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sea shepherd logoHo appena ascoltato Captain Paul Watson di Sea Shepherd in una intervista su Watching the Hawks, programma di attualità in lingua inglese su Russia Today TV e ho constatato che:
1) Egli NON è mosso dalla compassione per i cetacei massacrati così selvaggiamente durante il “festival” Grind nelle isole Faeroe ( Danimarca ) in quanto esseri senzienti dotati di capacità di comprendere ciò che accade loro e di soffrire, piuttosto per via del fatto che quelle creature marine ” non appartengono ai loro carnefici ” questo connota il personaggio in questione quale è: un ” conservazionista “, vale a dire un uomo che crede nella bugia del dominio antropocentrico secondo la quale la Natura va difesa dagli eccessi della civiltà umana così possiamo continuare a sfruttarla e ad abusarne.
2) Egli NON obietta ai macelli, agli allevamenti intensivi e ai processi industriali dello sfruttamento degli altri animali tanto quanto obietta all’uccisione dei cetacei per via del fatto che ” negli oceani ci sono soltanto 128,000 esemplari estimati di cetacei pilot ( il tipo che viene spinto a riva e ucciso dagli isolani ogni anno ) contro i miliardi di polli, pecore, mucche e maiali che invece “popolano” la terra ferma “. In altre parole, le stragi vanno bene quando sono “sostenibili”
3) Egli NON abbraccia la filosofia Vegan evidentemente o lo fa per motivi che possiamo considerare “indiretti”, infatti afferma che ” la carne di cetaceo fa male per via del mercurio che contiene e che gli adulti che costringono i loro figli non solo a prendere parte alla mattanza stagionale di queste creature ma anche a consumare le loro vittime mangiandosele andrebbero denunciate per ” abuso sui minori”.

Un repertorio di vedute davvero deprimente considerato lo status di EROE accordato al signor Watson in tutto il mondo da attivisti e simpatizzanti per la liberazione degli animali e dai  media simpatetici con la causa di Sea Shepherd, organizzazione la quale ( come risulta da questo articolo  ) sembra finanziata, oltre che da sinceri donatori minori, da lotterie nazionali, da miliardari entrepeneurs e da personaggi dello spettacolo dai dubbi curricula politici.

In totale, sembra che gli introiti di Sea Shepherd sommati a quelli di altre organizzazioni minori che si oppongono all’uccisione dei cetacei ammontino a quasi 30 milioni di dollari all’anno.
Verrebbe da chiedersi : ma con questa montagna di quattrini e di supporto quali sono i risultati? Qualche balena morta in meno?
Che nel mondo, grazie a Watson tutti sanno cosa accade in quelle sperdute isole danesi dove il mare per qualche ora dal 24 di Luglio si tinge di rosso e dove si può testimoniare, da una distanza, la follia omicida di un migliaio di fanatici armati di lance, asce e coltelli che seviziano e uccidono dei pesci indifesi?
30 milioni di dollari.
Vicino a Grosseto c’e’ un posto che si chiama Madonnino, li opera una macello industriale in grado di ammazzare 12,000 vitelli all’anno e dall’aprile scorso ha cominciato a farlo. verso il macello del madonnino
A parte qualche isolato attivista nessuno se ne cura granchè di quelle vite la, nessuno investe un centesimo per opporsi a quel tipo di impresa, i grossetani magari neanche lo sanno e comunque alla maggioranza di loro, inclusi gli “animalisti”,  non potrebbe interessarsi di meno delle brutture dei macelli, delle ferite in termini culturali e antropologici inferte da tale cieca, seriale e istituzionalizzata violenza sulla coscienza collettiva della comunità locale, nessuno presta attenzione alle urla strazianti di quelle vittime nel tunnel della morte, con la puzza del sangue dei loro compagni appena sgozzati, delle urla di scherno e delle botte dei loro aguzzini umani, gli “operatori” dell’impianto.
Come quello del Madonnino, in provincia di Grosseto ci sono almeno altri 4 impianti che continuano ad uccidere, nel normalizzato e totale menefreghismo, animali fatti nascere dagli allevatori appositamente per venire macellati e divorati da orchi/consumatori senza una morale etica che li guidi nel momento in cui  il languorino allo stomaco si fa sentire.
L’intelletuale e filosofo canadese, teorico della comunicazione Herbert Marshall McLuhan sosteneva che “…the medium is the message…”, come dire, la presentazione spettacolare che si rende, a livello di grandi sistemi di comunicazione, ad un evento ne svuota alterandone automaticamente la percezione dei contenuti.
CONCLUSIONI : Il vero attivismo che si ispira alla reale liberazione dalla schiavitù , non è affatto spettacolare, procura guai e tedio senza fine a chi lo pratica, non attira donazioni miliardarie, ma sopratutto NON fa granchè notizia nello scenario globalizzato della comunicazione odierno.
PTT
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Uno dei luoghi della civiltà umana maggiormente tenuto a distanza dagli sguardi, probabilmente il luogo maggiormente rimosso dall’immaginario individuale e collettivo è quello del mattatoio.

La struttura adibita a questo tipo di attività che è stata costruita all’interno del Polo Industriale del Madonnino, a Braccagni, in provincia di Grosseto non è una eccezione a questa regola.

Questo moderno campo di sterminio è stato realizzato su iniziativa di un Consorzio di aziende locali le quali hanno beneficiato di un contributo regionale a fondo perduto di un milione e seicento ottantamila euro a fronte di una spesa di due milioni e ottocentomila euro complessivi.

Per la Regione Toscana che ha finanziato in larga parte questa impresa, l’atto di assegnare tutti quei soldi pubblici alla MaMar, una azienda specializzata nell’uccisione di animali cosi detti da reddito e titolare del progetto, costituisce un “importante passo” verso una “migliore valorizzazione degli assetti locali dell’economia rurale” di questo territorio.

Nei media locali si è parlato di sviluppo, di occupazione e persino di rilancio di un’area industriale disastrata e desertica, quella appunto dove sorge il mattatoio.

Per gli attori privati coinvolti in questa impresa le aspettative sono quelle relative alla moltiplicazione degli allevamenti in zona così da potenziare la capacità attuale di produzione e di offerta di alimenti carnei ai consumatori locali che lo richiedono.

L’industria della carne è in crisi e questo tipo di operazioni servono anche a scongiurare un ulteriore declino nella domanda. Sappiamo che gli impianti di mattazione esistenti intorno e internamente alla provincia di Grosseto non operano a pieno regime, non c’era davvero necessità di costruirne un altro, le finalità, come abbiamo detto infatti sono diverse.
Ma a noi interessa porre l’accento sugli aspetti etici di un simile progetto, nell’anonimo luogo che vediamo nelle immagini, un mattatoio che sicuramente disporrà di impianti e dispositivi di contenzione, detenzione, uccisione e smembramento dell’ultima generazione, all’interno di questo lugubre luogo, una volta divenuto operativo, si ammazzeranno almeno 12,000 animali all’anno, singolarità che avranno condotto la loro non-vita segregati in qualche stalla o gabbia o allevamento di tipo industriale, totalmente nelle mani dei loro padroni umani i quali avranno stabilito dalla disgraziata nascita di queste creature alla loro fine violenta e sanguinosa ogni singolo aspetto delle loro esistenze, in effetti esseri senzienti trattati come merce, come oggetti da accumulare e da consumare.

Questi animali verranno trasportati qui, al mattino presto o di notte, per non turbare le coscienze di coloro i quali poi ne acquisteranno i corpi, fatti a pezzi e ben ripuliti, resi accettabili alla vista, confezionati dai macellai o nei supermercati.

Nessuna connessione tra il sistema di moderna schiavitù ( gli allevamenti ) i luoghi dove si commette il genocidio quotidiano ( i mattatoi ) e la tavola dove chi consuma questo tipo di alimenti si siede ogni giorno deve essere fatta, nessuna connessione, il vecchio adagio che recita “occhio non vede, cuore non duole” non è stato mai così vero come in tali circostanze.

Di fatto il sistema di allevamento e di sfruttamento degli animali se osservato da qualunque prospettiva, da qualsiasi occhio capace di rappresentarlo criticamente è un sistema di una crudeltà inaudita, un apparato connotato dalla violenza metodica del forte sul debole in ogni sua fase, un sistema di potere che fa presa assoluta sulle proprie vittime che noi chiamiamo DOMINIO.
Il dominio umano si afferma sugli altri animali in differenti forme e con diverse modalità, basta pensare all’industria dell’intrattenimento, alla sperimentazione bio medica, allo sfruttamento affettivo che si impone a determinate specie, alla caccia e alla pesca, ma la violenza efferata e seriale che si compie con ferocia e senza rimorsi per produrre cibo ammonta ad una percentuale che sfiora il 98 per cento di tutti i crimini compiuti ai danni degli altri animali da parte dell’uomo.

Questa situazione obbliga alcuni di noi a porci degli interrogativi e a enfatizzare con tutti i mezzi di cui disponiamo l’indifendibilità di tale brutale forma di oppressione e l’obbligo morale di fermarla.

Al Madonnino, come in altre cattedrali del dominio specista, schiavi non umani, discriminati e oppressi in quanto non facenti parte della specie eletta, creature rese invisibili e riproducibili all’infinito termineranno il loro angoscioso e breve viaggio su questo mondo.

Arriveranno al Polo Industriale nei camion, spesso dopo viaggi lunghi ed estenuanti, senza acqua ne cibo, al freddo gelido o nel caldo torrido e obbligati a scendere senza tanti complimenti, convogliati nei recinti esterni e poi, uno alla volta, verso i tunnel della morte, storditi in maniera adeguata se hanno un briciolo di fortuna, ancora coscienti in altri casi nelle mani degli addetti al taglio della gola, alla rimozione di muso e zoccoli, all’evisceramento….una orrenda catena di smontaggio degna dei peggiori film dell’orrore, un orrore senza eguali dove il sangue, le lacrime, il terrore, la merda, le urla, l’angoscia si levano, si mischiano e si separano dalla carne, dalla fibra, dai muscoli, dalle budella e da altre parti che verranno poi vendute opportunamente ripulite e rese presentabili a quei consumatori che non si chiedono, che non intendono vedere, che non dispongono di una sensibilità tale da consentire loro, appunto, di fare le dovute connessioni.

Non abbiamo bisogno dei mattatoi, dei trasportatori di animali vivi, degli allevamenti, degli stupri industriali per generare nuove vittime, non abbiamo bisogno dell’allevatore e del macellaio per vivere.

Possiamo vivere bene e mangiare con gusto basando la nostra alimentazione sui prodotti della terra, vivere senza infliggere disperazione, violenza e morte ad altri è possibile, per questo vogliamo che posti simili a quello del Madonnino scompaiano o che vengano riconvertiti ad una economia di pace, di solidarietà e di crescita culturale.

Oggi in molti abbiamo deciso di non sostenere più coi nostri acquisti l’industria alimentare tradizionale, abbiamo eliminato dal nostro carrello della spesa tutti quei prodotti derivati dallo sfruttamento degli altri animali.

Altri ancora hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro risorse personali alla lotta per la liberazione delle vittime non umane di questa orrenda macchina di sterminio, giustificata dall’ideologia antropocentrica secondo la quale tutto è lecito nell’interesse della specie dominante e del modello economico accettato.

Il denaro e la creazione di sempre maggiori margini di profitto sono le vere cause di tanta violenza, di tanta indifferenza, del declino dei nostri valori e della valorizzazione dell’umanità che dovrebbe distinguerci dalla bestie ( ci dicono ).

Dov’e’ l’umanità in posti come il mattatoio del Madonnino?

Dov’e’ la dignità e la moralità dei carnefici che lo operano e la rispettabilità di chi finanzia simili progetti di morte?

Dove l’intelligenza e la capacità di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Queste qualità non esistono più, in famiglia e a scuola ci hanno inculcato nozioni in diretto contrasto con l’insorgere di sentimenti quali la solidarietà e l’altruismo, sentimenti che noi, attivisti per la liberazione animale, sentiamo fortemente di dover declinare estendendo la sfera della compassione e della considerazione morale ANCHE alle specie diverse da homo sapiens, diverse ma non meno degne di vivere.

Solo il fatto che ogni creatura senziente è capace di soffrire dovrebbe indurre in ogni uno di noi una riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ci opponiamo  a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.
riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ragioni siamo venuti qui oggi e vi torneremo presso il polo industriale del Madonnino in provincia di Grosseto, per queste ragioni ci opponiamo a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.

Ammesso che nel petto di ogni uno di noi ci sia un cuore che pulsa e che ci consente di ingaggiare in un esercizio di Empatia con gli altri individui; ammesso che riusciamo a comprendere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato INDIPENDENTEMENTE dalla corazza che il nostro starcene immersi nella cultura e nelle tradizioni antropocentriche che governano ogni nostro vissuto ci impone, una corazza che ci scherma da emozioni e da sentimenti basilari quali la Compassione e l’Amore, quali la Volontà che dovrebbe animare ogni uno di noi al cambiamento di qualcosa di così profondamente ingiusto e angosciante; ammesso che siamo ancora in grado di ricrederci svincolandosi così dalle menzogne e dalle nefandezze nelle quali il nostro vivere moderno ci costringe ad investire ogni singolo momento della nostra esistenza; ammesso tutto questo, le immagini che seguono dovrebbero colpirci con forza, dovrebbero farci sussultare e farci divenire parte in causa nella lotta per la liberazione degli schiavi non umani che a decine di miliardi ogni anno ci vengono sacrificate dall’industria alimentare.

Divenire VEGAN è soltanto il primo passo verso una presa di coscienza più generalizzata che condurrà Homo Sapiens alla sua totale liberazione da ogni ciclo di produzione violento e coercitivo.

Non importa con quali modalità i maiali vengono allevati, in quale parte del mondo…tutti loro eventualmente verranno caricati su di un affollato automezzo, senza alcun riguardo, senza alcun riparo dal caldo o dal freddo, senza cibo, senza acqua, senza un luogo dove poter espellere le loro deiezioni, tutti loro verranno mandati al macello.

Le foto che seguono raccontano l’atto finale della loro storia comune.

Molti di noi hanno potuto testimoniare il passaggio o la sosta di uno di questi automezzi carichi di animali diretti al mattatoio.

Molti di noi hanno potuto testimoniare il passaggio o la sosta di uno di questi automezzi carichi di animali diretti al mattatoio.

Ad una più attenta osservazione molti di noi avranno notato che c'e' vita all'interno di questi automezzi.

Ad una più attenta osservazione molti di noi avranno notato che c’e’ vita all’interno di questi automezzi.

...avranno notato dei tristissimi occhi verdi tra le sbarre...

…avranno notato dei tristissimi occhi verdi tra le sbarre…

...degli occhi azzurri velatamente preoccupati  che ci fissano...

…degli occhi azzurri velatamente preoccupati che ci fissano…

...degli occhi azzurri velatamente preoccupati  che ci fissano...

…dei terrorizzati occhi marroni che ci interrogano…

Non mancheremmo di notare QUALCUNO che soffre in modo insopportabile per il gran caldo...

Non mancheremmo di notare QUALCUNO che soffre in modo insopportabile per il gran caldo…

...delle bocche rese schiumose a causa dell'impossibilità di bere o di trovare refrigerio in alcun modo...

…delle bocche rese schiumose a causa dell’impossibilità di bere o di trovare refrigerio in alcun modo…

E' il loro ultimo giorno di non-vita sulla Terra.

E’ il loro ultimo giorno di non-vita sulla Terra.

Questo individuo, come noi, dispone di una personalità unica, eppure l'identificativo lui assegnato consiste in un tratto di vernice spray colorata applicata sulla schiena

Questo individuo, come noi, dispone di una personalità unica, eppure l’identificativo lui assegnato consiste in un tratto di vernice spray colorata applicata sulla schiena

...o un numero inciso sulla pelle...

…o un numero inciso sulla pelle…

Guarda negli occhi questo individuo e prova a raccontarti quanto di poco conto siano tutte quelle cicatrici sul suo volto.

Guarda negli occhi questo individuo e prova a raccontarti quanto di poco conto siano tutte quelle cicatrici sul suo volto.

I maiali sono naturalmente tra gli animali più puliti che possiamo incontrare, eppure vengono normalmente costretti a vivere tra i propri escrementi.

I maiali sono naturalmente tra gli animali più puliti che possiamo incontrare, eppure vengono normalmente costretti a vivere tra i propri escrementi.

Egli può soltanto guardare al di là delle sbarre nella speranza che un passante si fermi ad aiutare o anche soltanto ad offrire un sorso d'acqua...

Egli può soltanto guardare al di là delle sbarre nella speranza che un passante si fermi ad aiutare o anche soltanto ad offrire un sorso d’acqua…

Non hanno alcun modo di muoversi o di aggiustarsi in alcuna posizione tanto affollato è lo spazio nel quale si trovano confinati.

Non hanno alcun modo di muoversi o di aggiustarsi in alcuna posizione tanto affollato è lo spazio nel quale si trovano confinati.

Pensiamo che egli abbia un'idea sul luogo verso il quale stà venendo trasportato?

Pensiamo che egli abbia un’idea sul luogo verso il quale stà venendo trasportato?

I suoi tristi occhi impauriti...

I suoi tristi occhi impauriti…

...sembrano dirci  “si, lo so benissimo dove stò andando”

…sembrano dirci “si, lo so benissimo dove stò andando”

Non possiamo sentirlo chiederci aiuto...

Non possiamo sentirlo chiederci aiuto…

...chiederci di accorrere in suo aiuto, di salvarlo...

…chiederci di accorrere in suo aiuto, di salvarlo…

...trasmetterci la sua tremenda paura...

…trasmetterci la sua tremenda paura…

...offrirci un'idea della tremenda sofferenza a cui viene sottoposto.

…offrirci un’idea della tremenda sofferenza a cui viene sottoposto.

Non siamo in grado di sentirlo chiederci di fare qualcosa per impedire che si compia il suo terribile destino.

Non siamo in grado di sentirlo chiederci di fare qualcosa per impedire che si compia il suo terribile destino.

Non c’e’ speranza per i soggetti di queste foto, ma insieme possiamo contribuire a cambiare la sorte dei loro figli, dei loro nipoti, di tutti i maiali di questo mondo nati schiavi per volere dell’uomo ( allevatore, macellaio, imprenditore, consumatore ) e delle violente tradizioni che ne determinano le azioni.

Il loro primo e inalienabile diritto, il diritto che per loro rivendicano gli attivisti per la liberazione animale, è quello di NON NASCERE per venire sfruttati e brutalizzati.

La vita non può, non deve venire reificata.

Facciamolo per loro, facciamolo  per il pianeta che ci ospita, facciamolo per noi stessi.

Tutte le foto a cura di Anita Krajnc/Toronto Pig Save TPS_Logo2-1

Storia e immagini tratte da un articolo della PETA

In provincia di Grosseto stà per divenire operativo un moderno impianto di sterminio di massa capace di sopprimere e smembrare i corpi di almeno 12000 animali all’anno. Finanziato dallo sforzo economico di un consorzio di imprenditori privati locali e dall’esborso dalle casse della Regione Toscana di 1,680,000 euro a fondo perduto, questa mostruosità che sorge presso il Polo Industriale del Madonnino a Braccagni darà impulso, negli insani piani  di chi investe in tale impresa, alla nascita e allo sviluppo di decine di nuovi allevamenti in tutta la provincia.

Questo progetto rientra nei programmi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione, soldi e risorse pubbliche destinate a rinforzare la nozione e le conseguenti prassi che il supposto benessere economico e sociale delle comunità umane debbe poggiarsi sulla sofferenza, la reclusione, lo sterminio di creature senzienti di specie diverse ritenute riproducibili e spendibili all’infinito per saziare gli appetiti malati di una moltitudine di persone inabilitate dal Sistema di vedere nelle immagini che proponiamo in questo Blog null’altro che “cibo”.

https://vimeo.com/99810570

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“Il biglietto d’ingresso” è un documentario sulla produzione di carne realizzato dagli allievi della Scuola di Cinema e Televisione della Fondazione Milano Lorena Melchiorre, Bianca Neri e Ciro De Maria.

Il documentario contiene le testimonianze di Lorenzo Guadagnucci, Massimo Filippi, Annamaria Manzoni, Valerio Pocar, Filippo Trasatti.

Questo documento video offre uno sguardo critico, senza retorica, senza vividezza eccessiva sulla mostruosità del dominio dell’Umano sulle altre specie animali ” solo perchè possiamo farlo”  rendendone la fruizione adatta a tutti, chiaro e sintetico nei suoi appunti di critica alle aberrazioni rappresentate dagli allevamenti e dai macelli, un ottimo lavoro che centra diritto al cuore.

Grazie a http://liberazioni.noblogs.org

Al Madonnino, zona industriale di Braccagni a pochi chilometri da Grosseto è praticamente ultimata la costruzione di un moderno mattatoio.

Immagine

L’impianto diverrà operativo dal prossimo Ottobre e sarà in grado di uccidere 12,000 animali all’anno.

Tutti i media che ne hanno trattato e tutte le istituzioni locali interessate salutano questo campo di sterminio come un progetto di sviluppo dal forte valore economico e simbolico per la Maremma http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/2014/05/04/1060688-anche_grosseto_avra_mattatoio_aprira_battenti_entro_ottobre.shtml

In quel luogo si consumeranno efferate violenze su degli indifesi la cui misera e breve non-vita, iniziata per volontà dei loro padroni umani, gli allevatori, si concluderà con il taglio della gola, con un bagno di sangue, le loro grida inascoltate, loro unico conforto le lame dei macellai che ne sezioneranno i corpi, che ne disporranno come fossero oggetti inanimati.

La Ma. Mar SRL con sede a Ribolla, azienda guidata da un imprenditore tedesco ha ricevuto un generoso credito a fondo perduto per realizzare questo lager pari a circa un milione di euro da parte della regione toscana.

Immagine

Gli animali verranno trasportati di notte e comunque lontani dagli sguardi della popolazione, così essi potranno continuare a sostenere tale tragedia, consumando i prodotti derivati da questo olocausto senza fine, continuando a ritenersi persone integre dal punto di vista morale soltanto perché assuefatti a quanto accade negli allevamenti e negli impianti di mattazione.

Le immagini che vedete in questi video rappresentano la regola, lo standard : http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macelli-europa/

Negli allevamenti e nei macelli tutto è consentito e chi acquista e promuove i prodotti carnei è direttamente responsabile della violenza e della disperazione dispensata a degli esseri viventi inermi, le loro mani  sono sporche di sangue, le loro coscienze guastate dall’indifferenza alla sofferenza e alla crudeltà.

Abolizione della Carne, Abolizione della Schiavitù, Grosseto 24 maggio 2014

Organizziamo un presidio pomeridiano nella giornata di SABATO 24 Maggio 2014 su Corso Carducci a Grosseto dalle ore 16,00 in poi, per diffondere immagini e materiale informativo inerente la miseria che soffrono per mano dell’uomo gli “animali da reddito”, le dinamiche del tutto umane, principalmente legate all’economia e alle abitudini delle persone, che legittimano tale immane sofferenza e che ne giustificano la continuazione all’infinito.

Con questa iniziativa intendiamo prendere una posizione forte e chiara sull’olocausto più vecchio del mondo ponendoci senza indugio dalla parte delle vittime, il genocidio messo in atto dalla civiltà umana alle spese dei nostri fratelli animali “altro da umani” e sostenuto da tutti gli strati della cosi detta società civile deve terminare.

Così come in passato siamo riusciti a riconoscere e superare ( almeno parzialmente ) aberrazioni quali la discriminazione razziale o quella ai danni delle donne in uguale misura dobbiamo riuscire a fare un salto qualitativo in termini di consapevolezza e di compassione estendendo il diritto ad esistere in uno spazio liberato da angoscia e sfruttamento per le specie diverse da quella umana.

Chi desiderasse contribuire a questo progetto di liberazione con la propria presenza o con una donazione rivolta al finanziamento delle attività di questa Onlus può farsi avanti assumendosi direttamente le proprie responsabilità a fronte di una lotta che richiede molto impegno e l’energia di tutti coloro i quali riconoscono la profonda ingiustizia e la crudeltà che, insieme al  consumo inconsapevole di carni e secrezioni di milioni di  individui senzienti inermi, connotano tutti gli allevamenti, tutti i macelli.

Contro la prepotenza, contro la violenza del forte sul debole, contro l’indifferenza che condanna tutti a una forma di eterno degrado morale, contro la costruzione ( oramai praticamente completata ) del mattatoio del Madonnino https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/03/27/linsanita-del-mattatoio-linsanita-dellindifferenza-a-grosseto/ quindi per la RICONVERSIONE NON VIOLENTA della  struttura alle porte di Grosseto che altrimenti ucciderà 12,000  animali all’anno   http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/2014/05/04/1060688-anche_grosseto_avra_mattatoio_aprira_battenti_entro_ottobre.shtml  e che convaliderà con la propria presenza e operatività sul nostro territorio la pratica dello schiavismo e dello sfruttamento bieco di questi ultimi.

This action will consist in a picture exhibition complete with video projections on the misery of life in breeding farms and in the abattoirs.
Non stop commentary shall be transmitted through a sound system on our motives to demand the abolition of slavery for the “other than human” animals.
Leaflets distribution on the subject and street debate with passers by whom appear to be available to find out more on the Vegan philosophy and on Antispeciesism.
The initiative will be carried out in the busiest downtown street at Grosseto from 4 pm to 8 pm.
We aim also to draw attention on the issue of the construction of a new slaughterhouse in the outskirts of Grosseto which shall be opening in the next October and that will “process” 500 animals every month https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/03/27/linsanita-del-mattatoio-linsanita-dellindifferenza-a-grosseto/

Oggi a Grosseto in Piazza Dante si è tenuta una manifestazione di sdegno alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da due personaggi pubblici locali, un veterinario della ASL e un funzionario della provincia, i quali con le loro dichiarazioni dei giorni scorsi avevano sostenuto l’ipotesi di attuare un programma di eutanasia per “risolvere” il problema del mantenimento dei cani rinchiusi nel canile, in particolare per abbattere le spese di gestione di questa struttura e per mettere in discussione le norme vigenti che invece garantiscono a questi ultimi il soggiorno in quel luogo tanto a lungo quanto è necessario per la loro adozione

http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2013/12/31/1003691-animali-grosseto-lav.shtml

Tra coloro i quali si sono mobilitati partecipando all’iniziativa, apprendiamo da alcuni post sui vari Social Network, vi è una fitta schiera di persone che si definiscono “amanti degli animali” e che al tempo stesso dichiarano di “amare la carne”, insomma, persone che adottano due pesi e due misure a seconda del soggetto animale che si trovano davanti, uno, il cane, un amico da coccolare e da “proteggere”, da portarsi a casa e in giro al guinzaglio, l’altro, o meglio TUTTI gli altri, in particolare, gli sfortunati individui ai quali viene attribuito un valore di tipo utilitaristico, da allevare, da segregare, da macellare per finire come cibo prelibato nei loro piatti.

http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/diventa-vegan/orrore-dei-macelli/

L’incongruenza della visione di coloro i quali sostengono pubblicamente idee connotate da una benevolenza incondizionata verso una specie per poi distinguerne altre ci sembra palesemente indifendibile. Costoro, sostenendo coi loro acquisti e con le loro abitudini a tavola i programmi di sterminio dell’industria alimentare la quale annienta nel mondo almeno 50 miliardi di animali “da reddito” ogni anno sono la quintessenza dell’ipocrisia e la cruccia sulla quale si posa l’attuale status quo.

http://laverabestia.org/

La miopia e l’approssimazione culturale che denota tali persone è soltanto l’altra faccia nella stessa medaglia dei due personaggi i quali, per guadagnarsi qualche articolo sui giornali, hanno rilasciato quelle scellerate affermazioni sull’improbabile uccisione dei cani detenuti presso il canile municipale.

Diciamo “improbabile” in quanto esistono delle leggi che ne impedirebbero l’attuazione comunque la pensino lor signori, nella maggioranza dei casi qua da noi i cani sono tutto sommato fatti oggetto di attenzioni a differenza di altre parti nel mondo dove invece sono considerati tradizionalmente carne da macello.

http://youtu.be/DcEJfACChD8

Noi riteniamo che ci si dovrebbe battere al contempo per ridurre il fenomeno degli abbandoni, per eradicare la vendita di animali, per far chiudere gli allevamenti che lucrano sulla sofferenza di individui, di ogni specie, fatti nascere soltanto per procurare un piacere fittizio all’Uomo padrone.

Noi riteniamo che la presunzione che la specie umana possa disporre della vita di QUALSIASI individuo senziente sia non soltanto un abbaglio antropologico, ma un crimine, è per questo che siamo per la Liberazione piuttosto che per la Protezione degli altri animali. Il concetto di Protezione, quello di Tutela hanno una decisa matrice antropocentrica, sarebbe un errore oltre che una perdita di tempo far avanzare, nella sfera dei diritti e dello status morale, la considerazione che si mantiene verso una determinata specie alle spese di quella, altrettanto urgente, verso tutte le altre.
Un tacchino, un maiale, un vitello, un cavallo non sono diversi dal vostro cane, dal vostro gatto verso i quali nutrite giustamente sentimenti di amore e di affezione

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/12/29/qualuno-non-qualcosa/

Allora, cari grossetano indignati, ricordatevi di questo quando vi sederete a tavola davanti al pezzo sanguinolento di un corpo dei suddetti altri animali e chiedetevi se davvero la loro vita e la terribile crudeltà adoperata, per conto vostro, nei loro confronti durante una miserabile, breve esistenza non sia anch’esso motivo sufficiente per prendere coscienza in rispetto alle  scelte personali da attuare ogni giorno per poi, eventualmente, scendere in piazza e battersi per la loro liberazione dal giogo umano.

Non è mai troppo tardi per aprire gli occhi di fronte alla realtà.

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/09/14/proposte-per-un-manifesto-antispecista/

associazione d'idee onlus

L'unica Differenza è la tua Attitudine

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Voltaire scrisse, “ Se crediamo assurdità commetteremo atrocità,” in nessun altro versante pertinente l’impresa umana il senso di questa frase è più evidente che nella bizzarra crudeltà che regola i processi di sfruttamento delle mucche così come sono messi in atto dall’industria casearia.

Ci aspetteremmo che degli intelligenti adulti non credessero alle favole raccontate dalle industrie del cibo e dello sfruttamento animale secondo le quali, non soltanto bere latte secreto dalle mammelle di un membro di un’altra specie rappresenti un atto naturale da compiere, ma addirittura necessario.

Nel processo di messa a nudo dell’assurdità di questa intera questione ci imbattiamo in patetiche quanto inconsistenti spiegazioni dell’industria casearia e dei comparti ad essa collegati le quali dovrebbero in qualche misura rendere più accettabili tali abominevoli pratiche calando su di esse un velo di “normalità” così da mantenere florido il mercato per questo tipo di prodotti.

Il video che presentiamo è un esempio perfetto di quanto elaborate siano le capriole mentali e le contorsioni utilitaristiche di coloro i quali, in prima persona, si rendono responsabili di attività mostruose di annichilimento e dominio ai danni degli animali detenuti nelle fattorie del latte. Gli allevatori infatti pretendono di connotare i loro agiti come in aderenza ad un benevolo, comune sentire nei confronti delle mucche e dei vitelli in loro “custodia”. La loro una immutabile, onorevole tradizione che vede l’uomo predone imporre il proprio controllo per fini economici su tutte le fasi fisiologiche che caratterizzano la vita degli individui rinchiusi nei suoi impianti.

Nel video possiamo verificare l’efficacia del dispositivo, composto da un anello e da un supporto plastico munito di diverse borchie appuntite, applicato sul muso del vitello maschio allo scopo di impedirgli di bere il latte della propria madre. Questo tipo di dispositivo è soltanto una delle varianti a disposizione degli allevatori, ma tutti i modelli sono destinati allo stesso uso come possiamo vedere qui : http://easywean.com.au/gallery/videos/

dairycalf by robert grillo

Nella maggior parte delle fattorie incluse quelle a conduzione familiare, dove, meccanicamente, si estrae latte dalle mucche, ai vitellini maschi non è concesso rimanere con le madri per un periodo di tempo che consenta loro di potersi nutrire naturalmente. Il 97% di questi cuccioli vengono sottratti alle madri entro le prime 24 ore dalla nascita. Questa separazione forzata – e ripetuta negli anni – è motivo di devastante stress per entrambi, il piccolo e la madre http://freefromharm.org/animal-cruelty-investigation/breaking-the-mother-calf-bond-the-untold-story-of-milk/
Dal momento che i piccoli maschi non possono produrre latte mantenerli in vita per troppo a lungo o in situazioni qualitativamente accettabili sarebbe un inutile spreco per l’industria casearia, ecco che allora questi giovani individui vengono immessi sul mercato della “carne bianca” in brevissimo tempo e destinati al macello.
I vitellini maschi trascorrono la loro brevissima esistenza in piccoli alvei di legno entro i quali non possono neanche girarsi http://freefromharm.org/videos/farm-animal-investigations/mfas-ohio-veal-farm-investigation/ queste condizioni di vita garantiscono all’allevatore che l’animale non sviluppi alcun tessuto muscolare e quindi mantenersi “tenero” e “anemico”.

I vitellini femmina vengono anch’esse isolate in piccole stalle per 2 o 3 mesi, durante la loro intera esistenza dietro le sbarre mai un contatto con gli adulti, mai un occasione di incontro, seppure sia noto l’alto grado di affezione che questi giovani animali sono in grado di nutrire nei confronti delle rispettive madri.
Una volta cresciute, le giovani mucche verranno raggruppate in recinti un po’ più larghi e avviate, come le madri, al ciclo di sfruttamento che prevede le periodiche inseminazioni artificiali, le gravidanze, il distacco dai piccoli e le mungiture meccaniche.
Questo fino al loro esaurimento, circa sei, sette anni, poi il macello.

EasyWean Nose Ring 2

Tornando al video, non siamo certi della ragione per cui quel particolare allevatore avesse deciso di tenere quel particolare vitello maschio, forse gli serviva per dimostrare l’efficacia del congegno impiantato sul povero animale o forse, per rafforzare la nozione oggi di moda, che tutto sommato la loro è una professione “umana” e che esistono ancora luoghi di sfruttamento in cui agli animali è permesso camminare sul suolo erboso e persino brucarne il manto.
Il concetto/mito della “carne felice” , ovvero di uno sfruttamento “buono” spacciato dalle televisioni, dai giornali e dall’industria alimentare necessita dei suoi “attori” per compiere la sperata opera di persuasione di un pubblico sempre più attento  a certi aspetti legati a visioni bucoliche del vivere civile.

Infatti questo particolare allevatore è così ingaggiato nel tentativo di far passare come una cosa ragionevole l’atto di predare il latte dell’animale e di presentare tale azione come un “servizio alla comunità” che arriva persino ad accarezzare il vitellino in una particolare seguenza del video, quella in cui darà una dimostrazione su come si applica il congegno sul muso dell’animale in maniera efficace per impedire lui di avvicinarsi con successo alla madre.
L’allevatore a un certo punto dirà con convinzione che  “ questo vitello non ha più bisogno di prendere latte dalla madre” …..

Easy Wean nose ring 3

Ma veniamo a noi, noi esseri umani, noi esseri umani adulti che non riusciamo a comprendere che, come ogni altra specie vivente, necessitiamo soltanto del latte di nostra madre in quanto nutrimento essenziale al normale sviluppo.
Perché non riusciamo a prendere atto che solo una madre umana è in grado di darci, nel giusto equilibrio, un latte che contenga gli acidi grassi, il lattosio, le proteine e gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno per crescere sani?
Nel latte di mucca vi è una concentrazione e una qualità di ormoni e di proteine intese per un piccolo di QUELLA specie, affinchè dai 30/40 chilogrammi alla nascita egli progredisca in un giovane adulto di 800 e più chilogrammi in soli dodici mesi!
Cosa ci fa credere che un simile apporto di proteine e di ormoni possano essere salutari o addirittura necessari per lo sviluppo di un essere umano?

La disinformazione.

In molti tra coloro che continuano a sostenere l’industria casearia coi loro acquisti quotidiani obbietteranno che ci sono tantissimi esempi di fattorie e di impianti dove simili “aggeggi” non vengono applicati agli animali o che queste pratiche sono in uso soltanto negli USA , oppure che in Italia le cose non stanno proprio così….
La verità è che fintanto le persone crederanno “normale” l’atto assurdo di predare il latte da un’altra specie, che sia moralmente accettabile inseminare questi animali forzosamente , che sia lecito imprigionarli e segregarli dall’inizio alla fine delle loro vite, allora, purtroppo il tipo di crudeltà testimoniato nel video continuerà a perpetuarsi, senza fine.

Aggiungiamo quindi questa del video all’atroce catalogo di violenze brutali esercitate su miliardi di animali indifesi ogni anno nel mondo da parte dell’uomo per produrre cibo: il cosiddetto “dehorning” – recisione delle corna http://youtu.be/mN9eT5AS4us , il cosidetto “tail docking” o “teeth clipping” – recisione della coda e dei denti sui maiali http://youtu.be/JoZ1_ZcpeLI , il cosidetto “udder singeing” – il letterario utilizzo di fiamme libere per prevenire la mastite alle mammelle http://freefromharm.org/animal-cruelty-investigation/industry-claims-torching-udders-of-dairy-cows-painless-prevents-mastitis/ , la violazione sessuale, la separazione familiare, lo sterminio nei mattatoi dei giovani maschi http://youtu.be/Qj324R9R_NQ e delle madri non più in grado di produrre latte http://youtu.be/ZRS-kzgoRq0

Per cambiare questa situazione possiamo fare moltissimo, possiamo infatti considerare un cambio radicale delle nostre abitudini: il progressivo distacco dal consumo di latte e da tutti i suoi derivati.

Facciamolo per gli animali e per noi stessi.

Facciamolo per dare impulso ad un sostanziale cambiamento.

Video e altri contenuti liberamente estratti e tradotti da un post sul Blog statunitense http://freefromharm.org

PER MAGGIORI INFORMAZIONI sugli orrori negli impianti dell’industria alimentare in Italia e sulla scelta di vita VEGAN http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/diventa-vegan/orrore-dei-macelli/

Latte: Un bicchiere di Violenza

Latte: Un bicchiere di Violenza

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Gli Animali che sopravvivono le gabbie, le anguste stalle, la detenzione perenne, che riescono con angosciante e paziente attesa a rimanere in vita a fronte delle  condizioni di sovraffollamento e di violenza quotidiane imposte loro dagli allevatori, si trovano a dover fronteggiare il loro ultimo viaggio, l’unico che le sottrarra’ allo sfruttamento dell’uomo, un viaggio all’inferno, quello rappresentato dal mattatoio, dove questi individui, nella fattispecie, mucche, ma le circostanze per pecore, maiali e cavalli non sono diverse, arrivano dopo estenuanti viaggi senza cibo, senza acqua e senza avere mai avuta la possibilità di riposare o di muoversi.

http://youtu.be/84DxdO5jyf0

Molti di questi Animali collassano durante il viaggio a causa del troppo caldo, oppure durante l’inverno, alcuni di questi individui congelano rimanendo attaccati alle pareti dell’automezzo che li trasporta e con frequenza devono venire “staccati” dagli addetti utilizzando attrezzi di metallo tipo “piede di porco”.

Sono definiti “Animali esausti” coloro i quali, arrivati allo stremo, debilitati, disidratati, feriti. Questi individui raggiungono i luoghi di macellazione incapaci di camminare o di starsene in piedi. Gli Animali ridotti in tali condizioni verrano tirati giu dai camion e dai vagoni che li hanno trasportati utilizzando funi o catene legate ai loro arti, trascinati a terra e verso gli impianti dai macellai attraverso l’ausilio di ruspe o di muletti.

http://youtu.be/MrHHt3DjNJA

Per coloro i quali arrivano mantenendo una relativa facoltà  di movimento “autonomo”, ma troppo impauriti da ciò che li attende fuori dal mezzo che li ha trasportati e non vogliono uscirne, gli addetti riservano un trattamento fatto di scosse elettriche somministrate con appositi pungoli, oppure vengono percossi per obbligarli ad uscire, altri ancora vengono colpiti sul volto e sui genitali con forconi e altri attrezzi appuntiti.

A seguito delle operazioni di scarico degli Animali, inizia la fase di irregimentazione prima dentro degli appositi recinti costruiti a ridosso degli impianti di macellazione, poi, ad uno ad uno, in fila indiana convogliati dentro un tunnel dove si può soltanto muoversi andando avanti.

http://laverabestia.org/play.php?vid=399

http://youtu.be/iLs_P8yWLOU

Poco dopo gli Animali ricevono un colpo alla testa che dovrebbe stordirli, per fare questo gli addetti utilizzano delle apposite pistole con proiettile captivo.

http://laverabestia.org/play.php?vid=3351

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Purtroppo per loro e a causa dell’imprecisione con la quale gli addetti eseguono questo tipo di intervento, ma anche per la velocità con la quale essi sono costretti a sparare in testa ad ogni singolo individuo, molti degli Animali ricevono i primi colpi di lama dai macellai, issati per una zampa da pesanti catene,  quando ancora coscienti e capaci di sentire il dolore e il sangue che fuoriesce dalle loro ferite e dai loro arti già amputati.

http://youtu.be/TpbXGh8adfI

 “Possiamo osservare gli Animali battere gli occhi, emettere muggiti e fare altri rumori, possiamo testimoniare i movimenti della testa e gli sguardi impietriti dal terrore e dall’agonia fino a che, pezzo per pezzo, non periscono definitivamente”  ( testimonianza di un “lavoratore esperto” di un impianto americano di macellazione ) http://www.peta.org/issues/animals-used-for-food/cow-transport-slaughter.aspx

Alcuni degli Animali si mantengono in vita fino a 6/7 minuti dal taglio della gola, la “catena di smontaggio” non si ferma mai e i procedimenti di smembramento degli Animali continua anche per quelli che sono ancora coscienti di quanto stà accadendo loro.

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L’industria carnea guadagna tanto quanto riesce ad uccidere e a processare il più alto numero di Animali nel minore tempo possibile.

Negli Stati Uniti gli operatori di impianto che fermano il ciclo di ”smontamento” per allertare i loro supervisori del fatto che Animali ancora coscienti si trovano attaccati ai carrelli rischiano il licenziamento. Negli Stati Uniti, ma anche qua in Europa, l’industria alimentare che macella e produce prodotti carnei e caseari impiega degli organici composti da lavoratori impoveriti e abbrutiti dalla loro condizione, degli sfruttati loro stessi, spesso immigrati che non possono permettersi il lusso di denunciare niente e nessuno per il timore di venire rimandati ai loro paesi di origine o semplicemente di perdere l’unica opportunità lavorativa a cui sanno di poter  accedere.

http://youtu.be/aL0Kd5KFd-s

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La maniera migliore per porre fine all’infinita crudeltà e alla sofferenza imposta agli Animali cosiddetti “da reddito”, vittime dell’industria alimentare e dell’abitudine di chi acquista le loro carni e i prodotti derivati dal loro brutale sfruttamento è quella di diventare VEGAN e di sviluppare una maggiore empatia con tutti gli esseri senzienti i quali come noi hanno innatamente il diritto alla vita e quello di non venire annichiliti dal più forte.

http://www.vegfacile.info/

Raccolta fondi per mega affissione a Grosseto

Presto sui muri di questa città ( con il vostro aiuto ) per contributi a questa campagna, che si concluderà il 28 di Febbraio

telefonare al 3281544997 – oppure trasferire la somma che si intende donare per il progetto nella

carta ricaricabile poste pay n. 4023600586285530

( codice fiscale RSSPLA64C24E202C )

specificando il proprio nome e la causale.

E’ possibile inoltre fare una donazione direttamente ai  presidi e alle manifestazioni cittadine che organizziamo qui a Grosseto, a questo proposito sei invitat* ad iscriverti al Blog per venire aggiornat* su data e locazione dei nostri prossimi eventi locali.

Ad oggi, ultimo giorno della Campagna, Mercoledì 28  Febbraio abbiamo raccolto 420,00 €uro netti a fronte di una previsione di spesa di 484,00 €uro.

Il megaposter e’ sorto su di uno degli impianti situati nella zona Stadio ai margini  di un crocevia ad altissimo transito e  visibilità.

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Grazie per il contributo a nome degli animali.

Abbiamo attivato un’altra Campagna di raccolta fondi per l’acquisto di un generatore di corrente necessario nella  realizzazione delle nostre iniziative culturali per strada, per i presidi e per le mostre presso i gazebo che allestiamo regolarmente a Grosseto, chi volesse contribuire può farlo liberamente:

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/