Archivio per la categoria ‘censura a Grosseto’

sea shepherd logoHo appena ascoltato Captain Paul Watson di Sea Shepherd in una intervista su Watching the Hawks, programma di attualità in lingua inglese su Russia Today TV e ho constatato che:
1) Egli NON è mosso dalla compassione per i cetacei massacrati così selvaggiamente durante il “festival” Grind nelle isole Faeroe ( Danimarca ) in quanto esseri senzienti dotati di capacità di comprendere ciò che accade loro e di soffrire, piuttosto per via del fatto che quelle creature marine ” non appartengono ai loro carnefici ” questo connota il personaggio in questione quale è: un ” conservazionista “, vale a dire un uomo che crede nella bugia del dominio antropocentrico secondo la quale la Natura va difesa dagli eccessi della civiltà umana così possiamo continuare a sfruttarla e ad abusarne.
2) Egli NON obietta ai macelli, agli allevamenti intensivi e ai processi industriali dello sfruttamento degli altri animali tanto quanto obietta all’uccisione dei cetacei per via del fatto che ” negli oceani ci sono soltanto 128,000 esemplari estimati di cetacei pilot ( il tipo che viene spinto a riva e ucciso dagli isolani ogni anno ) contro i miliardi di polli, pecore, mucche e maiali che invece “popolano” la terra ferma “. In altre parole, le stragi vanno bene quando sono “sostenibili”
3) Egli NON abbraccia la filosofia Vegan evidentemente o lo fa per motivi che possiamo considerare “indiretti”, infatti afferma che ” la carne di cetaceo fa male per via del mercurio che contiene e che gli adulti che costringono i loro figli non solo a prendere parte alla mattanza stagionale di queste creature ma anche a consumare le loro vittime mangiandosele andrebbero denunciate per ” abuso sui minori”.

Un repertorio di vedute davvero deprimente considerato lo status di EROE accordato al signor Watson in tutto il mondo da attivisti e simpatizzanti per la liberazione degli animali e dai  media simpatetici con la causa di Sea Shepherd, organizzazione la quale ( come risulta da questo articolo  ) sembra finanziata, oltre che da sinceri donatori minori, da lotterie nazionali, da miliardari entrepeneurs e da personaggi dello spettacolo dai dubbi curricula politici.

In totale, sembra che gli introiti di Sea Shepherd sommati a quelli di altre organizzazioni minori che si oppongono all’uccisione dei cetacei ammontino a quasi 30 milioni di dollari all’anno.
Verrebbe da chiedersi : ma con questa montagna di quattrini e di supporto quali sono i risultati? Qualche balena morta in meno?
Che nel mondo, grazie a Watson tutti sanno cosa accade in quelle sperdute isole danesi dove il mare per qualche ora dal 24 di Luglio si tinge di rosso e dove si può testimoniare, da una distanza, la follia omicida di un migliaio di fanatici armati di lance, asce e coltelli che seviziano e uccidono dei pesci indifesi?
30 milioni di dollari.
Vicino a Grosseto c’e’ un posto che si chiama Madonnino, li opera una macello industriale in grado di ammazzare 12,000 vitelli all’anno e dall’aprile scorso ha cominciato a farlo. verso il macello del madonnino
A parte qualche isolato attivista nessuno se ne cura granchè di quelle vite la, nessuno investe un centesimo per opporsi a quel tipo di impresa, i grossetani magari neanche lo sanno e comunque alla maggioranza di loro, inclusi gli “animalisti”,  non potrebbe interessarsi di meno delle brutture dei macelli, delle ferite in termini culturali e antropologici inferte da tale cieca, seriale e istituzionalizzata violenza sulla coscienza collettiva della comunità locale, nessuno presta attenzione alle urla strazianti di quelle vittime nel tunnel della morte, con la puzza del sangue dei loro compagni appena sgozzati, delle urla di scherno e delle botte dei loro aguzzini umani, gli “operatori” dell’impianto.
Come quello del Madonnino, in provincia di Grosseto ci sono almeno altri 4 impianti che continuano ad uccidere, nel normalizzato e totale menefreghismo, animali fatti nascere dagli allevatori appositamente per venire macellati e divorati da orchi/consumatori senza una morale etica che li guidi nel momento in cui  il languorino allo stomaco si fa sentire.
L’intelletuale e filosofo canadese, teorico della comunicazione Herbert Marshall McLuhan sosteneva che “…the medium is the message…”, come dire, la presentazione spettacolare che si rende, a livello di grandi sistemi di comunicazione, ad un evento ne svuota alterandone automaticamente la percezione dei contenuti.
CONCLUSIONI : Il vero attivismo che si ispira alla reale liberazione dalla schiavitù , non è affatto spettacolare, procura guai e tedio senza fine a chi lo pratica, non attira donazioni miliardarie, ma sopratutto NON fa granchè notizia nello scenario globalizzato della comunicazione odierno.
PTT
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piuttosto nudi ADI

Ci addentriamo in Autunno ed è impellente in noi la necessità di tornare in strada per riproporre immagini e discorsi su  di una delle più efferate e inutili crudeltà contro gli animali, in strada  per mostrarne gli effetti e per promuovere una riflessione in coloro i quali, sbadatamente, non hanno ancora fatto la connessione.

L’industria globale delle pellicce, proprio perchè in declino  stà cercando di “piazzare” sui mercati di mezzo mondo i suoi stock di manti animali rimasti invenduti negli anni precedenti, i prezzi sono stati abbassati e alcuni stilisti invitati a considerare la possibilità di utilizzare inserti in pelliccia ancora più diffusamente di quanto non stia già accadendo.

I pellicciai locali intanto, in questi giorni, lanciano le  solite desolanti campagne pubblicitarie per attirare nei loro lugubri saloni della morte nuovi clienti, le proposte osservate vanno da “colora la tua vecchia pelliccia” a “ritiriamo pagando in contanti la tua vecchia pelliccia” – evidentemente gli affari non vanno così bene e occorre quindi investire massicciamente in cartelloni e poster sparsi in decine di angoli della città per scommettere in un cambiamento di rotta e realizzare un qualche profitto questo autunno/inverno.

Da parte nostra desidereremmo non vedere più  pezzi di corpo di animale scuoiato come feticci dell’orrore sui cappucci, sulle maniche, sui colletti di giubbotti e cappotti esibiti senza pudore da persone incuranti o inconsapevoli del tremendo carico di sofferenza che gli animali, vittime della vanità e dell’indifferenza umana sono costretti a pagare ,  almeno 400 milioni di individui  periscono ogni anno per mano dell’industria delle pellicce.

Queste vittime  non hanno che noi per rappresentare la loro miseria e la loro disperazione : catturati nelle trappole, nati negli allevamenti, rinchiusi nelle gabbie https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/08/30/contro-ogni-schiavitu-contro-ogni-allevamento/

NON COMPRARE, NON REGALARE, NON INDOSSARE alcun capo in pelliccia o con inserti in pelliccia

…che questi ultimi siano derivati da cani, gatti, procioni, volpi, conigli o visoni non fa alcuna differenza.

Nel 2014 non esistono scuse, per ripararci dal freddo e dal vento possiamo  utilizzare indumenti realizzati con materiali di origine sintetica e non derivati dallo sterminio di creature innocenti che come noi hanno la capacità di gioire, di soffrire, di desiderare la libertà.

Per realizzare questa iniziativa ci occorrono pellicce e inserti in pelliccia che utilizzeremo nel flash-mob in programma il 25 Ottobre 2014, se ne disponi e intendi liberartene fallo in modo militante! Chiama il 3281544997.

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Se vuoi darci una mano nell’organizzazione dell’evento fatti sentire anche attraverso un SMS o un messaggio qui di seguito, i nostri occhi sono aperti.

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

A.D.I.

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti…

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

A scuola di Violenza coi Cacciatori

Disdicevole mix di  leggerezza e faziosità, quello messa in atto dai dirigenti scolastici delle scuole elementari di Gavorrano e di Giuncarico (GR), i quali hanno aperto le porte degli istituti  ai cacciatori e permesso loro di  impartire agli alunni, un “messaggio di sensibilizzazione verso la Natura e di tutela per l’ambiente” http://www.ilgiunco.net/2013/03/08/alla-scoperta-di-boschi-e-fauna-bambini-e-cacciatori-insieme-per-un-giorno-con-larcicaccia/ Sembra una presa in giro ma c’e anche chi difende questa scelta scellerata http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/arci-caccia-a-scuola-comunisti-italiani-rispetto-per-le-idee-degli-altri-e-solidarieta-alla-preside/ la stessa testata che ha dato notizia di simile operazione disabilita poi i commenti dei lettori a questo articolo/comunicato dell’Arci evidentemente per risparmiare agli autori una fiumana di critiche http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/larci-caccia-risponde-alla-lav-nessuna-violenza-nelliniziativa-e-parte-lappello-per-la-solidarieta-dai-cittadini/ tanto per essere chiari da che parte essi siano schierati.
A noi tocca ribadire, nelle modalità e con i mezzi di cui disponiamo , che l’attività venatoria è distruzione violenta delle biodiversità ed è in antitesi con qualunque idea si abbia in relazione all’esercizio di principi quali il RISPETTO e la GIUSTIZIA. Non è possibile parlare di Rispetto di fronte a qualcuno che imbraccia un fucile e spara a sangue freddo su di una creatura di un altra specie solo per divertirsi. Non è possibile parlare di Giustizia a fronte di bande armate di cacciatori che imperversano sul territorio terrorizzando gli altri e seminando plastica, piombo e sangue sulla loro scia. Evidentemente invece per i presidi delle scuole elementari dell’Istituto comprensivo “Pascoli” di Gavorrano-Scarlino questo tipo di attività rientra nella norma e dignitosamente si può iscriverla nel curriculum didattico di quegli istituti.
A niente valgono i dati relativi alle vittime umane della caccia http://www.vittimedellacaccia.org/ se proprio vogliamo arroccarci a tutti i costi dietro ad una ideologia specista basata sulla presunzione che noi esseri umani, in quanto cognitivamente più avanzati, possiamo fare a tutte le altre specie animali tutto quanto non votrremmo venisse fatto a noi e ai nostri figli.
Quello che troviamo maggiormente avvilente in tutta questa vicenda è che i Media locali continuano a prestarsi alla propaganda dei cacciatori, a diffondere le loro sanguinolenti gesta quasi con toni epici, noi diremmo decisamente ebeti, da Il Tirreno, coi loro patetici concorsini in cronaca locale su chi è l’assassino dell’anno http://www.federcacciatoscana.it/archivio-completo-delle-notizie/597-grazie-tirreno.html, a il Giunco “quotidiano on line della Maremma” uno dei promulgatori di questo progetto nelle scuole, senza rendersi conto del danno culturale e antropologico che le loro scelte editoriali di campo contribuiscono a realizzare nell’immaginario popolare locale e, in particolare, sulla capacità dei soggetti più giovani di riuscire a svincolarsi, un giorno, dal pensiero oscurantista e isolazionista che il mantenimento di tradizioni mortifere e retrograde quali la Caccia tendono a consolidare intorno aloro. Il tutto in uno scenario in cui i cacciatori sono sempre meno tollerati e in esigua minoranza http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2012/08/08/755540-centinaia_doppiette_fodero.shtml
Coloro i quali desiderano che la crudele e macabra pratica della Caccia scompaia dalla faccia del territorio, così da ristabilire una possibilità di contatto e un equilibrio con esso, finalmente liberi, come lo sarebbero gli animali che vi dimorano, dal sentirsi sotto una permanente minaccia di morte o menomazione grave ad opera di qualche lunatico in tuta mimetica, non possono che esprimere rammarico e sconcerto alla situazione di Gavorrano-Giuncarico, ma al tempo stesso, continuare ad attivarsi per la divulgazione di nozioni di Amore, di Compassione e di Responsabilità per i più deboli, i bambini e gli Animali non umani, perchè sono i primi a farne le spese dovendo subire un modello educativo fondato su dei principi sbagliati, perchè sono i secondi, gli Animali, ad essere investiti da questo immenso carico di sofferenza e di paura.

QUI DI SEGUITO IL COMUNICATO DI QUESTA ASSOCIAZIONE PUBBLICATO DA IL GIUNCO IL 15 MARZO 2013:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/15/associazione-didee-chi-imbraccia-unarma-non-puo-insegnare-ai-bambini/

In merito all’attività svolta da Arci Caccia nelle scuole di Gavorrano ci sentiamo in dovere di dire che chi imbraccia un’arma e si diverte a uccidere animali non umani, non può di certo insegnare ai bambini il rispetto verso gli animali stessi.

Comunisti Italiani non possono assolutamente parlare di civiltà, lezioni civiche e discorsi simili, difendendo i cacciatori che, grazie a una legge voluta da Mussolini nel Ventennio, possono entrare armati, spesso con arroganza e prepotenza, nelle terre di agricoltori e iniziare a sparare a tutto ciò che si muove.

La Caccia non ha niente a che fare col Comunismo, la Caccia era la pratica della nobiltà che tanto hanno odiato i comunisti negli anni passati.

La scuola dovrebbe insegnare gli aspetti della vita con razionalità e imparzialità. Una associazione venatoria non insegna il rispetto degli animali ma insegna che uccidere un animale è lecito. La mente sgombera di un bambino, libera da condizionamenti, non concepirebbe mai una cosa del genere.

L’intento di Arci-caccia è proprio quello di immettere nelle loro menti sgombere e pacifiche, la concezione che uccidere un animale non umano indifeso è cosa giusta.

Il Bene e il Male fanno parte di questo mondo e non abbiamo il compito di giudicare noi, ma abbiamo di certo il dovere di ostacolare coloro che si appropriano del diritto di condizionare le menti ancora libere dei bambini.

Pertanto invitiamo le autorità competenti a interrompere qualunque forma di collaborazione con il mondo venatorio e le loro associazioni.

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ANCHE “FARE GROSSETO” CRITICA DURAMENTE L’INIZIATIVA ELABORATA DAI CACCIATORI E DALLA PRESIDE DELLE SCUOLE:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/fare-grosseto-ai-bambini-va-insegnato-il-rispetto-per-la-vita-di-ogni-essere-vivente/

ECCO IL TESTO :

«Ai bambini si deve insegnare il rispetto per l’ambiente e per la vita di qualsiasi essere vivente». Anche Fare Grosseto entra nella polemica del progetto formativo della scuola di Gavorrano Scarlino. «Si legge sulla stampa locale che l’Arcicaccia organizza un progetto di Educazione Ambientale nelle scuole primarie, elaborato dai cacciatori, con la partecipazione di centinaia di bambini».

«Non comprendiamo come può un cacciatore rispettare l’ambiente e avere amore per gli animali da trasmettere ai bambini – prosegue Fare Grosseto -, se imbraccia un fucile seminando morte per divertimento. Per non parlare poi dell’inquinamento provocato dai residui di piombo che vengono a contatto con i terreni generalmente coltivati. Fare Grosseto vorrebbe ricordare a chi è preposto all’educazione dei bambini, che ci sono specialisti dell’ambiente che possono fare progetti di Educazione Ambientale che non sono certo i cacciatori».

ECCO UN COMMENTO CHE NOI CONDIVIDIAMO ALLA NOTA DI “FARE GROSSETO” il quale, censura permettendo, dovrebbe apparire anche sulle pagine de Il Giunco :

Condividiamo in pieno i contenuti di questa nota e ci chiediamo: dov’e’ la Garante per i Minori della Toscana, signora Grazia Sestini la quale soltanto due settimane fa invocava i codici da lei custoditi per far oscurare un manifesto antispecista affisso a Grosseto da una Onlus locale, ritenuto improprio in quanto raffigurava un bambolotto di plastica in un contenitore di styrophom e incellofanato come se si trattasse di cibo http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2013/03/05/854567-la-lettera-di-campagne-per-gli-animali-al-garante-dei-minori-della-toscana.shtml
In quell’occasione le autorità locali e i Media contribuirono coi loro commenti ed articoli a creare un caso dalla risonanza nazionale.
Nel fattispecie della preside di questi istituti, di queste scuole elementari, nessuna figura preposta al controllo si attiva per esprimere alcun chè.
Viene dunque un dubbio sulla autorevolezza dell’istituzione guidata dalla Sestini e sull’autenticità delle parole della dirigente sul sito della Regione Toscana, in un testo di ” saluti ai protagonisti di domani ” ella afferma : “E’ mia intenzione vigilare perché i diritti di bambini e adolescenti siano ovunque rispettati, perché l’alta qualità dei servizi della nostra regione venga mantenuta, perché le famiglie e le altre agenzie educative siano sostenute, soprattutto nei momenti di difficoltà”.
Come si possono conciliare programmi didattici sani e moralmente solidi rivolti a dei bambini in tenera età con il contatto “formativo” in aula e fuori con persone abituate a sparare e ad uccidere animali inermi, per divertimento?
Il Servizio scolastico non ha forse fallito completamente nei suoi intenti educativi?
La Preside che ha permesso e i suoi colleghi che hanno promosso tali iniziative dentro le due scuole non dovrebbero subire quantomeno uno scrutinio per verificare la loro idoneità al ruolo che svolgono? Nessuna sanzione da invocare in questo caso?
Signora Sestini?

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COMUNISTI ITALIANI pubblicano un nuovo comunicato su Il Giunco : http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/comunisti-italiani-liniziativa-di-arci-caccia-va-estesa-a-tutte-le-scuole-della-provincia/ commenti al quale sono nuovamente censurati, tra quelli critici NON visibili il seguente:

Chi è più fondamentalista di colui che imbraccia un fucile e che uccide qualcun altro?
Si perchè se parliamo di estremismo, correggetemi se sbaglio, il peggior tipo di questi non può che essere della “varietà” violenta, armata, organizzata per uccidere, che pone fine o menoma gravemente la vita, la sicurezza o la qualità della vita di altri soggetti senzienti.
Il problema è che per i cacciatori gli Animali NON sono soggetti capaci di provare emozioni, non sono individui attaccati alla propria vita, ai propri piccoli e al territorio dove dimorano.
Per i cacciatori gli Animali sono “prede” ridotte al mero status di “oggetti di proprietà” da usare, proprio come faremmo con un paio di scarpe o con un utensile.
Basta vedere come trattano i cani.
C’e’ poco da discutere con chi non assegna a degli individui, seppur di altre specie da quella umana, una dignità pari a quella di qualunque altra creature che solca la terra ( o il mare ) e che, in conseguenza a questo precetto, li discrimina in quanto “esseri inferiori” per poi giustificarne la distruzione.
Cosa dire poi della “rabbia e dell’odio” che secondo Comunisti Italiani nutrirebbero coloro i quali sono mossi da sentimenti avversi alla pratica venatoria?
Forse isi intende sostenere che chi si oppone all’uccisione di qualcunaltro lo farebbe mosso da tali sentimenti negativi?
Magari solo per effetto di una antipatia verso la categoria, quella dei cacciatori, i quali invece sarebbero spinti a fare quello che fannoda una amorosa benevolenza verso gli altri?
Fatemi un piacere.
La critica all’errore antropocentrico di considerarci come “razza eletta e suprema” e in ragione di questo, di adottare con presunzione ideologica pratiche di sopraffazione e di sfruttamento letale sul resto del mondo vivente, è argomentazione solida, è principio etico inattaccabile, questo ci basterebbe per chiedere l’abolizione della caccia se i nostri interlocutori fossero in buona fede e nella posizione di considerare le conseguenze dei loro agiti nei confronti delle vittime di questi.
Noi desideriamo una società libera dalla violenza e dalla discriminazione del forte sul debole, noi staimo dalla parte degli oppressi e per il disarmo dei cacciatori altro che posizioniq “fritte e rifritte” .

censura1

La redazione de Il Giunco, con questa ossequiosa pratica non  stà facendo un gran servizio alla propria immagine, probabilmente non hanno capito che la forza della Rete risiede proprio nella sua capacità organica di promuovere il pluralismo delle idee  fornendo a tutti un canale per poterle esprimere. Il Giunco è disperato, troppi commenti critici ai suoi articoli e comunicati pro-Caccia  impongono alla Redazione  una agenda censoria irrefrenabile che colloca l’azione di tale   politica in sincronia  con quella espressa dalla Grosseto ” che conta “, quella dei partiti, dei gruppetti di potere e delle altre organizzazioni conservatrici che con la loro azione concertata ( e sconcertante) asfissiano da decenni la città ( PTT )

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SIAMO ALL’ APOTEOSI, alla Resa dei Conti:

ArciCaccia e Il Giunco insieme, ancora una volta, democraticamente, pluralisticamente ( salvo che se mandate commenti critici, come ribadito più volte, ve li censurano, quindi non perdete tempo a farlo ) amorevolmente insieme, in un delirio di proporzioni epiche, alla ricerca della perfetta definizione del cacciatore romantico, benevolo, dall’intelletto agile e moderno, un vero amante della Natura, insegnante  di valori autentici e portatore di questi al servizio delle nuove generazioni, promotore di conoscenza e virtu’ , ma sopratutto. cultore dell’attività venatoria, una attività per “anime meno belle”: UCCIDERE (erm erm …) a fucilate, con le trappole, con le lame, con la clava, persino a mani nude se una natura meno severa col genere umano, avesse dotato almeno loro degli apparati adeguati per farlo, il coraggio non gli manca di certo!

Ma ecco che nell’articolo/comunicato/” minaccia di azione legale contro tutti” si elogia non tanto l’atto dell’uccisione della preda, quanto piuttosto quella del “cacciare”, del “predare”, insomma non si tratta banalmente di sport, si sbilancia a dire il signor Logi,  si preme infatti quel grilletto con distacco e con un pizzico di dispiacere e di sconforto ( non per colui che subirà l’azione dilaniante della fucilata naturalmente ) insomma una sorta di ANTI CLIMAX.

Il signor Massimo Logi di ArciCaccia continua poi chiamando a se per difendere la sua attività preferita ( uccidere )  sotto vile attacco dei gruppi animalisti ( loro si, mossi da odio,  disprezzo e genericità )  tutte le altre associazioni di cacciatori, tutta l’allegra confraternita dei 4per4 e delle tute mimetiche, tutti insieme per un epocale ultima frontiera, uno scontro finale per il trionfo della giustizia e della verità, perchè ” la caccia è antica come il tempo” e “concorre al mantenimento degli habitat ed al rafforzamento delle popolazioni selvatiche” ,

Il Logi invita poi alla lotta contro l’ipocrisia e contro la scompostezza, e ancora, contro la “presunta superiorità etica” di chi si oppone alla loro sana arte ( quella di ammazzare, inquinare, invadere il territorio, formarsi in bande armate ecc. ecc ) tutte le persone oneste e competenti, alcuni di loro addirittura laureati (… )

Il soliloquio si conclude con la seguente chicca ; ” il voler denigrare la passione ed il divertimento ( dei cacciatori ) significa disconoscere una forza evolutiva che nel corso dei millenni ha accompagnato lo sviluppo intellettivo dell’umanità».

Tanto buffo quanto tragicamente patetico, l’ennesimo  capitolo nella saga  di ArciCaccia  elevata, sulle pagine virtuali de Il Giunco,  ad una posizione sublimale di  paladina, ingaggiata in  un titanico atto di affrancamento a beneficio tutta una categoria, un vero delirio , appunto.

cacciatore spaventato

Tentativo di censura del Mega Cartellone antispecista a Grosseto

Campagne per gli Animali www.campagneperglianimali.org comunica di aver ricevuto un provvedimento ingiuntivo da parte dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) nel quale gli viene chiesto di non proseguire con le pubblicazioni di “Chi mangi oggi?” https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/03/03/video-interviste-sulla-vicenda-chi-mangi-oggi/ su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, la ditta incaricata dell’affissione del mega cartellone antispecista in città  (la Semar s.a.s. di Grosseto) aveva deciso di propria iniziativa di provvedere al suo oscuramento, in conseguenza dell’ordine di rimozione ricevuto da CBS Outdoors di Milano dalla quale dipende.
Secondo le intenzioni della ditta di Grosseto il tutto doveva avvenire oggi giovedì 7 marzo.

La nostra Associazione ha quindi fatto pervenire, nella serata di ieri, alla ditta in questione una diffida “a dare corretta esecuzione al mandato commerciale” (e quindi intimando la ditta incaricata a non rimuovere il mega cartellone) da parte del proprio legale, l’avvocato Carlo Prisco di Milano.

Di seguito pubblichiamo i documenti a causa dei quali potremmo subire un atto di censura.

per visionare i ocumenti:

Provvedimento ingiuntivo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) http://www.campagneperglianimali.org/web/wp-content/uploads/2013/03/provedimento-ingiuntivo-n-32-13-iap.pdf
Ordine di rimozione comunicato da CBS Outdoor a Semar s.a.s. http://www.campagneperglianimali.org/web/wp-content/uploads/2013/03/comunicazione-cbs-a-semar.pdf