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https://vimeo.com/99810570

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“Il biglietto d’ingresso” è un documentario sulla produzione di carne realizzato dagli allievi della Scuola di Cinema e Televisione della Fondazione Milano Lorena Melchiorre, Bianca Neri e Ciro De Maria.

Il documentario contiene le testimonianze di Lorenzo Guadagnucci, Massimo Filippi, Annamaria Manzoni, Valerio Pocar, Filippo Trasatti.

Questo documento video offre uno sguardo critico, senza retorica, senza vividezza eccessiva sulla mostruosità del dominio dell’Umano sulle altre specie animali ” solo perchè possiamo farlo”  rendendone la fruizione adatta a tutti, chiaro e sintetico nei suoi appunti di critica alle aberrazioni rappresentate dagli allevamenti e dai macelli, un ottimo lavoro che centra diritto al cuore.

Grazie a http://liberazioni.noblogs.org

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Addio Tuttle, Addio Umanità

Il nostro meraviglioso vitello Tuttle, salvato da una vita di sfruttamento, destinato a morte precoce per l’industria della carne ci ha lasciati la scorsa notte

(…)
CONDIVIDIAMO QUESTA STRAORDINARIA STORIA, CREDIAMO CHE LA POTENZA DI UNA BREVE SEMPLICE ESISTENZA, QUELLA DI TUTTLE, CONTENGA IL SEME DEL CAMBIAMENTO E LE POTENZIALITA’ PER PROMUOVERE IN COLORO I QUALI NON HANNO ANCORA FATTO LE DOVUTE CONNESSIONI UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA A FRONTE DELL’EFFERATA CRUDELTA’ INSITA NEI SISTEMI UMANI VOTATI ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI ALTRI ANIMALI – ndr (…)

Il latte è per i piccoli di mucca non per gli adulti umani.

Al momento del salvataggio di Tuttle dai suoi aguzzini egli non aveva ricevuto Colostrum in quantità sufficiente dalla madre, infatti egli era stato strappato dalle sue amorose cure, trascinato via da lei con un trattore, e rinchiuso in una gabbia in attesa del camion che lo avrebbe trasportato al mattatoio.
Questa madre pianse e cercò il suo piccolo per ore, senza riuscire a farsi una ragione della sua scomparsa.
Più tardi, quello stesso giorno questa madre affranta dal dolore e dalla disperazione per avere perduto suo figlio fu portata presso l’impianto di estrazione meccanizzata del suo latte, come ogni giorno della sua esistenza in schiavitù.

Piccoli vitelli come Tuttle sono considerati “scarti” da questa crudele industria e spediti al macello entro i primi giorni di vita.

Il latte che questi piccoli necessitano per poter sopravvivere e diventare dei sani adulti viene loro negato e destinato al consumo umano.

Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per mantenere Tuttle in vita, ma senza sua madre egli ha perso le risorse e smarrita la volontà per vivere.

Tuttle, non ci dimenticheremo MAI di te.
http://www.veganeasy.org

THANKS Patty Mark and Steff Campbell for your inspiring story.
More info visit here/Per maggiori informazioni : http://www.alv.org.au/

Voltaire scrisse, “ Se crediamo assurdità commetteremo atrocità,” in nessun altro versante pertinente l’impresa umana il senso di questa frase è più evidente che nella bizzarra crudeltà che regola i processi di sfruttamento delle mucche così come sono messi in atto dall’industria casearia.

Ci aspetteremmo che degli intelligenti adulti non credessero alle favole raccontate dalle industrie del cibo e dello sfruttamento animale secondo le quali, non soltanto bere latte secreto dalle mammelle di un membro di un’altra specie rappresenti un atto naturale da compiere, ma addirittura necessario.

Nel processo di messa a nudo dell’assurdità di questa intera questione ci imbattiamo in patetiche quanto inconsistenti spiegazioni dell’industria casearia e dei comparti ad essa collegati le quali dovrebbero in qualche misura rendere più accettabili tali abominevoli pratiche calando su di esse un velo di “normalità” così da mantenere florido il mercato per questo tipo di prodotti.

Il video che presentiamo è un esempio perfetto di quanto elaborate siano le capriole mentali e le contorsioni utilitaristiche di coloro i quali, in prima persona, si rendono responsabili di attività mostruose di annichilimento e dominio ai danni degli animali detenuti nelle fattorie del latte. Gli allevatori infatti pretendono di connotare i loro agiti come in aderenza ad un benevolo, comune sentire nei confronti delle mucche e dei vitelli in loro “custodia”. La loro una immutabile, onorevole tradizione che vede l’uomo predone imporre il proprio controllo per fini economici su tutte le fasi fisiologiche che caratterizzano la vita degli individui rinchiusi nei suoi impianti.

Nel video possiamo verificare l’efficacia del dispositivo, composto da un anello e da un supporto plastico munito di diverse borchie appuntite, applicato sul muso del vitello maschio allo scopo di impedirgli di bere il latte della propria madre. Questo tipo di dispositivo è soltanto una delle varianti a disposizione degli allevatori, ma tutti i modelli sono destinati allo stesso uso come possiamo vedere qui : http://easywean.com.au/gallery/videos/

dairycalf by robert grillo

Nella maggior parte delle fattorie incluse quelle a conduzione familiare, dove, meccanicamente, si estrae latte dalle mucche, ai vitellini maschi non è concesso rimanere con le madri per un periodo di tempo che consenta loro di potersi nutrire naturalmente. Il 97% di questi cuccioli vengono sottratti alle madri entro le prime 24 ore dalla nascita. Questa separazione forzata – e ripetuta negli anni – è motivo di devastante stress per entrambi, il piccolo e la madre http://freefromharm.org/animal-cruelty-investigation/breaking-the-mother-calf-bond-the-untold-story-of-milk/
Dal momento che i piccoli maschi non possono produrre latte mantenerli in vita per troppo a lungo o in situazioni qualitativamente accettabili sarebbe un inutile spreco per l’industria casearia, ecco che allora questi giovani individui vengono immessi sul mercato della “carne bianca” in brevissimo tempo e destinati al macello.
I vitellini maschi trascorrono la loro brevissima esistenza in piccoli alvei di legno entro i quali non possono neanche girarsi http://freefromharm.org/videos/farm-animal-investigations/mfas-ohio-veal-farm-investigation/ queste condizioni di vita garantiscono all’allevatore che l’animale non sviluppi alcun tessuto muscolare e quindi mantenersi “tenero” e “anemico”.

I vitellini femmina vengono anch’esse isolate in piccole stalle per 2 o 3 mesi, durante la loro intera esistenza dietro le sbarre mai un contatto con gli adulti, mai un occasione di incontro, seppure sia noto l’alto grado di affezione che questi giovani animali sono in grado di nutrire nei confronti delle rispettive madri.
Una volta cresciute, le giovani mucche verranno raggruppate in recinti un po’ più larghi e avviate, come le madri, al ciclo di sfruttamento che prevede le periodiche inseminazioni artificiali, le gravidanze, il distacco dai piccoli e le mungiture meccaniche.
Questo fino al loro esaurimento, circa sei, sette anni, poi il macello.

EasyWean Nose Ring 2

Tornando al video, non siamo certi della ragione per cui quel particolare allevatore avesse deciso di tenere quel particolare vitello maschio, forse gli serviva per dimostrare l’efficacia del congegno impiantato sul povero animale o forse, per rafforzare la nozione oggi di moda, che tutto sommato la loro è una professione “umana” e che esistono ancora luoghi di sfruttamento in cui agli animali è permesso camminare sul suolo erboso e persino brucarne il manto.
Il concetto/mito della “carne felice” , ovvero di uno sfruttamento “buono” spacciato dalle televisioni, dai giornali e dall’industria alimentare necessita dei suoi “attori” per compiere la sperata opera di persuasione di un pubblico sempre più attento  a certi aspetti legati a visioni bucoliche del vivere civile.

Infatti questo particolare allevatore è così ingaggiato nel tentativo di far passare come una cosa ragionevole l’atto di predare il latte dell’animale e di presentare tale azione come un “servizio alla comunità” che arriva persino ad accarezzare il vitellino in una particolare seguenza del video, quella in cui darà una dimostrazione su come si applica il congegno sul muso dell’animale in maniera efficace per impedire lui di avvicinarsi con successo alla madre.
L’allevatore a un certo punto dirà con convinzione che  “ questo vitello non ha più bisogno di prendere latte dalla madre” …..

Easy Wean nose ring 3

Ma veniamo a noi, noi esseri umani, noi esseri umani adulti che non riusciamo a comprendere che, come ogni altra specie vivente, necessitiamo soltanto del latte di nostra madre in quanto nutrimento essenziale al normale sviluppo.
Perché non riusciamo a prendere atto che solo una madre umana è in grado di darci, nel giusto equilibrio, un latte che contenga gli acidi grassi, il lattosio, le proteine e gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno per crescere sani?
Nel latte di mucca vi è una concentrazione e una qualità di ormoni e di proteine intese per un piccolo di QUELLA specie, affinchè dai 30/40 chilogrammi alla nascita egli progredisca in un giovane adulto di 800 e più chilogrammi in soli dodici mesi!
Cosa ci fa credere che un simile apporto di proteine e di ormoni possano essere salutari o addirittura necessari per lo sviluppo di un essere umano?

La disinformazione.

In molti tra coloro che continuano a sostenere l’industria casearia coi loro acquisti quotidiani obbietteranno che ci sono tantissimi esempi di fattorie e di impianti dove simili “aggeggi” non vengono applicati agli animali o che queste pratiche sono in uso soltanto negli USA , oppure che in Italia le cose non stanno proprio così….
La verità è che fintanto le persone crederanno “normale” l’atto assurdo di predare il latte da un’altra specie, che sia moralmente accettabile inseminare questi animali forzosamente , che sia lecito imprigionarli e segregarli dall’inizio alla fine delle loro vite, allora, purtroppo il tipo di crudeltà testimoniato nel video continuerà a perpetuarsi, senza fine.

Aggiungiamo quindi questa del video all’atroce catalogo di violenze brutali esercitate su miliardi di animali indifesi ogni anno nel mondo da parte dell’uomo per produrre cibo: il cosiddetto “dehorning” – recisione delle corna http://youtu.be/mN9eT5AS4us , il cosidetto “tail docking” o “teeth clipping” – recisione della coda e dei denti sui maiali http://youtu.be/JoZ1_ZcpeLI , il cosidetto “udder singeing” – il letterario utilizzo di fiamme libere per prevenire la mastite alle mammelle http://freefromharm.org/animal-cruelty-investigation/industry-claims-torching-udders-of-dairy-cows-painless-prevents-mastitis/ , la violazione sessuale, la separazione familiare, lo sterminio nei mattatoi dei giovani maschi http://youtu.be/Qj324R9R_NQ e delle madri non più in grado di produrre latte http://youtu.be/ZRS-kzgoRq0

Per cambiare questa situazione possiamo fare moltissimo, possiamo infatti considerare un cambio radicale delle nostre abitudini: il progressivo distacco dal consumo di latte e da tutti i suoi derivati.

Facciamolo per gli animali e per noi stessi.

Facciamolo per dare impulso ad un sostanziale cambiamento.

Video e altri contenuti liberamente estratti e tradotti da un post sul Blog statunitense http://freefromharm.org

PER MAGGIORI INFORMAZIONI sugli orrori negli impianti dell’industria alimentare in Italia e sulla scelta di vita VEGAN http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/diventa-vegan/orrore-dei-macelli/

Latte: Un bicchiere di Violenza

Latte: Un bicchiere di Violenza

AD OGNUNO IL SUO !!!

Pubblicato: 20 novembre 2012 in antispecismo, vegan
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AD OGNUNO IL SUO !!!

Bere latte da adulti, e di un’altra specie? Insensato, nessun animale, in natura, lo fa! E’ un’abitudine che non giova alla salute, cambiamola!

http://www.infolatte.it/