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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

QUESTURA GR

MERCOLEDI 12 12 2012  LA QUESTURA DI GROSSETO HA NOTIFICATO A DUE DI NOI,  UNA DENUNCIA RELATIVA ALLA PRESUNTA “RIUNIONE IN LUOGO PUBBLICO” CHE AVREMMO ORGANIZZATO SENZA LE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI LO SCORSO 24 NOVEMBRE  SU CORSO CARDUCCI

LA DIGOS APPOGGIA LE  ACCUSE CONTRO DI NOI SUL SEGUENTE ARTICOLO DI LEGGE:

18. (art. 17 T.U. 1926). – I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata (nota 35).I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 a euro 413.Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola (nota 37).Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 a euro 413. Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

QUESTO L’INTERO VIDEO DEL GRAVE  “REATO” CONTESTATOCI:

http://youtu.be/b-v3jlGWO3s

COME SI VEDE DALLA CLIP, SI E’ TRATTATO DI UNA PASSEGGIATA TRA AMICI, NON ABBIAMO DETTO UNA PAROLA AGLI ALTRI FREQUENTATORI DELLE STRADE DEL CENTRO E LA NATURA SPONTANEA DELLA COSA NON E’ CERTO ISCRIVIBILE AD UNA VOLONTA’ DI INFRANGERE ALCUNA LEGGE.

LA VERITA’ E’ CHE IN QUESTA CITTA’ AZZARDARSI A FARE QUALSIASI INIZIATIVA TESA AD ESPRIMERE IDEE E CONTENUTI NON CONVENZIONALI E’ DIVENTATO UN RISCHIO PER L’INCOLUMITA’ E PER LE LIBERTA’ INDIVIDUALI DI COLORO CHE SI CIMENTANO IN QUESTE ATTIVITA’ .  LO SANNO BENE I VOLONTARI DELLA NOSTRA  ONLUS I QUALI, A PARTIRE DALL’AGGRESSIONE AD OPERA DEI CIRCENSI AVVENUTA DAVANTI ALL’ATTENDAMENTO AMEDEO ORFEI NEL SETTEMBRE 2011 http://youtu.be/vJUV8xM4-6M HANNO DOVUTO SUBIRE, OLTRE CHE LE BOTTE, ANCHE LE QUERELE, LE CONVOCAZIONI IN QUESTURA ED  ALTRE AZIONI INIBITORIE I LORO DIRITTI CIVILI.

CI CHIEDIAMO PER QUANTO TEMPO ANCORA GLI ATTIVISTI DI QUESTA ASSOCIAZIONE DOVRANNO CONTINUARE A VENIRE PRESI DI MIRA DALLE AUTORITA’ DI POLIZIA DI GROSSETO E DAI PICCHIATORI AI QUALI , QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONCEDE SENZA REMORE AGIBILITA’ E SPAZI, PRIMA CHE QUALCUNO “AI PIANI PIU’ ALTI” , MAGARI QUELLI CHE PERIODICAMENTE SI RIEMPIONO TANTO LA BOCCA DEI “VALORI DEMOCRATICI ACQUISITI”  DALLA NOSTRA COMUNITA’ E CHE CARATTERIZZEREBBERO LA CONVIVENZA CIVILE CHE VI SI SVOLGE, SE NE ACCORGANO.

FORSE QUANDO QUESTI ASSI IN GIACCA E CRAVATTA LO FARANNO SARA’ TROPPO TARDI PERCHE’ SE LI RITROVERANNO A BUSSARE LORO ALLA PORTA PER VENIRE ACCUSATI CHISSA’ DI QUALI “EFFERATI CRIMINI”.

VERGOGNA GROSSETO, LA CITTA’ DEGLI ZOMBI VIVENTI CHE APPLAUDONO ALLA COSTRUZIONE DELL’ENNESIMO CENTRO COMMERCIALE, GROSSETO LA CITTA’ DELLE MILLE SERVITU’ SENZA SENSO, GROSSETO LA CITTA’ GOVERNATA DA AUTORITA’ PRURIGINOSE IN ASSETTO PERMANENTE ANTI-TUTTO CIO’ CHE NON SIA OMOLOGATO, NOIOSO, DISTRUTTIVO.

PER LO SVILUPPO DI UN PENSIERO CRITICO, PER L’ANTISPECISMO.

Da Il Tirreno di oggi SABATO 15 DICEMBRE 2012, gli strascichi di questa vicenda si tingono di ridicolo, i nostri nonni conoscevano la legge applicata contro i pericolosi animalisti dalla zelante mano della Digos per criminalizzarli. 81 anni fa  “riunirsi” per strada senza avere chiesto l’autorizzazione alla Questura era considerato reato.

A Grosseto, nel 2012, ci si arrampica sugli specchi pur di potere ancora utilizzare questa leggina ammazza-diritti per gastigare chi osa esprimere le proprie idee. I media locali non sembrano obiettare con particolare vigore alla cosa e ce la raccontano tanto per farne del folclore, bisogna pur contrastare le attività criminali di tali sobillatori con ogni metodo a disposizione!

NUDI IN CENTRO ECCUn bell’articolo sulle leggi che precedono la Costituzione, spesso in contrasto con i suoi dettami e che continuano a modulare le azioni di polizia nelle strade e nelle piazze ancora oggi, dall’archivio del quotidiano La Repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/29/quelle-leggi-fasciste-sono-da-abolire.html

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CRONISTORIA:

Giovedì 24 Gennaio 2013  le due persone indagate della nostra Associazione hanno ricevuto una nuova  notifica, questa volta attraverso il loro avvocato difensore,  da parte della Procura di Grosseto che li informa che verranno processati per il reato di  “riunione non autorizzata“.

Come ci aspettavamo  secondo l’accusa, i due avrebbero promosso attivamente l’iniziativa  della passeggiata in centro, una accusa farraginosa che  basail proprio fondamento, aggirando amministativamente  la Costituzione Italiana, su un regio decreto del 1931, varato PRIMA della Costituzione stessa, la quale, con l’articolo 17 sancisce invece la liberta di esprimere pubblicamente idee quando questo non avviene in maniera armata o violenta.
Il giudice quindi ritiene che davvero si sia consumato un crimine sanzionabile penalmente la sera del 24 Novembre a Grosseto.

I signori della questura hanno “concluso le indagini”, pensate, coi fatti di cronaca recenti in città ( rapine a mano armata e furti sistematici nelle abitazioni praticamente all’ordine del giorno) i responsabili dell’ordine pubblico locali impiegano risorse ( pagate da tutti ) per “investigare” e trascinare in tribunale due attivisti non violenti.

Roba da teatrino davvero, ci verrebbe da sorridere se non fosse che qui ci vogliono criminalizzare davvero.