Archivio per la categoria ‘No alla Caccia’

Alcuni gruppi parlamentari hanno depositato una proposta in questi giorni che includerebbe sotto l’articolo 660 bis del codice penale il reato di “disturbo” agli atti di caccia e pesca.

Questa chicca si apprende da un articolo apparso sul sito Caccia e Tiro, uno di quei luoghi della Rete dove si sostiene che ammazzare chi non può sottrarsi a tali atti di efferata crudeltà non soltanto è lecito e dovrebbe essere attività tutelata dalle normative vigenti, ma che addirittura si deve alla pratica venatoria la sopravvivenza stessa della specie umana! Divieto di caccia_613Il redattore del delirante articolo continua presentando la caccia come uno strumento moderno ed essenziale per “regolamentare” la presenza della “fauna” nel nostro territorio e quindi, non più configurato come semplice “prelievo” di esemplari dall’ambiente, ma una attività di protezione degli animali e del territorio che li ospita sostenuta adesso da teoremi scientifici che in nessun caso può venire osteggiata da questi pazzi estremisti “ i sedicenti animalisti” i quali si cimenterebbero in ogni tipo di azione delinquenziale, dal taglio delle gomme delle autovetture dei cacciatori, alla turbativa delle battute attraverso l’ausilio di sirene, campanacci ed altri dispositivi.

Le orde di buffoni in mimetica che girano armati nelle campagne e sui loro pick up per le strade, decisi a tutto pur di sparare, terrorizzare, uccidere, inquinare, ma sopratutto di dare un insano senso compiuto alle loro miserabili, inutili esistenze cimentandosi nel processo in tali barbare pratiche, dovrebbero poterlo fare, secondo Caccia e Tiro, senza alcuna ingerenza, senza alcuna critica da parte della maggioranza della popolazione di questo paese che invece desidererebbe fare a meno di imbattersi nelle loro pietose battute, di sentire i loro osceni spari e altrettanbto osceni resoconti narrativi, di riscontrare i danni incalcolabili inflitti all’ambiente e ai corpi degli altri animali, di subire, insomma, la presenza e l’intrusione violenta nella loro vita da parte di una esigua categoria di prepotenti armati e ben sostenuti dalle lobby che li rappresenta a tutti i livelli.

Il catalogo di luoghi comuni continua nell’articolo con l’immancabile appunto circa i costi monetari, in termini di licenze ed autorizzazioni, che i poveri cacciatori devono sopportare per poter continuare a dedicarsi a tale bieco passatempo; i nostri eroi d’altro canto non sono solo dei semplici cittadini, seppur vittimizzati dalle circostanze, affascinati dall’esercizio gratuito della violenza, ma – si continua nell’articolo – dei soggetti titolari di “particolari requisiti psico-fisici a conseguire un’abilitazione tecnica, non facile ad ottenersi, rilasciata dalle strutture pubbliche competenti”.

Il nuovo “reato”, come si auspica nella proposta di legge in oggetto, dovrebbe venire punito con l’arresto fino a sei mesi o con una commisurata sanzione amministrativa fino a 1200 euro.

Alcuni dati per rendersi conto di cosa parliamo quando ci opponiamo alla Caccia ( e alla Pesca ):

150 milioni di uccelli e milioni di altri animali vengono uccisi ogni anno dai cacciatori, con pallottole (17.500 tonnellate annue di piombo disperse nell’ambiente) oppure con trappole, tra i quali: 32.349 cervi solo in Trentino,12.000 lepri, 38.000 fagiani, 27.000 allodole, 50.000 cesene, 180.000 merli e inoltre caprioli, volpi, conigli selvatici, cinghiali, camosci, daini, mufloni, galli cedroni, beccacce, anatre selvatiche, tortore, martore, tassi, oche selvatiche e molti altri di cui non si conoscono esattamente le cifre…per non contare gli animali domestici (cani e gatti) che cadono vittima del gusto di uccidere dei cacciatori.

Con la stagione venatoria aperta ogni secondo muoiono 7 animali a causa di questa.

Almeno 50 persone sono morte nell’ultima stagione di caccia, vale a dire in media 1 ogni tre giornate di caccia e non si tratta soltanto di cacciatori, ma anche di persone che si “trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato”. FONTE : http://www.no-alla-caccia.org

In questi giorni l’Associazione Vittime della Caccia pubblicherà il tradizionale Dossier annuale aggiornato alla stagione 2014/2015 i quali orrori contabili potranno venire consultati qui a partire da Venerdì 30 Gennaio 2015.

Il triste riscontro che le vittime non terrestri della psicopatia umana, i pesci, non ricevano neppure dai circoli animalisti, grande attenzione o simpatia corrisponde con tutta probabilità alle modalità di uccisione loro riservate ( asfissia piuttosto che altro ) e al loro ambiente di vita ( e di morte ) spesso percepito distante e separato dal nostro.

Per un approfondimento sulla capacità do soffrire di queste creature e sul saccheggio quotidiano che viene compiuto nei mari a scopi commerciali seguite questo link : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/06/01/urla-mai-udite-la-sofferenza-dei-pesci/

dear hunter

Caro ( anonimo ) cacciatore, fai al mondo un piacere : estinguiti.

INTANTO…………………

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L’omaggio lasciato agli attivisti dall’anonimo sostenitore della pratica venatoria, un atto che sà di intimidazione stile mafioso.

Qualche degno rappresentante della categoria dei cacciatori (( una sparuta minoranza secondo gli ultimi dati disponibili elaborati da Coldiretti su verifiche ISTAT , un numero che registra un andamento decrescente essendo passati da 1.701.853 nel 1980 (3% dell’allora popolazione italiana) a 751.876, nel 2007 (1,2% dell’attuale popolazione italiana) con una drastica riduzione del 55,8% (57,9% in rapporto alla popolazione italiana) –  solo in Toscana sono comunque 110 mila )), una categoria che, come sappiamo bene, si diletta a fare del male e a uccidere soggetti non umani che si trovano nell’incapacità  di difendersi, una categoria di individui trincerati dietro una doppietta o, come in questo caso, dietro l’anonimato: la scorsa notte ha lasciato questo “omaggio” nella cassetta della posta presso la sede legale di questa Associazione.

Se mai ce ne fosse stato il bisogno il vigliacco omuncolo che ha compiuto questo ridicolo gesto non fa che rafforzare il convincimento di coloro i quali scrivono, vale a dire che la pratica venatoria ( UCCIDERE PER DIVERTIMENTO o meglio esercitare impunemente una grave turbe mentale ) deve essere abolita, i cacciatori rieducati al rispetto e al confronto civile con le comunità nelle quali albergano e delle quali simboleggiano in ogni loro vile atto la bassezza morale e culturale che li distingue.

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The Butchers Inhumanity. ( in lingua inglese )

antispeciesism

Traduzione dell’articolo.

( spunti dalla lettura di ) Sulla cattiva strada.
Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani

Saggio di Annamaria Manzoni ( Sonda edizioni)

http://www.sonda.it/annamaria-manzoni/

Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri senzienti: la violenza che distingue ogni singolo atto di aggressione è il comune denominatore che unisce le vittime della sofferenza inflitta agli animali umani e non umani: le crudeltà di cui questi ultimi sono oggetto non deriva sempre dal sadismo individuale di alcuni soggetti insani, ma spesso dall’insanità istituzionalizzata che si accanisce sui corpi a norma di legge nei luoghi noti di sterminio: territori di caccia, macelli, allevamenti, laboratori di vivisezione, dietro le quinte dei circhi.

In questa prospettiva ecco materializzarsi il filo che unisce queste realtà a tutte le altre che hanno come vittime gli umani: territori di guerra, prigioni, ospedali psichiatrici giudiziari, metodi educativi autoritari (…) le interconnessioni tra tutte le forme di violenza manifesta sono innegabili, legali o illegali che siano, come una ragnatela si ampliano e si contagiano reciprocamente.

Facciamo la connessione, ogni tipo di discriminazione e di violenza ai danni di una categoria, di una specie, di una etnia, di una minoranza originano dal medesimo insano impulso votato al delirio di onnipotenza e a quello di dominio con la forza su chi non può difendersi.

Essere vegani e nutrire sentimenti di empatia e di considerazione per gli altri animali OGGI deve coincidere con la capacità di fare altrettanto con gli esseri umani.

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Associazione D’Idee Onlus è composta da un  gruppo di persone che negli ultimi 4 anni, attraverso il loro attivismo, ha adottato, introducendola a Grosseto, la filosofia antispecista nel discorso di critica radicale all’esistente.

Con le nostre iniziative intendiamo promuovere attraverso l’autogestione delle attività la pratica militante del veganismo etico e il valore universale del rispetto incondizionato di tutto il mondo dei viventi.

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Per definire l’Antispecismo potrebbe essere essenziale riuscire a comprendere il significato e gli effetti sulla nostra vita dell’ideologia dominante.

Questo apparato di norme e di tradizioni, ma soprattutto il potere esercitato dalle elite che si sono susseguite al comando, ha condizionato in maniera decisiva l’evoluzione umana nel passaggio storico e antropologico che, da un mondo ricco di vita e di spirito, la condusse ad abbracciare l’agri-cultura , quella transizione che trasformò l’ economia di raccolta in quella agraria e di sfruttamento sistematico del suolo e degli animali ad opera dei nostri antenati avvenuta 10,000 anni fa.

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Lo SPECISMO ha caratterizzato da allora l’organizzazione sociale umana forzandone lo svolgersi su dei rigidi valori gerarchici, in feroce contrapposizione con la Natura.

La nostra specie si è elevata fuori dalla Natura e la lotta per vivere, per affermare i modelli economici e politici stabiliti, le modalità con cui gli uomini si adattano all’ambiente servendosi delle risorse, hanno prodotto risultati distruttivi e incompatibili con l’ambiente stesso, saccheggiando questo ultimo, riducendo in schiavitù gran parte delle popolazioni non umane del pianeta e discriminando quelle umane a seconda di criteri diversi in epoche diverse ( razzismo, sessismo, classismo ecc ).

La perdita del rapporto di reciprocità, fondato sull’integrazione con il territorio che ci ospita e sull’empatia con gli altri animali nel corso dell’evoluzione della società appare un processo inarrestabile.

Tale processo si è caratterizzato in modo diverso a seconda del contesto e ha prodotto cambiamenti impressionanti, prospettive catastrofiche per tutti.

La vera esistenza del pianeta è messa a rischio dai comportamenti e dalle trasformazioni derivanti l’attività dell’uomo.

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Chiamiamo tale perdita nel rapporto di reciprocità con il mondo vivente Specismo, ovvero la pretesa superiorità della specie umana sull’universo che lo ospita.

Chi si oppone a tale pretesa superiorità si rifà all’antispecismo, quel movimento filosofico, politico e culturale che lotta contro l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio veicolata dalla società umana.

Benché l’idea che le organizzazioni umane possano disporre a proprio piacimento di ogni altro essere vivente sia profondamente radicata, noi crediamo che per contrastarne il disegno di dominio globale si possa fare molto oggi, ogni giorno, attraverso l’utilizzo delle nostre facoltà e attraverso l’esercizio di scelte ragionate, abbracciando subito la filosofia vegan in quanto strumento essenziale nello sviluppo di spazi aspecisti liberati.

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LINKS :

http://www.manifestoantispecista.org/web/

http://www.compartir.it/eco/

http://technoterrasoundsystem.wordpress.com/

 

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2014/02/13/news/orrore-a-scansano-la-testa-del-lupo-appesa-a-un-palo-1.8660082

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La crisi globale delle aziende è sicuramente dovuta a scelte politiche assolutamente sbagliate come quella della globalizzazione e del libero commercio, tanto voluta dai  governi occidentali che si sono susseguiti negli ultimi decenni, voluta dalle multinazionali e dai potenti  gruppi di pressione formati dalle elite mondiali.

http://cambiailmondo.files.wordpress.com/2013/07/imperialismo_globale_collanaa4.pdf

Tutto ciò a discapito delle popolazioni meno tutelate, delle popolazioni umane e non umane, degli altri animali, sempre più uccisi e torturati; a discapito dell’ambiente sempre più espoliato; a discapito delle aziende italiane che si son viste calare le vendite e aumentare le tasse; a discapito dei lavoratori esteri, sfruttati come fossero schiavi, senza alcun diritto.

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2014/01/24/news/immigrazione_schiavi_golfo-76740094/

le uniche agenzie che ci hanno guadagnato sono state le banche,  le grandi imprese multinazionali e i managers dei bonus multimilionari. Insomma, ci hanno guadagnato  coloro che erano già ricchi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/20/il-patrimonio-di-85-super-ricchi-e-pari-a-quello-della-meta-piu-povera-del-pianeta/851319/

Per stringere il discorso sull’attualità della nostra provincia, in una tale situazione generale, anche la pastorizia maremmana ne ha risentito.

Nel malcontento generale, con i politici che non smettono mai di imporre le proprie linee di austerity e  e pretendere sempre maggiori “sacrifici” dai contribuenti, i predatori della maremma, spesso cani inselvatichiti derivati proprio dalla pastorizia o dalla caccia, sono diventati il capro espiatorio col quale prendersela e i quali prendere a fucilate.

http://www.lanazione.it/cronaca/2013/12/29/1002689-maremma-lupi.shtml

Il malcontento dei pastori deriva soprattutto dalle errate scelte politiche e dal tasso fiscale esageratamente alto cui le loro imprese devono sottostare.

Affiancata a questa catastrofica situazione imprenditoriale, subentra di forza il problema della violenza su cui si basa ogni forma di allevamento https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/01/07/abolizione-della-carne-a-grosseto-2014/
In natura l’unica legge esistente prevede che il più forte mangia il più debole perchè ogni essere vivente deve produrre energia consumando altra vita. In natura non esistono nè etica nè giudizio. Ma nel momento in cui la necessità di sopravvivenza scompare, nel momento in cui possiamo scegliere di cosa nutrirci e nel momento in cui abbiamo una conoscenza tale da poter produrre tutto il cibo vegetale di cui abbiamo bisogno e che, a differenza del cibo di origine animale, non provoca malattie, subentra logicamente l’etica, la capacità di scegliere e quindi il giudizio.

http://www.vegan3000.info/

Non è forse sbagliato dire che anche grazie al latte l’uomo è sopravvissuto a situazioni drammatiche come i due dopoguerra, ma bisogna essere ben consapevoli che adesso ci troviamo in uno spazio di tempo completamente diverso, dove non c’è scarsità di cibo bensì eccesso.

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Quello che desideriamo è l’avvento di una  cultura non violenta basata per prima cosa su di un modello di alimentazione che  non prevede, in nessun caso,  l’uccisione di animali o la morte per mancanza di cibo di nessun umano in alcuna parte del mondo https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/07/23/piu-carne-mangiamo-meno-persone-mangiano/

Consapevoli che tutti i cittadini maremmani hanno la possibilità di scegliere di cosa nutrirsi, chiediamo a tutti loro di scegliere di non mangiare più quei prodotti derivati dagli allevamenti, dallo sfruttamento e dalla morte degli animali.

Chiediamo altresì, con uno sforzo dialettico,  a tutti i pastori, ormai in crisi e senza futuro, di iniziare a progettare una graduale conversione delle loro aziende, orientandosi versa la produzione di formaggi vegetali o altri prodotti elaborati e di qualità sempre di origine vegetale.

Chiediamo ancora, a costoro di non prendersela con i lupi se il loro fatturato cala. Vi chiediamo di prendervela con lo Stato che sta martoriando di tasse le imprese o con voi stessi prendendo atto della vostra incapacità di seguire il mercato che si sta finalmente orientando verso la non violenza.

Per concludere, non possiamo non notare quanto le associazioni di categoria di allevatori, pastori, macellai e altri mestieranti del lucro sulla morte altrui si siano posti su di una linea difensiva

https://www.facebook.com/notes/associazione-didee/lagnello-sgozzato-e-i-lupi-cattivi/624952007572324

a fronte della situazione loro pesantemente sfavorevole generata  dal   calo vertiginoso del consumo di carne di agnello, la quale cosa dipende un pò dalla crisi e molto dalla presa di coscienza delle persone in rispetto alla questione morale.

GDM

Alle 5 del mattino senti le voci e i cani girare fuori la mia dimora e nel bosco.

Alle 7 senti voci nel bosco, la gente che gira con i vestiti rifrangenti e cani in tutto il terreno e senti il traffico dei fuoristrada che salgono e scendono dal monte.

Alle 8.30, finito di raccogliere lo zafferano, decidi di salutare uno di questi individui che molto maleducatamente ti passa affianco, scaccia il mio cane e nemmeno ti saluta.

Chiedi cosa stesse succedendo (come se già non lo sapessi cosa stesse succedendo).

E ti viene risposto che sono in cerca del branco di cinghiali e ti da il permesso, questo individuo, a casa tua, di entrare nel bosco a fare una passeggiata finchè non è deciso dove fare la posta.

Alle 10 in punto, circa trenta macchine, tra fuoristrada e furgoni per le carcasse, passano sulla strada impedendoti di uscire.

La gente si ferma a chiederti di restare dove sei per non impedire il passaggio alla squadra e qualcuno ti chiede pure cosa ci facesse un lettino per il sole nel tuo terreno.

Finita la carovana di auto dirette sul Monte alla posta, riesci ad andare finalmente via a essiccare lo zafferano.

Più di 30 auto, circa 50 persone con diversi cani.

A sparare sotto una azienda faunistico-venatoria con tanto di governo ai cinghiali fatto nel bosco. Questa non è caccia, è mattanza.

Stamattina a decine perderanno la vita, io ho perso il mio territorio, scacciato da gente autorizzata a minacciarti con un fucile in mano e a darti il permesso per entrare o meno a casa tua.

E se per difenderti dalle minacce, per difendere il tuo territorio, si rispondesse a tono? Che cosa accadrebbe allora?

Tutti gli animali difendono il loro territorio, lo fanno mentre l’uomo ha inventato leggi scritte che nulla hanno a che fare con Madre Terra.
L’Italia consente questo, dai politici ai cittadini che silenziosi chiudono gli occhi davanti alla richiesta di aiuto di agricoltori e animali.

L’Italia è un buon paese? I cacciatori, brava gente?

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Per altre storie sull’operato dei cacciatori visitare anche qui : http://oanimalista.wordpress.com/category/la-gogna-per-cacciatori/

A scuola di Violenza coi Cacciatori

Disdicevole mix di  leggerezza e faziosità, quello messa in atto dai dirigenti scolastici delle scuole elementari di Gavorrano e di Giuncarico (GR), i quali hanno aperto le porte degli istituti  ai cacciatori e permesso loro di  impartire agli alunni, un “messaggio di sensibilizzazione verso la Natura e di tutela per l’ambiente” http://www.ilgiunco.net/2013/03/08/alla-scoperta-di-boschi-e-fauna-bambini-e-cacciatori-insieme-per-un-giorno-con-larcicaccia/ Sembra una presa in giro ma c’e anche chi difende questa scelta scellerata http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/arci-caccia-a-scuola-comunisti-italiani-rispetto-per-le-idee-degli-altri-e-solidarieta-alla-preside/ la stessa testata che ha dato notizia di simile operazione disabilita poi i commenti dei lettori a questo articolo/comunicato dell’Arci evidentemente per risparmiare agli autori una fiumana di critiche http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/larci-caccia-risponde-alla-lav-nessuna-violenza-nelliniziativa-e-parte-lappello-per-la-solidarieta-dai-cittadini/ tanto per essere chiari da che parte essi siano schierati.
A noi tocca ribadire, nelle modalità e con i mezzi di cui disponiamo , che l’attività venatoria è distruzione violenta delle biodiversità ed è in antitesi con qualunque idea si abbia in relazione all’esercizio di principi quali il RISPETTO e la GIUSTIZIA. Non è possibile parlare di Rispetto di fronte a qualcuno che imbraccia un fucile e spara a sangue freddo su di una creatura di un altra specie solo per divertirsi. Non è possibile parlare di Giustizia a fronte di bande armate di cacciatori che imperversano sul territorio terrorizzando gli altri e seminando plastica, piombo e sangue sulla loro scia. Evidentemente invece per i presidi delle scuole elementari dell’Istituto comprensivo “Pascoli” di Gavorrano-Scarlino questo tipo di attività rientra nella norma e dignitosamente si può iscriverla nel curriculum didattico di quegli istituti.
A niente valgono i dati relativi alle vittime umane della caccia http://www.vittimedellacaccia.org/ se proprio vogliamo arroccarci a tutti i costi dietro ad una ideologia specista basata sulla presunzione che noi esseri umani, in quanto cognitivamente più avanzati, possiamo fare a tutte le altre specie animali tutto quanto non votrremmo venisse fatto a noi e ai nostri figli.
Quello che troviamo maggiormente avvilente in tutta questa vicenda è che i Media locali continuano a prestarsi alla propaganda dei cacciatori, a diffondere le loro sanguinolenti gesta quasi con toni epici, noi diremmo decisamente ebeti, da Il Tirreno, coi loro patetici concorsini in cronaca locale su chi è l’assassino dell’anno http://www.federcacciatoscana.it/archivio-completo-delle-notizie/597-grazie-tirreno.html, a il Giunco “quotidiano on line della Maremma” uno dei promulgatori di questo progetto nelle scuole, senza rendersi conto del danno culturale e antropologico che le loro scelte editoriali di campo contribuiscono a realizzare nell’immaginario popolare locale e, in particolare, sulla capacità dei soggetti più giovani di riuscire a svincolarsi, un giorno, dal pensiero oscurantista e isolazionista che il mantenimento di tradizioni mortifere e retrograde quali la Caccia tendono a consolidare intorno aloro. Il tutto in uno scenario in cui i cacciatori sono sempre meno tollerati e in esigua minoranza http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2012/08/08/755540-centinaia_doppiette_fodero.shtml
Coloro i quali desiderano che la crudele e macabra pratica della Caccia scompaia dalla faccia del territorio, così da ristabilire una possibilità di contatto e un equilibrio con esso, finalmente liberi, come lo sarebbero gli animali che vi dimorano, dal sentirsi sotto una permanente minaccia di morte o menomazione grave ad opera di qualche lunatico in tuta mimetica, non possono che esprimere rammarico e sconcerto alla situazione di Gavorrano-Giuncarico, ma al tempo stesso, continuare ad attivarsi per la divulgazione di nozioni di Amore, di Compassione e di Responsabilità per i più deboli, i bambini e gli Animali non umani, perchè sono i primi a farne le spese dovendo subire un modello educativo fondato su dei principi sbagliati, perchè sono i secondi, gli Animali, ad essere investiti da questo immenso carico di sofferenza e di paura.

QUI DI SEGUITO IL COMUNICATO DI QUESTA ASSOCIAZIONE PUBBLICATO DA IL GIUNCO IL 15 MARZO 2013:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/15/associazione-didee-chi-imbraccia-unarma-non-puo-insegnare-ai-bambini/

In merito all’attività svolta da Arci Caccia nelle scuole di Gavorrano ci sentiamo in dovere di dire che chi imbraccia un’arma e si diverte a uccidere animali non umani, non può di certo insegnare ai bambini il rispetto verso gli animali stessi.

Comunisti Italiani non possono assolutamente parlare di civiltà, lezioni civiche e discorsi simili, difendendo i cacciatori che, grazie a una legge voluta da Mussolini nel Ventennio, possono entrare armati, spesso con arroganza e prepotenza, nelle terre di agricoltori e iniziare a sparare a tutto ciò che si muove.

La Caccia non ha niente a che fare col Comunismo, la Caccia era la pratica della nobiltà che tanto hanno odiato i comunisti negli anni passati.

La scuola dovrebbe insegnare gli aspetti della vita con razionalità e imparzialità. Una associazione venatoria non insegna il rispetto degli animali ma insegna che uccidere un animale è lecito. La mente sgombera di un bambino, libera da condizionamenti, non concepirebbe mai una cosa del genere.

L’intento di Arci-caccia è proprio quello di immettere nelle loro menti sgombere e pacifiche, la concezione che uccidere un animale non umano indifeso è cosa giusta.

Il Bene e il Male fanno parte di questo mondo e non abbiamo il compito di giudicare noi, ma abbiamo di certo il dovere di ostacolare coloro che si appropriano del diritto di condizionare le menti ancora libere dei bambini.

Pertanto invitiamo le autorità competenti a interrompere qualunque forma di collaborazione con il mondo venatorio e le loro associazioni.

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ANCHE “FARE GROSSETO” CRITICA DURAMENTE L’INIZIATIVA ELABORATA DAI CACCIATORI E DALLA PRESIDE DELLE SCUOLE:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/fare-grosseto-ai-bambini-va-insegnato-il-rispetto-per-la-vita-di-ogni-essere-vivente/

ECCO IL TESTO :

«Ai bambini si deve insegnare il rispetto per l’ambiente e per la vita di qualsiasi essere vivente». Anche Fare Grosseto entra nella polemica del progetto formativo della scuola di Gavorrano Scarlino. «Si legge sulla stampa locale che l’Arcicaccia organizza un progetto di Educazione Ambientale nelle scuole primarie, elaborato dai cacciatori, con la partecipazione di centinaia di bambini».

«Non comprendiamo come può un cacciatore rispettare l’ambiente e avere amore per gli animali da trasmettere ai bambini – prosegue Fare Grosseto -, se imbraccia un fucile seminando morte per divertimento. Per non parlare poi dell’inquinamento provocato dai residui di piombo che vengono a contatto con i terreni generalmente coltivati. Fare Grosseto vorrebbe ricordare a chi è preposto all’educazione dei bambini, che ci sono specialisti dell’ambiente che possono fare progetti di Educazione Ambientale che non sono certo i cacciatori».

ECCO UN COMMENTO CHE NOI CONDIVIDIAMO ALLA NOTA DI “FARE GROSSETO” il quale, censura permettendo, dovrebbe apparire anche sulle pagine de Il Giunco :

Condividiamo in pieno i contenuti di questa nota e ci chiediamo: dov’e’ la Garante per i Minori della Toscana, signora Grazia Sestini la quale soltanto due settimane fa invocava i codici da lei custoditi per far oscurare un manifesto antispecista affisso a Grosseto da una Onlus locale, ritenuto improprio in quanto raffigurava un bambolotto di plastica in un contenitore di styrophom e incellofanato come se si trattasse di cibo http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2013/03/05/854567-la-lettera-di-campagne-per-gli-animali-al-garante-dei-minori-della-toscana.shtml
In quell’occasione le autorità locali e i Media contribuirono coi loro commenti ed articoli a creare un caso dalla risonanza nazionale.
Nel fattispecie della preside di questi istituti, di queste scuole elementari, nessuna figura preposta al controllo si attiva per esprimere alcun chè.
Viene dunque un dubbio sulla autorevolezza dell’istituzione guidata dalla Sestini e sull’autenticità delle parole della dirigente sul sito della Regione Toscana, in un testo di ” saluti ai protagonisti di domani ” ella afferma : “E’ mia intenzione vigilare perché i diritti di bambini e adolescenti siano ovunque rispettati, perché l’alta qualità dei servizi della nostra regione venga mantenuta, perché le famiglie e le altre agenzie educative siano sostenute, soprattutto nei momenti di difficoltà”.
Come si possono conciliare programmi didattici sani e moralmente solidi rivolti a dei bambini in tenera età con il contatto “formativo” in aula e fuori con persone abituate a sparare e ad uccidere animali inermi, per divertimento?
Il Servizio scolastico non ha forse fallito completamente nei suoi intenti educativi?
La Preside che ha permesso e i suoi colleghi che hanno promosso tali iniziative dentro le due scuole non dovrebbero subire quantomeno uno scrutinio per verificare la loro idoneità al ruolo che svolgono? Nessuna sanzione da invocare in questo caso?
Signora Sestini?

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COMUNISTI ITALIANI pubblicano un nuovo comunicato su Il Giunco : http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/comunisti-italiani-liniziativa-di-arci-caccia-va-estesa-a-tutte-le-scuole-della-provincia/ commenti al quale sono nuovamente censurati, tra quelli critici NON visibili il seguente:

Chi è più fondamentalista di colui che imbraccia un fucile e che uccide qualcun altro?
Si perchè se parliamo di estremismo, correggetemi se sbaglio, il peggior tipo di questi non può che essere della “varietà” violenta, armata, organizzata per uccidere, che pone fine o menoma gravemente la vita, la sicurezza o la qualità della vita di altri soggetti senzienti.
Il problema è che per i cacciatori gli Animali NON sono soggetti capaci di provare emozioni, non sono individui attaccati alla propria vita, ai propri piccoli e al territorio dove dimorano.
Per i cacciatori gli Animali sono “prede” ridotte al mero status di “oggetti di proprietà” da usare, proprio come faremmo con un paio di scarpe o con un utensile.
Basta vedere come trattano i cani.
C’e’ poco da discutere con chi non assegna a degli individui, seppur di altre specie da quella umana, una dignità pari a quella di qualunque altra creature che solca la terra ( o il mare ) e che, in conseguenza a questo precetto, li discrimina in quanto “esseri inferiori” per poi giustificarne la distruzione.
Cosa dire poi della “rabbia e dell’odio” che secondo Comunisti Italiani nutrirebbero coloro i quali sono mossi da sentimenti avversi alla pratica venatoria?
Forse isi intende sostenere che chi si oppone all’uccisione di qualcunaltro lo farebbe mosso da tali sentimenti negativi?
Magari solo per effetto di una antipatia verso la categoria, quella dei cacciatori, i quali invece sarebbero spinti a fare quello che fannoda una amorosa benevolenza verso gli altri?
Fatemi un piacere.
La critica all’errore antropocentrico di considerarci come “razza eletta e suprema” e in ragione di questo, di adottare con presunzione ideologica pratiche di sopraffazione e di sfruttamento letale sul resto del mondo vivente, è argomentazione solida, è principio etico inattaccabile, questo ci basterebbe per chiedere l’abolizione della caccia se i nostri interlocutori fossero in buona fede e nella posizione di considerare le conseguenze dei loro agiti nei confronti delle vittime di questi.
Noi desideriamo una società libera dalla violenza e dalla discriminazione del forte sul debole, noi staimo dalla parte degli oppressi e per il disarmo dei cacciatori altro che posizioniq “fritte e rifritte” .

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La redazione de Il Giunco, con questa ossequiosa pratica non  stà facendo un gran servizio alla propria immagine, probabilmente non hanno capito che la forza della Rete risiede proprio nella sua capacità organica di promuovere il pluralismo delle idee  fornendo a tutti un canale per poterle esprimere. Il Giunco è disperato, troppi commenti critici ai suoi articoli e comunicati pro-Caccia  impongono alla Redazione  una agenda censoria irrefrenabile che colloca l’azione di tale   politica in sincronia  con quella espressa dalla Grosseto ” che conta “, quella dei partiti, dei gruppetti di potere e delle altre organizzazioni conservatrici che con la loro azione concertata ( e sconcertante) asfissiano da decenni la città ( PTT )

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SIAMO ALL’ APOTEOSI, alla Resa dei Conti:

ArciCaccia e Il Giunco insieme, ancora una volta, democraticamente, pluralisticamente ( salvo che se mandate commenti critici, come ribadito più volte, ve li censurano, quindi non perdete tempo a farlo ) amorevolmente insieme, in un delirio di proporzioni epiche, alla ricerca della perfetta definizione del cacciatore romantico, benevolo, dall’intelletto agile e moderno, un vero amante della Natura, insegnante  di valori autentici e portatore di questi al servizio delle nuove generazioni, promotore di conoscenza e virtu’ , ma sopratutto. cultore dell’attività venatoria, una attività per “anime meno belle”: UCCIDERE (erm erm …) a fucilate, con le trappole, con le lame, con la clava, persino a mani nude se una natura meno severa col genere umano, avesse dotato almeno loro degli apparati adeguati per farlo, il coraggio non gli manca di certo!

Ma ecco che nell’articolo/comunicato/” minaccia di azione legale contro tutti” si elogia non tanto l’atto dell’uccisione della preda, quanto piuttosto quella del “cacciare”, del “predare”, insomma non si tratta banalmente di sport, si sbilancia a dire il signor Logi,  si preme infatti quel grilletto con distacco e con un pizzico di dispiacere e di sconforto ( non per colui che subirà l’azione dilaniante della fucilata naturalmente ) insomma una sorta di ANTI CLIMAX.

Il signor Massimo Logi di ArciCaccia continua poi chiamando a se per difendere la sua attività preferita ( uccidere )  sotto vile attacco dei gruppi animalisti ( loro si, mossi da odio,  disprezzo e genericità )  tutte le altre associazioni di cacciatori, tutta l’allegra confraternita dei 4per4 e delle tute mimetiche, tutti insieme per un epocale ultima frontiera, uno scontro finale per il trionfo della giustizia e della verità, perchè ” la caccia è antica come il tempo” e “concorre al mantenimento degli habitat ed al rafforzamento delle popolazioni selvatiche” ,

Il Logi invita poi alla lotta contro l’ipocrisia e contro la scompostezza, e ancora, contro la “presunta superiorità etica” di chi si oppone alla loro sana arte ( quella di ammazzare, inquinare, invadere il territorio, formarsi in bande armate ecc. ecc ) tutte le persone oneste e competenti, alcuni di loro addirittura laureati (… )

Il soliloquio si conclude con la seguente chicca ; ” il voler denigrare la passione ed il divertimento ( dei cacciatori ) significa disconoscere una forza evolutiva che nel corso dei millenni ha accompagnato lo sviluppo intellettivo dell’umanità».

Tanto buffo quanto tragicamente patetico, l’ennesimo  capitolo nella saga  di ArciCaccia  elevata, sulle pagine virtuali de Il Giunco,  ad una posizione sublimale di  paladina, ingaggiata in  un titanico atto di affrancamento a beneficio tutta una categoria, un vero delirio , appunto.

cacciatore spaventato