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In Italia ci sono ancora 16 allevamenti di Visoni e uno di Cincilla.
Questi impianti tengono prigionieri almeno 200.000 animali in strette, affollate, gelide gabbie metalliche.
L’aspettativa che genera tale situazione è quella di almeno 170,000 pelli individuali da commercializzare alla fine di ogni ciclo produttivo.

In Italy there are 16 active mink farms and one chinchilla farm.
These facilities, unknown and well hidden in the countryside, imprison as many as 200.000 animals. The annual production is estimated to reach 170.000 mink pelts.

Watch the investigative video here :

A.D.I.

BREAK THE CAGES adi 24 Gennaio 2015Aderiamo alla Campagna nazionale di Essere Animali perchè tutti gli allevamenti di visoni devono chiudere. TUTTI gli allevamenti devono chiudere. Allevare per sfruttare e uccidere è una attività criminale da mettere al bando. Nel 2015 per alimentarci, per vestirci, per intrattenerci, per vivere bene e in salute una vita appagante e confortevole NON occorre uccidere, torturare, umiliare o privare della libertà alcun essere vivente senziente.

A Grosseto, piazza Ettore Socci ( lungo il Corso cittadino )  Sabato 24 Gennaio 2015 per l’evento FB visita qui

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BREAK THE CAGES adi 24 Gennaio 2015Aderiamo alla Campagna nazionale di Essere Animali perchè tutti gli allevamenti di visoni devono chiudere. TUTTI gli allevamenti devono chiudere. Allevare per sfruttare e uccidere è una attività criminale da mettere al bando. Nel 2015 per alimentarci, per vestirci, per intrattenerci, per vivere bene e in salute una vita appagante e confortevole NON occorre uccidere, torturare, umiliare o privare della libertà alcun essere vivente senziente.

A Grosseto, piazza Ettore Socci ( lungo il Corso cittadino )  Sabato 24 Gennaio 2015 per maggiori info sulla Campagna Nazionale visita qui

Per l’evento Facebook visita qui

piuttosto nudi ADI

Ci addentriamo in Autunno ed è impellente in noi la necessità di tornare in strada per riproporre immagini e discorsi su  di una delle più efferate e inutili crudeltà contro gli animali, in strada  per mostrarne gli effetti e per promuovere una riflessione in coloro i quali, sbadatamente, non hanno ancora fatto la connessione.

L’industria globale delle pellicce, proprio perchè in declino  stà cercando di “piazzare” sui mercati di mezzo mondo i suoi stock di manti animali rimasti invenduti negli anni precedenti, i prezzi sono stati abbassati e alcuni stilisti invitati a considerare la possibilità di utilizzare inserti in pelliccia ancora più diffusamente di quanto non stia già accadendo.

I pellicciai locali intanto, in questi giorni, lanciano le  solite desolanti campagne pubblicitarie per attirare nei loro lugubri saloni della morte nuovi clienti, le proposte osservate vanno da “colora la tua vecchia pelliccia” a “ritiriamo pagando in contanti la tua vecchia pelliccia” – evidentemente gli affari non vanno così bene e occorre quindi investire massicciamente in cartelloni e poster sparsi in decine di angoli della città per scommettere in un cambiamento di rotta e realizzare un qualche profitto questo autunno/inverno.

Da parte nostra desidereremmo non vedere più  pezzi di corpo di animale scuoiato come feticci dell’orrore sui cappucci, sulle maniche, sui colletti di giubbotti e cappotti esibiti senza pudore da persone incuranti o inconsapevoli del tremendo carico di sofferenza che gli animali, vittime della vanità e dell’indifferenza umana sono costretti a pagare ,  almeno 400 milioni di individui  periscono ogni anno per mano dell’industria delle pellicce.

Queste vittime  non hanno che noi per rappresentare la loro miseria e la loro disperazione : catturati nelle trappole, nati negli allevamenti, rinchiusi nelle gabbie https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/08/30/contro-ogni-schiavitu-contro-ogni-allevamento/

NON COMPRARE, NON REGALARE, NON INDOSSARE alcun capo in pelliccia o con inserti in pelliccia

…che questi ultimi siano derivati da cani, gatti, procioni, volpi, conigli o visoni non fa alcuna differenza.

Nel 2014 non esistono scuse, per ripararci dal freddo e dal vento possiamo  utilizzare indumenti realizzati con materiali di origine sintetica e non derivati dallo sterminio di creature innocenti che come noi hanno la capacità di gioire, di soffrire, di desiderare la libertà.

Per realizzare questa iniziativa ci occorrono pellicce e inserti in pelliccia che utilizzeremo nel flash-mob in programma il 25 Ottobre 2014, se ne disponi e intendi liberartene fallo in modo militante! Chiama il 3281544997.

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Peli e pellicce: ad ognun* i suoi

Se vuoi darci una mano nell’organizzazione dell’evento fatti sentire anche attraverso un SMS o un messaggio qui di seguito, i nostri occhi sono aperti.

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E’ solo questione di soldi per alcuni. Nelle foto, Naomi Campbell, “sarebbe piuttosto andata in giro nuda” in una immagine contro le pellicce di 20 anni fa. Disponibile a sfilarci dentro solo qualche anno dopo ( riquadro a destra )

Secondo un recente articolo apparso sul Daily Telegraph , in Inghilterra si stanno per rivalutare le pellicce grazie al lavoro degli stilisti e di quei outlets che si sarebbero schierati a sostegno della “produzione etica di animali da pelliccia”.

In gabbie pulite, un po’ piu’ grandi, nelle mani di operatori attenti al loro benessere, secondo l’autore dell’articolo e secondo i gestori del negozio di pellicce di lusso Hockley di Londra, i 65 milioni di animali uccisi ogni anno negli allevamenti avranno tutto sommato vissuto una bella vita, con acqua e cibo sempre disponibili.
Le nuove generazioni di acquirenti di pellicce, si recita nell’articolo, non sono più preda della propaganda animalista, l’allevamento etico ( adesso si è creato addirittura un marchio che attesterebbe la “non crudeltà” del prodotto : Origin Assured ) e la mutata percezione in rispetto ai diritti degli animali stanno allargando il mercato di giacche, giacconi, cappelli e borse realizzati con inserti di pelliccia o integralmente dal manto di animali allevati e uccisi come la Volpe, il Visone, il Chinchilla, il Raccoon.

In realtà l’uccisione di animali per strappare loro la pelliccia è tanto ripulsivo oggi di quanto non lo fosse 20 anni fa. I pellicciai da tempo se la raccontano con la storiella che “la pelliccia sta tornando di moda e crescendo in popolarità” ma fortunatamente, se escludiamo il triste fenomeno degli inserti di Coniglio, Cane, Gatto e Coyote che adornano gli indumenti nella fascia di prezzo medio e basso molto diffusi qua da noi, in Inghilterra le cose non stanno così.
Una recente indagine dimostra che almeno il 95% dei cittadini di quel paese non indosserebbero mai una pelliccia, per questo motivo catene di negozi inglesi quali H&M, Zara, Topshop,, New Look, All Saints e altri adottano una precisa e restrittiva politica  riguardo alla commercializzazione di pellicce.

allevamento visoni image

La paurosa immagine dell’interno di un allevamento di visoni in Italia, un vero e proprio lager. Nel nostro paese esistono ancora una ventina di questi luoghi, principalmente nel nord est.

Costringere dentro delle anguste gabbie, ammucchiati o in prossimità gli uni con gli altri, dei timidi animali noti per il loro naturale istinto a non congregare coi loro simili ne a lasciarsi avvicinare dagli uomini, tenerli rinchiusi in impianti appositamente realizzati per il loro sterminio e attrezzati per il processo di squoiamento dei loro cadaveri non può essere considerata una pratica etica, un mestiere come un altro, neanche se tale attività avesse un senso diverso dalla coltivazione della pura vanità umana che la ispira e che la giustifica.

Allevare per uccidere è semplicemente inammissibile dal punto di vista morale.

Il marchio Origin Assured del quale si vanta in questa ultima tornata pubblicitaria la turpe industria delle pellicce europea assegnando unilateralmente alle pelli di animali provenienti dagli allevamenti danesi un credito di “eticità” è totalmente insostenibile.
Nel 2011 il gruppo di attivisti ANIMA riuscì a realizzare dei documenti video in tutti e 26 gli allevamenti di visoni presenti nel territorio danese. In ogni uno di questi luoghi si registrarono orrori quali animali con zampe, code e orecchie ferite dai morsi di altri visoni, cadaveri in putrefazione nelle gabbie, animali malati o moribondi lasciati alla loro sorte. minks feriti
Tutti e 26 gli allevamenti in questione sono di proprietà dei sette azionisti principale che compongono la Kopenhagen Furs, uno dei principali produttori nord europei e sponsorizzatori del marchio Origin Assured.
Le stesse condizioni di vita furono rilevate presso le fattorie di proprietà di Knud Vest, presidente onorario del European Fur Breeders’ Association.

Lo squallore nel quale questi animali vivono è in netto contrasto con l’opulenza la quale connota l’industria della moda, delle passerelle nelle grandi città europee dove si continuano a produrre capi di vestiario inutili e dal prezzo astronomico ( dai 2500 ai 10,000 euro ).

Quanto osservato nei documenti video realizzati dagli attivisti non rappresenta dei casi isolati, ma è la norma negli allevamenti nei quali si abusa dei corpi e delle esistenze di animali fatti nascere soltanto per soffrire.
Siamo sicuri che la vista estremamente disturbante di alcuni altri documenti video realizzati dagli attivisti ovunque essi riescono ad introdursi, in Italia compresa, indurrebbero chiunque, con un cuore che batte nel petto, a non avere niente a che fare con gli allevatori, gli operatori, e i distributori coinvolti nel business di un prodotto insanguinato e ottenuto attraverso dei cicli di violenza mostruosa.

Il signor Frank Zilberkwe è direttore del Polar Group, una azienda inglese che sta’ operando in queste settimane il lancio commerciale delle pellicce colorate sul mercato anche attraverso la pop star Lily Allen che le indossa.

fur-garment-2007-wl-352Il tentativo è quello di di guadagnarsi la propensione dei più giovani all’acquisto di pellicce e a restituire a queste una parvenza di accettabilità.

Secondo questo “gentiluomo “ la domanda per i capi in pelliccia sarebbe in continuo aumento.

Più globalmente, sul fronte degli animali catturati e uccisi in Natura si apprende da un articolo sulla rivista dei cacciatori Trapperpredator  che gli “esperti” di questo settore si lamentano del prezzo medio delle pellicce in picchiata, nel 2014 sarebbe calato infatti  più del 70% in confronto ai prezzi praticati sul mercato nell’anno precedente.
Una simile caduta di valore dei pezzi grezzi di pelliccia non può che essere dovuta ad una significativa flessione della domanda, sempre secondo Trapperpredator è da almeno trent’anni che non si registrava una crisi simile.

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Un coyote preso in una trappola, la sua sarà una fine dolorosa e miserabile. Parti del suo manto andranno ad adornare i cappucci dei giacconi tanto di moda negli ultimi anni.

I cacciatori di mestiere, dal canto loro, per farsi coraggio, ipotizzano che la causa della corrente situazione di mercato potrebbe risiedere nella mitezza delle temperature in Cina e in Russia questa ultima stagione invernale.

pellicce grezze mercatoDi fatto le aste di vendita  vengono cancellate per la scarsezza della domanda e i manti di alcune particolari specie sono divenuti praticamente “invendibili” come diretta conseguenza della situazione di stagnazione economica del settore.

Per questo autunno ci aspettiamo una azione di denuncia della spaventosa tratta degli animali così detti da pelliccia ancora più incisiva da parte degli attivisti anche nella tua città, una azione finalizzata a determinare il blocco totale di questa attività criminale e l’insorgere di una sempre maggiore attenzione ai diritti delle vittime dei pellicciai così che si riconosca finalmente loro un posto nella sfera della considerazione morale, di un sentimento condiviso che li riconosca come degli esseri senzienti intitolati a vivere una vita immune dalla crudeltà piuttosto che come merci di scambio, una crudeltà che si abbatte su di loro in maniera tanto aberrante e odiosa ad opera dell’industria della moda e della stupidità umana.

no pellicce ADI image

MAI più pellicce  demo @ GROSSETO

Worldwide Fur Free Friday (WFFF) è una delle mobilitazioni più grandi contro l’industria delle pellicce a livello globale.
Ci aspettiamo adesioni a questa importante giornata di lotta per la liberazione animale da almeno 200 città nel mondo.
http://www.antifurcoalition.org/worldwide-fur-free-friday.html
Le manifestazioni si terranno in contemporanea VENERDI’ 29 NOVEMBRE 2013 data in cui prende tradizionalmente piede la promozione e la commercializzazione di prodotti realizzati con animali scuoiati da questa industria senza scrupoli.
Saremo le voci dei senza voce e chiederemo il boicottaggio e l’abolizione di questa crudele pratica nelle strade e nelle piazze a migliaia.

CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ANIMALI HANNO BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO.

L’obiettivo della giornata internazionale di denuncia è quello di informare il pubblico e di mostrare loro cosa implica la prosecuzione di questa vile impresa commerciale in termini di sofferenza per gli animali ai quali l’uomo strappa gli unici attributi che la Natura ha donato loro, senza averne una reale necessità, ma soltanto per realizzare un profitto, per alimentare idee di stravagante vanità e per moda, chiederemo a gran voce a tutti coloro che credono di distinguersi indossando capi di vestiario contenenti inserti e accessori in pelle e pelliccia di astenersi da questa lugubre attività e di esercitare empatia per le vittime dei loro capricci.
https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/08/30/contro-ogni-schiavitu-contro-ogni-allevamento/

Prima di finire ammazzati e squoiati la stragrande maggioranza di questi animali hanno vissuto una vita di miseria e privazioni, rinchiusi in luride gabbie in uno dei numerosi allevamenti che sorgono ANCHE nel nostro paese http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/indumenti/pellicce/allevamenti-in-italia/

. Altri di questi animali vengono catturati e smembrati da trappole sistemate dai cacciatori nel loro ambiente di vita naturale, molti di loro periscono tra atroci sofferenze, di inedia e in solitudine, altri ancora subiscono il brutale trattamento di venire spellati vivi e gettati via a mucchi come sacchi di immondizia.
https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/10/16/gli-animali-non-sono-indumenti/

Tutti i piccoli passi in avanti possibili per minimizzare l’entità di questo problema, fino ad arrivare alla sua totale eradicazione dalla faccia della Terra, possono compiersi soltanto attraverso l’azione degli attivisti e la ricerca di consenso tra i potenziali, spesso ignari, acquirenti dei prodotti finiti. Per questo è necessaria la partecipazione a momenti di azione e di informazione come quelli del 29 Novembre a Grosseto come in decine di altre locazioni worldwide da parte di tutti coloro che, con diversi percorsi di sensibilizzazione e sfumature, hanno maturato una consapevolezza rispetto alla condizione dei nostri fratelli schiavizzati, condannati a languire e a morire a milioni ogni anno nell’indifferenza generale.
http://pellicce.blogspot.it/

Ti chiediamo quindi di partecipare fisicamente a questo evento e di attivarti per diffonderlo così da massimizzarne l’impatto, forse insieme riusciremo a produrre in città un cambiamento di rotta rispetto al tema dello sfruttamento degli Animali cosiddetti “da pelliccia”.
http://www.oipa.org/italia/campagne/pellicce_canegatto_immaginifilmati.htm

Per FLASH MOB si intende un azione non violenta che consiste in un assembramento improvviso di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo e con una finalità comune, esporremo materiale informativo e cartelli, indirizzeremo i passanti con un megafone per spiegare le nostre motivazioni, distribuiremo volantini, ingaggeremo in un dibattito coi chi sarà interessato a farlo.

A seguire, nei prossimi giorni, maggiori informazioni e dettagli sull’iniziativa alla quale TUTTI saranno benvenuti anche proponendo idee pratiche e donando risorse per il reperimento e per l’acquisto dei materiali necessari all’allestimento della demo.
A questo proposito, per chi volesse contribuire anche economicamente all’organizzazione della manifestazione, seguire questo link: https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Due delle nostre azioni precedenti: http://www.youtube.com/watch?v=b-v3jlGWO3s
https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/04/03/pelliccia-e-morte-sit-in-a-grosseto/

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Per contatti con i coordinatori internazionali della giornata di lotta : 269life (facebook) or 269calf@gmail.com