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Uno dei luoghi della civiltà umana maggiormente tenuto a distanza dagli sguardi, probabilmente il luogo maggiormente rimosso dall’immaginario individuale e collettivo è quello del mattatoio.

La struttura adibita a questo tipo di attività che è stata costruita all’interno del Polo Industriale del Madonnino, a Braccagni, in provincia di Grosseto non è una eccezione a questa regola.

Questo moderno campo di sterminio è stato realizzato su iniziativa di un Consorzio di aziende locali le quali hanno beneficiato di un contributo regionale a fondo perduto di un milione e seicento ottantamila euro a fronte di una spesa di due milioni e ottocentomila euro complessivi.

Per la Regione Toscana che ha finanziato in larga parte questa impresa, l’atto di assegnare tutti quei soldi pubblici alla MaMar, una azienda specializzata nell’uccisione di animali cosi detti da reddito e titolare del progetto, costituisce un “importante passo” verso una “migliore valorizzazione degli assetti locali dell’economia rurale” di questo territorio.

Nei media locali si è parlato di sviluppo, di occupazione e persino di rilancio di un’area industriale disastrata e desertica, quella appunto dove sorge il mattatoio.

Per gli attori privati coinvolti in questa impresa le aspettative sono quelle relative alla moltiplicazione degli allevamenti in zona così da potenziare la capacità attuale di produzione e di offerta di alimenti carnei ai consumatori locali che lo richiedono.

L’industria della carne è in crisi e questo tipo di operazioni servono anche a scongiurare un ulteriore declino nella domanda. Sappiamo che gli impianti di mattazione esistenti intorno e internamente alla provincia di Grosseto non operano a pieno regime, non c’era davvero necessità di costruirne un altro, le finalità, come abbiamo detto infatti sono diverse.
Ma a noi interessa porre l’accento sugli aspetti etici di un simile progetto, nell’anonimo luogo che vediamo nelle immagini, un mattatoio che sicuramente disporrà di impianti e dispositivi di contenzione, detenzione, uccisione e smembramento dell’ultima generazione, all’interno di questo lugubre luogo, una volta divenuto operativo, si ammazzeranno almeno 12,000 animali all’anno, singolarità che avranno condotto la loro non-vita segregati in qualche stalla o gabbia o allevamento di tipo industriale, totalmente nelle mani dei loro padroni umani i quali avranno stabilito dalla disgraziata nascita di queste creature alla loro fine violenta e sanguinosa ogni singolo aspetto delle loro esistenze, in effetti esseri senzienti trattati come merce, come oggetti da accumulare e da consumare.

Questi animali verranno trasportati qui, al mattino presto o di notte, per non turbare le coscienze di coloro i quali poi ne acquisteranno i corpi, fatti a pezzi e ben ripuliti, resi accettabili alla vista, confezionati dai macellai o nei supermercati.

Nessuna connessione tra il sistema di moderna schiavitù ( gli allevamenti ) i luoghi dove si commette il genocidio quotidiano ( i mattatoi ) e la tavola dove chi consuma questo tipo di alimenti si siede ogni giorno deve essere fatta, nessuna connessione, il vecchio adagio che recita “occhio non vede, cuore non duole” non è stato mai così vero come in tali circostanze.

Di fatto il sistema di allevamento e di sfruttamento degli animali se osservato da qualunque prospettiva, da qualsiasi occhio capace di rappresentarlo criticamente è un sistema di una crudeltà inaudita, un apparato connotato dalla violenza metodica del forte sul debole in ogni sua fase, un sistema di potere che fa presa assoluta sulle proprie vittime che noi chiamiamo DOMINIO.
Il dominio umano si afferma sugli altri animali in differenti forme e con diverse modalità, basta pensare all’industria dell’intrattenimento, alla sperimentazione bio medica, allo sfruttamento affettivo che si impone a determinate specie, alla caccia e alla pesca, ma la violenza efferata e seriale che si compie con ferocia e senza rimorsi per produrre cibo ammonta ad una percentuale che sfiora il 98 per cento di tutti i crimini compiuti ai danni degli altri animali da parte dell’uomo.

Questa situazione obbliga alcuni di noi a porci degli interrogativi e a enfatizzare con tutti i mezzi di cui disponiamo l’indifendibilità di tale brutale forma di oppressione e l’obbligo morale di fermarla.

Al Madonnino, come in altre cattedrali del dominio specista, schiavi non umani, discriminati e oppressi in quanto non facenti parte della specie eletta, creature rese invisibili e riproducibili all’infinito termineranno il loro angoscioso e breve viaggio su questo mondo.

Arriveranno al Polo Industriale nei camion, spesso dopo viaggi lunghi ed estenuanti, senza acqua ne cibo, al freddo gelido o nel caldo torrido e obbligati a scendere senza tanti complimenti, convogliati nei recinti esterni e poi, uno alla volta, verso i tunnel della morte, storditi in maniera adeguata se hanno un briciolo di fortuna, ancora coscienti in altri casi nelle mani degli addetti al taglio della gola, alla rimozione di muso e zoccoli, all’evisceramento….una orrenda catena di smontaggio degna dei peggiori film dell’orrore, un orrore senza eguali dove il sangue, le lacrime, il terrore, la merda, le urla, l’angoscia si levano, si mischiano e si separano dalla carne, dalla fibra, dai muscoli, dalle budella e da altre parti che verranno poi vendute opportunamente ripulite e rese presentabili a quei consumatori che non si chiedono, che non intendono vedere, che non dispongono di una sensibilità tale da consentire loro, appunto, di fare le dovute connessioni.

Non abbiamo bisogno dei mattatoi, dei trasportatori di animali vivi, degli allevamenti, degli stupri industriali per generare nuove vittime, non abbiamo bisogno dell’allevatore e del macellaio per vivere.

Possiamo vivere bene e mangiare con gusto basando la nostra alimentazione sui prodotti della terra, vivere senza infliggere disperazione, violenza e morte ad altri è possibile, per questo vogliamo che posti simili a quello del Madonnino scompaiano o che vengano riconvertiti ad una economia di pace, di solidarietà e di crescita culturale.

Oggi in molti abbiamo deciso di non sostenere più coi nostri acquisti l’industria alimentare tradizionale, abbiamo eliminato dal nostro carrello della spesa tutti quei prodotti derivati dallo sfruttamento degli altri animali.

Altri ancora hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro risorse personali alla lotta per la liberazione delle vittime non umane di questa orrenda macchina di sterminio, giustificata dall’ideologia antropocentrica secondo la quale tutto è lecito nell’interesse della specie dominante e del modello economico accettato.

Il denaro e la creazione di sempre maggiori margini di profitto sono le vere cause di tanta violenza, di tanta indifferenza, del declino dei nostri valori e della valorizzazione dell’umanità che dovrebbe distinguerci dalla bestie ( ci dicono ).

Dov’e’ l’umanità in posti come il mattatoio del Madonnino?

Dov’e’ la dignità e la moralità dei carnefici che lo operano e la rispettabilità di chi finanzia simili progetti di morte?

Dove l’intelligenza e la capacità di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Queste qualità non esistono più, in famiglia e a scuola ci hanno inculcato nozioni in diretto contrasto con l’insorgere di sentimenti quali la solidarietà e l’altruismo, sentimenti che noi, attivisti per la liberazione animale, sentiamo fortemente di dover declinare estendendo la sfera della compassione e della considerazione morale ANCHE alle specie diverse da homo sapiens, diverse ma non meno degne di vivere.

Solo il fatto che ogni creatura senziente è capace di soffrire dovrebbe indurre in ogni uno di noi una riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ci opponiamo  a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.
riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ragioni siamo venuti qui oggi e vi torneremo presso il polo industriale del Madonnino in provincia di Grosseto, per queste ragioni ci opponiamo a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.

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si affilano i coltelli ADI

 

In un recente articolo apparso su di un noto quotidiano locale il signor Christian Heinzmann, presidente della Mamar (Mattazione Maremmana Srl) azienda titolare della realizzazione del nuovo mattatoio industriale in costruzione a Braccagni (GR), zona Madonnino, si esprime in maniera chiara e inequivocabile su quello che è l’obiettivo ultimo del progetto: dare impulso alla nascita di nuovi allevamenti in Maremma curati ( tra gli altri ) dalla Finav, società Alessandrina della famiglia Vigna, nota per la macellazione finalizzata alla fornitura di carni alla Coop Tirreno, ma non solo, prosegue questo gentiluomo, “Il nostro obiettivo è ( anche ) quello di dar vita a un marchio Maremma dove le carni ( bovine ) vengano prodotte e macellate qui da noi”.

industrial-slaughterhouseIl moderno impianto, una volta ultimato avrà un costo di 2 milioni e 800mila euro con il 40% della spesa complessiva elargita a fondo perduto all’azienda responsabile come previsto dal Piano di Sviluppo Rurale finanziato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Grosseto.
La realizzazione di quella che il signor Heinzmann definisce “una difficile impresa” non si distinguerà soltanto come un impianto allo stato dell’arte in termini di capacità di uccisioni e di smembramenti, ma costituirà una modifica epocale negli assetti della produzione zootecnica della Maremma.

Gli altri soci di questa impresa commerciale sono la Cooperativa Vallebruna (di cui attualmente Heinzmann è anche presidente); la ConsMaremma di Tarquinia; il Consorzio agrario della provincia di Grosseto; il Salumificio Sandri; le tre associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura; Allevamenti di Maremma; l’Associazione produttori zootecnici; l’Atpz, e tale Alessandro Guelfi, come persona fisica. 

L’apertura di questo vero e proprio lager, luogo nel quale troveranno la morte almeno 12mila animali all’anno dopo una breve non-vita spesa rinchiusi in un lurido allevamento, è prevista “entro Ottobre 2014” – questa cornice temporale è cruciale per gli imprenditori  sopra menzionati, infatti nel caso in cui essi non riuscissero a divenire operativi entro quella data sorgerebbero difficoltà nell’ottenimento dei finanziamenti sopra menzionati i quali equivalgono alla cifra di 1milione e 680mila euro, denaro sottratto dagli enti erogatori ad un tipo di sviluppo non violento, eco sostenibile e davvero riqualificante l’economia di questo territorio.

Come al solito si punta sulla riproduzione all’infinito di corpi da macellare, un mondo vivente composto da singolarità le cui dignità e status morale vengono negate, individui perfetti che, di fatto, vengono ridotti a mera merce di scambio dal sistema antropocentrico capitalista dominante, un sistema cieco e sordo alle istanze di liberazione che anche in questa provincia si levano a favore delle vittime di tale crudele equazione.

cows lookingCome prevedibile si promuovono e si glorificano, a livello istituzionale, progetti fondati sulla perpetuazione della presunta supremazia della finanza sull’etica, del bieco profitto su di un raziocinio condivisibile dal punto di vista ideale, della morte sulla speranza di cambiamento.
Il vero sviluppo, anche economico, dovrebbe basarsi sull’arricchimento dei principi morali che ci animano,  sull’umanizzazione degli usi e dei costumi che ci qualificano, sul cambiamento evolutivo delle pratiche di relazione e di reciprocità che si consumano nell’alveo della Natura e della vita, sulla piena valorizzazione indistinta e non discriminatoria delle vite che vi albergano.

I fatti ci mostrano tutta un altra realtà e di questo ne rimaniamo stravolti.

Anche tra noi c’è chi considera, per quanto illogico possa apparire, il Macello ( e quanto accade all’interno di queste mostruose strutture)  come l’unico tratto nei percorsi di annientamento riservati ai cosidetti animali da reddito caratterizzato dalla Compassione .
Il Macello per le vittime che vi verranno “processate” dentro , per gli oltre sessanta miliardi di creature terrestri che vi vengono trucidate ogni anno nel mondo, è la fine di un tormento, il tormento di essere nati.

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Questa Associazione farà tutto ciò in coerenza coi propri principi e con le proprie potenzialità per dare una voce ai nostri fratelli non umani:  per gli imprenditori soltanto dei numeri senza un volto, senza un cuore che batte, per noi, degli esseri viventi senzienti nobili, capaci di soffrire e quindi degni di tutta la nostra considerazione e del nostro rispetto.

Al Madonnino, zona industriale di Braccagni a pochi chilometri da Grosseto è praticamente ultimata la costruzione di un moderno mattatoio.

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L’impianto diverrà operativo dal prossimo Ottobre e sarà in grado di uccidere 12,000 animali all’anno.

Tutti i media che ne hanno trattato e tutte le istituzioni locali interessate salutano questo campo di sterminio come un progetto di sviluppo dal forte valore economico e simbolico per la Maremma http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/2014/05/04/1060688-anche_grosseto_avra_mattatoio_aprira_battenti_entro_ottobre.shtml

In quel luogo si consumeranno efferate violenze su degli indifesi la cui misera e breve non-vita, iniziata per volontà dei loro padroni umani, gli allevatori, si concluderà con il taglio della gola, con un bagno di sangue, le loro grida inascoltate, loro unico conforto le lame dei macellai che ne sezioneranno i corpi, che ne disporranno come fossero oggetti inanimati.

La Ma. Mar SRL con sede a Ribolla, azienda guidata da un imprenditore tedesco ha ricevuto un generoso credito a fondo perduto per realizzare questo lager pari a circa un milione di euro da parte della regione toscana.

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Gli animali verranno trasportati di notte e comunque lontani dagli sguardi della popolazione, così essi potranno continuare a sostenere tale tragedia, consumando i prodotti derivati da questo olocausto senza fine, continuando a ritenersi persone integre dal punto di vista morale soltanto perché assuefatti a quanto accade negli allevamenti e negli impianti di mattazione.

Le immagini che vedete in questi video rappresentano la regola, lo standard : http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macelli-europa/

Negli allevamenti e nei macelli tutto è consentito e chi acquista e promuove i prodotti carnei è direttamente responsabile della violenza e della disperazione dispensata a degli esseri viventi inermi, le loro mani  sono sporche di sangue, le loro coscienze guastate dall’indifferenza alla sofferenza e alla crudeltà.