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Abbiamo tutti letto della tragica storia di Marius, la giraffa uccisa nei giorni scorsi dagli attendenti dello Zoo cittadino di Copenhagen ( Danimarca ) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2555079/Danish-zoo-kills-young-giraffe-deemed-surplus-feeds-lions.html i quali hanno poi fatto a pezzi il corpo dell’animale e dato in pasto ai leoni davanti ad una platea di spettatori, tra loro anche bambini, i quali hanno assistito a tutte le fasi della macabra messa in scena.

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Alcuni di noi avranno anche appreso dell’uccisione di una intera famiglia di leoni presso il Longleat Safari Park ( Regno Unito )

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2554916/Outrage-lioness-cubs-pride-Longleat-leaving-staff-tears.htmls,

Di queste due istituzioni, la prima non disponeva dello spazio sufficiente ( nell’accezione economica del termine ) per dare a Marius una sistemazione all’interno dello Zoo, la seconda, non era più in grado di gestire l’aggressività dei felini, i quali ristretti in sistemazioni non idonee alla loro natura erano divenuti pericolosi gli uni per gli altri.

Viene da chiedersi: ma perché questi sfortunati animali sono stati fatti nascere in cattività?

Né Marius, la giovane giraffa, né Henry il leone, la sua compagna e i loro piccoli erano destinati ad un programma  di inserimento nel loro ambiente naturale.

Tutti loro, nati per trascorrere le loro vite entro degli spazi innaturali, costruiti appositamente dall’uomo per mercificarne le esistenze, avevano un unico scopo, quello di attrarre visitatori disposti a pagare per guardarli da una distanza, per fotografarli o per denigrarli.

Questo è il business di tutti gli Zoo di questo mondo,

http://www.captiveanimals.org/news/2014/02/blog-we-all-need-to-look-at-the-bigger-picture-when-it-comes-to-zoo-surplus

Uno degli aspetti più tristi di questi veri e propri campi di concentramento nei quali migliaia di animali trascorrono miseramente la loro intera vita è quello relativo alla frequenza delle uccisioni mirate, operata dai   manager e dagli operatori dello Zoo, di quegli individui identificati come “surplus”, 200,000 di loro vengono ammazzati soltanto negli impianti di detenzione europei ogni anno. Molti di loro vengono utilizzati come cibo, proprio come è accaduto a Marius.

Come possiamo fare per aiutare gli animali rinchiusi negli Zoo?

Certamente la risposta a questa domanda non può essere trovata all’interno di queste strutture totalizzanti e anacronistiche, le quali NON sono rifondabili.

La risposta, come quasi sempre, dobbiamo trovarla dentro di noi, possiamo infatti boicottare simili imprese umane, non sostenendo alcuna di queste istituzioni attraverso l’acquisto di biglietti e l’organizzazione di visite.

Possiamo e dobbiamo rendere note le condizioni di vita ( e le modalità di morte ) di questi schiavi non umani a tutti i nostri parenti, amici, conoscenti affinchè si concretizzi una presa di coscienza vasta e articolata sugli orrori rappresemntati da questi posti, i quali devono chiudere.

Oramai è troppo tardi per salvare Marius e la famiglia di leoni, ma non lo è per le migliaia di altri loro sventurati compagni rinchiusi negli Zoo europei.

Ci avviciniamo al periodo pasquale, ed alcune organizzazioni per la liberazione degli animali inglesi lanceranno una campagna di sensibilizzazione intorno ai drammatici retroscena che distinguono per crudeltà e barbarie tutti gli Zoo europei.

Anche a Grosseto, dove tradizionalmente, almeno una volta all’anno attandano circhi con a seguito animali esotici e non, intendiamo dare risalto a queste vicende con delle iniziative.

Per ora ci inchiniamo con rammarico, rispetto e dolore alla triste fine cui sono stati condannati Marius, Henry e la sua famiglia, tutte vittime del pensiero unico dominante, quello specista antropocentrico, che non consente alla maggioranza degli esseri umani alcuna…umanità, alcuna compassione nel trattamento riservato ai nostri fratelli di altre specie.

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Grazie per alcuni dei contenuti di questo blog a Captive Animals’ Protection Society di Salford, Manchester, UK    http://www.captiveanimals.org/

Le foto dell’evento qui : http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/sets/72157640790528983/

orfei locandina ADI feb2014 DATA CORRETTA

Sabato 08 Febbraio 2014 dalle ore 14,00 in poi presso Piazza Barsanti, periferia est della città, direzione Scansano, organizziamo un evento di protesta davanti all’attendamento Orfei in città.

La nostra costante, puntuale opera di divulgazione, negli anni, di un messaggio critico nei confronti di chi imprigiona e detiene Animali per renderli degli schiavi e dei pagliacci da fare esibire innanzi a platee umane ( nel migliore dei casi ) poco informate e ( nel peggiore dei casi ) insensibili alla loro immane sofferenza, ha rallentato la frequenza di questi tristi baracconi in città di almeno di due terzi.

Nel Settembre del 2011 subimmo perfino una brutale aggressione http://www.youtube.com/watch?v=vJUV8xM4-6M&feature=share da parte dello staff Orfei in quella stessa piazza e sotto l’assente presenza della polizia di stato la quale anzichè perseguire i colpevoli di tale vile azione contro manifestanti pacifici ebbero l’ardire di denunciare uno di noi per questo altro video http://www.youtube.com/watch?v=yLZ3_ctRsgo&feature=share pubblicato su di un noto social network qualche giorno dopo i fatti – per maggiori info sulla vicenda visitare qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/10/03/il-nostro-attivismo-alla-sbarra-a-grosseto/

Nelle circostanze, non possiamo fare a meno di notare che della media di tre circhi con animali all’anno che si registravano in arrivo a Grosseto fino al 2012, “siamo scesi” ad un solo attendamento annuo ( gli ultimi erano qua da noi sul finire del Febbraio scorso http://youtu.be/Is9L6J-3M5o ).

Grosseto, come del resto anche altri centri urbani relativamente popolosi, stà diventando una piazza scomoda per i circensi.
Benchè la questura ci imponga in maniera, da noi ritenuta, ingiustificata una distanza di centinaia di metri dal luogo dell’attendamento con lo scopo di minimizzare la nostra capacità di entrare in connessione col pubblico pagante, distribuendo loro volantini e letteratura, ma anche ingaggiando garbatamente in un dibattito sull’oggetto della loro presenza e del loro sostegno economico a tali anacronistiche, crudeli manifestazioni, per niente scoraggiati dalla congiuntura sfavorevole promettiamo agli Orfei una accoglienza degna del loro nome.

Per chi desidera partecipare alle varie fasi di preparazione dell’evento contattare senza indugi il 3281544997.

Per partecipare di persona il giorno dell’evento basta unirsi al gruppo di attivisti dalle ore 13,30 in poi, siamo sempre abbastanza chiassosi, cospicui e amiamo le “facce nuove”.
A questo proposito vi invitiamo a portare con voi tutto ciò che produce suoni , ad esempio trombe, coperchi di casseruole, fischietti…ma anche di vestirvi con estro…PER NOI MANIFESTARE IN SOLIDARIETA’ E SUPPORTO AGLI ANIMALI PRIGIONIERI DEI CIRCENSI E’ SEMPRE UNA FESTA! http://youtu.be/BUav2xm73Vw

Se desideri sostenere a distanza il nostro gruppo, puoi farlo non soltanto condividendo le iniziative attraverso il passaparola o attraverso la condivisione degli eventi sulla Rete, ma anche ( e sopratutto lasciatecelo dire ) economicamente.
Accettiamo donazioni piccole e grandi per finanziare la nostra opera sul territorio e per creare massa critica contro le numerose manifestazioni di intolleranza, discriminazione e odio che i nostri fratelli non umani subiscono da soggetti criminali che si sentono Dio e da istituzioni che rappresentano sempre meno le persone e sempre di più gli interessi politici ed economici delle lobbies.

Per donare ad Associazione D’Idee Onlus visita qui : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Vi aspettiamo COMUNQUE e siete tutt* benvenut* a questa e alle altre iniziative.

Per restare aggiornat* sulle attività che svolgiamo in città il sistema migliore è ISCRIVERSI al blog.
Basta selezionare il bottone ISCRIVITI in basso a destra sulla pagina iniziale di https://associazionedideeonlus.wordpress.com/ e immettere il proprio indirizzo di posta elettronica nel campo stabilito.

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)