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Contro McDonald’s e le sue politiche di aggressione, sfruttamento e sterminio. Contro il carnismo dottrina e prassi votate alla distruzione del mondo vivente, all’accumulazione iniqua di ricchezza e al sottosviluppo culturale. GO VEGAN – CHANGE THE WORLD.

N.B. il testo che segue contiene un errore che al momento non riusciamo a rettificare: l’evento a Firenze si tiene il 19 Aprile naturalmente ( non Marzo ).

Technoterra

technoterra al No Cage Aprile 2015TECHNOTERRA SOUNDSYSTEM con special guest THE DUBWISER per una notte di musica elettronica al NO CAGE di Prato, importante realtà vegan antispecista regionale.

La domenica seguente, il 19 Marzo, parteciperemo a Firenze alla giornata di lotta curata da Antispecisti Pratesi nell’ambito della campagna nazionale #occupyMcDonalds 

Riprendiamo dal sito del gruppo organizzatore della mobilitazione Earth Riot:

Mc Donalds è un’icona del capitalismo, del consumismo, simbolo di quell’industria della carne e dei derivati che uccide miliardi di animali ogni anno.

McDonalds la multinazionale per eccellenza dello sfruttamento globalizzato, colpevole di promuovere la deforestazione, alimentare il problema della fame nel mondo e lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile.

Essere antispecisti significa rifiutare e condannare ogni forma di schiavitù, sfruttamento e discriminazione.

Per queste ragioni non possiamo accettare che all’interno dei fast food McDonald’s e simili venga proposta un’altenativa vegan, subdolo e disperato tentativo da parte della multinazionale di risollevare i…

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animal liberation front

Pubblichiamo la traduzione di una lettera inviata da un anonimo attivista per la liberazione animale nella quale viene lanciata una accusa a chi tra noi si dedica essenzialmente ad un lavoro di comunicazione piuttosto che ad atti di concreta liberazione.

L’ Animal Liberation Front ha disperatamente bisogno di un numero minore di sostenitori, infatti ce ne sono troppi e questa follia deve finire.
I sostenitori dell’ALF sono una legione di persone con indosso magliette nere rappresentanti simboli iconografici e slogan che trascorrono interminabili ore dietro le tastiere dei loro computer a condividere foto e commenti sui Social Networks, quelli che si accalcano ai tavoli dei ristoranti vegetariani e delle cene Vegan, che si ritrovano nei negozi alimentari specializzati e ai convegni, che distribuiscono  libri e altra letteratura sul veganismo.
Tristemente però, mentre tutte queste attività frenetiche si consumano on- line trasmettendo la nozione che il movimento per la liberazione animale sia forte e in vibrante crescita, in realtà gli atti di liberazione diretta degli animali e gli attacchi alle strutture del dominio che li schiavizzano sono diminuiti, in qualche misura soppiantati, appunto, da eventi virtuali che ne glorificano gli esiti e le dinamiche senza abbattere il carico reale di sofferenza e miseria per le vittime.
Se davvero si fosse maturata una tale coscienza di liberazione dovremmo toglierci quelle magliette e passare all’azione, il momento di mettere in atto e di dare risvolti fattuali alle idee che ci animano è adesso. Se così non sarà, il supporto di questa categoria di attivisti una volta venuto meno, non costituirà ragione di rimpianto.
Qualsiasi atto di attacco diretto e di liberazione che riusciremo a compiere si sostituirà a quello delle belle parole, impattando così il sistema dello sfruttamento e della morte operato quotidianamente delle industrie alimentari, chimico farmaceutiche, dell’abbigliamento e dello spettacolo sulla pelle dei nostri fratelli, gli altri animali..
Quando i paladini dell’attivismo on-line si saranno situati sul versante dell’azione piuttosto che rimanere invischiati in quello della propaganda fine a se stessa, quando ormai vecchi i loro tatuaggi si saranno schiariti, allora potranno forse ricordare con gioia gli occhi di quelle vittime non umane designate dall’antropocentrismo che con i loro sforzi e a rischio della loro sicurezza e libertà personali, saranno riusciti a far uscire dalle gabbie. Per praticare la liberazione animale non servono delle abilità particolari, ma senso comune, motivazione e coraggio.
Per la nostra comunità di riferimento è arrivato il momento di cambiare stile di vita e di orientarsi all’interno di un nuovo paradigma.
Che senso ha definirsi un “radicale” nell’approccio alla questione animale se poi spendiamo troppa parte della nostra esistenza in situazioni di assoluta normalità come andare a lavoro ogni giorno o dedicandoci a forme innocue di socialità conviviale come ci è stato imposto dall’ideologia dominante?
Non è più accettabile che l’unica sostanziale differenza tra chi riproduce le pratiche di sfruttamento e di inazione e chi invece si chiama fuori da questo sistema fondato sull’indifferenza sia costituita soltanto da idee.
L’attuale ordinamento giuridico non ci permette di parlare e di organizzarci liberamente per dare maggiore impeto all’azione diretta, ma certamente possiamo ingaggiare privatamente in questa pratica e cominciare a trattare con minore dogmatica riverenza quelle leggi che ci impediscono di trasformare la società e di restituire una speranza agli oppressi.
Smettiamola di metterci in posa davanti alle telecamere, di informare il mondo dei nostri propositi e dei nostri spostamenti, smettiamola di sentire un bisogno di convalida da parte dello stesso sistema che, a parole, enunciamo di combattere e di voler vedere trasformato.
Per quanto riguarda coloro che non intendono prendere in considerazione il cambiamento suggerito, ma che continueranno a postare sulle loro bacheche elettroniche e sui loro profili le foto e i discorsi, coloro che scrivono canzoni contro questo e quello, per coloro che non metteranno in atto le idee rivoluzionarie con le quali dicono di identificarsi, chiedo di fare un passo indietro in quanto non è più moralmente accettabile allinearsi, utilizzando solo parole, a quello che è un fenomeno prettamente basato sugli atti.
Ogni volta che uno di questi attivisti da tastiera si guadagna visibilità e ascolto si qualificano come dei parassiti e contribuiscono a vilificare, svuotandone il senso, a tutti quegli atti di autentica liberazione che vengono compiuti per davvero.
Che coloro i quali esercitano ruoli di pubbliche relazioni, che gli attivisti già colpiti dalla repressione o le persone che hanno problemi di mobilità fisica continuino pure a parlare e a scrivere per conto dell’ALF, nelle circostanze in cui gli attacchi diretti alle strutture del dominio umano sugli altri animali subiscono un impennata, a questi ultimi non importerà un bel niente che la cronaca dell’evento che ha fruttato loro la liberazione finisca o meno su Facebook.
Agli animali non importa.
A loro non interessa delle nostre teorie, delle fini distinzioni tra le diverse anime di un movimento ne delle nostre opinioni.
Gli animali schiavizzati hanno un bisogno disperato che ci siano meno sostenitori alla loro causa e più attori che si dedicano a questa con pratiche di intervento diretto.
Se il vostro sostegno all’ALF è genuino deve terminare stasera.

La lettera è del 2012 ed è apparsa su http://www.animalliberationfrontline.com riscuotendo numerose e impietose critiche ma anche diversi commenti positivi da parte di chi si sente parte in causa nella questione.

Vorremmo sottolineare, anche alla luce delle divisioni settoriali che connotano l’attuale panorama dell’Antispecismo,  quanto i contenuti della lettera siano attuali anche se non così profondamente cruciali in relazione alle  ipotesi contrapposte secondo le quali –  “si! Il movimento per la liberazione animale è in stallo e non si vedono grandi cambiamenti” – “no! La crescita numerica dei vegani  indica tutt’altro scenario”.

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Se è vero che la quantità delle azioni reali di liberazione in questi anni  si è affievolita, questo è avvenuto sulla scia dello sviluppo di sistemi di controllo e sicurezza che di fatto hanno reso maggiormente impegnativa l’opera di attacco finalizzata alla liberazione diretta degli animali o al sabotaggio delle infrastrutture.

In questi anni abbiamo testimoniato straordinarie azioni a volto scoperto e in pieno giorno in laboratori e  strutture dedite all’allevamento e alla sperimentazione biomedica che sarebbero stati impensabili nell’ottica mitologica del guerriero ALF che agisce di notte e in completo anonimato, basta riferirsi ai fatti di Milano dell’Aprile scorso o a quelli di Montichiari ( BS )  del Luglio 2013.

Molti governi si sono dotati di leggi molto temibili che equiparano, in sede giuridica, coloro i quali si rendono responsabili anche di semplici atti di ricognizione nelle strutture dove si consumano i peggiori crimini contro gli animali a dei veri e propri  terroristi

L’esplosione in popolarità dei Social Networks osservato in questo ultimo decennio ha fatto il resto, per molti frequentatori di questi luoghi della Rete oggi l’mpegno nella lotta per la liberazione animale si esaurisce molto modestamente in atti di ripetuta matrice autoreferenziale, contributi finalizzati principalmente alla costruzione e al mantenimento di una certa immagine pubblica, al soddisfacimento degli Ego personali. La percezione diffusa di questa attività, in quanto convenientemente priva delle insidie annesse all’azione diretta   (condanne penali o una potenziale perdita  dei privilegi acquisiti) favorisce il prolificare e il pontificare  degli “attivisti da tastiera” operanti dalla relativa sicurezza delle loro dimore.

Nel movimento per la liberazione animale c’e’ bisogno di fare chiarezza: l’ingiustizia sofferta da un coniglio o da una mucca che  si vedono negato il perseguimento dei propri interessi di specie per effetto della reificazione dei loro corpi che  da almeno duecento anni di industrializzazione è giunta a dei livelli di massima e terrificante perfezione, origina dalle stesse dinamiche discriminatorie che producono ingiustizia a ogni altro livello dell’esistente governato dall’Umano.

Il valore concettuale stesso di termini  quali diritto o giustizia sono tarati per un utilizzo esclusivamente antropocentrico ( o sado-umanista come ci ricordava il filosofo Jacques Derrida ), un ordine delle cose dove l'uomo, possibilmente bianco, adulto e civilizzato risiede oramai sopra la Natura e la loro applicazione per degli individui altro-che-umani richiederà lo smantellamento dell'intero apparato normativo che ci siamo dati per mantenere il terrificante status quo.

Il valore concettuale stesso di termini  quali diritto o giustizia sono tarati per un utilizzo esclusivamente antropocentrico ( o sado-umanista come ci ricordava il filosofo Jacques Derrida ), un ordine delle cose dove l’uomo, possibilmente bianco, adulto e civilizzato risiede oramai sopra la Natura e la loro applicazione per degli individui altro-che-umani richiederà lo smantellamento dell’intero apparato normativo che ci siamo dati per mantenere il presente status quo..

Per questo non condividiamo l’assunto che “agli animali non gliene frega niente delle nostre idee” – questo è un ragionamento che traduce ingenuità e miopia intellettuale.

Se non dirigiamo il nostro attivismo  verso una trasformazione della civiltà umana in senso radicale e evolutivo, attivandoci e partecipando alle lotte per la liberazione GENERALE che si combattano sui vari fronti per denunciare lo sfruttamento e la violenza di una componente o individualità forte a scapito di una controparte debole e meno tutelata, allora i nostri agiti non condurranno MAI alla modifica strutturale del sistema di dominio che ci contiene e che, abbiamo compreso, si appoggia interamente, appunto, su discriminazione, assoggettamento e  violenza.

Dobbiamo opporci al sistema che considera ogni singolo essere vivente una risorsa spendibile, spremibile e sostituibile. Dobbiamo riuscire a comprendere che attraverso la Biopolitica attuata sempre con maggiore efficacia dagli stati e supportata dalle istituzioni asservite al capitalismo globale si stanno consolidando i processi di esclusione e di coercizione più pervasivi e permeanti tanto da interessare e compromettere tutto il tessuto delle relazioni, rendendo queste procedure, invisibili all’occhio meno consapevole.

Ogni attore coinvolto nel lavoro di critica all’esistente contribuisca alle lotte in corso come può, starà ad ognuno di noi fermarsi e mettere a fuoco l’intera immagine di ciò che ci si delinea davanti, piuttosto che soltanto una parte di essa, prima di decidere in che direzione muoversi, quale percorso intraprendere, e quali strumenti adottare per raggiungere i fini preposti.
L’importante è non credere mai di essere arrivati a destinazione senza avere ben chiaro dove è effettivamente che intendevamo andare.

L’intero dibattito sulla questione può venire letto navigando qui http://www.animalliberationfrontline.com/do-not-support-the-animal-liberation-front/

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Noi supportiamo la scelta Vegan per motivi etici, ma non possiamo non leggere con una certa anticipazione che Bill Gates, fondatore della Microsoft, avrebbe appena rilasciato alcuni dettagli di un suo nuovo progetto; Il Futuro del Cibo http://www.thegatesnotes.com/Features/Future-of-Food

Con l’aspettativa di un raddoppio dell’attuale consumo di risorse globali destinate all’allevamento di animali da parte dell’industria alimentare, il futuro, sostiene il miliardario Americano, è di quelle compagnie che riusciranno a produrre cibo di qualità in maniera sostenibile, a base vegetale e alternative a carne e uova.

Sembra che insieme a Gates ci siano altri industriali che condividono tale visione, alcuni imprenditori che dispongono di grossi capitali infatti avrebbero cominciato a sponsorizzare progetti connotati da un approccio consapevole in rispetto alle questioni della tutela dell’ambiente e a quelle relative al benessere degli Animali con l’obiettivo di “salvare il pianeta” da politiche di saccheggio indiscriminato.

Un articolo su http://www.businessweek.com/articles/2013-01-24/venture-capital-sees-promise-in-lab-created-eco-foods#p1 mette in risalto alcune di queste compagnie le quali potrebbero rivoluzionare il sistema di produzione alimentare basata su carne, latte e uova. In questo articolo si legge che “ non si tratta di carne finta ma di un nuovo tipo di cibo dotato di un sapore e di una densità propri che non costituiranno un compromesso per chi è abituato a cibarsi di prodotti animali e derivati”.

La compagnia Beyond Meat http://www.beyondmeat.com/ , la quale ha gia da tempo immesso nel mercato Americano una gamma di prodotti che emulano quelli di derivazione animale, sostiene che il risultato è sorprendente e che la similitudine nelle modalità di preparazione e di consumo di questi cibi potrebbero ingannare persino i cosiddetti “esperti” del settore.

In Europa, il progetto  Like Meat http://www.likemeat.eu/  ha sviluppato degli analoghi alla carne caratterizzati da  “eccellenti livelli di consistenza, gusto e aroma” il tutto ottenuto attraverso l’utilizzo di proteine vegetali.

Queste nuove realtà imprenditoriali, una in particolare http://signup.hamptoncreekfoods.com/ , stanno introducendo in maniera soddisfacente, per chi non riesce a fare a meno delle uova, degli alimenti ibridi senza colesterolo e interamente a base vegetale che potranno sostituirle nella produzione di qualsiasi tipo di cibo, dalle frittate ai pasticcini.

Nessuno sembra in grado di notare alcuna differenza al momento della degustazione.

Attraendo tali altissimi profili dal mondo dell’imprenditoria “vincente” e le loro tremende capacità di investimento, la nascente industria della produzione di alimenti non a base animale o suoi derivati è destinata a sviluppare ulteriormente e a consolidare la propria quota di mercato in termini di diffusione e di vendite anche a livello di “massa”.

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Ciò che noi, in quanto vegani,  troviamo di conforto è che man mano il numero dei prodotti sostituti a quelli animali divenissero più numerosi e maggiormente disponibili nei supermercati, così anche il numero degli animali fatti nascere e imprigionati per finire sfruttati e torturati in qualche allevamento intensivo diminuirebbe.

Certo, un cambio di stile di vita non motivato da una più generale presa di coscienza a favore della fine di OGNI tipo di sfruttamento e di oppressione può sembrare poca cosa, ma non  dimentichiamoci che la stragrande maggioranza dei peggiori abusi sugli animali si consumano per mano dell’industria alimentare, sopratutto in termini quantitativi. E noi desideriamo davvero che gli allevamenti intensivi e i macelli divengano al più presto una triste e ignobile cosa del passato.

Naturalmente chi desidera affidarsi ad una alimentazione libera da crudeltà può farlo subito, senza aspettare che arrivino sui banconi del più vicino supermercato i prodotti di “falsa carne” o di uova e latte ibridi. Possiamo tutti contribuire immediatamente a salvare gli Animali e l’ambiente, a migliorare la nostra salute e a boicottare questo obbrobrioso sistema di dominio del forte sul debole, rifiutiamo subito una cultura basata  sull’indifferenza e sul menefreghismo diffusi esercitando la scelta Vegan.

http://www.animalstation.it/mondo-vegan-faq/

http://www.vegfacile.info/

http://www.veganitalia.com

Per maggiori informazioni sul tema dei sostituti alla carne visitare il Blog di Mercy for Animals http://www.mfablog.org/2013/04/the-future-of-food-has-arrived.html

Event held in Grosseto as part of the international 269 Campaign to underline the suffering of Animals by hands of the Meat Industry.

Three activists of our organization let themselves be publicly branded by hot iron so to represent the barbaric, routinely process that all Animals being bred for human exploitation undergo in the world, the practice of assigning them a number is only the beginning of a their miserable life of confinement, torture, pain, loneliness, the beginning of their slavery.

As activists who fight against Specism we condemn all types of discrimination be it exercised by the strong Human onto other sentient beings, the Animals, as well as by humans onto humans.

Every time that we are made to bow by the pressure of whom has the power over our lives WE are 269.

Every time that we ignore the plead of victims WE ourselves are accomplices to that injustice.

There can’t be peace without justice, there can’t be real Progress without Compassion.

“…If you visit the Killing Floor of a SlaughterHouse it Will brand your Soul for Life…” ( Howard Lyman )

http://www.269life.com/

http://thethinkingvegan.com/news/celebrating-world-vegan-day-269-style/

PICTURES here : http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157633090131816/