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La compagnia americana Monsanto, nota per avere prodotto il primo raccolto geneticamente modificato ha recentemente ammesso, per voce di uno dei suoi esecutivi più autorevoli, in un articolo apparso sul quotidiano inglese The Independent, che l’attuale fase di stallo nel processo di penetrazione dei mercati della loro tecnologia sarebbe dovuto ad un loro ingenuo eccesso di fiducia nella bontà di tale tecnologia.

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Hugh Grant sostiene che la Monsanto avrebbe dovuto pagare maggiore attenzione alla preoccupazione dei potenziali clienti in rispetto alla salubrità dei prodotti alimentari ottenuti attraverso la modifica dei geni di piante e semi promossa dalla multinazionale da quando questa particolare tecnica è stata introdotta prima negli USA 20 anni fa poi globalmente in tempi più recenti.

In particolare il dirigente della Monsanto ritiene che la compagnia abbia commesso un grave errore non riformulando il marchio OGM dopo che questo ha subito attacchi e demonizzazione sui media di mezzo mondo a seguito del fallimento nella commercializzazione dei suoi prodotti in gran parte dei mercati europei.

“A meno che l’attitudine pubblica nei confronti dei prodotti geneticamente modificati non cambi in tempi brevi – continua il signor Grant – non saremo in grado di sfamare una popolazione umana in costante crescita” – e conclude affermando che – “non c’e’ mai stata molta fiducia da parte dei consumatori nei prodotti alimentari originati dalle grandi multinazionali, in particolare, di quelle americane, mentre invece nei paesi in via di sviluppo ci sarebbe proprio bisogno di un rinnovamento su questo versante”.

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Hugh Grant si cala innocentemente nel mezzo al dibattito sui metodi e sugli esiti della tecnologia promossa dalla Monsanto asserendo che forse avrebbero dovuto posizionarsi maggiormente dalla parte di chi, al supermercato, continua ad esercitare una qualche scelta relativa all’acquisto o meno di cibo ottenuto con la controversa tecnica e considerare l’ipotesi che questi ultimi NON desiderano nutrirsi con alimenti largamente ritenuti innaturali e dannosi alla salute.
Secondo questo gentiluomo, nelle comunità dei produttori agricoli deve ancora essere fatto molto per spiegare ai consumatori da dove viene il cibo che acquistano e quanto reale sia la necessità di continuare a produrne sempre in maggiori quantità per soddisfare tutti.
Per fare questo occorre continuare a lavorare proprio come la Monsanto avrebbe fatto finora, attenendosi cioè ai dati scientifici forniti dai programmi di ricerca accreditati e alle regole imposte ai grandi produttori dai governi centrali.

L’atto di ingaggiare in un confronto sulla questione con le popolazioni a rischio di vedersi imposte determinate tecniche di produzione del cibo appare come un esercizio “astratto” al dirigente della multinazionale, il quale insiste che “ di compagnie come la nostra non potremo fare a meno se intendiamo combattere la fame nel mondo “.
Secondo alcune proiezioni attendibili basate sui livelli di crescita nella produzione di cibo da parte dell’agricoltura industriale negli ultimi 15 anni, circa il 70% di questo proviene dalla conversione a terreno agricolo di porzioni di territorio fino ad allora destinato ad un uso differente.

Nei prossimi 30/40 anni la popolazione umana mondiale passerà dagli attuali sei a nove miliardi di individui. Questi dati inequivocabilmente suggeriscono l’ipotesi che il mondo ( dice la Monsanto ) non potrà farcela senza le biotecnologie e senza la ……..Monsanto

La speranza in un possibile cambio di rotta, si augurano alla Monsanto, risiede nella possibilità che si riesca a trovare un consenso tra gli ambientalisti che si oppongono al cibo geneticamente modificato e le grandi imprese che hanno i mezzi per produrne in quantità sufficienti.

“Fate un passo indietro e mettete a fuoco la situazione senza ridicoli pregiudizi e punti presi, pensate ai vostri figli e ai vostri nipoti, come riusciranno a farcela senza di noi?
Come sarà il mondo senza biotecnologie applicate alla produzione alimentare?”si chiede Hugh Grant rivolgendosi alla platea di attivisti europei, augurandosi che le lobbies da essi formate, le quali per anni si sono opposte aspramente all’impiego e alla commercializzazione dei prodotti marchiati Monsanto per massimizzare i raccolti, riescano a fornire una alternativa valida alla soddisfazione del crescente fabbisogno alimentare del pianeta.

2186415_origDa una prospettiva altra e, come dire, antisistema, dalla prospettiva di chi crede nell’affermazione di un economia reale basata sulla sussistenza piuttosto che sull’accumulazione , noi diciamo che l’alternativa alla devastazione dell’ambiente e della salute di chi ci vive è una e semplice: scegliere Vegan.

Rinunciare cioè ad allevamenti intensivi i quali comportano deforestazione, abuso delle risorse idriche e sofferenza indicibile per miliardi di individui senzienti non umani.

Scegliere Vegan per destinare al 100% le ricchezze nutritive della terra al consumo umano piuttosto che alla produzione di cibo per gli altri animali ridotti in schiavitù dagli allevatori. Nati per loro volere, nati per soffrire.

Scegliere Vegan per rendere questo mondo un posto migliore per tutti, umani e non umani,  dove nessuno di loro si ritira per la notte  con la pancia vuota o con lo stomaco troppo pieno, un mondo dove sentimenti come la solidarietà intra e inter specifica sono condivisi e tramandati di generazione in generazione, un mondo dove la compassione e il senso di giustizia trionfa sull’indifferenza e sull’ingordigia, valori tipici dell’attuale modello capitalistico.

La rivoluzione vera comincia dalla forchetta e continua nel quartiere, per le strade e nelle scuole. Il cambiamento evolutivo e definitivo in termini antropologici è possibile.

Non vogliamo nè la Monsanto né le atre grandi corporazioni globali nei supermercati né altrove, infatti non vogliamo i supermercati, simbolo di un consumismo scellerato che ci distanzia sempre più dalla possibilità di non divenire noi stessi merce da manipolare e da piazzare, al ribasso, al migliore offerente.

Imperialismo a Tavola

Testo del volantino globale in distribuzione in città il 26 ottobre 2013 e parte della performance/comizio presentato in strada il giorno dell’evento:

Che cosa c’è di sbagliato in McDonald’s?

McDonald’s spende ogni anno oltre 1,8 miliardi di dollari in tutto il mondo in pubblicità e promozioni provando così a costruirsi l’immagine di una compagnia “verde” e “attenta” che opera in posti dove mangiare è un divertimento.
I bambini vengono attirati dentro (trascinandosi i genitori dietro di loro) con la promessa di giocattoli ed altri aggeggi. Ma dietro il sorriso sulla faccia del clown testimonial Ronald McDonald  si nasconde la verità – l’unico interesse di McDonald’s è il denaro, trarre profitto da chiunque, dovunque si riesca a farlo, così come è per tutte le altre compagnie multinazionali.
Il Rapporto Annuale di McDonald’s parla di “Dominazione Globale” – questa compagnia aspira ad aprire negozi su negozi, sempre di
più, in ogni angolo del mondo – ma la sua espansione su tutto il globo produrrà maggiore  uniformazione, minore scelta,
un netto indebolimento delle comunità e delle culture locali.

Reclamizza cibo non salutare
McDonald’s reclamizza il proprio cibo come “nutriente”, ma la verità è che si tratta di cibo-truffa, ricco di grassi,
zuccheri e sale,  povero di fibre e vitamine. Un’alimentazione di questo tipo è legata ad un alto rischio di malattie
del cuore, al cancro, al diabete ed altre malattie. Il loro cibo contiene anche molti additivi chimici, alcuni dei quali possono causare stati febbrili, ed iperattività nei bambini. Non dimentichiamo  che il consumo di carne è la causa maggiore di tutti gli avvelenamenti da cibo. Nel 1991 McDonald’s è stato responsabile di una serie di questi in Gran Bretagna, episodi nei quali le persone colpite soffrono di gravi insufficienze renali. Con i moderni metodi di allevamento intensivo, altre malattie – legate ai residui chimici o a pratiche non naturali – sono diventati un pericolo per tutti/e (come ad esempio la malattia della “mucca pazza”).

Sfrutta i lavoratori
I lavoratori dell’industria del fast food hanno paghe molto basse.
McDonald’s non paga straordinari . La pressione per realizzare sempre maggiori profitti fa si che siano assunti meno addetti di quelli necessari cosi che quelli che ci sono devono lavorare sempe più velocemente e sempre più duramente. Come conseguenza, gli incidenti come le ustioni sono molto comuni. La maggior parte dei lavoratori di McDonald’s sono persone che hanno poche possibilità di trovare lavoro e sono costretti ad accettare questo tipo di sfruttamento,  oltretutto questi lavoratori sono obbligati a “sorridere”! Non è quindi una sorpresa che il ricambio del personale da McDonald’s sia molto alto, questo fa si che sia virtualmente impossibile sindacalizzarsi e lottare per migliori condizioni di lavoro, in più McDonald’s si è sempre opposto ovunque alle organizzazioni dei lavoratori.

Deruba i poveri
Grandi aree di terra nei paesi poveri vengono deforestate per vendere il legno, per dare spazio agli allevamenti di
bestiame o per coltivare i foraggi destinati a nutrire gli animali che verranno mangiati nell’Occidente. Tutto questo viene
fatto a danno delle risorse alimentari di questi paesi, tenuti in ostaggio tramite il debito dalla Banca Mondiale e
dalle multinazionali. McDonald’s pubblicizza e impone continuamente prodotti a base di carne (manzo, pollo etc.),
spingendo la gente a mangiarne  troppo spesso, questa politica deriva la  distruzione di enormi quantità di risorse le quali vengono sottratte ad una più equa ripartizione mondiale. 7 milioni di tonellate di cereali producono solo 1 milione di tonnellate di carne e derivati.
Con una alimentazione basata sui vegetali e con un razionale utilizzo delle terre, ogni regione potrebbe essere
autosufficiente dal punto di vista dell’alimentazione.

Danneggia l’ambiente
Le foreste di tutto il mondo –  vitali per tutte le altre specie  – vengono distrutte ad un ritmo spaventoso dalle
società multinazionali. Nei suoi prodotti McDonald’s  utilizza  i corpi di  bovini allevati su terre  disboscate sulle quali originariamente sorgevano foreste pluviali. L’abbattimento e la non rigenerazione delle foreste attuate dalle compagnie multinaonali induce  gli abitanti di quelle zone ad andarsene in altre aree e a tagliare
ulteriori alberi. I clienti McDonald’s concorrono ad assegnare a questa catena di ristoranti il triste titolo di “maggiori consumatori mondiali”  di carne bovina. Il metano emesso dagli animali detenuti negli allevamenti bovini per l’industria della carne è una delle principali cause del problema del “surriscaldamento della
Terra”. La moderna agricoltura intensiva si basa su di un utilizzo pesante di prodotti chimici i quali  stanno danneggiando irrimediabilmente l’ambiente.  McDonald’s usa una inimmaginabile quantità di inutili confezioni di vari tipi, con un esagerato
spreco di carta, cartone e plastica in packagings che spesso hanno una durata di circa un minuto (dal bancone al tavolino) per poi finire  come sporcizia nelle discariche o per strada.

Assassina gli animali
Il menù delle catene di rivenditori di hamburger si basa sulla tortura e l’uccisione di milioni di animali. La maggior
parte provengono da allevamenti intensivi in cui le condizioni di esistenza sono indescrivibili, il cannibalismo ed il “trasformare”
animali erbivori in carnivori è la regola, gli animali non vanno mai all’aria aperta o al sole e non gli è consentita alcuna libertà di
movimento, al contrario, gli animali sono costretti in box che a malapena li contengono. Le loro morti sono barbare, “la
macellazione senza agonie” è un mito.

Noi abbiamo la possibilità di scegliere se mangiare  carne o meno, ma i miliardi di animali uccisi ogni anno per l’industria del cibo e degli hamburger non hanno alcun tipo di scelta.

Che cosa puoi fare
Insieme possiamo combattere contro le istituzioni e contro le persone ai posti di comando che con le loro attività dominano le nostre vite, depredano il pianeta.  Insieme possiamo creare una società senza sfruttati e senza sfruttamento. I lavoratori
possono e debbono organizzarsi per combattere per i loro diritti e per la loro dignità.   Le popolazioni dei paesi poveri
hanno da tempo cominciato ad organizzarsi alla base contro le banche e le multinazionali che dominano l’economia mondiale. Le proteste ambientaliste e le campagne per i diritti degli animali stanno nascendo e sviluppandosi dappertutto.

Perchè non
partecipare alla lotta per un mondo migliore.

Parla con gli amici, le amiche, con i vicini e con i compagni di lavoro di questo problema. Diventa il cambiamento.

Per maggiori informazioni: http://www.tmcrew.org/mcd

Associazione D’Idee con questa iniziativa intende aderire alla Campagna di http://earthriot.altervista.org/blog/ che ad Ottobre 2013 vedrà mobilitati diversi gruppi in alcune città italiane in contemporanea per sensibilizzare le persone  sul tema.

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Dalla “Mission Statement” di McDonalds ( o meglio ” Come vorremmo che venissimo percepiti ” ) liberamente tradotta da una delle loro risorse on-line :

A McDonalds tutto ciò che facciamo rotea intorno al cliente! Infatti il cliente è la nostra ragione di esistere! E gli dimostriamo il nostro apprezzamento ogni volta, fornendogli un cibo di qualità superiore in un ambiente salubre e che lo fa sentire a casa propria! Il nostro obiettivo è la Qualità, il Servizio e la Pulizia per ogni uno dei nostri clienti ogni volta che visitano i nostri ristoranti!

A McDonalds siamo totalmente dedicati al benessere dei nostri lavoratori! Infatti offriamo loro opportunità di carriera uniche coltivando talenti, sviluppando le loro abilità di leader e premiando i loro sforzi lavorativi! Noi crediamo che una squadra di lavoratori, professionalmente formati, ognuno con le proprie capacità, nel rispetto reciproco, possa raggiungere altissimi livelli di ingaggio con garanzia di successo!

A McDonalds investiamo da sempre in un  modello di sviluppo aziendale originale, che ci distingue da tutto il resto, la nostra strategia poggia su tre valori cardine quelli organizzati intorno alla Proprietà e agli Operatori, ai Fornitori e a coloro che lavorano per noi! Il corretto bilanciamento di questi tre valori costituisce il McDonlds System! E’ questa la chiave del nostro successo!

A McDonalds crediamo che operare in maniera etica renda solida e duratura la nostra collocazione sul mercato! Infatti ci attestiamo su degli altissimi standard di giustizia, onestà e integrità! A McDonalds siamo investiti individualmente e collettivamente di un alto livello di responsabilità per ogni nostra azione!

A McDonalds diamo la massima importanza alla restituzione di valore aggiunto alle comunità locali che ci accolgono! Infatti, da leader nel settore della ristorazione, sosteniamo politiche di  crescita culturale, l’impatto positivo sui luoghi dove ci troviamo ad operare e l’ottimizzazione delle risorse impiegate TUTTO a vantaggio della creazione di un mondo migliore!

A McDonalds osserviamo con soddisfazione l’arricchimento costante dei margini di profitto! Il fatto che  i dividendi per i nostri azionisti siano in continua crescita ci obbliga a mantenere salda la concentrazione sui fattori vincenti che ci connotano garantendo così la salubrità dei nostri prodotti e l’attenzione con la quale ci rivolgiamo ai nostri clienti!

A McDonalds non ci stanchiamo mai di modernizzare e di migliorare i nostri servizi! E’ in questo modo che riusciamo a mantenerci pronti a rispondere alle esigenze che cambiano dei nostri clienti e a rinnovare il sistema col quale facciamo business nel mondo!

http://www.aboutmcdonalds.com/mcd/our_company/mission_and_values.html

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 Tutte le foto dell’evento qui : http://www.flickr.com/photos/organize/?start_tab=one_set72157636997910865

Per visionare “ALMA” il video documento proiettato su maxi schermo visitare qui : http://youtu.be/9HsgHVeqIaU

 

 

 

Immagine

Mentre i riflettori di tutti i media sono puntati sul piccolo erede della famiglia dei Windsor, il figlio della principessa Kate e del principe William (quanto pesa, come si chiamerà, quali saranno le sue prime scarpine ed altre amenità del genere), nessuno parla e punta i riflettori su alcune decine di migliaia di bambini in varie regioni del mondo che ogni giorno soccombono alla fame ed agli stenti per effetto della speculazione sui generi alimentari. Questi bambini non cresceranno, non raggiungeranno neanche un peso minimo, non avranno mai scarpine ma cammineranno su terra e sassi, il loro nome non sarà conosciuto se non alle loro povere madri che si dispereranno per non aver potuto nutrire i loro figli.

Si tratta di un profondo dramma occultato dai media ma che è principalmente l’effetto del forte aumento dei prezzi dovuto ad una  selvaggia speculazione fatta dalle grandi società finanziarie che hanno inserito gli alimenti di base in una borsa delle materie prime, determinando la risalita dei prezzi di vendita di alimenti come il mais, il grano, il riso e i cereali.
http://www.stampalibera.com/?p=65349

Esiste oggi nel mondo  piu’ cibo di quanto ne basterebbe per sfamare l’intera popolazione umana.
Allora per quale ragione più di 840 milioni di persone soffrono per denutrizione?

La verità :

Più carne mangiamo, meno persone riescono a nutrirsi sufficentemente. Se ognuno sulla Terra ottenesse  il 25 per cento delle calorie necessarie per vivere da una alimentazione carnea , soltanto poco più di 3 miliardi di noi disporrebbero di cibo per nutrirsi.

Se abbassiamo quella quota al 15 per cento le persone capaci di nutrirsi sufficentemente salirebbe a oltre 4 miliardi.

Se l’intero mondo di colpo adottasse una alimentazione VEGAN, tutti gli esseri umani avrebbero accesso ad una dieta adeguata, tutti gli oltre 6 miliardi di persone.

L’Istituto World Watch riassume questo calcolo in maniera puntuale: ” Il consumo di carne costituisce un modello erratico di sfruttamento ottimale dei prodotti della terra, in particolare delle graniglie. Questi prodotti sarebbero consumati in maniera più adeguata se ciò avvenisse ad opera dagli esseri umani. La continua crescita nella produzione di carne dipende direttamente dall’utilizzo di graniglie negli allevamenti per animali destinati ai mercati più affluenti del mondo, sottraendo così preziose risorse alimentari alle popolazioni delle aree con minore potere economico”.

Ci vogliono 8 chili di cereali per produrre mezzo chilo di carne adatta al consumo umano.

Secondo stime delle Nazioni Unite, l’utilizzo di mezzo ettaro di terreno destinato all’allevamento di animali produce 10 chili di proteina adatta al consumo umano. Se quella stessa superficie di terreno venisse utilizzata per la produzione di soia si potrebbe ottenere un prodotto pari a 17 volte quel valore nutritivo in proteine.

La produzione di graniglie da destinarsi agli allevamenti di animali richiede una quantità di acqua vastissima.

Ci vogliono soltanto 1200 litri di acqua al giorno per ottenere cibo a sufficienza per una persona che segua una alimentazione di tipo VEGAN contro i 16.000 necessari per laproduzione di cibo dello stesso valore proteico da destinarsi a chi persegue una dieta alimentare carnea.

Risparmieremmo più acqua rinunciando a mezzo chilo di carne di quanto non riusciremmo a fare rinunciando a farsi la doccia per un anno intero!

Una quantità di cibo sufficiente ad una dieta individuale VEGAN può essere ottenuto da una superficie di terreno pari a 1/6 di quella necessaria per una dieta individuale basata su prodotti di origine animale.

Se mettessimo insieme l’intera superficie arabile di terreno disponibile sullaTerra, ogni essere umano avrebbe a propria disposizione quasi un ettaro di spazio da destinare alla produzione di cibo a base vegetale, una superfice più che adeguata per il sostentamento di un individuo, ma assolutamente scarsa per la produzione di cibo a base animale che restituisca lo stesso valore nutritivo.

http://www.earthoria.com

Per completare queste cifre consideriamo che i paesi più sviluppati dal punto di vista industriale e militare si arrogano il “diritto” di esportare verso quelli più poveri le graniglie di loro produzione e di importare  le carni prodotte in quei paesi spesso a scapito delle popolazioni contadine locali che si vedono sottratte le terre, le foreste e le risorse idriche dalle multinazionali.

Modelli di sfruttamento della terra ad impatto zero sull’ambiente, come quelli adottati dalle popolazioni che si dedicano all’agricultura non intensiva col solo scopo di procurarsi il cibo per sopravvivere, vengono sostituiti, spesso con la forza, da impianti di sfruttamento intensivo di animali, attività questa ad altissimo impatto sul territorio e che determina l’inquinamento delle falde acquifere e dell’aria attraverso eiezioni solide e gassose rendendo, nel processo produttivo richiesto,  inutilizzabili in futuro quelle stesse terre per un eventuale ripristino di modelli di produzione mirati al soddisfacimento diretto dei bisogni alimentari delle popolazioni locali.

Se questa tendenza continua, le economie dei paesi maggiormente colpiti dalle carestie e dalla fame non riusciranno mai a divenire autosufficienti e la tragedia della morte per stenti di milioni di persone continuerà così come la conosciamo oggi, così come è stato nei decenni scorsi.

L’unica soluzione veramente fondata su considerazioni etiche quali la libertà e la dignità di ogni essere umano di determinare la qualità della propria esistenza passa attraverso la promozione generalizzata di una dieta alimentare per tutti basata sui prodotti della terra.

La scelta VEGAN è la risposta più congrua alla domanda di giustizia sociale, di pace e di sviluppo sostenibile che la società umana rivendica per la sopravvivenza della propria specie e per il ( NON secondario )  rispetto dei diritti di tutti gli altri esseri senzienti che solcano il pianeta.

http://it.wikipedia.org/wiki/Veganismo

http://it.wikipedia.org/wiki/Liberazione_animale

http://www.manifestoantispecista.org/web/