha dato il nome venne alla luce in un allevamento per la produzione di carne, “da allora – continua Sasha Boojor – lo abbiamo tenuto d’occhio e, durante una delle nostre visite più recenti, notammo che egli era stato spostato altrove. Preoccupati che potesse essergli accaduto qualcosa di brutto lo abbiamo cercato fino a che uno dei nostri compagni, Tal Gilboa, approcciato il manager dell’impianto, gli fu riferito che il vitello n. 269 era stato portato in un luogo specifico in cui avrebbe dovuto ingrassare rapidamente prima della macellazione. Da allora abbiamo continuato a monitorarlo. A Luglio sarebbe dovuto essere avviato al macello…è stato davvero salvato in extremis” – continua Boojor.

“Dal momento in cui la notizia dell’avvenuta liberazione del vitello è stata diffusa dal sito del movimento si è osservata una notevole, estatica, presa d’atto da parte di attivisti e simpatizzanti da ogni parte del globo. Questa operazione ha rappresentato un evento storico e mi auguro che divenga fonte di ispirazione in tutto il mondo” – continua  Boojor.

Il movimento Free269 ha condotto numerose azioni di protesta radicali per divulgare il proprio messaggio di amore a Tel Aviv, incluso il più noto, nel corso del quale I volontari che hanno preso parte ad una performance in strada si sono lasciati marchiare a fuoco il numero 269 sulle braccia. Da allora il movimento ha assunto una visibilità globale e azioni simili sono state riprodotte, utilizzando modalità e scenografie delle più varie, in almeno altre 60 città nel mondo da altrettanti gruppi che hanno seguito il modello israeliano di fare attivismo radicale.

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Un’altra delle azioni condotte a Tel Aviv è consistita nella posa in opera di teste tagliate di diversi animali cosiddetti “da reddito” in alcune fontane cittadine  durante la notte insieme all’introduzione nelle loro acque di polveri coloranti che ne resero l’aspetto “rosso sangue”, queste operazioni ebbero grande risonanza e si scatenò un dibattito pubblico sulla questione dei macelli, ci furono anche una serie di arresti.

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Il vitello 269 era soltanto uno degli individui destinati ad una vita e ad una sorte terrificante, in maniera tragica, milioni di questi animali soffrono similmente per mano dell’uomo e per conto dell’industria alimentare che ne commercializza i corpi.

Il vitello 269 è stato liberato, ma l’obiettivo primario del nostro movimento è quello di liberare TUTTI gli animali reclusi e di sottrarli ad un destino di sofferenza e morte” – conclude  Boojor.

Ecco alcune fasi della liberazione, fonte : https://www.facebook.com/269calf

Ecco alcune fasi della liberazione, fonte : https://www.facebook.com/269calf

269 nella sua nuova dimora, nello scatto coi suoi liberatori

269 nella sua nuova dimora, nello scatto coi suoi liberatori

Per informazioni ulteriori sulla filosofia che anima il movimento: https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/03/

http://269life.com

Free269 Su You Tube :

https://www.youtube.com/user/269lifecom?feature=watch

L’11 settembre 2011, durante lo svolgimento di una manifestazione di protesta regolarmente autorizzata http://adiassociazionedidee.blogspot.it/2011/09/manifestazione-contro-il-circo-orfei-e.html, a Grosseto, due staff del Circo Amedeo Orfei, di fronte ad uno dei due agenti di Polizia che presiedevano l’evento , subito dopo un lancio di grossi sassi da dentro il perimetro del Circo, escono dalla recinzione che cinge l’attendamento e aggrediscono con spintoni, calci e pugni le persone che manifestavano.

Una videocamera registra buona parte del pesante episodio di violenza contro almeno 5 dei  manifestanti .

Di seguito all’aggressione, sollecitati a quanto pare dall’altro agente di polizia presente,  arrivano i “rinforzi”.

Vane furono le richieste degli aggrediti affinchè si procedesse all’identificazione dei responsabili, i quali si erano nel frattempo “ritirati” sotto il tendone del Circo.

Tutti i manifestanti furono identificati, alcuni in seguito indagati e altri ancora, furono denunciati per svariate ipotesi . Uno tra questi subirà un processo quest’anno.

Soltanto recentemente abbiamo scoperto che le 4 denunce  a suo tempo fatte “contro ignoti” e presentate in Questura da chi ha subito l’aggressione quella sera sono state archiviate.

Sembra che la Polizia non sia riuscita a identificare  gli aggressori e questo nonostante che, a corredo delle denunce, fosse stato allegato il CD contenente in chiare immagini  la dinamica dei fatti e i volti  degli aggressori.

  Ecco il video : http://youtu.be/vJUV8xM4-6M

Gli investigatori non sono riusciti a  risalire alle identità dei due che vediamo  nel video sferrare pugni e spintoni a dei manifestanti non violenti, le loro facce in bella evidenza nelle sequenze video.

Non è stato possibile stabilire le loro identità nemmeno associando quelle facce allo Staff  del  Circo Amedeo Orfei.

Il tipo ricciolo con la camicia chiara, lo stesso che durante il pomeriggio prima dell’aggressione si dilettava a insultare a voce alta persino i poliziotti, quello che a un certo punto si è abbassato i pantaloni e ha mostrato il sedere a delle minorenni presenti nel gruppo dei manifestanti, ebbene, quel tipo li stazionò per tutto il tempo ai margini dell’ingresso al Circo vantandosi  coi manifestanti di essere stato lui stesso a picchiare altri come loro, anni prima, sempre qui a Grosseto.

Senza spunti polemici, visto ciò che si rischia ad esporsi in questa città, proponiamo qui un bel fermo immagine di questa persona “ignota”:

ignoto n1

…qui ritratto subito dopo avere sferrato una serie di pugni in faccia a due manifestanti, lo possiamo sentire giustificarsi nel video dicendo che qualcuno avrebbe offeso sua madre …

Questa che segue invece è l’aggressore donna, anche lei “ignota” staff del Circo Amedeo Orfei,  un attimo prima di sferrare una botta in faccia al manifestante che la stava riprendendo:

ignota n2

Per completare il quadro ecco un fermo immagine dove i due aggressori “ignoti” sono ritratti insieme:

ignoto e ignota insieme

Sappiamo che gli Animali nelle loro mani, imprigionati nelle gabbie, non possono difendersi, non possono sottrarsi alle violenze dei loro aguzzinii, i circensi, ma a quanto pare, questi ultimi, possono vantare anche un discreto margine di impunibilità, con episodi tollerati di violenza contro  manifestanti  abbastanza frequenti :

http://www.promiseland.it/2010/01/14/quando-il-pagliaccio-tira-pugni/

la quale cosa li rende ancora più temibili e pericolosi, insomma i circensi hanno la facoltà di menare le mani e di farlo in maniera anonima anche quando vengono ripresi da una telecamera, un bel privilegio per loro, ma un serio rischio alla sicurezza per tutti gli altri.

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PASSEGGIATA PER IL CORSO CITTADINO PER DARE RISALTO ALLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI IMPRIGIONATI, SCUOIATI, UCCISI DALL’INDUSTRIA DELL’ABBIGLIAMENTO LA QUALE, PROMUOVE IN MANIERA VERGOGNOSA TALI PRATICHE INSERENDO PARTI DI PELO O DI PELLICCIA IN GIACCHE, GIUBBOTTI, CAPPOTTI, GUANTI, SCARPE, CAPPELLI, BORSE.

CHIEDIAMO A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO UN CUORE DI FERMARSI E DI CONSIDERARE LA PROVENIENZA DI QUESTI INSERTI PRIMA DELL’ACQUISTO, DI INFORMARSI SULLA CRUDELTA’ INSITA NELLA PRODUZIONE DEGLI INSERTI, DI FARSI UNA IDEA PROPRIA E DI NON CEDERE ALLA PRESSIONE DELLA MODA E DELLA MASSIFICAZIONE.

NON INDOSSARE, NON REGALARE, NON COMPRARE PELLICCE.

CHIEDIAMO IL BOICOTTAGGIO TOTALE DI TUTTI I NEGOZI, DI TUTTE LE MARCHE, DI TUTTI GLI STILISTI CHE SI OSTINANO A UTILIZZARE E A VENDERE INDUMENTI IN DI QUESTO TIPO.

LIBERAZIONE ANIMALE PER LA NOSTRA LIBERAZIONE DAL LORO DOMINIO, DALLA LORO VIOLENZA, DALL’IDEA CHE IL FORTE POSSA SCHIACCIARE L’INERME.

Qui è disponibile il video dell’intera iniziativa:

http://youtu.be/b-v3jlGWO3s

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Come scritto in altra parte di questo Blog https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/12/12/grosseto-ma-quale-democrazia/ due di noi, accusati dalla Digos di essere i “promotori” di una “riunione non autorizzata” che a loro dire si sarebbe concretizzata con l’organizzazione del  “flash mob” a cui si riferiscono le foto di questo post, verranno processati per tale “reato”,  il procuratore della repubblica Alessandro Leopizzi ci ha trasmesso l’avviso di conclusione delle “indagini” preliminari  copia del quale pubblichiamo qui sotto per rendere pubblica la situazione

testo denuncia 24 11 12 passeggiata pag1-con dati erasedtesto denuncia 24 nov 12 passeggiata pag2 con dati erased CUTCome si può leggere dal testo del verbale si è criminalizzata, assegnandole dei tratti che chiaramente non la hanno connotata, una passeggiata tra persone affini i quali per loro individuale, autonoma volontà hanno improvvisato una iniziativa pacifica e  silenziosa.

Per trascinarci in tribunale  sono stati utilizzati gli articoli 110 del codice penale ( concorso in reato ) e  18 n.773 del regio decreto, quest’ultima una legge liberticida del 1931 emanata durante il regime fascista.

Altri commenti alla cosa sono del tutto superflui.