Posts contrassegnato dai tag ‘moda assassina’

naomi-campbell-with-and-without-fur

E’ solo questione di soldi per alcuni. Nelle foto, Naomi Campbell, “sarebbe piuttosto andata in giro nuda” in una immagine contro le pellicce di 20 anni fa. Disponibile a sfilarci dentro solo qualche anno dopo ( riquadro a destra )

Secondo un recente articolo apparso sul Daily Telegraph , in Inghilterra si stanno per rivalutare le pellicce grazie al lavoro degli stilisti e di quei outlets che si sarebbero schierati a sostegno della “produzione etica di animali da pelliccia”.

In gabbie pulite, un po’ piu’ grandi, nelle mani di operatori attenti al loro benessere, secondo l’autore dell’articolo e secondo i gestori del negozio di pellicce di lusso Hockley di Londra, i 65 milioni di animali uccisi ogni anno negli allevamenti avranno tutto sommato vissuto una bella vita, con acqua e cibo sempre disponibili.
Le nuove generazioni di acquirenti di pellicce, si recita nell’articolo, non sono più preda della propaganda animalista, l’allevamento etico ( adesso si è creato addirittura un marchio che attesterebbe la “non crudeltà” del prodotto : Origin Assured ) e la mutata percezione in rispetto ai diritti degli animali stanno allargando il mercato di giacche, giacconi, cappelli e borse realizzati con inserti di pelliccia o integralmente dal manto di animali allevati e uccisi come la Volpe, il Visone, il Chinchilla, il Raccoon.

In realtà l’uccisione di animali per strappare loro la pelliccia è tanto ripulsivo oggi di quanto non lo fosse 20 anni fa. I pellicciai da tempo se la raccontano con la storiella che “la pelliccia sta tornando di moda e crescendo in popolarità” ma fortunatamente, se escludiamo il triste fenomeno degli inserti di Coniglio, Cane, Gatto e Coyote che adornano gli indumenti nella fascia di prezzo medio e basso molto diffusi qua da noi, in Inghilterra le cose non stanno così.
Una recente indagine dimostra che almeno il 95% dei cittadini di quel paese non indosserebbero mai una pelliccia, per questo motivo catene di negozi inglesi quali H&M, Zara, Topshop,, New Look, All Saints e altri adottano una precisa e restrittiva politica  riguardo alla commercializzazione di pellicce.

allevamento visoni image

La paurosa immagine dell’interno di un allevamento di visoni in Italia, un vero e proprio lager. Nel nostro paese esistono ancora una ventina di questi luoghi, principalmente nel nord est.

Costringere dentro delle anguste gabbie, ammucchiati o in prossimità gli uni con gli altri, dei timidi animali noti per il loro naturale istinto a non congregare coi loro simili ne a lasciarsi avvicinare dagli uomini, tenerli rinchiusi in impianti appositamente realizzati per il loro sterminio e attrezzati per il processo di squoiamento dei loro cadaveri non può essere considerata una pratica etica, un mestiere come un altro, neanche se tale attività avesse un senso diverso dalla coltivazione della pura vanità umana che la ispira e che la giustifica.

Allevare per uccidere è semplicemente inammissibile dal punto di vista morale.

Il marchio Origin Assured del quale si vanta in questa ultima tornata pubblicitaria la turpe industria delle pellicce europea assegnando unilateralmente alle pelli di animali provenienti dagli allevamenti danesi un credito di “eticità” è totalmente insostenibile.
Nel 2011 il gruppo di attivisti ANIMA riuscì a realizzare dei documenti video in tutti e 26 gli allevamenti di visoni presenti nel territorio danese. In ogni uno di questi luoghi si registrarono orrori quali animali con zampe, code e orecchie ferite dai morsi di altri visoni, cadaveri in putrefazione nelle gabbie, animali malati o moribondi lasciati alla loro sorte. minks feriti
Tutti e 26 gli allevamenti in questione sono di proprietà dei sette azionisti principale che compongono la Kopenhagen Furs, uno dei principali produttori nord europei e sponsorizzatori del marchio Origin Assured.
Le stesse condizioni di vita furono rilevate presso le fattorie di proprietà di Knud Vest, presidente onorario del European Fur Breeders’ Association.

Lo squallore nel quale questi animali vivono è in netto contrasto con l’opulenza la quale connota l’industria della moda, delle passerelle nelle grandi città europee dove si continuano a produrre capi di vestiario inutili e dal prezzo astronomico ( dai 2500 ai 10,000 euro ).

Quanto osservato nei documenti video realizzati dagli attivisti non rappresenta dei casi isolati, ma è la norma negli allevamenti nei quali si abusa dei corpi e delle esistenze di animali fatti nascere soltanto per soffrire.
Siamo sicuri che la vista estremamente disturbante di alcuni altri documenti video realizzati dagli attivisti ovunque essi riescono ad introdursi, in Italia compresa, indurrebbero chiunque, con un cuore che batte nel petto, a non avere niente a che fare con gli allevatori, gli operatori, e i distributori coinvolti nel business di un prodotto insanguinato e ottenuto attraverso dei cicli di violenza mostruosa.

Il signor Frank Zilberkwe è direttore del Polar Group, una azienda inglese che sta’ operando in queste settimane il lancio commerciale delle pellicce colorate sul mercato anche attraverso la pop star Lily Allen che le indossa.

fur-garment-2007-wl-352Il tentativo è quello di di guadagnarsi la propensione dei più giovani all’acquisto di pellicce e a restituire a queste una parvenza di accettabilità.

Secondo questo “gentiluomo “ la domanda per i capi in pelliccia sarebbe in continuo aumento.

Più globalmente, sul fronte degli animali catturati e uccisi in Natura si apprende da un articolo sulla rivista dei cacciatori Trapperpredator  che gli “esperti” di questo settore si lamentano del prezzo medio delle pellicce in picchiata, nel 2014 sarebbe calato infatti  più del 70% in confronto ai prezzi praticati sul mercato nell’anno precedente.
Una simile caduta di valore dei pezzi grezzi di pelliccia non può che essere dovuta ad una significativa flessione della domanda, sempre secondo Trapperpredator è da almeno trent’anni che non si registrava una crisi simile.

coyote-in-leg-hold-300x213-321x250

Un coyote preso in una trappola, la sua sarà una fine dolorosa e miserabile. Parti del suo manto andranno ad adornare i cappucci dei giacconi tanto di moda negli ultimi anni.

I cacciatori di mestiere, dal canto loro, per farsi coraggio, ipotizzano che la causa della corrente situazione di mercato potrebbe risiedere nella mitezza delle temperature in Cina e in Russia questa ultima stagione invernale.

pellicce grezze mercatoDi fatto le aste di vendita  vengono cancellate per la scarsezza della domanda e i manti di alcune particolari specie sono divenuti praticamente “invendibili” come diretta conseguenza della situazione di stagnazione economica del settore.

Per questo autunno ci aspettiamo una azione di denuncia della spaventosa tratta degli animali così detti da pelliccia ancora più incisiva da parte degli attivisti anche nella tua città, una azione finalizzata a determinare il blocco totale di questa attività criminale e l’insorgere di una sempre maggiore attenzione ai diritti delle vittime dei pellicciai così che si riconosca finalmente loro un posto nella sfera della considerazione morale, di un sentimento condiviso che li riconosca come degli esseri senzienti intitolati a vivere una vita immune dalla crudeltà piuttosto che come merci di scambio, una crudeltà che si abbatte su di loro in maniera tanto aberrante e odiosa ad opera dell’industria della moda e della stupidità umana.

no pellicce ADI image

In questo preciso momento, nelle fattorie d’Angora di questo mondo migliaia di conigli vengono segregati dentro file di sudice gabbie, impossibilitati a sottrarsi alla terribile sorte loro riservata.

Immagine

Quando gli “operatori” di queste “aziende” riterranno che il manto dei conigli è diventato lungo abbastanza, questi docili, delicati animali verranno trascinati fuori dai loro angusti luoghi di detenzione, immobilizzati su degli attrezzi appositamente allestiti, il loro pelo strappato via a ciocche.

ImmagineImmaginiamo le disperate urla di questi animali.

I conigli sono una specie ritenuta socialmente complessa, come tutti gli altri animali dispongono della loro personalità e della loro intelligenza, in natura amano tenere scrupolosamente pulite le loro tane e trascorrono il loro tempo alla ricerca di cibo, principalmente erba e foglie, interagendo con i membri del gruppo di riferimento http://www.lavocedeiconigli.it/razze%20coniglio.htm

Immagine

L’associazione animalista PETA https://secure.peta.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=5171 , basata negli USA,  è venuta recentemente in possesso e ha diffuso le immagini filmate segretamente in uno di questi luoghi http://youtu.be/PtAFHyXS31M , il risultante documento video rende l’idea in maniera agghiacciante della brutalità del trattamento riservato ai conigli da questi allevatori e dell’intensità della sofferenza loro causata.

Immagine

Il pelo viene strappato dai corpi degli animali, con violenza, in particolare dal dorso e dall’addome. Dopo simile terrificante intervento, le vittime vengono rimesse nelle gabbie nelle quali rimangono immobili, sotto shock, incapacitate a bere e a nutrirsi.

Molti di questi individui muoiono per le sevizie subite, i loro corpi destinati al mercato della carne.

Coloro che invece riescono a sopravvivere tale spaventoso trauma soffriranno di nuovo le nefaste attenzioni dei loro aguzzini umani almeno 3 volte all’anno, fino alla fine delle loro misere esistenze.

Anche se esistono piccoli allevatori in Inghilterra, in Francia, in Canada e negli Stati Uniti http://www.permies.com/t/11407/rabbits/Angora-rabbits-wool-meat il novanta per cento della lana d’angora attualmente sul mercato proviene dall’Asia, dalla Cina in particolare.

Immagine

Nonostante le ripetute denuncie, le campagne di sensibilizzazione, le foto e i filmati che testimoniano lo scempio inferto sulle vite di questi poveri animali, nonostante questo tipo di documenti abbiano fatto il giro del mondo sulla Rete,  le normative vigenti continuano a preservare agli allevatori asiatici, area geografica dove effettivamente esiste una più bassa attenzione nei confronti della crudeltà esercitata sugli animali negli allevamenti, un margine ottimale per la perpetuazione di tale barbara pratica ai danni di soggetti inermi.

Nel “più civile”  mondo occidentale i mercanti di schiavi non umani utilizzano pettini speciali o forbici per estrarre il pelo dalle loro vittime.

Immagine

NON COMPRIAMO, NON INDOSSIAMO ALCUN CAPO CONTENENTE LANA D’ANGORA!

I principali prodotti da boicottare sono i maglioni, i pullover, i foulard, i guanti, le cuffie, quasi tutti articoli ad opera delle cosiddette “grandi firme” , stilisti senza alcuno scrupolo i quali non esitano a sostenere i torturatori asiatici, tanto quanto, i più miti e socialmente accettati “tosatori europei” per realizzare le loro creazioni, per approvvigionarsi di quantità di lana d’angora così da  “abbellire” cappelli,  sciarpe ed altri capi similmente accessoriati con questo prodotto della crudeltà umana.

Immagine

Altre informazioni qui http://animalisos.altervista.org/9coniglioangora.php

More info  here ( inglese ) http://www.occupyforanimals.org/angora.html

NON COMPRIAMO ALCUN PRODOTTO DERIVATO DALLA SCHIAVITU’ E DALLO SFRUTTAMENTO DEL FORTE SUL DEBOLE!

Immagine

Immagine

In questo momento un maschio di Visone stà correndo avanti e indietro in uno stretto, lurido spazio delimitato da sbarre. Questo animale, che in natura avrebbe vissuto una vita solitaria nella propria tana non può sfuggire allo sguardo e ai rumori di altri prigionieri che, come lui, si trovano confinati in lunghe file di gabbie, una delle centinaia che costituiscono gli allevamenti di Visoni, una ventina, tutti in nord  Italia http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/indumenti/pellicce/allevamenti-in-italia/

Dopo lunghi mesi di internamento che impedisce ogni comportamento naturale, questa spaventata creatura, piange e si dispera mentre viene presa e scaraventata all’interno di un contenitore pieno di suoi compagni morti o in agonia http://www.corriere.it/animali/13_febbraio_13/visoni-pellicce-allevamenti_ae50c9f8-75d0-11e2-a850-942bec559402.shtml

Presto i venefici fumi utilizzati dagli allevatori per uccidere, tramite asfissia, gli animali, verranno irrorati all’interno del contenitore che li accoglie in questa ultima orrenda fase delle loro misere esistenze. Le loro pelli, una volta scuoiati, verranno vendute per diventare un capo di vestiario alla moda e indossate da persone senza cuore.

Ogni anno in Italia, migliaia di Visoni subiscono questa sorte per soddisfare le esigenze di profitto di imprenditori senza scrupoli che obbediscono alle loro basse pulsioni e ad una domanda, seppure in flessione, da parte dell’industria dell’abbigliamento http://www.trentagiorni.it/files/1269417412-08-30giorni-ago08%20-%20130%20137.pdf

Tutto questo accade mentre in certi paesi europei maggiormente evoluti, l’Olanda ad esempio, si stanno realizzando dei progressivi cambiamenti nella legislazione vigente per bandire in via definitiva questo tipo di “attività economica”. In Italia come in Europa purtroppo operano delle potenti lobby le quali in stretta sinergia con determinati gruppi di potere politico, locali e nazionali, stanno cercando di scongiurare, non solo la discussione della questione dei diritti di questi animali indifesi, ma si organizzano sul territorio per scoraggiare, anche attraverso l’utilizzo di metodi violenti e intimidatori, le attività di gruppi di attivisti che cercano di documentare la sofferenza infinita dei visoni rinchiusi nei lager http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2013/08/17/la-furia-degli-allevatori-di-visoni-attivisti-inseguiti-e-aggrediti/

In Inghilterra, in Austria ed in altri paesi europei tutti gli allevamenti di Visoni sono stati chiusi nonostante gli sforzi degli imprenditori che operavano nel settore di presentare all’opinione pubblica una realtà falsa in cui gli animali reclusi in realtà vivevano in accordo con degli standard di benessere minimo.

Noi crediamo che per motivi etici NESSUN essere vivente senziente possa venire privato della propria libertà e trasformato in merce,  venduto.

Crediamo che il vile atto di sottrarre qualsiasi individuo libero che solca questa terra alle proprie prerogative soltanto perché l’uomo si ritiene al di sopra della Natura sia SEMPRE da condannare e da combattere.

Crediamo nella liberazione animale e in quella umana dal dominio del più forte.

Immagine

Se desideri contribuire alla lotta contro lo sfruttamento e l’uccisione di Animali negli allevamenti, unisciti ai gruppi che, come il nostro, operano sul territorio per divulgare informazioni sulla loro condizione.

Sostieni i gruppi che attivamente operano per la liberazione degli animali dagli allevamenti, da TUTTI gli allevamenti, adotta la filosofia di vita Vegan http://www.vegan3000.info/ e comincia da subito a boicottare le industrie che profittano sulla miseria e sulla sofferenza di miliardi di animali nel mondo.

La tua rinnovata consapevolezza e le tue conseguenti scelte , faranno la differenza per loro.

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/04/03/pelliccia-e-morte-sit-in-a-grosseto/