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In Italia ci sono ancora 16 allevamenti di Visoni e uno di Cincilla.
Questi impianti tengono prigionieri almeno 200.000 animali in strette, affollate, gelide gabbie metalliche.
L’aspettativa che genera tale situazione è quella di almeno 170,000 pelli individuali da commercializzare alla fine di ogni ciclo produttivo.

In Italy there are 16 active mink farms and one chinchilla farm.
These facilities, unknown and well hidden in the countryside, imprison as many as 200.000 animals. The annual production is estimated to reach 170.000 mink pelts.

Watch the investigative video here :

A.D.I.

BREAK THE CAGES adi 24 Gennaio 2015Aderiamo alla Campagna nazionale di Essere Animali perchè tutti gli allevamenti di visoni devono chiudere. TUTTI gli allevamenti devono chiudere. Allevare per sfruttare e uccidere è una attività criminale da mettere al bando. Nel 2015 per alimentarci, per vestirci, per intrattenerci, per vivere bene e in salute una vita appagante e confortevole NON occorre uccidere, torturare, umiliare o privare della libertà alcun essere vivente senziente.

A Grosseto, piazza Ettore Socci ( lungo il Corso cittadino )  Sabato 24 Gennaio 2015 per l’evento FB visita qui

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Questa del video è la componente conclusiva del presidio contro l’industria delle pellicce che si è tenuto a Grosseto Sabato 25 Ottobre 2014 su Corso Carducci.

Dopo l’esposizione vocale delle nostre motivazioni ( per l’intero testo di queste vai ai commenti più sotto ) e lo sfatamento di alcuni miti che contribuiscono a minimizzare e a banalizzare nell’immaginario collettivo il dramma che gli animali schiavi dell’industria vivono letteralmente sulle loro pelli ( minuti 08,22 nel video )  un gruppo di attivisti ha proceduto con l’esecuzione di un flash mob ( minuti 13:30 nel video ).

piuttosto nudi ADI

Ci addentriamo in Autunno ed è impellente in noi la necessità di tornare in strada per riproporre immagini e discorsi su  di una delle più efferate e inutili crudeltà contro gli animali, in strada  per mostrarne gli effetti e per promuovere una riflessione in coloro i quali, sbadatamente, non hanno ancora fatto la connessione.

L’industria globale delle pellicce, proprio perchè in declino  stà cercando di “piazzare” sui mercati di mezzo mondo i suoi stock di manti animali rimasti invenduti negli anni precedenti, i prezzi sono stati abbassati e alcuni stilisti invitati a considerare la possibilità di utilizzare inserti in pelliccia ancora più diffusamente di quanto non stia già accadendo.

I pellicciai locali intanto, in questi giorni, lanciano le  solite desolanti campagne pubblicitarie per attirare nei loro lugubri saloni della morte nuovi clienti, le proposte osservate vanno da “colora la tua vecchia pelliccia” a “ritiriamo pagando in contanti la tua vecchia pelliccia” – evidentemente gli affari non vanno così bene e occorre quindi investire massicciamente in cartelloni e poster sparsi in decine di angoli della città per scommettere in un cambiamento di rotta e realizzare un qualche profitto questo autunno/inverno.

Da parte nostra desidereremmo non vedere più  pezzi di corpo di animale scuoiato come feticci dell’orrore sui cappucci, sulle maniche, sui colletti di giubbotti e cappotti esibiti senza pudore da persone incuranti o inconsapevoli del tremendo carico di sofferenza che gli animali, vittime della vanità e dell’indifferenza umana sono costretti a pagare ,  almeno 400 milioni di individui  periscono ogni anno per mano dell’industria delle pellicce.

Queste vittime  non hanno che noi per rappresentare la loro miseria e la loro disperazione : catturati nelle trappole, nati negli allevamenti, rinchiusi nelle gabbie https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/08/30/contro-ogni-schiavitu-contro-ogni-allevamento/

NON COMPRARE, NON REGALARE, NON INDOSSARE alcun capo in pelliccia o con inserti in pelliccia

…che questi ultimi siano derivati da cani, gatti, procioni, volpi, conigli o visoni non fa alcuna differenza.

Nel 2014 non esistono scuse, per ripararci dal freddo e dal vento possiamo  utilizzare indumenti realizzati con materiali di origine sintetica e non derivati dallo sterminio di creature innocenti che come noi hanno la capacità di gioire, di soffrire, di desiderare la libertà.

Per realizzare questa iniziativa ci occorrono pellicce e inserti in pelliccia che utilizzeremo nel flash-mob in programma il 25 Ottobre 2014, se ne disponi e intendi liberartene fallo in modo militante! Chiama il 3281544997.

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Se vuoi darci una mano nell’organizzazione dell’evento fatti sentire anche attraverso un SMS o un messaggio qui di seguito, i nostri occhi sono aperti.

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E’ solo questione di soldi per alcuni. Nelle foto, Naomi Campbell, “sarebbe piuttosto andata in giro nuda” in una immagine contro le pellicce di 20 anni fa. Disponibile a sfilarci dentro solo qualche anno dopo ( riquadro a destra )

Secondo un recente articolo apparso sul Daily Telegraph , in Inghilterra si stanno per rivalutare le pellicce grazie al lavoro degli stilisti e di quei outlets che si sarebbero schierati a sostegno della “produzione etica di animali da pelliccia”.

In gabbie pulite, un po’ piu’ grandi, nelle mani di operatori attenti al loro benessere, secondo l’autore dell’articolo e secondo i gestori del negozio di pellicce di lusso Hockley di Londra, i 65 milioni di animali uccisi ogni anno negli allevamenti avranno tutto sommato vissuto una bella vita, con acqua e cibo sempre disponibili.
Le nuove generazioni di acquirenti di pellicce, si recita nell’articolo, non sono più preda della propaganda animalista, l’allevamento etico ( adesso si è creato addirittura un marchio che attesterebbe la “non crudeltà” del prodotto : Origin Assured ) e la mutata percezione in rispetto ai diritti degli animali stanno allargando il mercato di giacche, giacconi, cappelli e borse realizzati con inserti di pelliccia o integralmente dal manto di animali allevati e uccisi come la Volpe, il Visone, il Chinchilla, il Raccoon.

In realtà l’uccisione di animali per strappare loro la pelliccia è tanto ripulsivo oggi di quanto non lo fosse 20 anni fa. I pellicciai da tempo se la raccontano con la storiella che “la pelliccia sta tornando di moda e crescendo in popolarità” ma fortunatamente, se escludiamo il triste fenomeno degli inserti di Coniglio, Cane, Gatto e Coyote che adornano gli indumenti nella fascia di prezzo medio e basso molto diffusi qua da noi, in Inghilterra le cose non stanno così.
Una recente indagine dimostra che almeno il 95% dei cittadini di quel paese non indosserebbero mai una pelliccia, per questo motivo catene di negozi inglesi quali H&M, Zara, Topshop,, New Look, All Saints e altri adottano una precisa e restrittiva politica  riguardo alla commercializzazione di pellicce.

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La paurosa immagine dell’interno di un allevamento di visoni in Italia, un vero e proprio lager. Nel nostro paese esistono ancora una ventina di questi luoghi, principalmente nel nord est.

Costringere dentro delle anguste gabbie, ammucchiati o in prossimità gli uni con gli altri, dei timidi animali noti per il loro naturale istinto a non congregare coi loro simili ne a lasciarsi avvicinare dagli uomini, tenerli rinchiusi in impianti appositamente realizzati per il loro sterminio e attrezzati per il processo di squoiamento dei loro cadaveri non può essere considerata una pratica etica, un mestiere come un altro, neanche se tale attività avesse un senso diverso dalla coltivazione della pura vanità umana che la ispira e che la giustifica.

Allevare per uccidere è semplicemente inammissibile dal punto di vista morale.

Il marchio Origin Assured del quale si vanta in questa ultima tornata pubblicitaria la turpe industria delle pellicce europea assegnando unilateralmente alle pelli di animali provenienti dagli allevamenti danesi un credito di “eticità” è totalmente insostenibile.
Nel 2011 il gruppo di attivisti ANIMA riuscì a realizzare dei documenti video in tutti e 26 gli allevamenti di visoni presenti nel territorio danese. In ogni uno di questi luoghi si registrarono orrori quali animali con zampe, code e orecchie ferite dai morsi di altri visoni, cadaveri in putrefazione nelle gabbie, animali malati o moribondi lasciati alla loro sorte. minks feriti
Tutti e 26 gli allevamenti in questione sono di proprietà dei sette azionisti principale che compongono la Kopenhagen Furs, uno dei principali produttori nord europei e sponsorizzatori del marchio Origin Assured.
Le stesse condizioni di vita furono rilevate presso le fattorie di proprietà di Knud Vest, presidente onorario del European Fur Breeders’ Association.

Lo squallore nel quale questi animali vivono è in netto contrasto con l’opulenza la quale connota l’industria della moda, delle passerelle nelle grandi città europee dove si continuano a produrre capi di vestiario inutili e dal prezzo astronomico ( dai 2500 ai 10,000 euro ).

Quanto osservato nei documenti video realizzati dagli attivisti non rappresenta dei casi isolati, ma è la norma negli allevamenti nei quali si abusa dei corpi e delle esistenze di animali fatti nascere soltanto per soffrire.
Siamo sicuri che la vista estremamente disturbante di alcuni altri documenti video realizzati dagli attivisti ovunque essi riescono ad introdursi, in Italia compresa, indurrebbero chiunque, con un cuore che batte nel petto, a non avere niente a che fare con gli allevatori, gli operatori, e i distributori coinvolti nel business di un prodotto insanguinato e ottenuto attraverso dei cicli di violenza mostruosa.

Il signor Frank Zilberkwe è direttore del Polar Group, una azienda inglese che sta’ operando in queste settimane il lancio commerciale delle pellicce colorate sul mercato anche attraverso la pop star Lily Allen che le indossa.

fur-garment-2007-wl-352Il tentativo è quello di di guadagnarsi la propensione dei più giovani all’acquisto di pellicce e a restituire a queste una parvenza di accettabilità.

Secondo questo “gentiluomo “ la domanda per i capi in pelliccia sarebbe in continuo aumento.

Più globalmente, sul fronte degli animali catturati e uccisi in Natura si apprende da un articolo sulla rivista dei cacciatori Trapperpredator  che gli “esperti” di questo settore si lamentano del prezzo medio delle pellicce in picchiata, nel 2014 sarebbe calato infatti  più del 70% in confronto ai prezzi praticati sul mercato nell’anno precedente.
Una simile caduta di valore dei pezzi grezzi di pelliccia non può che essere dovuta ad una significativa flessione della domanda, sempre secondo Trapperpredator è da almeno trent’anni che non si registrava una crisi simile.

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Un coyote preso in una trappola, la sua sarà una fine dolorosa e miserabile. Parti del suo manto andranno ad adornare i cappucci dei giacconi tanto di moda negli ultimi anni.

I cacciatori di mestiere, dal canto loro, per farsi coraggio, ipotizzano che la causa della corrente situazione di mercato potrebbe risiedere nella mitezza delle temperature in Cina e in Russia questa ultima stagione invernale.

pellicce grezze mercatoDi fatto le aste di vendita  vengono cancellate per la scarsezza della domanda e i manti di alcune particolari specie sono divenuti praticamente “invendibili” come diretta conseguenza della situazione di stagnazione economica del settore.

Per questo autunno ci aspettiamo una azione di denuncia della spaventosa tratta degli animali così detti da pelliccia ancora più incisiva da parte degli attivisti anche nella tua città, una azione finalizzata a determinare il blocco totale di questa attività criminale e l’insorgere di una sempre maggiore attenzione ai diritti delle vittime dei pellicciai così che si riconosca finalmente loro un posto nella sfera della considerazione morale, di un sentimento condiviso che li riconosca come degli esseri senzienti intitolati a vivere una vita immune dalla crudeltà piuttosto che come merci di scambio, una crudeltà che si abbatte su di loro in maniera tanto aberrante e odiosa ad opera dell’industria della moda e della stupidità umana.

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Video clip relativa a questo evento https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/10/30/mai-piu-pellicce-demo-grosseto/ che si è svolta a Grosseto il 29 novembre 2013 in adesione alla Campagna internazionale Worldwide Fur Free Friday (WFFF) http://www.antifurcoalition.org/ alcune foto dell’iniziativa : http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157638211460046/ il video di un’altra componente della stessa iniziativa qui : http://www.youtube.com/watch?v=RuGoxG0XUO0&feature=share

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In questo momento un maschio di Visone stà correndo avanti e indietro in uno stretto, lurido spazio delimitato da sbarre. Questo animale, che in natura avrebbe vissuto una vita solitaria nella propria tana non può sfuggire allo sguardo e ai rumori di altri prigionieri che, come lui, si trovano confinati in lunghe file di gabbie, una delle centinaia che costituiscono gli allevamenti di Visoni, una ventina, tutti in nord  Italia http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/indumenti/pellicce/allevamenti-in-italia/

Dopo lunghi mesi di internamento che impedisce ogni comportamento naturale, questa spaventata creatura, piange e si dispera mentre viene presa e scaraventata all’interno di un contenitore pieno di suoi compagni morti o in agonia http://www.corriere.it/animali/13_febbraio_13/visoni-pellicce-allevamenti_ae50c9f8-75d0-11e2-a850-942bec559402.shtml

Presto i venefici fumi utilizzati dagli allevatori per uccidere, tramite asfissia, gli animali, verranno irrorati all’interno del contenitore che li accoglie in questa ultima orrenda fase delle loro misere esistenze. Le loro pelli, una volta scuoiati, verranno vendute per diventare un capo di vestiario alla moda e indossate da persone senza cuore.

Ogni anno in Italia, migliaia di Visoni subiscono questa sorte per soddisfare le esigenze di profitto di imprenditori senza scrupoli che obbediscono alle loro basse pulsioni e ad una domanda, seppure in flessione, da parte dell’industria dell’abbigliamento http://www.trentagiorni.it/files/1269417412-08-30giorni-ago08%20-%20130%20137.pdf

Tutto questo accade mentre in certi paesi europei maggiormente evoluti, l’Olanda ad esempio, si stanno realizzando dei progressivi cambiamenti nella legislazione vigente per bandire in via definitiva questo tipo di “attività economica”. In Italia come in Europa purtroppo operano delle potenti lobby le quali in stretta sinergia con determinati gruppi di potere politico, locali e nazionali, stanno cercando di scongiurare, non solo la discussione della questione dei diritti di questi animali indifesi, ma si organizzano sul territorio per scoraggiare, anche attraverso l’utilizzo di metodi violenti e intimidatori, le attività di gruppi di attivisti che cercano di documentare la sofferenza infinita dei visoni rinchiusi nei lager http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2013/08/17/la-furia-degli-allevatori-di-visoni-attivisti-inseguiti-e-aggrediti/

In Inghilterra, in Austria ed in altri paesi europei tutti gli allevamenti di Visoni sono stati chiusi nonostante gli sforzi degli imprenditori che operavano nel settore di presentare all’opinione pubblica una realtà falsa in cui gli animali reclusi in realtà vivevano in accordo con degli standard di benessere minimo.

Noi crediamo che per motivi etici NESSUN essere vivente senziente possa venire privato della propria libertà e trasformato in merce,  venduto.

Crediamo che il vile atto di sottrarre qualsiasi individuo libero che solca questa terra alle proprie prerogative soltanto perché l’uomo si ritiene al di sopra della Natura sia SEMPRE da condannare e da combattere.

Crediamo nella liberazione animale e in quella umana dal dominio del più forte.

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Se desideri contribuire alla lotta contro lo sfruttamento e l’uccisione di Animali negli allevamenti, unisciti ai gruppi che, come il nostro, operano sul territorio per divulgare informazioni sulla loro condizione.

Sostieni i gruppi che attivamente operano per la liberazione degli animali dagli allevamenti, da TUTTI gli allevamenti, adotta la filosofia di vita Vegan http://www.vegan3000.info/ e comincia da subito a boicottare le industrie che profittano sulla miseria e sulla sofferenza di miliardi di animali nel mondo.

La tua rinnovata consapevolezza e le tue conseguenti scelte , faranno la differenza per loro.

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/04/03/pelliccia-e-morte-sit-in-a-grosseto/

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Fin dalla prima esperienza pubblica di questa Onlus, nel Gennaio del 2011, quando mostrammo in una piazza a Grosseto, le immagini e le sequenze di ciò che tipicamente avviene nei mattatoi e negli allevamenti di animali da carne, i Media e la gente hanno iniziato ad mostrare una sensibilità, qualcuno dice un “senso di colpa”, verso questo tipo di sfruttamento altrimenti tenuto ben nascosto dai loro occhi.

La novità era anche quella che dei ragazzi promuovessero questa cosa in strada , in maniera indipendente, informale, che si ponessero come “risorsa” per discutere la “questione animale” liberamente con i passanti che desiderassero approfondire. In seguito a quella prima uscita fu organizzato anche un dibattito pubblico sull’”abolizione della carne” http://youtu.be/KKIw4c27nXE

Associazione D’Idee ha organizzato da allora una trentina di tali eventi in strada, sempre a tema https://associazionedideeonlus.wordpress.com/ sempre portando tra la gente le immagini più tragicamente vivide ed evocative che nei circoli dell’attivismo animale ben conosciamo,  promulgando la cultura Vegan come mezzo per raggiungere la finalità di una società liberata dalla violenza dello Specismo che la permea  a tutti i livelli.

Per noi la lotta per i diritti degli Animali è lotta politica per l’affermazione dei diritti di TUTTI gli inermi che soffrono e periscono per mano di chi esercita un potere su di loro.

Nel settembre 2011, durante un presidio autorizzato al circo Amedeo Orfei attendato a Grosseto, la polizia tentò di impedirci di utilizzare un megafono nel pomeriggio, e in serata venimmo aggrediti dai circensi sotto i loro occhi senza che essi muovessero un dito per fermare l’aggressione, anzi,  si rifiutarono di identificare gli aggressori, uno di loro tentò di strapparci di mano la telecamera con la quale avevamo ripreso l’intera aggressione  http://www.youtube.com/watch?v=vJUV8xM4-6M  .

Alcuni mesi dopo due di noi appresero attraverso il loro legale che la pattuglia di polizia alla quale era affidato l’ordine pubblico quella sera li aveva denunciati per “ostruzione al traffico”, “ostruzione all’ingresso al circo”, “inottemperanza alle indicazioni di pubblico ufficiale”, in Procura quelle denunce furono tutte archiviate. Ad Aprile quest’anno, di nuovo, durante una manifestazione in opposizione al circo Orfei http://www.youtube.com/watch?v=tp9AeZOE2LY , il vice questore, il quale comandava il presidio di polizia presente sul luogo, con la sua azione inibitoria, di fatto ci impedisce la distribuzione di volantini ai potenziali spettatori che si avvicinavano all’ingresso del tendone, obbligandoci a rimanere ben oltre i 30 metri accordati giorni prima in Questura. Lo stesso ufficiale non si oppose alla pratica ( illegale ) di coprire gli slogan dei dimostranti con messaggi pubblicitari sparati a tutto volume dal furgone amplificato dei  circensi, ma si pose altresì in maniera rigida e autoritaria coi dimostranti imponendo la sua visione su come si “conduce una protesta”.

Ad oggi, dopo due anni di attività non violenta, la sensazione è che qualcosa sta davvero cambiando.

Il Consiglio Comunale, il mese scorso, ha approvato una mozione per ottenere norme più restrittive riguardo all’attendamento dei  circhi con animali esotici sulla quale alcune associazioni  avevano lavorato per anni http://www.ilgiunco.net/2012/12/13/rivoluzione-circhi-a-grosseto-passa-la-mozione-per-tutelare-gli-animali/

Sempre con maggiore evidenza, durante i nostri presidi di protesta, dopo avere considerato le argomentazioni contro il circo degli animali sempre più genitori “girano i tacchi” spiegando ai loro figli che la violenza e la reclusione non sono affatto uno spettacolo.

Il mattatoio storico di Grosseto, attivo da decenni, ha chiuso i battenti dichiarando che da queste parti la “carne rossa” è sempre meno consumata http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/11/30/news/chiude-storico-mattatoio-diciannove-senza-lavoro-1.6121280

Il numero di persone, soprattutto molto giovani, che seguono la filosofia del veganismo etico è aumentato, il nostro gruppo è cresciuto esponenzialmente così come la base di simpatizzanti che ci sostiene ad ogni evento.

Le cene sociali e le proiezioni, ad esempio, completamente autoprodotte e autofinanziate registrano sempre più successo, superando talvolta i cento partecipanti e grazie alle quali abbiamo sostenuto realtà come Vita da Cani di Arese https://www.youtube.com/watch?v=_NnAjin11NI Ippoasi di Marina di Pisa http://www.youtube.com/watch?v=5EJPNkkFn3s&feature=share&list=UU48ZxVOiBG8Xc4igvLcr3Zg e Animals Asia Italia alla quale organizzazione abbiamo devoluto, per il secondo anno, la somma necessaria all’adozione a distanza di un Orsa della Luna salvata da una fattoria della bile in Asia  https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/09/07/cena-vegan-benefit-per-animals-asiaorsi-della-luna/

Un grande cambiamento avviene quando una società di persone inizia a pensare liberamente, smettendo di vivere con concetti e idee imposte da qualcun altro. Il nostro obiettivo è proprio quello suscitare l’interesse e le domande delle persone con le quali veniamo in contatto. Le scelte le lasciamo fare a loro. Non ci interessa fare salotto e scambiarci promesse di consenso con le istituzioni, siamo votati al fare e a realizzare concretamente un passaggio evolutivo culturale in una città, Grosseto, da sempre orgogliosa del suo isolamento e del suo provincialismo.

Questo il contesto in cui il giorno 12 Dicembre 2012 due di noi vengono convocati in questura per la notifica di denunce relative al Flash-Mob svoltosi per le vie del centro storico a Grosseto al margine di un gazebo informativo http://youtu.be/b-v3jlGWO3s , autorizzato dal Comune,con mostra fotografica, distribuzione di letteratura e proiezione di video sull’Antispecismo. Quella sera otto persone improvvisarono una passeggiata senza vestiti addosso ma con cartelli che ritraevano animali prigionieri negli allevamenti di pellicciai e lo slogan “ meglio nudi che in pelliccia”. Quella sera NON è stato rotto o sporcato niente, NON è stato esercitato alcun atto di intolleranza verso nessuno, si è semplicemente camminato per 15 minuti in formazione sparsa, tra la gente che affollava le vie del corso e sostato brevemente davanti a due pelliccerie. L’iniziativa è stata un successo, a suffragio di questo il 26 di novembre un quotidiano locale usciva con un articolo sulla vicenda.

La questura invece non ha gradito la nostra uscita e, in continuità con una volontà repressiva a noi riserbata anche più  recentemente con ancora una denuncia, questa volta per “diffamazione” per la pubblicazione di un video su YouTube http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo , è andata rispolverare un articolo di legge del Tulps ( Regio Decreto 1931 ) per denunciare due di noi nuovamente https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/12/12/grosseto-ma-quale-democrazia/ ( sempre gli stessi! ) per “mancato avviso di riunione in luogo pubblico”. Sembra una barzelletta, ma secondo gli agenti qualsiasi assembramento di persone in strada richiederebbe  la loro autorizzazione. Noi leggiamo in questa ennesima azione intimidatoria un chiaro segno da parte delle autorità di quanto essi si sentano disorientati, disposti a tutto pur di fermare dei liberi cittadini i quali, organizzati informalmente e orizzontalmente stanno impattando fortemente il pesante clima di rassegnazione ad un piattume culturale che plasma ogni giorno, ogni momento gli abitanti di questa città,  che li cronicizza in una condizione di consumatori ciechi e inconsapevoli di merci inutili, magari passeggiando con la testa vuota in qualcuno dei numerosissimi centri commerciali cittadini o imbambolati, seduti alla televisione o al locale macdonald’s.

Questo sistema ci desidera innocui, inoperosi, incapaci membri di una società sempre più piegata ad un modello unico di pensiero, possibilmente quello perpetuato da chi ci domina, da chi domina tutti i processi relazionali che si svolgono in natura tra gli esseri viventi che la popolano.

Ma quelli di Associazione D’Idee noi non ci stanno.

QUESTURA GR

MERCOLEDI 12 12 2012  LA QUESTURA DI GROSSETO HA NOTIFICATO A DUE DI NOI,  UNA DENUNCIA RELATIVA ALLA PRESUNTA “RIUNIONE IN LUOGO PUBBLICO” CHE AVREMMO ORGANIZZATO SENZA LE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI LO SCORSO 24 NOVEMBRE  SU CORSO CARDUCCI

LA DIGOS APPOGGIA LE  ACCUSE CONTRO DI NOI SUL SEGUENTE ARTICOLO DI LEGGE:

18. (art. 17 T.U. 1926). – I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata (nota 35).I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 a euro 413.Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola (nota 37).Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 a euro 413. Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

QUESTO L’INTERO VIDEO DEL GRAVE  “REATO” CONTESTATOCI:

http://youtu.be/b-v3jlGWO3s

COME SI VEDE DALLA CLIP, SI E’ TRATTATO DI UNA PASSEGGIATA TRA AMICI, NON ABBIAMO DETTO UNA PAROLA AGLI ALTRI FREQUENTATORI DELLE STRADE DEL CENTRO E LA NATURA SPONTANEA DELLA COSA NON E’ CERTO ISCRIVIBILE AD UNA VOLONTA’ DI INFRANGERE ALCUNA LEGGE.

LA VERITA’ E’ CHE IN QUESTA CITTA’ AZZARDARSI A FARE QUALSIASI INIZIATIVA TESA AD ESPRIMERE IDEE E CONTENUTI NON CONVENZIONALI E’ DIVENTATO UN RISCHIO PER L’INCOLUMITA’ E PER LE LIBERTA’ INDIVIDUALI DI COLORO CHE SI CIMENTANO IN QUESTE ATTIVITA’ .  LO SANNO BENE I VOLONTARI DELLA NOSTRA  ONLUS I QUALI, A PARTIRE DALL’AGGRESSIONE AD OPERA DEI CIRCENSI AVVENUTA DAVANTI ALL’ATTENDAMENTO AMEDEO ORFEI NEL SETTEMBRE 2011 http://youtu.be/vJUV8xM4-6M HANNO DOVUTO SUBIRE, OLTRE CHE LE BOTTE, ANCHE LE QUERELE, LE CONVOCAZIONI IN QUESTURA ED  ALTRE AZIONI INIBITORIE I LORO DIRITTI CIVILI.

CI CHIEDIAMO PER QUANTO TEMPO ANCORA GLI ATTIVISTI DI QUESTA ASSOCIAZIONE DOVRANNO CONTINUARE A VENIRE PRESI DI MIRA DALLE AUTORITA’ DI POLIZIA DI GROSSETO E DAI PICCHIATORI AI QUALI , QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONCEDE SENZA REMORE AGIBILITA’ E SPAZI, PRIMA CHE QUALCUNO “AI PIANI PIU’ ALTI” , MAGARI QUELLI CHE PERIODICAMENTE SI RIEMPIONO TANTO LA BOCCA DEI “VALORI DEMOCRATICI ACQUISITI”  DALLA NOSTRA COMUNITA’ E CHE CARATTERIZZEREBBERO LA CONVIVENZA CIVILE CHE VI SI SVOLGE, SE NE ACCORGANO.

FORSE QUANDO QUESTI ASSI IN GIACCA E CRAVATTA LO FARANNO SARA’ TROPPO TARDI PERCHE’ SE LI RITROVERANNO A BUSSARE LORO ALLA PORTA PER VENIRE ACCUSATI CHISSA’ DI QUALI “EFFERATI CRIMINI”.

VERGOGNA GROSSETO, LA CITTA’ DEGLI ZOMBI VIVENTI CHE APPLAUDONO ALLA COSTRUZIONE DELL’ENNESIMO CENTRO COMMERCIALE, GROSSETO LA CITTA’ DELLE MILLE SERVITU’ SENZA SENSO, GROSSETO LA CITTA’ GOVERNATA DA AUTORITA’ PRURIGINOSE IN ASSETTO PERMANENTE ANTI-TUTTO CIO’ CHE NON SIA OMOLOGATO, NOIOSO, DISTRUTTIVO.

PER LO SVILUPPO DI UN PENSIERO CRITICO, PER L’ANTISPECISMO.

Da Il Tirreno di oggi SABATO 15 DICEMBRE 2012, gli strascichi di questa vicenda si tingono di ridicolo, i nostri nonni conoscevano la legge applicata contro i pericolosi animalisti dalla zelante mano della Digos per criminalizzarli. 81 anni fa  “riunirsi” per strada senza avere chiesto l’autorizzazione alla Questura era considerato reato.

A Grosseto, nel 2012, ci si arrampica sugli specchi pur di potere ancora utilizzare questa leggina ammazza-diritti per gastigare chi osa esprimere le proprie idee. I media locali non sembrano obiettare con particolare vigore alla cosa e ce la raccontano tanto per farne del folclore, bisogna pur contrastare le attività criminali di tali sobillatori con ogni metodo a disposizione!

NUDI IN CENTRO ECCUn bell’articolo sulle leggi che precedono la Costituzione, spesso in contrasto con i suoi dettami e che continuano a modulare le azioni di polizia nelle strade e nelle piazze ancora oggi, dall’archivio del quotidiano La Repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/29/quelle-leggi-fasciste-sono-da-abolire.html

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CRONISTORIA:

Giovedì 24 Gennaio 2013  le due persone indagate della nostra Associazione hanno ricevuto una nuova  notifica, questa volta attraverso il loro avvocato difensore,  da parte della Procura di Grosseto che li informa che verranno processati per il reato di  “riunione non autorizzata“.

Come ci aspettavamo  secondo l’accusa, i due avrebbero promosso attivamente l’iniziativa  della passeggiata in centro, una accusa farraginosa che  basail proprio fondamento, aggirando amministativamente  la Costituzione Italiana, su un regio decreto del 1931, varato PRIMA della Costituzione stessa, la quale, con l’articolo 17 sancisce invece la liberta di esprimere pubblicamente idee quando questo non avviene in maniera armata o violenta.
Il giudice quindi ritiene che davvero si sia consumato un crimine sanzionabile penalmente la sera del 24 Novembre a Grosseto.

I signori della questura hanno “concluso le indagini”, pensate, coi fatti di cronaca recenti in città ( rapine a mano armata e furti sistematici nelle abitazioni praticamente all’ordine del giorno) i responsabili dell’ordine pubblico locali impiegano risorse ( pagate da tutti ) per “investigare” e trascinare in tribunale due attivisti non violenti.

Roba da teatrino davvero, ci verrebbe da sorridere se non fosse che qui ci vogliono criminalizzare davvero.

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012, CORSO CARDUCCI A GROSSETO, ASSOCIAZIONE D’IDEE ORGANIZZA UNA GIORNATA  DI INFORMAZIONE , DALLE 10,00 ALLE 20,00
PER SENSIBILIZZARE TUTTI COLORO CHE ANCORA NON LO SANNO O CHE FANNO FINTA DI NON SAPERE , QUELL’INSERTO IN PELLICCIA SUL COLLO, SUL CAPPUCCIO, QUEL PELO SUI POLSINI DI GIACCHE E GIUBBOTTI NON E’ FINTO, MA IL RISULTATO DELLO SQUOIAMENTO DI UN ANIMALE, COME IL TUO CANE, COME IL TUO GATTO, CON QUALCHE PROBABILITA’ SI TRATTA PROPRIO DI UN CANE O DI UN GATTO, UN PROCIONE? UN CONIGLIO? UN COYOTE O UN RAKOON ASIATICO?
QUELLO CHE CONTA E’ CHE OGNI INDIVIDUO ANIMALE HA DIRITTO A TENERE PER SE CIO’ DI CUI LA NATURA LO HA DOTATO, NOI NON ABBIAMO ALCUNA NECESSITA’ REALE DI UCCIDERLI, TRA INDESCRIVIBILI SOFFERENZE, PER STRAPPARGLIELO.
CHIEDIAMO DI LIBERARTI DI TUTTI GLI INSERTI DI PELO E PELLICCIA CHE ADORNANO I TUOI INDUMENTI, DI NON ACQUISTARNE O ACCETTARNE MAI PIU’.
OFFRIAMO LA NOSTRA COLLABORAZIONE, SULLA STRADA, A RIMUOVERE QUELL’ORRENDO FETICCIO ALLA CATTIVERIA E ALL’INDIFFERENZA UMANA. FACCI DONO DEL TUO INSERTO, VERRA’ UTILIZZATO PER LE NOSTRE CAMPAGNE DI DENUNCIA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI DALL’INDUSTRIA DELLE PELLICCE.

NEL CORSO DELL’EVENTO RIMARRA’ IN ALLESTIMENTO UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SUL TEMA E LA DIFFUSIONE SU MONITOR E PROIETTATI SUGLI EDIFICI CIRCOSTANTI DI VIDEO CLIPS SULLA CONDIZIONE DI BRUTALE PRIGIONIA, SFRUTTAMENTO E MORTE DEGLI ANIMALI NEGLI ALLEVAMENTI E NEI LUOGHI DOVE SI “PRODUCONO” PELLI E PELLICCE.

PER CONTATTI, ADESIONI, DONAZIONI E ALTRO: 3281544997

ASSOCIAZIONE D’IDEE ONLUS OPERA ESCLUSIVAMENTE SENZA FINI DI LUCRO, TUTTI I PROVENTI DETERMINATI DA DONAZIONI VIENE UTILIZZATO PER L’ACQUISTO DI MATERIALE DA DISTRIBUIRE ALLE INIZIATIVE, SE TI TROVI DISTANTE DA NOI O IMPOSSIBILITATO A PARTECIPARE PUOI CONTRIBUIRE ALLE NOSTRE CAMPAGNE CON UNA DONAZIONE:

VIA PAYPAL:

http://www.kapipal.com/associazionedideeonlus

CARTA POSTEPAY RICARICABILE:

N. 4023600586285530

intestata a Paolo Rossi