Archivio per marzo, 2013

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269 è un gruppo di attivisti per i diritti degli animali che ha iniziato una Campagna e che cura una pagina web http://269life.net/  ed una su Facebook http://www.facebook.com/269calf  , il numero 269 che è stato impresso a fuoco sulla pelle degli attivisti era il numero designato per un vitello prigioniero in un allevamento in Israele. Questo anonimo animale resterà per sempre immortalato sui corpi di chi si è lasciato marchiare e forse tale messaggio di solidarietà riuscirà a favorire un nuovo modo di vedere gli animali non umani.

Nessun altro essere senziente dovrebbe venire sfruttato per soddisfare i desideri degli umani, è per questo che è stato scelto di ricalcare tale preciso metodo di mercificazione di esseri viventi, così da trasmettere precisamente questa idea.

La ragione principale per cui è stata fatta questa Campagna è che, così com’e’, il movimento per i diritti degli animali coi suoi toni troppo levigati, non può continuare, è tutto troppo convenzionale. Se andiamo a esaminare i successi storici del movimento ci rendiamo conto quanto tutto sia “troppo poco” o realizzato “troppo tardi”. Non possiamo più aspettare perché ogni secondo di attesa significa orribile sfruttamento e uccisione di animali innocenti http://www.adaptt.org/killcounter.html

C’e’ bisogno di maggiore azione e di una azione più incisiva.

L’olocausto quotidiano non può continuare mentre sediamo e sorridiamo alle persone che lo causano. Questa terribile situazione richiede una  soluzione più veloce  e creativa di quanto non lo siano gli atti di distribuire dei  pieghevoli informativi, cliccare “mi piace” sull’ennesima pagina di Facebook o partecipare ad un’altra manifestazione animalista.

L’iniziativa della marchiatura a fuoco è un esempio di come si può tentare di massimizzare l’impatto delle nostre idee a livello complessivo, ma non è il massimo che possiamo fare. Questa azione è sorretta da una strategia che tiene in considerazione la realtà globale, non quella locale.

L’Olocausto Animale è di dimensioni enormi e si consuma in ogni paese, in ogni cultura, per questo occorre che si cominci ad affrontare il problema globalmente piuttosto che localmente, altrimenti non cambierà mai niente. Dobbiamo riuscire ad essere ancora più efficienti, dobbiamo fare tutto ciò che è possibile fare per gli animali.

La reazione più comune osservata in chi assiste alle iniziative di marchiatura degli attivisti è quella dove si esprime “shock”, ma i video realizzati e postati sulla rete attraggono tante più persone di quanto non si riesca a fare nelle piazze e quello stesso “shock” si riscontra nell’altissima risonanza registrata in termini di diffusione di questi materiali e di copertura da parte dei media.

Con queste iniziative e con l’emissione dei relativi video sulla Rete possiamo contemplare il raggiungimento di milioni di persone in tutto il mondo  https://www.youtube.com/results?search_query=269%2Bbranding&oq=269%2Bbranding&gs_l=youtube.3…51461.52082.0.52353.2.2.0.0.0.0.91.181.2.2.0…0.0…1ac.1.yvcY_Jb_yWo

I commenti che si raccolgono intorno alla pubblicazione in Rete di questi materiali si dividono in due ceppi, quelli positivi del tipo “bellissima manifestazione, vi supporto!” e quelli negativi in cui si accusano gli attivisti di essere dei fanatici.

Occorre rendersi conto che il potenziale che qualcuno raggiunto dal nostro messaggio diventi vegan e che cominci a supportare la lotta contro lo sfruttamento degli animali non dipende dal tipo di azioni che facciamo. In qualsiasi tipologia di azione si incontrano gradi di opposizione, anche per quelle “morbide”, anche quando si volantinano le persone per la strada. Il punto è che le persone le quali non sono interessate al benessere degli animali ( la stragrande maggioranza delle popolazioni umane ) rimarranno oppositori alle nostre idee indipendentemente da come le spargiamo, non riusciremo mai a fare diventare vegan quel tipo di persone. Allo stesso tempo, coloro i quali decidono di abbracciare questa filosofia, lo faranno comunque e a prescindere da noi. Questa è la ragione per cui gli attivisti che aderiscono alla rappresentazione delle loro idee attraverso tali iniziative decidono di farlo, sappiamo che  metodi diretti e scioccanti di fare attivismo non scoraggerebbero mai qualcuno che avesse  potenzialmente un interesse a partecipare nella lotta per la liberazione degli animali. Queste azioni, da molti ritenute controproducenti, attraggono invece una esposizione mediatica e globalmente significativa con un minimo di tempo e di denaro investiti.

Il movimento per i diritti degli animali più tradizionalista cerca capri espiatori su ogni frangente nel tentativo di identificare le ragioni della propria scarsa incisività, li cerchiamo sui contenuti del nostro messaggio, incolpiamo la Cultura dominante, oppure l’Educazione e questo perché non vogliamo fronteggiare la verità: le persone se ne fregano.

Ci lamentiamo che le persone dovrebbero aprire gli occhi e divenire maggiormente consapevoli sugli orrori dell’Olocausto Animale, adesso è arrivato il momento che anche il Movimento arrivi a fare la stessa cosa. Nessuno può alienarsi le volontà concordi degli altri con le proprie azioni, alla maggioranza degli “altri” non gli importa niente della nostra ideologia punto e basta, anche per questo è fondamentale che l’intero Movimento sostenga le azioni giudicate più estreme senza considerarne compromessa la carica etica che da loro slancio.

Uno degli scopi della campagna 269 è quello di “parlare” agli attivisti per i diritti degli animali, questo tipo di manifestazioni sono portatrici di un messaggio ai tanti non-specisti tra loro.

I più autentici attivisti sono coloro che non mirano soltanto al loro  egoistico “sentirsi a posto” ma quelli che intendono raggiungere obiettivi definitivi in rispetto alla fine dello sfruttamento degli animali. Noi parliamo a quegli attivisti che non si sono attivati né per motivi di salute né per motivi di dieta personale, ma per un obiettivo di Giustizia.

Noi desideriamo aprire un canale di confronto con chi si batte in maniera davvero rivoluzionaria attraverso le proprie pratiche di lotta a breve termine per la liberazione degli animali.

Sappiamo che il 99% delle persone non condividono questo obiettivo e in conseguenza a questo non diventeranno mai vegane per propria aspirazione. Abbiamo quindi il compito di non illuderci ma di coinvolgere nella lotta quei pochi che hanno le caratteristiche tali da consentirgli uno  sviluppo di  coscienza al problema dello sfruttamento degli animali, qualcosa deve cambiare per forza di cose.

Non sembra ci siano mai risorse economiche a sufficienza o un numero adeguato di attivisti non-specisti per portare avanti la nostra lotta e ottenere i risultati sperati, ma peggio di tutti, abbiamo contro il meno opportuno dei nemici: la gente, 7 miliardi di loro, i quali coltivano i più svariati interessi per mantenere schiavi gli animali e che sono così compromessi dal proprio egoismo che perfino le lunghe e complesse campagne di sensibilizzazione alla sofferenza degli animali che abbiamo svolto per tanti anni non sono riuscite ad intaccare questa loro condizione.

Il primo passo verso la risoluzione di un problema è il suo riconoscimento.

Forse non disponiamo ancora della soluzione facile e perfetta, ma di certo sappiamo che con i metodi tipici di fare attivismo non riusciremo a liberare gli animali. L’incremento nei livelli di consapevolezza media non risolverà il problema. Al massimo si recluterà qualche volto nuovo e si riscuoteranno simpatie, ma questo da sola rappresenta soltanto una frazione minima della quota di consenso utile tra la popolazione. Non ci scordiamo che quasi tutti sono al corrente dell’Olocausto Animale, ma che se ne fregano. Quindi è fondamentale che la smettiamo di ignorare questo dato perché tale attitudine “fa male” agli animali.

Noi ci auguriamo che le iniziative globali di marchiatura a fuoco, oltre che a far accrescere la cognizione del problema dello sfruttamento degli animali, incoraggi anche tutti quanti a divenire più attivi in maniera meno convenzionale. Se le cose dovessero rimanere come le conosciamo, l’Olocausto Animale non finirà mai.

Il secondo scopo di questa Campagna è quello di far arrivare il nostro messaggio di liberazione sempre a un maggior numero di persone così che esse riescano a conoscere le questioni che ci stanno a cuore  anche in luoghi dove fino ad ora non siamo riusciti ad arrivare. E’ per questo che puntiamo sulla distribuzione globale dei nostri documenti video, pubblicare su portali quali Youtube ci consente di ottenere statistiche molto incoraggianti in quasi ogni parte del mondo, allo stato attuale serve massimizzare il numero di utenti che ci seguono in ogni singolo paese.

Quando saremo riusciti a raggiungere questo scopo la nostra azione risulterà in un numero più cospicuo di vegani che hanno deciso di fare tale scelta per motivi etici, i quali con tutta probabilità rimarranno vegani per tutta la vita e possibilmente diverranno più attivi nella lotta per i diritti animali.

Crediamo inoltre che in questo modo aumenteranno i vegani che sono decisi a prendere parte nelle azioni  più eclatanti e di risonanza globale e che si affideranno all’organizzazione di eventi e ad attività meno comunemente  accettate anzichè impegnarsi nella solita azione informativo/dimostrativa.

L’aspettativa più confortante è che la metodologia adottata per le iniziative 269 si diffonda ovunque, in questi mesi ( Marzo 2013 ) stiamo notando numerosissimi avvenimenti che si pongono in essere sulla scia di quello originale dell’ottobre 2012 http://youtu.be/RA4q1pU957c e ci auguriamo che in questo preciso istante molti mangiatori-di-cadaveri riescano ad aprire gli occhi sul tremendo carico di sofferenza e di angoscia che le loro abitudini cagionano agli animali e, allo stesso tempo che sempre più attivisti riescano a divenire efficacemente strumentali  nel favorire tale processo.

Campagne definite da azioni non convenzionali come 269 trattano soltanto degli aspetti  morali pertinenti la condizione degli animali e la lotta per l’affermazione dei loro diritti e noi crediamo che questa sia la strada migliore per sperimentare nuovi modelli di contrasto allo specismo in un sforzo di opposizione indirizzata alla fine dell’Olocausto Animale.

Testo liberamente tradotto dall’inglese e adattato in forma discorsiva da una intervista di Gary Smith http://thethinkingvegan.com/ a un rappresentante del gruppo “269” di Tel Aviv

L’ iniziativa 269 a Grosseto : http://youtu.be/JZUb3tg-M_I

CHI MANGI per PASQUA?  Iniziativa a GROSSETO

OGNI ANNO IN ITALIA 800,000 AGNELLI, DOPO SOLTANTO POCHE SETTIMANE DI VITA TRASCORSE AL FIANCO DELLE  MADRI, VENGONO STRAPPATI LORO DAGLI ALLEVATORI E CONSEGNATI AI MACELLI.

Two newborn lambs being taken away by a farmer.
LA FESTIVITA’ CRISTIANA DELLA PASQUA SI MACCHIA DEL LORO SANGUE IN NOME DI UNA TRADIZIONE BARBARA, VIOLENTA E IRRISPETTOSA DELLA VITA ALTRUI.
ASSOCIAZIONE D’IDEE ONLUS ORGANIZZA IN PIAZZA DUOMO, DOMENICA 31 MARZO 2013, DALLE ORE 11,30, A GROSSETO, UNA PRESENZA CRITICA IN RISPETTO A QUESTA TRAGEDIA PER GLI ANIMALI E IN SOLIDARIETA’ CON I LORO FRATELLI SOPRAVVISSUTI ALL’ANNUALE MATTANZA, SOLTANTO APPARENTEMENTE PIU’ FORTUNATI, CHE SUBIRANNO LA STESSA SORTE SPESSO DOPO UN VITA DI SCHIAVITU’ NELLE MANI DELL’UOMO.

http://youtu.be/uB1Wqu0zpVE

VIVERE SENZA CRUDELTA’ E’ POSSIBILE, ATTRAVERSO UN ESERCIZIO QUOTIDIANO DELLA SCELTA VEGAN POSSIAMO BOICOTTARE  CON EFFETTI DEVASTANTI PER I LORO PROFITTI L’INDUSTRIA MORTIFERA DELLA CARNE E DEI DERIVATI, UNA INDUSTRIA CHE CONNOTA GLI INSENSIBILI CONSUMATORI COME LE VERE BESTIE IN TERMINI DI BRUTALE INSENSIBILITA’ ALLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI .

MEGAFONO NERO E VERDE

LOTTIAMO PER UNA ORGANIZZAZIONE SOCIALE BASATA SU PRINCIPI DI UGUAGLIANZA, SENZA PIU’ DISCRIMINAZIONI NE’ DI RAZZA NE’  DI SPECIE.

PER UNA SOCIETA’ PIU’ LIBERA PER TUTTI.

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Event held in Grosseto as part of the international 269 Campaign to underline the suffering of Animals by hands of the Meat Industry.

Three activists of our organization let themselves be publicly branded by hot iron so to represent the barbaric, routinely process that all Animals being bred for human exploitation undergo in the world, the practice of assigning them a number is only the beginning of a their miserable life of confinement, torture, pain, loneliness, the beginning of their slavery.

As activists who fight against Specism we condemn all types of discrimination be it exercised by the strong Human onto other sentient beings, the Animals, as well as by humans onto humans.

Every time that we are made to bow by the pressure of whom has the power over our lives WE are 269.

Every time that we ignore the plead of victims WE ourselves are accomplices to that injustice.

There can’t be peace without justice, there can’t be real Progress without Compassion.

“…If you visit the Killing Floor of a SlaughterHouse it Will brand your Soul for Life…” ( Howard Lyman )

http://www.269life.com/

http://thethinkingvegan.com/news/celebrating-world-vegan-day-269-style/

PICTURES here : http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157633090131816/

IMMEDESIMARSI

Per impedire che da grandi i maiali rinchiusi negli allevamenti si mordano tra loro a causa delle condizioni di vita impossibili imposte loro che li fanno impazzire, a pochi giorni di vita vengono castrati, gli viene tagliata la coda e strappati i denti, TUTTO SENZA ANESTESIA.

Se non desideri contribuire a tutto questo il modo più semplice e efficace è boicottare l’industria alimentare e la dieta carnea che ti è stata inculcata. Vivere e alimentarsi SENZA causare inenarrabili sofferenze e morte ad altri esseri sensienti per noi è un imperativo etico.

Diventa VEGAN, non contribuire a questo sistema che con la scusa della “catena alimentare” ti rende complice di un olocausto da oltre 50 miliardi di animali ammazzati nei macelli nel mondo ogni anno , senza contare le creature marine, alle quali non viene neppure riconosciuto il fatto di essere individui ma vengono scambiate a peso.

Esistono oggi associazioni che si battono per migliorare le condizioni di vita negli allevamenti  e altri gruppi che ritengono che si possa sfruttare in maniera “più umana” gli Animali stessi, tenendoli forse in gabbie più grandi, in ambienti più salubri, consentendo loro un minimo di socializzazione.

Noi riteniamo che queste misure siano funzionali soltanto alla nostra coscienza affinchè si possa continuare all’infinito ad infliggere tanta sofferenza e miseria ad altri esseri viventi senza rimorsi. Per questo noi non vogliamo “migliori forme di sfruttamento” , noi ci battiamo per la FINE dello sfruttamento.

Noi vogliamo che mai più alcun essere vivente venga fatto nascere, per ingrassarlo e per macellarlo. Noi vogliamo la chiusura di tutti i luoghi di sfruttamento , la liberazione di tutti i soggetti schiavizzati al loro interno e la riconversione di questi luoghi con progetti di accoglienza per gli stessi Animali, finalmente liberi dal giogo umano. Noi vogliamo che questi divengano luoghi dove poter insegnare alle nuove generazioni il rispetto per la biodiversità e l’amore verso chi è diverso, luoghi dove poter osservare quanto queste creature siano capaci COME NOI di esprimere emozioni come affezione, gioia, felicità. BASTA morte, BASTA sangue, BASTA macelli. Diventa VEGAN oggi

http://www.vegfacile.info/ Immagine di http://www.tierschutzbund.de liberamente tratta e modificata dalla loro campagna .

….E SE LA “CARNE” POTESSE PARLARE?
IMMAGINA CHE NEL MOMENTO IN CUI ADDENTI IL BOCCONE IN UN QUALSIASI FAST FOOD TU POTESSI TESTIMONIARE , PER UN ISTANTE, ALCUNI DEGLI “INGREDIENTI NASCOSTI” COMUNI A QUEL TIPO DI ALIMENTO CARNEO:

VIOLENZA, CRUDELTA’, SOFFERENZA.

FORSE SCIEGLIERESTI UN PASTO VEGETALE?

IN QUESTO AD IL WURSTEL CHE STA’ PER ESSERE DIVORATO CATTURA L’ATTENZIONE DI CHI STA’ PER METTERSELO IN BOCCA E INGAGGIA IN UNA IMPROBABILE INTERLOCUZIONE SU ALCUNI DEGLI ASPETTI CHE DISTINGUONO LA MISERABILE VITA DEGLI ANIMALI NEGLI ALLEVAMENTI E DELLE LORO MORTI SANGUINOSE NEI MACELLI.

QUESTO SPOT E’ STATO LANCIATO RECENTEMENTE  CON UNA CAMPAGNA IDEATA E PROMOSSA DA

http://www.mercyforanimals.org/

UNA AGGUERRITA ORGANIZZAZIONE STATUNITENSE CHE ATTRAVERSO TV NETWORKS QUALI MTV, VH1 E BRAVO DIFFONDERA’ IL MESSAGGIO ALLO SCOPO SCORAGGIARE LE NUOVE GENERAZIONI DAL CONSUMO INCONSAPEVOLE  DI TALI PRODOTTI.

OGNI ANNO NEL MONDO MILIARDI DI ANIMALI VENGONO FATTI NASCERE E AMMONTINATI DENTRO PICCOLE, LURIDE GABBIE NELLE QUALI NON RIESCONO NEPPURE A MUOVERSI.
NEL CORSO DELLE FASI DI “PRODUZIONE” I LORO CORPI VERRANNO TAGLIATI, BRUCIATI E MUTILATI SENZA ANESTESIA, GLI ANIMALI VERRANNO PICCHIATI E MALTRATTATI SENZA PIETA’ DAGLI “OPERATORI”, I LORO BISOGNI PRIMARI LASCIATI DISATTESI, I PIU’ DEBOLI TRA LORO, SPESSO ABBANDONATI A MORIRE, IN AGONIA, SCHIACCIATI DAI LORO COMPAGNI.
ALLA FINE DI TALE INIMMAGINABILE  CALVARIO AD ATTENDERLI LE LAME DEI MACELLAI.
TANTA BRUTALITA’ ED EFFERATEZZA AVVIENE AL RIPARO DA SGUARDI INDISCRETI.

SE LE PERSONE SAPESSERO FORSE NON ACQUISTEREBBERO QUEL TIPO DI CIBO.

GO VEGAN

A scuola di Violenza coi Cacciatori

Disdicevole mix di  leggerezza e faziosità, quello messa in atto dai dirigenti scolastici delle scuole elementari di Gavorrano e di Giuncarico (GR), i quali hanno aperto le porte degli istituti  ai cacciatori e permesso loro di  impartire agli alunni, un “messaggio di sensibilizzazione verso la Natura e di tutela per l’ambiente” http://www.ilgiunco.net/2013/03/08/alla-scoperta-di-boschi-e-fauna-bambini-e-cacciatori-insieme-per-un-giorno-con-larcicaccia/ Sembra una presa in giro ma c’e anche chi difende questa scelta scellerata http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/arci-caccia-a-scuola-comunisti-italiani-rispetto-per-le-idee-degli-altri-e-solidarieta-alla-preside/ la stessa testata che ha dato notizia di simile operazione disabilita poi i commenti dei lettori a questo articolo/comunicato dell’Arci evidentemente per risparmiare agli autori una fiumana di critiche http://www.ilgiunco.net/2013/03/14/larci-caccia-risponde-alla-lav-nessuna-violenza-nelliniziativa-e-parte-lappello-per-la-solidarieta-dai-cittadini/ tanto per essere chiari da che parte essi siano schierati.
A noi tocca ribadire, nelle modalità e con i mezzi di cui disponiamo , che l’attività venatoria è distruzione violenta delle biodiversità ed è in antitesi con qualunque idea si abbia in relazione all’esercizio di principi quali il RISPETTO e la GIUSTIZIA. Non è possibile parlare di Rispetto di fronte a qualcuno che imbraccia un fucile e spara a sangue freddo su di una creatura di un altra specie solo per divertirsi. Non è possibile parlare di Giustizia a fronte di bande armate di cacciatori che imperversano sul territorio terrorizzando gli altri e seminando plastica, piombo e sangue sulla loro scia. Evidentemente invece per i presidi delle scuole elementari dell’Istituto comprensivo “Pascoli” di Gavorrano-Scarlino questo tipo di attività rientra nella norma e dignitosamente si può iscriverla nel curriculum didattico di quegli istituti.
A niente valgono i dati relativi alle vittime umane della caccia http://www.vittimedellacaccia.org/ se proprio vogliamo arroccarci a tutti i costi dietro ad una ideologia specista basata sulla presunzione che noi esseri umani, in quanto cognitivamente più avanzati, possiamo fare a tutte le altre specie animali tutto quanto non votrremmo venisse fatto a noi e ai nostri figli.
Quello che troviamo maggiormente avvilente in tutta questa vicenda è che i Media locali continuano a prestarsi alla propaganda dei cacciatori, a diffondere le loro sanguinolenti gesta quasi con toni epici, noi diremmo decisamente ebeti, da Il Tirreno, coi loro patetici concorsini in cronaca locale su chi è l’assassino dell’anno http://www.federcacciatoscana.it/archivio-completo-delle-notizie/597-grazie-tirreno.html, a il Giunco “quotidiano on line della Maremma” uno dei promulgatori di questo progetto nelle scuole, senza rendersi conto del danno culturale e antropologico che le loro scelte editoriali di campo contribuiscono a realizzare nell’immaginario popolare locale e, in particolare, sulla capacità dei soggetti più giovani di riuscire a svincolarsi, un giorno, dal pensiero oscurantista e isolazionista che il mantenimento di tradizioni mortifere e retrograde quali la Caccia tendono a consolidare intorno aloro. Il tutto in uno scenario in cui i cacciatori sono sempre meno tollerati e in esigua minoranza http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2012/08/08/755540-centinaia_doppiette_fodero.shtml
Coloro i quali desiderano che la crudele e macabra pratica della Caccia scompaia dalla faccia del territorio, così da ristabilire una possibilità di contatto e un equilibrio con esso, finalmente liberi, come lo sarebbero gli animali che vi dimorano, dal sentirsi sotto una permanente minaccia di morte o menomazione grave ad opera di qualche lunatico in tuta mimetica, non possono che esprimere rammarico e sconcerto alla situazione di Gavorrano-Giuncarico, ma al tempo stesso, continuare ad attivarsi per la divulgazione di nozioni di Amore, di Compassione e di Responsabilità per i più deboli, i bambini e gli Animali non umani, perchè sono i primi a farne le spese dovendo subire un modello educativo fondato su dei principi sbagliati, perchè sono i secondi, gli Animali, ad essere investiti da questo immenso carico di sofferenza e di paura.

QUI DI SEGUITO IL COMUNICATO DI QUESTA ASSOCIAZIONE PUBBLICATO DA IL GIUNCO IL 15 MARZO 2013:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/15/associazione-didee-chi-imbraccia-unarma-non-puo-insegnare-ai-bambini/

In merito all’attività svolta da Arci Caccia nelle scuole di Gavorrano ci sentiamo in dovere di dire che chi imbraccia un’arma e si diverte a uccidere animali non umani, non può di certo insegnare ai bambini il rispetto verso gli animali stessi.

Comunisti Italiani non possono assolutamente parlare di civiltà, lezioni civiche e discorsi simili, difendendo i cacciatori che, grazie a una legge voluta da Mussolini nel Ventennio, possono entrare armati, spesso con arroganza e prepotenza, nelle terre di agricoltori e iniziare a sparare a tutto ciò che si muove.

La Caccia non ha niente a che fare col Comunismo, la Caccia era la pratica della nobiltà che tanto hanno odiato i comunisti negli anni passati.

La scuola dovrebbe insegnare gli aspetti della vita con razionalità e imparzialità. Una associazione venatoria non insegna il rispetto degli animali ma insegna che uccidere un animale è lecito. La mente sgombera di un bambino, libera da condizionamenti, non concepirebbe mai una cosa del genere.

L’intento di Arci-caccia è proprio quello di immettere nelle loro menti sgombere e pacifiche, la concezione che uccidere un animale non umano indifeso è cosa giusta.

Il Bene e il Male fanno parte di questo mondo e non abbiamo il compito di giudicare noi, ma abbiamo di certo il dovere di ostacolare coloro che si appropriano del diritto di condizionare le menti ancora libere dei bambini.

Pertanto invitiamo le autorità competenti a interrompere qualunque forma di collaborazione con il mondo venatorio e le loro associazioni.

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ANCHE “FARE GROSSETO” CRITICA DURAMENTE L’INIZIATIVA ELABORATA DAI CACCIATORI E DALLA PRESIDE DELLE SCUOLE:

http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/fare-grosseto-ai-bambini-va-insegnato-il-rispetto-per-la-vita-di-ogni-essere-vivente/

ECCO IL TESTO :

«Ai bambini si deve insegnare il rispetto per l’ambiente e per la vita di qualsiasi essere vivente». Anche Fare Grosseto entra nella polemica del progetto formativo della scuola di Gavorrano Scarlino. «Si legge sulla stampa locale che l’Arcicaccia organizza un progetto di Educazione Ambientale nelle scuole primarie, elaborato dai cacciatori, con la partecipazione di centinaia di bambini».

«Non comprendiamo come può un cacciatore rispettare l’ambiente e avere amore per gli animali da trasmettere ai bambini – prosegue Fare Grosseto -, se imbraccia un fucile seminando morte per divertimento. Per non parlare poi dell’inquinamento provocato dai residui di piombo che vengono a contatto con i terreni generalmente coltivati. Fare Grosseto vorrebbe ricordare a chi è preposto all’educazione dei bambini, che ci sono specialisti dell’ambiente che possono fare progetti di Educazione Ambientale che non sono certo i cacciatori».

ECCO UN COMMENTO CHE NOI CONDIVIDIAMO ALLA NOTA DI “FARE GROSSETO” il quale, censura permettendo, dovrebbe apparire anche sulle pagine de Il Giunco :

Condividiamo in pieno i contenuti di questa nota e ci chiediamo: dov’e’ la Garante per i Minori della Toscana, signora Grazia Sestini la quale soltanto due settimane fa invocava i codici da lei custoditi per far oscurare un manifesto antispecista affisso a Grosseto da una Onlus locale, ritenuto improprio in quanto raffigurava un bambolotto di plastica in un contenitore di styrophom e incellofanato come se si trattasse di cibo http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2013/03/05/854567-la-lettera-di-campagne-per-gli-animali-al-garante-dei-minori-della-toscana.shtml
In quell’occasione le autorità locali e i Media contribuirono coi loro commenti ed articoli a creare un caso dalla risonanza nazionale.
Nel fattispecie della preside di questi istituti, di queste scuole elementari, nessuna figura preposta al controllo si attiva per esprimere alcun chè.
Viene dunque un dubbio sulla autorevolezza dell’istituzione guidata dalla Sestini e sull’autenticità delle parole della dirigente sul sito della Regione Toscana, in un testo di ” saluti ai protagonisti di domani ” ella afferma : “E’ mia intenzione vigilare perché i diritti di bambini e adolescenti siano ovunque rispettati, perché l’alta qualità dei servizi della nostra regione venga mantenuta, perché le famiglie e le altre agenzie educative siano sostenute, soprattutto nei momenti di difficoltà”.
Come si possono conciliare programmi didattici sani e moralmente solidi rivolti a dei bambini in tenera età con il contatto “formativo” in aula e fuori con persone abituate a sparare e ad uccidere animali inermi, per divertimento?
Il Servizio scolastico non ha forse fallito completamente nei suoi intenti educativi?
La Preside che ha permesso e i suoi colleghi che hanno promosso tali iniziative dentro le due scuole non dovrebbero subire quantomeno uno scrutinio per verificare la loro idoneità al ruolo che svolgono? Nessuna sanzione da invocare in questo caso?
Signora Sestini?

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COMUNISTI ITALIANI pubblicano un nuovo comunicato su Il Giunco : http://www.ilgiunco.net/2013/03/16/comunisti-italiani-liniziativa-di-arci-caccia-va-estesa-a-tutte-le-scuole-della-provincia/ commenti al quale sono nuovamente censurati, tra quelli critici NON visibili il seguente:

Chi è più fondamentalista di colui che imbraccia un fucile e che uccide qualcun altro?
Si perchè se parliamo di estremismo, correggetemi se sbaglio, il peggior tipo di questi non può che essere della “varietà” violenta, armata, organizzata per uccidere, che pone fine o menoma gravemente la vita, la sicurezza o la qualità della vita di altri soggetti senzienti.
Il problema è che per i cacciatori gli Animali NON sono soggetti capaci di provare emozioni, non sono individui attaccati alla propria vita, ai propri piccoli e al territorio dove dimorano.
Per i cacciatori gli Animali sono “prede” ridotte al mero status di “oggetti di proprietà” da usare, proprio come faremmo con un paio di scarpe o con un utensile.
Basta vedere come trattano i cani.
C’e’ poco da discutere con chi non assegna a degli individui, seppur di altre specie da quella umana, una dignità pari a quella di qualunque altra creature che solca la terra ( o il mare ) e che, in conseguenza a questo precetto, li discrimina in quanto “esseri inferiori” per poi giustificarne la distruzione.
Cosa dire poi della “rabbia e dell’odio” che secondo Comunisti Italiani nutrirebbero coloro i quali sono mossi da sentimenti avversi alla pratica venatoria?
Forse isi intende sostenere che chi si oppone all’uccisione di qualcunaltro lo farebbe mosso da tali sentimenti negativi?
Magari solo per effetto di una antipatia verso la categoria, quella dei cacciatori, i quali invece sarebbero spinti a fare quello che fannoda una amorosa benevolenza verso gli altri?
Fatemi un piacere.
La critica all’errore antropocentrico di considerarci come “razza eletta e suprema” e in ragione di questo, di adottare con presunzione ideologica pratiche di sopraffazione e di sfruttamento letale sul resto del mondo vivente, è argomentazione solida, è principio etico inattaccabile, questo ci basterebbe per chiedere l’abolizione della caccia se i nostri interlocutori fossero in buona fede e nella posizione di considerare le conseguenze dei loro agiti nei confronti delle vittime di questi.
Noi desideriamo una società libera dalla violenza e dalla discriminazione del forte sul debole, noi staimo dalla parte degli oppressi e per il disarmo dei cacciatori altro che posizioniq “fritte e rifritte” .

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La redazione de Il Giunco, con questa ossequiosa pratica non  stà facendo un gran servizio alla propria immagine, probabilmente non hanno capito che la forza della Rete risiede proprio nella sua capacità organica di promuovere il pluralismo delle idee  fornendo a tutti un canale per poterle esprimere. Il Giunco è disperato, troppi commenti critici ai suoi articoli e comunicati pro-Caccia  impongono alla Redazione  una agenda censoria irrefrenabile che colloca l’azione di tale   politica in sincronia  con quella espressa dalla Grosseto ” che conta “, quella dei partiti, dei gruppetti di potere e delle altre organizzazioni conservatrici che con la loro azione concertata ( e sconcertante) asfissiano da decenni la città ( PTT )

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SIAMO ALL’ APOTEOSI, alla Resa dei Conti:

ArciCaccia e Il Giunco insieme, ancora una volta, democraticamente, pluralisticamente ( salvo che se mandate commenti critici, come ribadito più volte, ve li censurano, quindi non perdete tempo a farlo ) amorevolmente insieme, in un delirio di proporzioni epiche, alla ricerca della perfetta definizione del cacciatore romantico, benevolo, dall’intelletto agile e moderno, un vero amante della Natura, insegnante  di valori autentici e portatore di questi al servizio delle nuove generazioni, promotore di conoscenza e virtu’ , ma sopratutto. cultore dell’attività venatoria, una attività per “anime meno belle”: UCCIDERE (erm erm …) a fucilate, con le trappole, con le lame, con la clava, persino a mani nude se una natura meno severa col genere umano, avesse dotato almeno loro degli apparati adeguati per farlo, il coraggio non gli manca di certo!

Ma ecco che nell’articolo/comunicato/” minaccia di azione legale contro tutti” si elogia non tanto l’atto dell’uccisione della preda, quanto piuttosto quella del “cacciare”, del “predare”, insomma non si tratta banalmente di sport, si sbilancia a dire il signor Logi,  si preme infatti quel grilletto con distacco e con un pizzico di dispiacere e di sconforto ( non per colui che subirà l’azione dilaniante della fucilata naturalmente ) insomma una sorta di ANTI CLIMAX.

Il signor Massimo Logi di ArciCaccia continua poi chiamando a se per difendere la sua attività preferita ( uccidere )  sotto vile attacco dei gruppi animalisti ( loro si, mossi da odio,  disprezzo e genericità )  tutte le altre associazioni di cacciatori, tutta l’allegra confraternita dei 4per4 e delle tute mimetiche, tutti insieme per un epocale ultima frontiera, uno scontro finale per il trionfo della giustizia e della verità, perchè ” la caccia è antica come il tempo” e “concorre al mantenimento degli habitat ed al rafforzamento delle popolazioni selvatiche” ,

Il Logi invita poi alla lotta contro l’ipocrisia e contro la scompostezza, e ancora, contro la “presunta superiorità etica” di chi si oppone alla loro sana arte ( quella di ammazzare, inquinare, invadere il territorio, formarsi in bande armate ecc. ecc ) tutte le persone oneste e competenti, alcuni di loro addirittura laureati (… )

Il soliloquio si conclude con la seguente chicca ; ” il voler denigrare la passione ed il divertimento ( dei cacciatori ) significa disconoscere una forza evolutiva che nel corso dei millenni ha accompagnato lo sviluppo intellettivo dell’umanità».

Tanto buffo quanto tragicamente patetico, l’ennesimo  capitolo nella saga  di ArciCaccia  elevata, sulle pagine virtuali de Il Giunco,  ad una posizione sublimale di  paladina, ingaggiata in  un titanico atto di affrancamento a beneficio tutta una categoria, un vero delirio , appunto.

cacciatore spaventato

269, in memoria di un Vitello

** Ogni anno più di 50 miliardi di Animali, senza contare I pesci, inclusi mucche, maiali, polli, capre, tacchini ed altri ancora vengono menomati, abusati, ammucchiati gli uni sugli altri, mutilati e uccisi nei macelli, nel mondo, per venire trasformati in cibo.

In aggiunta alle deprivazioni estreme, alla negligenza e alla tortura che questi Animali devono sopportare ogni giorno, come è stato mostrato da numerosissime indagini realizzate con telecamere nascoste, questi Animali sono soggetti a crudeltà efferate e a trattamenti sadistici da parte degli operatori degli impianti e degli allevamenti i quali tirano loro pugni, li accoltellano, li spellano e li dismembrano, spesso mentre sono ancora in vita.

Il 2 di Ottobre 2012, in una piazza pubblica a TelAviv, tre attivisti per la liberazione degli Animali si sono lasciati marchiare il numero 269, lo stesso numero col quale fu marchiato un vitello in un allevamento intensivo nella stessa città, per richiamare l’attenzione e per mostrare considerazione per la sofferenza di tutti gli Animali rinchiusi nei luoghi di sfruttamento, i quali vengono sottoposti a questi crudeli trattamenti per estrarre dai loro corpi carne,  secrezioni,  pelli.

Si può accedere alle riprese relative a questo evento seguendo il link : http://youtu.be/RA4q1pU957c questa azione ha dato il via ad un movimento globale al quale centinaia di altre persone, in decine di città nel mondo, hanno deciso di partecipare facendosi tatuare o marchiare a fuoco il numero 269**

…la paura E’ PAURA
il sangue E’ SANGUE
la sofferenza E’ SOFFERENZA…

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/03/24/269-life-a-grosseto-italy/

Proprio come Noi - Pasqua SENZA Crudeltà

Perché VEGAN?
Perché per la preparazione di un pasto vegan
nessun animale viene ucciso, maltrattato o sfruttato.
L’alimentazione vegan, oltre alla carne ed al pesce, non contempla alcun prodotto di origine animale: neppure uova, latte, latticini, formaggi, miele.

Perché mangiare vegan è anche molto salutare, dato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e fisiologicamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei.
Le cose cambiano, gli scenari storici e sociali si modificano: occorre prenderne atto.
http://www.vegan3000.info/PercheVegan.htm
Due milioni di agnelli verranno uccisi per Pasqua.

Un gesto di Pace? NON comprare i loro corpi, NON mangiarli!

http://laverabestia.org/play.php?vid=154

Anche quest’anno fai una scelta non violenta in riconoscimento del principio che UCCIDERE E’ SEMPRE SBAGLIATO, se hai già ridotto l’impatto della tua dieta personale sul mondo vivente limitandoti nel consumo di prodotti animali fai il passo successivo: http://www.vegfacile.info/

Gli agnellini, come gli altri cuccioli delle specie così dette ” da reddito ” vengono strappati alle amorevoli cure delle loro madri per essere condotti al Macello e ammazzati SENZA PIETA’ per Pasqua e in occasione di altre ricorrenze rituali e religiose.

NON contribuire a questo inutile, crudele massacro,

NON dare soldi a chi profitta sulla sofferenza e sulla morte di questi cuccioli.

Sabato 16 e Sabato 24 Marzo 2013 Associazione D’Idee promuove presidi di sensibilizzazione al tema dello sfruttamento degli Animali per opporvi si in maniera informata e etica.

Allestiremo una mostra fotografica sugli orrori dei macelli, mostreremo su di un monitor quello che accade agli Animali nelle “catene di smontaggio” http://vimeo.com/45460828 , nelle “fabbriche di carne” che l’Industria Alimentare preferirebbe rimanessero luoghi segreti di schiavizzazione e tortura ai danni di questi inermi, distribuiremo letteratura e ingaggeremo in dibattiti in strada con coloro i quali desiderano farlo.

Noi stiamo dalla parte degli oppressi, schierati con le anonime vittime di questa carneficina senza fine.
Sabato 16 e sabato 23 marzo 2013, su Corso Carducci a Grosseto, davanti alla Chalet, dalle ore 10,00 alle ore 20, 00 determinati a dare una voce, un volto, una dignità a chi NON vogliamo che finisca nei contenitori di styrophom, come Chicco, il nostro bambolotto mascotte protagonista della Campagna antispecista a Grosseto delle scorse settimane http://www.campagneperglianimali.org/web/lettera-riflessioni-sul-bambolotto/ , non vogliamo che gli agnelli finiscano nei banchi frigorifero dei supermercati, non vogliamo che finiscano nelle pentole e nei piatti di nessuno.

Gli agnelli, così come ogni altra creatura senziente, devono poter vivere senza temere gli appetiti e il sadismo dell’uomo, perchè un altro mondo è possibile, SENZA VIOLENZA e SENZA CRUDELTA’ gratuite.

Diventa VEGAN oggi, unisciti a noi, cambiare si può.

Per contatti, adesioni e maggiori informazioni o se desideri darci una mano 3281544997

Se non vivi localmente ma vuoi comunque contribuire alle nostra attività puoi farlo con una donazione:
https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Tentativo di censura del Mega Cartellone antispecista a Grosseto

Campagne per gli Animali www.campagneperglianimali.org comunica di aver ricevuto un provvedimento ingiuntivo da parte dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) nel quale gli viene chiesto di non proseguire con le pubblicazioni di “Chi mangi oggi?” https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/03/03/video-interviste-sulla-vicenda-chi-mangi-oggi/ su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, la ditta incaricata dell’affissione del mega cartellone antispecista in città  (la Semar s.a.s. di Grosseto) aveva deciso di propria iniziativa di provvedere al suo oscuramento, in conseguenza dell’ordine di rimozione ricevuto da CBS Outdoors di Milano dalla quale dipende.
Secondo le intenzioni della ditta di Grosseto il tutto doveva avvenire oggi giovedì 7 marzo.

La nostra Associazione ha quindi fatto pervenire, nella serata di ieri, alla ditta in questione una diffida “a dare corretta esecuzione al mandato commerciale” (e quindi intimando la ditta incaricata a non rimuovere il mega cartellone) da parte del proprio legale, l’avvocato Carlo Prisco di Milano.

Di seguito pubblichiamo i documenti a causa dei quali potremmo subire un atto di censura.

per visionare i ocumenti:

Provvedimento ingiuntivo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) http://www.campagneperglianimali.org/web/wp-content/uploads/2013/03/provedimento-ingiuntivo-n-32-13-iap.pdf
Ordine di rimozione comunicato da CBS Outdoor a Semar s.a.s. http://www.campagneperglianimali.org/web/wp-content/uploads/2013/03/comunicazione-cbs-a-semar.pdf