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http://youtu.be/VGczSNf9Uck

Alcune delle impressioni ricavate durante la nostra partecipazione ad EcoCompatibilmente Fest http://www.compartir.it/eco/ a Castell’Azzara ( GR ) un evento al quale abbiamo contribuito con una presentazione sulla filosofia antispecista ripresa e rielaborata dalla pubblicazione Proposte per un Manifesto Antispecista http://www.manifestoantispecista.org/web/.

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Il dibattito che ha seguito la presentazione ci ha messo di fronte a due criticità.

La prima riguarda il concetto di Etica e la differenza che corre tra l’utilizzo di questo valore a livello individuale come azione morale e virtuosa e la comune interpretazione che si rende a questo valore fuori dalla sfera individuale, l’Etica Pubblica.

Per Aristotele l’Etica era una “scienza normativa” , la scienza del Bene che prevale sul Male, o meglio il giudizio morale espresso su di una azione, una idea, un sentimento.
Secondo il pensiero di Kant è etico ciò che obbedisce alla “legge morale” emanata dalla nostra Ragione.

Secondo il primo tra i filosofi che hanno coniugato timidamente il concetto di Etica declinata agli altri Animali, Jeremy Bentham ( il quale comunque nei suoi scritti si esprimeva in maniera decisamente ambigua in rispetto al riconoscimento della soggettività di questi ultimi) si può dire etico tutto ciò che è “utile” al benessere del maggior numero di persone, insomma le azioni “buone” sono quelle che creano “felicità”, dove per “piacere” si intende una condizione di mancanza di dolore.

A noi pare che la produzione di una “Etica Pubblica” sia ad esclusivo monopolio delle classi e delle elite che si susseguono nell’amministrazione del potere ( la cosidetta ragion di Stato ) e che mai, in quanto attivisti per la liberazione animale, obiettivo il quale quale per noi equivale ad una liberazione più generale, si discosterà da pratiche di convalida dei peggiori regimi di sfruttamento immaginabili ( gli allevamenti, i mattatoi, i laboratori della ricerca, l’industria dello spettacolo ) dove gli schiavi “altro che umani “ languiscono e periscono a decine di miliardi ogni anno.

Comprendiamo quindi che se non si desidera o non si riesce a mettere in discussione l’intero apparato che ci opprime, laddove vorremmo solo sostituire questo o quell’elemento del Sistema con qualcosa di maggiormente e comunemente accettabile, riuscirà praticamente impossibile far prevalere un senso di etica personale ad uno condiviso, quello dell’Etica Pubblica, in quanto disciplina univoca e incontrastata.

Noi crediamo che l’Etica Pubblica al momento attuale, dati i mezzi a nostra disposizione, sia immodificabile, non riusciremmo a penetrarla, le nostre idee di liberazione sono di scarsa presa e di ridotto accesso alle istituzioni ( la Famiglia patriarcale, la Scuola, il mondo produttivo, il Capitale ) che giorno per giorno la rigenerano e la mantengono qualitativamente apprezzabile agli occhi del cittadino/consumatore.

Quella che Annamaria Manzoni, nella sua prefazione all’edizione italiana di “Perché Amiamo i cani, Mangiamo i maiali e Indossiamo le mucche” di Melanie Joy http://www.sonda.it/perche-amiamo-i-cani-mangiamo-i-maiali-e-indossiamo-le-mucche/ chiama la “dittatura della consuetudine”, appare come un moloc culturale che imprime alle masse una cecità totale in rispetto al fenomeno pervasivo e brutale dello sfruttamento degli Animali da parte dell’industria alimentare, la quale da sola è responsabile del 98% delle efferatezze che si compiono contro gli Animali.
I corpi degli ultimi tra gli ultimi, degli Animali che a miliardi vengono “processati” negli stabilimenti e negli impianti del mondo sono invisibili, nel senso che la loro angoscia e la loro immane sofferenza lo sono. Il transito dei loro corpi in questa dimenzione terrena passa assolutamente inosservato.
Ci accorgiamo di loro solo quando i pezzi di carcassa e le loro membra  vengono serviti a tavola, a quel punto per loro è già troppo tardi , così come è già troppo tardi per la maggioranza dei consumatori associare quei pezzi di carne all’Animale che era. Niente cambierà per le future vittime di tale infame equazione.

Come crederemmo possibile costruire un principio di Etica Pubblica in questo scenario?

Noi attivisti ci proviamo in maniera vivida mostrando cosa accade agli Animali nei luoghi del terrore in cui l’Umano padrone li costringe ed esigendo che le persone prendano atto che acquistando determinati prodotti diventano essi stessi complici di quel massacro, della strage quotidiana che non ha più nessuna ragione di continuare se non il motivo di coloro i quali traggono un profitto economico in tale processo.

Parafrasando la Manzoni “ l’atto di mangiare Animali, nelle nostre coscienze, ha assunto i caratteri della normalità (…) di un comportamento naturale e necessario”.

Per ora possiamo quindi eludere la questione dell’Etica Pubblica: non ci appartiene, non  è possibile identificarci con essa.

La seconda criticità emersa a seguito del dibattito a margine della presentazione sull’Antispecismo svoltasi a Castell’Azzara il 22 Giugno 2014 è quella relativa al senso di pesantezza e di fatica che l’atto di proporre un simile argomento, questa filosofia di vita che mira alla modifica radicale dell’esistente, procura sia a coloro che lo espongono che a quelli che dovrebbero recepirlo.
La manifestazione di una volontà e le azioni che distinguono la costruzione di una società aspecista è impresa che va oltre l’atto di “rivoluzionare ciò che è” – le nostre idee mettono sotto accusa l’intera civiltà umana fondata sulla domesticazione degli altri animali, sullo sfruttamento intensivo loro e del suolo e, più recentemente, con l’ausilio della tecnologia soprattutto medica, sulla biopolitica o meglio sulla gestione e sul controllo della vita cosciente tutta ( inclusa quella umana).

Noi crediamo che l’unico modo per liberarci dall’oppressione e per restituire agli altri Animali la possibilità di sottrarsi alla infernale dinamica che li vede vittime in una costante riduzione a merce di scambio sia, appunto, combattere lo Specismo.

L’autore e attivista Massimo Filippi nel suo Natura Infranta http://oltrelaspecie.blogspot.it/2013/04/libri-natura-infranta-dalla.html sostiene che questa ideologia non rappresenta ulteriore atto di soggezione al pari di altri, ma è l’oppressione in quanto tale e per questo così difficilmente estirpabile, per questo non un semplice pregiudizio.
Sempre riprendendo Filippi, lo Specismo è essenziale alla stabilità materiale e simbolica della società umana.

Queste in sintesi, riteniamo che siano le ragioni per cui risulta “così difficile” e pesante parlarne, è necessario quindi continuare a farlo.

Un ringraziamento per la loro energia e per l’entusiasmo a Anna, Damiano, Gennaro e Salvo. Arrivederci a EcoCompatibilmente 2015.

CENA VEGAN ANTISPECISTA a GROSSETO

Presentazione della pubblicazione MANIFESTO ANTISPECISTA  https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/09/14/proposte-per-un-manifesto-antispecista/ e CENA VEGAN, a GROSSETO, in Via Austria, presso gli impianti sportivi in zona 167 Nord.
Questo è un evento INTERAMENTE autogestito e autofinanziato e contiamo sul supporto di tutti coloro che seguono le attività di questa Associazione.

Ecco il MENU:

APERITIVO
alcolico e analcolico a base di frutta, schiaccine fatte in casa e lupini.

ANTIPASTO
… di Coleslaw http://ricette.giallozafferano.it/Insalata-di-cavolo-e-carote-coleslaw.html e Spaghetto vegetale ( zucchino e carote stile crudista) con Pesto di pomodorini secchi e basilico https://www.facebook.com/photo.php?fbid=467762886611791&set=o.182717548413852&type=1&theater, CousCous di cavolfiore http://vanigliazenzeroecannella.blogspot.it/2013/03/il-finto-cous-cous-di-cavolfiore.html
PRIMI PIATTI
Lasagne con pasta fatta in casa agli asparagi, Farro e Orzo con Carciofi
SECONDI PIATTI
Torta di Ceci con Rucola ( Cecina Livornese )
Schiaccine con peperoni, cipolla e mayonese Veg
Zucchine e Asparagi
Cetrioli e Rucola
Melanzane in Crosta di pane fatto in Casa
Roltolone con Spinaci e Tofu
DESSERT
Trifle ( dolce molto simile alla zuppa inglese con gelatina di Frutta   http://mykeuken.blogspot.it/2010/11/trifle.html )
Vino Rosso Biologico di produzione locale
Acqua e Succhi di frutta.
Come sempre è FONDAMENTALE prenotarsi in modo da facilitare il lavoro di programmazione svolto dai volontari e la spesa alimentare.
Se sei disponibile a darci una mano fatti sentire.

PER PRENOTAZIONI e per ulteriori informazioni su questa iniziativa contattare Paolo al 3281544997.

Una Donazione di € 15,00 all’Associazione è il contributo richiesto per la Cena 🙂

Dopo Cena TECHNOTERRA SOUNDSYSTEM fino a tardi http://technoterrasoundsystem.wordpress.com/2013/04/23/technoterracena-veganpresentazione-antispecismo/

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Alcune foto della Cena, grazie di cuore ai partecipanti e arrivederci

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Qui il video della presentazione  http://youtu.be/BPC7Li1BvIc

IN UN MOMENTO DI MAGGIORE ATTENZIONE ALLA FILOSOFIA VEGAN E ALL’IDEA ANTISPECISTA PROMOSSA DA CAMPAGNE PUBBLICITARIE MIRATE, A SMUOVERE LE COSCIENZE, A GROSSETO COME ALTROVE, TROVIAMO CONGRUA LA RIPROPOSIZIONE DEL “MANIFESTO ANTISPECISTA” COSì DA FAVORIRE UNA DIVULGAZIONE PIU’ CAPILLARE DEI SUOI CONTENUTI, COSì DA COMPIERE UNA AZIONE DI DIFFUSIONE DEI VALORI E DEI PRINCIPI CHE DISTINGUONO TALE PENSIERO. NOI PUNTIAMO AD UNA SOCIETA’ LIBERA DALLO SPECISMO CHE CONTAMINA CON IL PARADIGMA DEL “DOMINIO” LE RELAZIONI INTRA E INTER – SPECIFICHE, CHE CI RENDE INSIEME CARNEFICI E VITTIME DELL’IDEOLOGIA NELL’ESERCIZIO RECIPROCO DI AGITI VIOLENTI E DISCRIMINANTI GLI UNI CONTRO GLI ALTRI. PER NOI IL VEGANISMO NON E’ UNO STILE DI VITA, PER NOI IL VEGANISMO E’ UNO STRUMENTO PER EDIFICARE UNA SOCIETà MIGLIORE E LIBERATA DALLA COERCIZIONE DEL FORTE SUL DEBOLE, LIBERATA DALL’OPPRESSIONE SU COLORO I QUALI NON POSSONO DIFENDERSI, CHE SIANO ESSI PERSONE UMANE O NON UMANE.

A.D.I.

http://www.manifestoantispecista.org/wp-content/uploads/2012/08/proposte-per-un-manifesto-antispecista.pdf

Fondamentale per riconoscersi e per orientarsi ulteriormente in una filosofia di vita vegan e antiautoritaria.

SE DESIDERI DISTRIBUIRE COPIE DELL’OPUSCOLO CONTATTACI

SE DESIDERI SEMPLICEMENTE LEGGERNE I CONTENUTI ECCO IL TESTO COMPLETO DELL’OPUSCOLO: 

Proposte per un Manifesto Antispecista

 Prefazione

 Questo testo nasce dall’esigenza sempre più urgente di fornire delle possibili definizioni utili a chiarire e delineare l’identità antispecista, e permettere migliori e più precise modalità di intervento nei rapporti intraspecifici e interspecifici umani. La definizione di antispecismo è da ritenersi quindi uno stimolo per successive implementazioni o modifiche, e non intende assolutamente essere esaustiva. Definizioni e concetti presenti in questa pubblicazione sono il frutto di confronti diretti e indiretti con numerose persone che nell’arco di molti anni liberamente hanno contribuito alla crescita della consapevolezza antispecista. Il presente testo è il risultato di un lavoro di organizzazione e redazione di tali contributi raccolti da atti di incontri pubblici, seminari, da scambi…

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