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Come possiamo dirci “ambientalisti” o “ecologisti” senza avere maturata, o mantenere una mentalità sufficentemente aperta per cominciare a farlo, una consapevolezza in relazione al tipo di impatto che le nostre scelte alimentari quotidiane esercitano sugli altri e sull’ambiente?

Interi settori della popolazione mondiale  si dichiarano  a favore di politiche di tutela e di salvaguardia della Natura senza porsi criticamente la questione del proprio diretto contributo alla depredazione delle risorse del pianeta e alla distruzione degli ecosistemi.

Ogni giorno abbiamo la necessità di nutrirci. Per fare questo ci affidiamo con leggerezza al supermercato o ad altre grandi catene di distribuzione alimentare le quali a loro volta, motivate da imperativi economici, acquisiscono i loro prodotti da imprese, che sia locali che multinazionali, le quali ingaggiano in maniera diretta ad una vera e propria guerra al mondo vivente.

Ci permettiamo di banalizzare la questione dell’impatto che un certo “vivere moderno” opera sul mondo vivente presentando in sette punti come, rimuovendo la carne dai nostri piatti, sia possibile mettere in atto un comportamento non soltanto compassionevole e votato al rispetto degli altri animali, ma di cruciale entità anche nella lotta contro la graduale devastazione del territorio i quali effetti sono sotto gli occhi di tutti.

1_ Non contribuire all’inquinamento delle falde acquifere e dei corsi d’acqua.

corsi d'acquaA causa di fattori tutti riconducibili all’economicità delle loro attività gli allevatori costringono il maggior numero di animali nel minore spazio possibile, che si tratti di allevamenti intensivi o di piccole imprese locali questi ultimi produrranno un forte impatto sul territorio per via delle loro deiezioni.Soltanto una frazione delle deiezioni prodotte verranno assorbite dal terreno senza procurare gravi danni a fiumi, falde, torrenti e a tutti gli altri corsi e depositi di acqua pulita essenziali per la vita e per la salute di tutti.

2_ Fermare la distruzione degli habitat naturali

specie a rischioLa riduzione drastica nel consumo di alimenti carnei e derivati contribuisce al mantenimento della diversità biologica arrestando il trend in atto, registrato negli ultimi anni, di estinzione in massa di specie animali.
Secondo il Center for Biological Diversity  la produzione di animali da mandare al macello è la causa principale, in termini di impatto ambientale, del declino nella qualità dell’aria, dell’acqua e degli spazi naturali disponibili agli animali selvatici per vivere indisturbati dalla civiltà umana.

Dal 1980 al 2010 la produzione di carne è triplicata a fronte di una popolazione mondiale di oltre sette miliardi di individui, da ora al 2050 è previsto un ulteriore 50% in più nella domanda a meno che non si riesca ad arrestare e ad invertire l’attuale trend relativo ai “bisogni indotti” nella popolazione da parte dell’industria agro alimentare la quale realizza profitti enormi in questa equazione mortale.

La sovra popolazione del pianeta e la sete di dividendi delle industrie umane sono le cause primarie delle scelte non sostenibili operate dai governi mondiali, scelte erratiche che stanno conducendo alla catastrofe attraverso un processo di spoliazione delle risorse inesorabile nella sua drammaticità

3_ Ridurre il consumo di acqua
eccessivo consumo di acquaNei paesi a capitalismo avanzato oltre il 50% delle risorse idriche vengono impiegate nei processi di produzione di alimenti carnei.

In pratica occorrono fino a 20.000 litri di acqua ( l’equivalente di 2 mesi di consumo medio di acqua in docce ) per un chilo di carne.

Per la produzione di un chilo di frumento ci vogliono tra i 500 e i 4000 litri.  http://www.theguardian.com/news/datablog/2013/jan/10/how-much-water-food-production-waste

4_ Prevenire la deforestazione

foreste pluvialiSecondo dati contenuti nella working paper n.22 della World Bank il volume attuale di carne immessa sul mercato alimentare globale è il principale responsabile della distruzione delle foreste pluviali operata dalle multinazionali e dagli altri operatori del settore per fare spazio agli allevamenti intensivi ( aree di pascolo e da adibire agli impianti di lavorazione ).

5_ Salvare gli oceani

oceaniPer quanto ci riguarda qualsiasi tipo di pesca rappresenta un grave abuso nei confronti delle creature marine e dell’ambiente che le ospita.

Secondo uno studio compiuto nel 2010 il 90% delle specie più grandi di pesci presenti al mondo sarebbero scomparse dai mari .

Le tecniche industriali di pesca oggi sono comparabili a delle vere e proprie azioni militari costituite dall’inseguimento guidato da radar e satelliti dei grossi banchi di pesci e dal rastrellamento selvaggio dei fondali che intrappolano e soffocano, uccidendole indistintamente, tutte le specie che abitano gli oceani. In alte parole, come l’impronta umana avanza sui territori sommersi del pianeta tutto l’ecosistema che ne sostiene la vita  subisce il mortale impatto senza avere alcuna possibilità di ripresa.

6_ Proteggere la Natura e le bio diversità

i lupi e le altre specie a rischio di estinzioneDecine di migliaia di animali selvatici predatori come le volpi, gli orsi, i lupi e le linci
vengono uccisi o cacciati dai loro territori in quanto rappresenterebbero un fattore di rischio per l’industria alimentare carnea, stessa cosa accade a diverse specie di ungulati  i quali, a dire degli impresari che producono cibo per conto degli allevatori, interferirebbero, per via della loro presenza, con le politiche e con le prassi di assegnazione di intere aree a progetti imprenditoriali legati all’industria suddetta.

7_ Combattere i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici derivati dall’attività economica umana sono oggi la minaccia più temibile alla nostra stessa esistenza.

Riducendo drasticamente il consumo di carne e derivati con la prospettiva di un cambiamento radicale delle nostre abitudini alimentari ogni uno di noi può contribuire in maniera significativa alla riduzione del quoziente di emissioni di metano e di ossido di azoto nell’atmosfera

cambiamenti climaticiPiù alto il consumo di prodotti carnei più drammatica la quantità degli agenti atmosferici che determinano il fenomeno noto come effetto serra .

Passare da una dieta carnea ad una basata sui prodotti della terra non solo equivale ad un atto di amore e di considerazione nei confronti degli altri animali che subiscono per mano dell’uomo le peggiori umiliazioni e violenze, ma ad una scelta concreta per contrastare la razzia delle risorse naturali e lo scempio operato dalla civiltà umana all’ambiente che ci accoglie.
Per fare una simile scelta non occorrono doti particolari, ma la semplice volontà di incidere positivamente nella vita degli altri e nella propria.

Adottare una filosofia di vita Vegan oggi significa divenire il cambiamento che ci auguriamo vedere realizzato e per farlo non è mai stato più semplice in considerazione delle decine di ottime risorse on line per un primo orientamento personale sia per quanto riguarda la nostra alimentazione che per tutti gli altri aspetti pertinenti tale filosofia ( cosa vestire, come intrattenersi, come vivere in maniera sostenibile e non violenta ).

vai VEGANPer  informazioni sulla scelta Vegan navigare qui e qui.

Grazie a Mercy For Animals per l’ispirazione e per alcuni dei contenuti esposti.

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Mercy-for-Animals-Nathan-RunkleTJ Tumasse ha trascorso più di sei anni a lavoro nella realizzazione di investigazioni celate all’interno di fattorie, mattatoi  e zoo negli Stati Uniti per conto di Mercy for Animals ( MFA) e di altre organizzazioni. Le sue riprese hanno esposto la verità dei fatti nei luoghi di sfruttamento e sterminio dove si è trovato ad operare ed hanno condotto alla condanna diretta di alcuni tra i responsabili più callosi dei crimini contro gli animali detenuti in questi luoghi.

Adesso, non più attivo sul fronte delle riprese video clandestine, TJ si stà preparando per lavorare su altri progetti insieme ad Animal Legal Defense Fund, una organizzazione che si occupa di fare leva , attraverso il lavoro documentale realizzato in questi anni che testimonia dell’immane sofferenza dei nostri fratelli non umani per mano dell’industria agro alimentare, su una rinnovata etica pubblica così che tale nuova percezione conduca all’introduzione di leggi e normative maggiormente severe nei confronti di chi si rende responsabile di gravi atti di abuso sugli animali.

TJ è passato al vegetarianismo in seguito ad una presa di coscienza sul senso che noi umani assegniamo alla vita e con quanta leggerezza non ne riconosciamo lo stesso valore nelle nostre relazioni con le altre specie. A questo evento drammatico è seguita la scelta vegana dopo la lettura di Animal Liberation di Peter Singer, il quale testo gli ha fatto aprire ulteriormente gli occhi ( e il cuore ) sulla cultura della violenza e della sopraffazione rappresentata dall’ideologia Specista che governa la civiltà umana nell’era del capitalismo globale che stiamo vivendo.

TJ

Presentiamo la traduzione dell’intervista a TJ Tumasse pubblicata on line da The Thinking Vegan il 17 Settembre 2014.

Che cosa ti ha ispirato a diventare un operatore clandestino, che tipo di aspettative avevi quando hai compiuto questa scelta e in quale misura i riscontri che hai documentato sono sovrapponibili a queste?

Per qualche ragione mi sentivo forte e motivato abbastanza per immergermi in questa attività, ero molto giovane e ho dovuto faticare un po’ a mantenermi coerente con la mia identità. Mi sentivo abbastanza preparato per confrontarmi con la realtà delle stalle e del mattatoio per come me la immaginavo, ma da subito mi resi conto che le cose erano molto peggiori per gli animali, molto peggiori di ciò che immaginavo. All’epoca decisi che il miglior modo per lottare a fianco delle vittime dello sfruttamento specista era quello di operare clandestinamente nella raccolta di materiale da far filtrare fuori da questi circoli, mi assunsi direttamente la responsabilità di dare una voce agli animali e ogni volta che mi guardo indietro mi chiedo dove e come io abbia trovato la forza necessaria per realizzare questo delicatissimo tipo di lavoro, un lavoro che ogni giorno mi metteva alla prova duramente esponendo la mia incolumità fisica a possibili incidenti dovuti al contatto continuo con i macchinari in uso in questi impianti. Ho fatto tutto questo così che le persone le quali consumano quotidianamente i prodotti alimentari derivati da questi orribili processi di sfruttamento e di smontamento dei corpi senza alcun ragionamento di natura critica potessero gettare un sguardo “altro” da quello offerto loro dal Sistema.

Sono davvero toccato in maniera vivida dai risultati ottenuti dalle tue investigazioni, in particolare dall’odiosa ricorrenza da parte degli addetti a pratiche di ingiustificabile crudeltà e violenza a spese degli animali presentate dai filmati pubblicati da MFA. Questi documenti video sono terribilmente duri da guardare, quale è stata la tua esperienza nel testimoniare tali scene di depravazione e terrore in prima persona?

L’incubo in cui sono costretti gli animali negli impianti e negli allevamenti industriali non è traducibile in parole. Nessuno, tra coloro che guardano quelle immagini, è in grado di vedere, annusare, gustare o sentire quegli scenari senza trovarsi esattamente contenuti all’interno di quel contesto. Non esistono video, fotografie o narrazioni sufficentemente capaci di trasmettere l’inferno nel quale gli animali vivono ogni momento, ogni giorno della loro vita. Ciò che ho testimoniato in maniera diretta mi ha segnato per sempre.

Come sei riuscito a gestire i tuoi assetti psichici e fisici durante il lavoro undercover , hai forse messo a punto un dispositivo emotivo che consentisse una elaborazione sana delle terribili situazioni in cui ti sei trovato ad operare?

Sono riuscito a non venire travolto dalla realtà attraverso l’ascolto della musica e la ricerca di sostegno emotivo da parte di chi era in grado di offrirlo. Tieni conto che durante lo svolgimento dei turni di lavoro in questi luoghi, data la natura della tua missione, devi apparire come una persona completamente diversa da te stesso, altrimenti non ce la puoi fare. Devi continuamente rinforzare la nozione che ti trovi la dentro per contribuire ad attuare un progetto di denuncia, di innescare un corso di cambiamenti che non potrebbe compiersi senza la miseria personale di dover vedere soffrire in modo tanto atroce migliaia di creature verso le quali tu nutri sentimenti di compassione e di amore.

Come ti spieghi gli abusi sugli animali compiuti dalle persone che lavoravano con te? Da cosa deriva tale atteggiamento di disconnessione emotiva e di deliberato sadismo? Sei mai entrato nell’argomento con qualcuno di loro?

Le persone che lavorano in questi posti non hanno altra scelta che continuare a farlo così da procurarsi i mezzi economici per mantenere le proprie rispettive famiglie. Le aziende che li impiegano impongono loro di operare in condizioni e con dei tempi che trovo disumanizzanti. Sono davvero in pochi quelli che godono a tormentare gli animali e ad aggiungere dolore alle loro già infelici esistenze e, principalmente grazie ai filmati che siamo riusciti a realizzare, intendiamo colpire sia quegli individui responsabili di tali atti che le compagnie le quali gestiscono gli impianti per realizzare un utile. Se togliamo il premio economico, se rimuoviamo il profitto dall’intera equazione, l’abuso degli animali per mano di questi imprenditori finirà. Se smettiamo di acquistare i prodotti ottenuti da questi signori in maniera tanto delinquenziale le loro aziende capitoleranno, per questo divenire vegani è tanto importante.

Cosa diresti a coloro i quali sostengono che gli altri animali non posseggono una coscienza di se stessi, che non comprendono quanto sta loro accadendo, che, in verità, non sono che delle macchine e che quindi possono venire maltrattati e uccisi?

Le persone che affermano tali concetti evidentemente non sono mai state in un mattatoio. Quando guardi negli occhi uno degli animali che sta per essere ucciso, un essere dotato della capacità di avere paura e di percepire la fine imminente, quando li senti piangere, proprio come faremmo noi Umani in circostanze analoghe, ti rendi conto di quanto, come noi, si oppongano alla sorte imposta loro, di quanto desiderino vivere quell’unica possibilità di vita che ha donato loro la Natura. Ho osservato nel comportamento di queste creature molta dignità e nobiltà di spirito anche di fronte alla disperata conclusione che non avrebbero avuto scampo e spero di possedere almeno una frazione della loro caparbia volontà di resistenza quando arriverà il mio momento di congedo da questo mondo. Non è più possibile negare agli altri animali l’abilità di provare emozioni tali quali la paura e la gioia, ed è soltanto attraverso la lente distorta dello Specismo che si continua a farlo.

Ti sei espresso in termini definitivi circa la responsabilità del Sistema per la violenza sistematica che distingue la produzione di cibo piuttosto che focalizzarti nella co-responsabilità degli addetti che la perpetuano direttamente, sostieni inoltre che dobbiamo fare presa con le nostre argomentazioni sui consumatori per minare le potenzialità di realizzo di un profitto da parte delle aziende coinvolte, puoi elaborare ulteriormente il tuo pensiero?

La sofferenza degli animali è sistematica, appunto, in quanto ingranata nell’apparato di dominio che la nutre e che la rende possibile, il motivo di tutto questo è il profitto. Il fatto incontrovertibile è che la domanda per prodotti sempre più economici derivati dallo sfruttamento dei corpi degli animali è la vera responsabile delle conseguenze per questi ultimi. Il meccanismo primario da mettere in discussione è quello che consente la soddisfazione di tale domanda. E’ diretta responsabilità del consumatore divenire consapevole che attraverso i suoi acquisti sostiene una industria fondata sulla schiavitù e sul tormento. Ottenere “condanne esemplari” nei confronti di coloro i quali si rendono direttamente artefici dei peggiori, premeditati abusi sugli animali non farà che fornire un alibi ai consumatori i quali, rassicurati da tali dinamiche, continueranno a consumare prodotti carnei e derivati dallo sfruttamento intensivo degli animali senza alcun rimorso. Abbiamo bisogno di lavorare verso il raggiungimento di obiettivi a più lungo termine, abbiamo bisogno di continuare a mostrare a questi consumatori che con le loro scelte alimentari sostengono un complesso basato sulla violazione dei corpi e sullo sterminio e che queste pratiche sono indiscutibilmente crudeli, non necessarie e che causano immensa angoscia e dolore a dei soggetti senzienti.

mercy 2In molti, venuti a contatto con i documenti video realizzati da attivisti come te, decidono di cambiare le loro abitudini nei confronti di determinate aziende, marchi o metodi di produzione piuttosto che smettere di sostenere l’intero comparto agro alimentare responsabile della violenza sugli animali. Come credi che possiamo trasmettere l’idea che TUTTE le aziende che trafficano animali, che TUTTI i marchi che commercializzano i prodotti derivati dalla schiavitù degli animali, che TUTTI gli allevamenti, che siano questi industriali o a conduzione familiare, sono fondamentalmente imprese indifendibili dal punto di vista etico? Quale strategia occorre raffinare per centrare il nostro obiettivo in questo senso?

Credo che ogni persona abbia la possibilità di comprendere che qualunque creatura senziente possiede il diritto conferito loro dalla Natura a vivere la propria vita. Dobbiamo mostrare al mondo che anche gli altri animali desiderano sottrarsi alla paura e al dolore proprio come noi. Il fatto che da qualche anno il termine Specismo sia presente nei dizionari e che con frequenza la sua essenza maligna venga paragonata a fenomeni quali il Sessismo e il Razzismo dimostra che le cose stanno cambiando in un moto evolutivo anche se molto lentamente. Le modalità impiegate per   ucciderli, i metodi più o meno umani con cui li trattiamo testimoniano COMUNQUE l’oppressione imposta da un ente forte ( l’Umano ) su di un ente vulnerabile ( l’Animale ) e questo rapporto non può che essere sbagliato. La pratica del Veganismo è la chiave di volta e, nonostante la maniera con cui siamo presentati dai media e dai nostri oppositori, non c’è nulla di estremo nell’esercizio della compassione e dell’amore per tutto il mondo vivente.

Per concludere, adesso che non ingaggi più in operazioni celate volte a documentare gli orrori nei luoghi di sfruttamento degli altri animali, quale è il tuo programma per il futuro?

Spero di poter mettere a frutto la mia lunga esperienza per continuare instancabilmente il lavoro a sostegno di tutti i miei fratelli e sorelle altro-da-umani, non la smetterò mai di battermi per loro.

Correntemente sto lavorando con Animal Legal Defense Fund nella progettazione e nell’attuazione di un nuovo tipo di impegno in ambito investigativo. Mi dedicherò all’opera di formazione di giovani attivisti che desiderano intraprendere questo tipo di attività, cercherò di aiutare loro a documentare crudeltà e abusi come ne accadono nei luoghi dello sfruttamento così da sortire nel pubblico che fruirà del nostro lavoro una risposta adeguata al problema dello sofferenza degli animali e a sollecitare una maggiore presa di coscienza in rispetto a quanto di concreto ogni uno può fare per decretare la fine di tutto questo.

McDonalds e le efferate crudeltà e violenza che ne distinguono le pratiche, BOICOTTIAMOLI!

Una nuova, inedita, vicenda di brutali, sistematici maltrattamenti e crudeltà, documentata attraverso riprese celate degli attivisti dell’organizzazione statunitense Mercy for Animals http://www.eggmcmisery.ca/ inchioda alle sue responsabilità la catena di ristoranti multinazionale McDonalds e i suoi fornitori ufficiali di uova.

Questo video è stato utilizzato da un noto network in prima serata nel corso di un programma investigativo televisivo seriale http://www.ctvnews.ca/w5/undercover-investigation-reveals-horrific-conditions-within-egg-industry-1.1503296
Nel filmato, girato ad Alberta, si testimoniano atti di ingiustificabile ferocia da parte degli addetti tra i quali:

* Migliaia di galline da uova rinchiuse all’interno di minuscule gabbie fatte di sottili sbarre di metallo all’interno di batterie adibite allo sfruttamento intensive degli animali. Confinate in uno spazio individuale della superficie di un foglio di risma A4 ( cm 21 per cm 29 ) nel quale le malcapitate “vivranno” per intere le loro misere esistenze, incapacitate a dispiegare le ali, camminare, covare e ingaggiare in qualunque attività loro naturali.
* Operatori ( ma sarebbe più congruo definire questa gente torturatori ) che sbattono violentemente le teste degli animali contro superfici di ogni genere per poi gettarli ancora coscienti dentro predisposti sacchi della spazzatura e lasciati soffocare lentamente
* Animali intrappolati, rimasti gravemente feriti o menomati negli ingranaggi meccanici in movimento dei macchinari che li contengono durante il ciclo di sfruttamento lasciati morire senza alcuna attenzione, senza pietà alcuna.
* Animali morti lasciati decomporre negli stessi spazi in cui sono detenute le galline ancora in vita le quali continuano a posare uova che verranno poi immesse nel mercato e/o processate nella produzione di cibo da vendere nei ristoranti McDonalds

Gli abusi su questi animali sono del tutto simili a quelli documentati in altre circostanze da Mercy for Animals e da altre organizzazioni in differenti locazioni e aziende che operano per fornire uova alla nota catena fastfood negli Stati Uniti, agli impianti di Sparboe, ad esempio http://www.mcdonaldscruelty.com/

Le galline sono animali intelligenti, sensibili e inquisitivi. Eppure a milioni vengono obbligati alla detenzione e a continui abusi per tutta la durata delle loro esistenze. Nelle condizioni di prigionia descritte i muscoli e le ossa di questi animali si deteriorano per la cronica mancanza di esercizio e di occasioni di socialità, per loro soltanto miseria e deprivazioni.

Gli allevamenti intensivi sono strutture così crudeli che sono già state riconosciute tali e conseguentemente bandite in numerosi paesi nel mondo, nell’a Comunità Europea, in Svizzera, in Nuova Zelanda e negli stati americani del Michigan e della California.
Nonostante ciò McDonalds condona e promuove questa politica di oppressione, tortura e morte continuando ad acquistare uova da questo tipo di allevamenti industriali.

prisoners

Benché in Europa McDonalds si sia “piegata” alla rinuncia a questo particolarmente efferato sistema di sfruttamento delle galline a causa di una più stringente normativa vigente in questi paesi, il fatto che continui ad adottarla in altre parti del mondo la connota come una azienda senza scrupoli, senza una morale, orientata esclusivamente alla massimizzazione del profitto, votata alla distruzione della vita senziente per soddisfare i propri disegni di dominio globale sui mercati.

Gli Animali non sono prodotti, la vita non ha prezzo, diventare VEGAN e boicottare gli sporchi interessi di TUTTE le multinazionali e delle industrie alimentari un imperativo etico.

Le galline che possiamo comunemente osservare originano da una specie che risiedeva in piccoli gruppi di dieci/dodici individui nella giungla. Persino dopo migliaia di anni di domesticazione forzata questi animali conservano il naturale istinto che distinguevano i loro antenati selvatici, gli stessi desideri, i medesimi comportamenti. Amano costruire nidi, lisciarsi le piume col becco e andare alla continua ricerca di cibo. Trascorrono la notte accovacciate in compagnia e in posizioni di rilievo rispetto al suolo per sentirsi sicure dai predatori.

Le galline che possiamo comunemente osservare originano da una specie che risiedeva in piccoli gruppi di dieci/dodici individui nella giungla. Persino dopo migliaia di anni di domesticazione forzata questi animali conservano il naturale istinto che distingueva i loro antenati selvatici, gli stessi desideri, i medesimi comportamenti. Amano costruire nidi, lisciarsi le piume col becco e andare alla continua ricerca di cibo. Trascorrono la notte accovacciate in compagnia e in posizioni di rilievo rispetto al suolo per sentirsi sicure dai predatori.

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Noi supportiamo la scelta Vegan per motivi etici, ma non possiamo non leggere con una certa anticipazione che Bill Gates, fondatore della Microsoft, avrebbe appena rilasciato alcuni dettagli di un suo nuovo progetto; Il Futuro del Cibo http://www.thegatesnotes.com/Features/Future-of-Food

Con l’aspettativa di un raddoppio dell’attuale consumo di risorse globali destinate all’allevamento di animali da parte dell’industria alimentare, il futuro, sostiene il miliardario Americano, è di quelle compagnie che riusciranno a produrre cibo di qualità in maniera sostenibile, a base vegetale e alternative a carne e uova.

Sembra che insieme a Gates ci siano altri industriali che condividono tale visione, alcuni imprenditori che dispongono di grossi capitali infatti avrebbero cominciato a sponsorizzare progetti connotati da un approccio consapevole in rispetto alle questioni della tutela dell’ambiente e a quelle relative al benessere degli Animali con l’obiettivo di “salvare il pianeta” da politiche di saccheggio indiscriminato.

Un articolo su http://www.businessweek.com/articles/2013-01-24/venture-capital-sees-promise-in-lab-created-eco-foods#p1 mette in risalto alcune di queste compagnie le quali potrebbero rivoluzionare il sistema di produzione alimentare basata su carne, latte e uova. In questo articolo si legge che “ non si tratta di carne finta ma di un nuovo tipo di cibo dotato di un sapore e di una densità propri che non costituiranno un compromesso per chi è abituato a cibarsi di prodotti animali e derivati”.

La compagnia Beyond Meat http://www.beyondmeat.com/ , la quale ha gia da tempo immesso nel mercato Americano una gamma di prodotti che emulano quelli di derivazione animale, sostiene che il risultato è sorprendente e che la similitudine nelle modalità di preparazione e di consumo di questi cibi potrebbero ingannare persino i cosiddetti “esperti” del settore.

In Europa, il progetto  Like Meat http://www.likemeat.eu/  ha sviluppato degli analoghi alla carne caratterizzati da  “eccellenti livelli di consistenza, gusto e aroma” il tutto ottenuto attraverso l’utilizzo di proteine vegetali.

Queste nuove realtà imprenditoriali, una in particolare http://signup.hamptoncreekfoods.com/ , stanno introducendo in maniera soddisfacente, per chi non riesce a fare a meno delle uova, degli alimenti ibridi senza colesterolo e interamente a base vegetale che potranno sostituirle nella produzione di qualsiasi tipo di cibo, dalle frittate ai pasticcini.

Nessuno sembra in grado di notare alcuna differenza al momento della degustazione.

Attraendo tali altissimi profili dal mondo dell’imprenditoria “vincente” e le loro tremende capacità di investimento, la nascente industria della produzione di alimenti non a base animale o suoi derivati è destinata a sviluppare ulteriormente e a consolidare la propria quota di mercato in termini di diffusione e di vendite anche a livello di “massa”.

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Ciò che noi, in quanto vegani,  troviamo di conforto è che man mano il numero dei prodotti sostituti a quelli animali divenissero più numerosi e maggiormente disponibili nei supermercati, così anche il numero degli animali fatti nascere e imprigionati per finire sfruttati e torturati in qualche allevamento intensivo diminuirebbe.

Certo, un cambio di stile di vita non motivato da una più generale presa di coscienza a favore della fine di OGNI tipo di sfruttamento e di oppressione può sembrare poca cosa, ma non  dimentichiamoci che la stragrande maggioranza dei peggiori abusi sugli animali si consumano per mano dell’industria alimentare, sopratutto in termini quantitativi. E noi desideriamo davvero che gli allevamenti intensivi e i macelli divengano al più presto una triste e ignobile cosa del passato.

Naturalmente chi desidera affidarsi ad una alimentazione libera da crudeltà può farlo subito, senza aspettare che arrivino sui banconi del più vicino supermercato i prodotti di “falsa carne” o di uova e latte ibridi. Possiamo tutti contribuire immediatamente a salvare gli Animali e l’ambiente, a migliorare la nostra salute e a boicottare questo obbrobrioso sistema di dominio del forte sul debole, rifiutiamo subito una cultura basata  sull’indifferenza e sul menefreghismo diffusi esercitando la scelta Vegan.

http://www.animalstation.it/mondo-vegan-faq/

http://www.vegfacile.info/

http://www.veganitalia.com

Per maggiori informazioni sul tema dei sostituti alla carne visitare il Blog di Mercy for Animals http://www.mfablog.org/2013/04/the-future-of-food-has-arrived.html