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PASSEGGIATA PER IL CORSO CITTADINO PER DARE RISALTO ALLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI IMPRIGIONATI, SCUOIATI, UCCISI DALL’INDUSTRIA DELL’ABBIGLIAMENTO LA QUALE, PROMUOVE IN MANIERA VERGOGNOSA TALI PRATICHE INSERENDO PARTI DI PELO O DI PELLICCIA IN GIACCHE, GIUBBOTTI, CAPPOTTI, GUANTI, SCARPE, CAPPELLI, BORSE.

CHIEDIAMO A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO UN CUORE DI FERMARSI E DI CONSIDERARE LA PROVENIENZA DI QUESTI INSERTI PRIMA DELL’ACQUISTO, DI INFORMARSI SULLA CRUDELTA’ INSITA NELLA PRODUZIONE DEGLI INSERTI, DI FARSI UNA IDEA PROPRIA E DI NON CEDERE ALLA PRESSIONE DELLA MODA E DELLA MASSIFICAZIONE.

NON INDOSSARE, NON REGALARE, NON COMPRARE PELLICCE.

CHIEDIAMO IL BOICOTTAGGIO TOTALE DI TUTTI I NEGOZI, DI TUTTE LE MARCHE, DI TUTTI GLI STILISTI CHE SI OSTINANO A UTILIZZARE E A VENDERE INDUMENTI IN DI QUESTO TIPO.

LIBERAZIONE ANIMALE PER LA NOSTRA LIBERAZIONE DAL LORO DOMINIO, DALLA LORO VIOLENZA, DALL’IDEA CHE IL FORTE POSSA SCHIACCIARE L’INERME.

Qui è disponibile il video dell’intera iniziativa:

http://youtu.be/b-v3jlGWO3s

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Come scritto in altra parte di questo Blog https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/12/12/grosseto-ma-quale-democrazia/ due di noi, accusati dalla Digos di essere i “promotori” di una “riunione non autorizzata” che a loro dire si sarebbe concretizzata con l’organizzazione del  “flash mob” a cui si riferiscono le foto di questo post, verranno processati per tale “reato”,  il procuratore della repubblica Alessandro Leopizzi ci ha trasmesso l’avviso di conclusione delle “indagini” preliminari  copia del quale pubblichiamo qui sotto per rendere pubblica la situazione

testo denuncia 24 11 12 passeggiata pag1-con dati erasedtesto denuncia 24 nov 12 passeggiata pag2 con dati erased CUTCome si può leggere dal testo del verbale si è criminalizzata, assegnandole dei tratti che chiaramente non la hanno connotata, una passeggiata tra persone affini i quali per loro individuale, autonoma volontà hanno improvvisato una iniziativa pacifica e  silenziosa.

Per trascinarci in tribunale  sono stati utilizzati gli articoli 110 del codice penale ( concorso in reato ) e  18 n.773 del regio decreto, quest’ultima una legge liberticida del 1931 emanata durante il regime fascista.

Altri commenti alla cosa sono del tutto superflui.