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AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

A.D.I.

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti…

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Nella mattinata del 25 Ottobre 2013, presso il tribunale di Grosseto è iniziato il processo contro un attivista di Associazione D’Idee Onlus “messo alla sbarra” per avere girato, commentato e caricato su di un noto Social Network il seguente video http://youtu.be/yLZ3_ctRsgo .

Questa prima udienza ha consistito con la formulazione delle richieste istruttorie e non è stata quindi richiesta la presenza fisica dell’imputato.

I Fatti

Nella giornata del   11 Settembre 2011, durante un presidio di protesta contro il circo Orfei regolarmente autorizzato dalla questura, il nostro gruppo fu prima soggetto a tutta una serie di misure ostili da parte della polizia presente in piazza, poi selvaggiamente aggredito a sassate e pugni dagli stessi circensi i quali non subirono alcuna conseguenza delle loro azioni http://youtu.be/vJUV8xM4-6M nonostante i referti medici, le denunce e il video che documentano l’accaduto.

L’intera vicenda è stata archiviata per quanto riguarda i delinquenti circensi e gli incompetenti poliziotti.

Così non è stato per uno di noi. Immagine

Uno degli stessi poliziotti che avrebbero dovuto vigilare sul quieto svolgersi della manifestazione quel giorno in piazza Barsanti, dopo avere appreso del video commento menzionato più sopra, pensò bene di querelare l’attivista per “diffamazione aggravata per mezzo stampa” – una accusa molto pesante  che potrebbe costringere al carcere l’attivista se condannato.

Da questo processo, il quale, in caso di richieste formali per un patteggiamento  procederebbe comunque di ufficio,  intendiamo uscirne senza danni o condanne, tale auspicato esito rappresenterebbe una vittoria non soltanto per chi, come noi, intendono continuare a dare seguito alle proprie libertà civili in un paese che strombazza pluralità e democrazia ad ogni vento, ma sarebbe anche un segnale chiaro a tutti coloro i quali, forti delle illusioni date loro dalle divise che indossano o dai convincimenti che professano, ci penserebbero due volte prima di approfittare dei loro privilegi e delle loro posizioni per presentarsi al giudizio della società civile nelle vesti di “vittime”.

Certo, sentirsi sempre dalla parte dei forti e dei vincitori deve esercitare nei brandelli di coscienza di tali persone una inesauribile spinta ad imporre la propria visione  del mondo a chi, come gli attivisti di questa associazione invece, non hanno alcuna sponda istituzionale su cui appoggiarsi per difendersi se non le loro risorse individuali, le idee e le passioni che li animano.

Noi crediamo nel cambiamento, crediamo che sia possibile dare il necessario impulso affinché, anche nella più sonnacchiosa delle provincie toscane, qua da noi, si possano far valere le ragioni dei deboli in una aula di giustizia, quelle dei meno tutelati di fronte a un giudice, le motivazioni di chi non indossa uniformi di alcun genere, dei non affiliati, di chi si affida esclusivamente al proprio senso di equità e di rigore morale, quel senso condiviso che stà alla base e che lega a doppio filo gli oppressi di questo mondo, che rappresenta lume e  speranza per la loro liberazione.

Il 25 di Ottobre 2013 a Grosseto si processa chi osa scendere in strada, chi porta avanti delle lotte senza lo sponsor di nessuna organizzazione, si processa chi si mette in discussione, in prima persona, chi si batte per dare voce a chi non ne ha.

Noi desideriamo che dal 25 Ottobre si processino anche l’incompetenza, la cattiva fede e l’oltraggiosa volontà manipolatoria di chi si sente intoccabile e nel giusto comunque vadano gli eventi, qualunque siano i riscontri oggettivi e documentali https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/02/15/gli-orfei-ci-mettono-la-faccia/

Chi volesse offrire la propria partecipazione al processo o esprimere  solidarietà, in aula o fuori, può mettersi in contatto con noi.

Da parte nostra ci impegniamo ad utilizzare questo episodio di repressione come una opportunità di lotta e di denuncia.

Nei prossimi mesi faremo, su questo blog, un lavoro di costante aggiornamento sulle fasi processuali man di mano che queste si svolgono .

Alcuni scatti del presidio dell’11 Settembre 2011

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L’elefantino tenuto prigioniero in un trailer sul retro del tendono dagli Orfei

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Un particolare del presidio organizzato davanti all’attendamento Orfei l’11 Settembre 2011 a Grosseto

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Chiudiamo i Lager!

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Due giovani attivisti davanti all’attendamento Orfei a Grosseto, 11 Settembre 2011

AGGIORNAMENTO: la prossima udienza si terrà il 7 Novembre 2014. In quell’occasione verranno deposte alcune testimonianze contro l’attivista, sembra che poi, ma soltanto dopo altri sei mesi, verranno ascoltati i testimoni della difesa (…)

L’11 settembre 2011, durante lo svolgimento di una manifestazione di protesta regolarmente autorizzata http://adiassociazionedidee.blogspot.it/2011/09/manifestazione-contro-il-circo-orfei-e.html, a Grosseto, due staff del Circo Amedeo Orfei, di fronte ad uno dei due agenti di Polizia che presiedevano l’evento , subito dopo un lancio di grossi sassi da dentro il perimetro del Circo, escono dalla recinzione che cinge l’attendamento e aggrediscono con spintoni, calci e pugni le persone che manifestavano.

Una videocamera registra buona parte del pesante episodio di violenza contro almeno 5 dei  manifestanti .

Di seguito all’aggressione, sollecitati a quanto pare dall’altro agente di polizia presente,  arrivano i “rinforzi”.

Vane furono le richieste degli aggrediti affinchè si procedesse all’identificazione dei responsabili, i quali si erano nel frattempo “ritirati” sotto il tendone del Circo.

Tutti i manifestanti furono identificati, alcuni in seguito indagati e altri ancora, furono denunciati per svariate ipotesi . Uno tra questi subirà un processo quest’anno.

Soltanto recentemente abbiamo scoperto che le 4 denunce  a suo tempo fatte “contro ignoti” e presentate in Questura da chi ha subito l’aggressione quella sera sono state archiviate.

Sembra che la Polizia non sia riuscita a identificare  gli aggressori e questo nonostante che, a corredo delle denunce, fosse stato allegato il CD contenente in chiare immagini  la dinamica dei fatti e i volti  degli aggressori.

  Ecco il video : http://youtu.be/vJUV8xM4-6M

Gli investigatori non sono riusciti a  risalire alle identità dei due che vediamo  nel video sferrare pugni e spintoni a dei manifestanti non violenti, le loro facce in bella evidenza nelle sequenze video.

Non è stato possibile stabilire le loro identità nemmeno associando quelle facce allo Staff  del  Circo Amedeo Orfei.

Il tipo ricciolo con la camicia chiara, lo stesso che durante il pomeriggio prima dell’aggressione si dilettava a insultare a voce alta persino i poliziotti, quello che a un certo punto si è abbassato i pantaloni e ha mostrato il sedere a delle minorenni presenti nel gruppo dei manifestanti, ebbene, quel tipo li stazionò per tutto il tempo ai margini dell’ingresso al Circo vantandosi  coi manifestanti di essere stato lui stesso a picchiare altri come loro, anni prima, sempre qui a Grosseto.

Senza spunti polemici, visto ciò che si rischia ad esporsi in questa città, proponiamo qui un bel fermo immagine di questa persona “ignota”:

ignoto n1

…qui ritratto subito dopo avere sferrato una serie di pugni in faccia a due manifestanti, lo possiamo sentire giustificarsi nel video dicendo che qualcuno avrebbe offeso sua madre …

Questa che segue invece è l’aggressore donna, anche lei “ignota” staff del Circo Amedeo Orfei,  un attimo prima di sferrare una botta in faccia al manifestante che la stava riprendendo:

ignota n2

Per completare il quadro ecco un fermo immagine dove i due aggressori “ignoti” sono ritratti insieme:

ignoto e ignota insieme

Sappiamo che gli Animali nelle loro mani, imprigionati nelle gabbie, non possono difendersi, non possono sottrarsi alle violenze dei loro aguzzinii, i circensi, ma a quanto pare, questi ultimi, possono vantare anche un discreto margine di impunibilità, con episodi tollerati di violenza contro  manifestanti  abbastanza frequenti :

http://www.promiseland.it/2010/01/14/quando-il-pagliaccio-tira-pugni/

la quale cosa li rende ancora più temibili e pericolosi, insomma i circensi hanno la facoltà di menare le mani e di farlo in maniera anonima anche quando vengono ripresi da una telecamera, un bel privilegio per loro, ma un serio rischio alla sicurezza per tutti gli altri.