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sea shepherd logoHo appena ascoltato Captain Paul Watson di Sea Shepherd in una intervista su Watching the Hawks, programma di attualità in lingua inglese su Russia Today TV e ho constatato che:
1) Egli NON è mosso dalla compassione per i cetacei massacrati così selvaggiamente durante il “festival” Grind nelle isole Faeroe ( Danimarca ) in quanto esseri senzienti dotati di capacità di comprendere ciò che accade loro e di soffrire, piuttosto per via del fatto che quelle creature marine ” non appartengono ai loro carnefici ” questo connota il personaggio in questione quale è: un ” conservazionista “, vale a dire un uomo che crede nella bugia del dominio antropocentrico secondo la quale la Natura va difesa dagli eccessi della civiltà umana così possiamo continuare a sfruttarla e ad abusarne.
2) Egli NON obietta ai macelli, agli allevamenti intensivi e ai processi industriali dello sfruttamento degli altri animali tanto quanto obietta all’uccisione dei cetacei per via del fatto che ” negli oceani ci sono soltanto 128,000 esemplari estimati di cetacei pilot ( il tipo che viene spinto a riva e ucciso dagli isolani ogni anno ) contro i miliardi di polli, pecore, mucche e maiali che invece “popolano” la terra ferma “. In altre parole, le stragi vanno bene quando sono “sostenibili”
3) Egli NON abbraccia la filosofia Vegan evidentemente o lo fa per motivi che possiamo considerare “indiretti”, infatti afferma che ” la carne di cetaceo fa male per via del mercurio che contiene e che gli adulti che costringono i loro figli non solo a prendere parte alla mattanza stagionale di queste creature ma anche a consumare le loro vittime mangiandosele andrebbero denunciate per ” abuso sui minori”.

Un repertorio di vedute davvero deprimente considerato lo status di EROE accordato al signor Watson in tutto il mondo da attivisti e simpatizzanti per la liberazione degli animali e dai  media simpatetici con la causa di Sea Shepherd, organizzazione la quale ( come risulta da questo articolo  ) sembra finanziata, oltre che da sinceri donatori minori, da lotterie nazionali, da miliardari entrepeneurs e da personaggi dello spettacolo dai dubbi curricula politici.

In totale, sembra che gli introiti di Sea Shepherd sommati a quelli di altre organizzazioni minori che si oppongono all’uccisione dei cetacei ammontino a quasi 30 milioni di dollari all’anno.
Verrebbe da chiedersi : ma con questa montagna di quattrini e di supporto quali sono i risultati? Qualche balena morta in meno?
Che nel mondo, grazie a Watson tutti sanno cosa accade in quelle sperdute isole danesi dove il mare per qualche ora dal 24 di Luglio si tinge di rosso e dove si può testimoniare, da una distanza, la follia omicida di un migliaio di fanatici armati di lance, asce e coltelli che seviziano e uccidono dei pesci indifesi?
30 milioni di dollari.
Vicino a Grosseto c’e’ un posto che si chiama Madonnino, li opera una macello industriale in grado di ammazzare 12,000 vitelli all’anno e dall’aprile scorso ha cominciato a farlo. verso il macello del madonnino
A parte qualche isolato attivista nessuno se ne cura granchè di quelle vite la, nessuno investe un centesimo per opporsi a quel tipo di impresa, i grossetani magari neanche lo sanno e comunque alla maggioranza di loro, inclusi gli “animalisti”,  non potrebbe interessarsi di meno delle brutture dei macelli, delle ferite in termini culturali e antropologici inferte da tale cieca, seriale e istituzionalizzata violenza sulla coscienza collettiva della comunità locale, nessuno presta attenzione alle urla strazianti di quelle vittime nel tunnel della morte, con la puzza del sangue dei loro compagni appena sgozzati, delle urla di scherno e delle botte dei loro aguzzini umani, gli “operatori” dell’impianto.
Come quello del Madonnino, in provincia di Grosseto ci sono almeno altri 4 impianti che continuano ad uccidere, nel normalizzato e totale menefreghismo, animali fatti nascere dagli allevatori appositamente per venire macellati e divorati da orchi/consumatori senza una morale etica che li guidi nel momento in cui  il languorino allo stomaco si fa sentire.
L’intelletuale e filosofo canadese, teorico della comunicazione Herbert Marshall McLuhan sosteneva che “…the medium is the message…”, come dire, la presentazione spettacolare che si rende, a livello di grandi sistemi di comunicazione, ad un evento ne svuota alterandone automaticamente la percezione dei contenuti.
CONCLUSIONI : Il vero attivismo che si ispira alla reale liberazione dalla schiavitù , non è affatto spettacolare, procura guai e tedio senza fine a chi lo pratica, non attira donazioni miliardarie, ma sopratutto NON fa granchè notizia nello scenario globalizzato della comunicazione odierno.
PTT
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Respect Life – Abolish bullfighting forever // Rispettiamo la vita – Aboliamo la Corrida, per sempre.


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Share if you agree animals deserve to be free from exploitation! // Condividi se credi che gli altri animali dovrebbero poter vivere immuni dallo sfruttamento umano! Respect Life is a campaign that will take place over the next months, culminating in an event on the 26 September 2015. // Respect Life è una Campagna che si svolgerà nei prossimi mesi con, al suo culmine, l’evento del 26 Settembre 2015 in Spagna. The purpose of this event/campaign is to promote the ethos of the 269 movement – which is to bring animal liberation to the forefront of human consciousness and commit to do our part in bringing an end to the animal holocaust. We also wish to raise awareness about veganism, and all its benefits // L’obiettivo di questo evento è la promozione del pensiero che origina il movimento 269, quello di creare una nuova coscienza fondata sul rispetto incondizionato della alterità animale. Desideriamo inoltre promuovere una consapevolezza critica al sistema del Carnismo attraverso lo strumento  del veganismo etico e dell’apertura mentale ai benefici globali che l’adozione di questa pratica quotidiana deriva a tutti i terrestri.
L’evento puo’ costituirsi nelle forma e con le modalità che si desiderano.
Rappresentiamo tutti gli animali non umani resi schiavi, ci opponiamo alle industrie che fondano  la loro prassi e missione operativa su tale attività. For inspiration and ideas, please feel free to watch our past events // per ispirazione e idee su come realizzare un evento, ecco alcune scene estratte da eventi  trascorsi: http://www.youtube.com/user/269lifecom https://youtu.be/xaA7L4kAJDA
https://youtu.be/JZUb3tg-M_I Participating countries: http://goo.gl/arW4SR  // dettagli sui Paesi partecipanti

Annually, more than 150 billion animals are murdered worldwide due to people’s selfishness, ignorance and greed // Ogni anno più di 150 miliardi di animali vengono uccisi a causa dell’egoismo umano, dell’ignoranza e del motivo economico.

This madness must stop and will stop the day humankind finally wakes up and understands that even the nameless feel pain and desire freedom no less than us humans // Questa follia deve terminare e ciò accadrà solo quando la comunità umana comprenderà che anche COLORO che non hanno un nome posseggono la capacità di soffrire, di desiderare la libertà in nessuna misura differente da noi.

269life

Who is “269?” // Chi è 269

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/?s=269

“If there is no struggle, there is no progress. Those who profess to favor freedom, and yet deprecate agitation, are people who want rain without thunder and lightning. Power concedes nothing without a demand. It never did and it never will.” -Frederick Douglass, slavery abolitionist, 1818-1895

 “Senza lotta non si verificherà progresso. Coloro i quali si professano fautori della libertà deprecando gli atti di agitazione sono come quelli che desiderano il lampo senza il tuono….” “…Il potere così come lo conosciamo non concede niente senza che gli venga chiesto e mai lo farà…”
Frederick Douglass, abolizionista della schiavitù, 1818-1895
 

Con una perentoria comunicazione a firma del presidente della società Ma.Mar ( Mattazione Maremmana SRL ) apparsa sul portale della Confagricoltura il 13 Aprile scorso si annuncia l’inizio attività del Mattatoio del Madonnino ( Braccagni, Grosseto ) con in calce il listino prezzi.

young victimPer la cifra di 120,00 euro al Madonnino si ammazzano bovini di 12 mesi di età, si “restituisce il quinto quarto alimentare della carcassa composta dall’intera frattaglia” , alcuni organi interni, ” la coda , la lingua, le guanciole” e persino “la trippa pulita”.

I vantaggi per gli allevatori che si avvarranno di questo moderno servizio – si legge nel documento della Confagricoltura –  includono ” lo stoccaggio in cella frigorifera per un periodo di 7 giorni” però attenzione : ” dall’ottavo giorno dalla macellazione in poi si applicherà un costo aggiuntivo di 5,00 euro.

Nella suddetta circolare si informa della disponibilità di un tariffario a parte pertinente “l’attivazione del reparto disosso” e confezionamento. Sarà inoltre a disposizione a breve un laboratorio di sezionamento dei cadaveri che risponderà a tutte le esigenze dei clienti che sapranno avvalersene. Occasioni da non perdere per chi intende uccidere hi-tech e a norma di legge, occasioni per produrre e commercializzare un “prodotto di qualità”.

Proprio ciò che serviva per dare impeto all’economia locale e per lo sviluppo di nuove opportunità lavorative per i giovani, ma non  tutti potranno beneficiarne. Nel costrutto di questi signori occorre che i partecipanti considerino gli altri animali come merce,  non si deve mostrare un minimo di sensibilità in relazione alla loro sofferenza e, criterio di selezione principale, si deve avere cieca fede  nel sistema antropocentrico che prevede tale impresa commerciale, quella dell’esercizio della schiavitù, come un opera non solo legittima e onorevole, ma come una normale prassi atta, tra le altre questioni più pratiche, a soddisfare l’idea di homo sapiens, nella sua declinazione homo economicus, di continuare indefinitivamente a sedere al centro del mondo vivente e di  atteggiarsi a figura divina in Terra programmando nascite attraverso la sistematica pratica dello stupro industriale delle altre specie, attuando azioni seriali di sottrazione dei piccoli alle madri e al confinamento brutale di queste povere anime in delle lerce stalle per poi finire su di un camion verso i moderni campi di sterminio come quello sito nella zona industriale del Madonnino

“Prodotto di qualità” del mattatoio in un dettaglio di raccapricciante vividezza.

Questo si che è progresso antropologico e consolidamento culturale contro un nemico comune, la natura o meglio la nostra appartenenza ad essa e la nostra animalità negata dagli imperativi discriminatori di specie.

La comune tagliata di manzo non è cibo, è violenza.

I pezzi di cadavere che giacciono nelle  celle frigorifere non rappresentano nutrimento, ma odio, paura e umiliazione.

La putredine che avviene dal primo minuto dall’avere ingurgitato quella violenza, quell’odio, quel terrore offuscherà la  mente, ne contaminerà in maniera insopportabile i tessuti e  l’etica umana degli individui che avranno divorato questo “cibo” – ne rimarrà corrotta al punto da rendere essi stessi degli schiavi, appesi al gancio e alla mercè di un sistema che promuove crudeltà e sofferenza finalizzando i processi produttivi in vantaggio contabile.

La realizzazione del “campo” del Madonnino è stato possibile grazie ai generosi contributi a fondo perduto ( Fondo per lo Sviluppo Rurale della Regione Toscana ) e allo sforzo di un consorzio di imprese locali.

Nel balletto degli inchini e dei rituali che si sono svolti prima dell’elezione dell’attuale sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola – comune sul territorio del quale sorge il mattatoio – apparso in alcuni organi di propaganda locale abbiamo potuto leggere le seguenti dichiarazioni:

“… è un onore   sottolinea – l’attuale sindaco di Roccastrada – Limatola – avere come presidente – del comitato elettorale a suo sostegno – Christian Heinzmann – presidente della Mattazione Maremmana –  una persona di grandi capacità e solide competenze che ben rappresenta la forza e le energie positive di questo territorio, una persona che ha reso più ricca la nostra comunità con il suo lavoro e l’amore dimostrato per questa terra,  che non era la sua, ma lo è diventata presto”.
“Sono convinto – dichiara Christian Heinzmann restituendo con benemerenza la cortese considerazione dell’amico politico – che Francesco Limatola possa fare un buon lavoro per il territorio, anche in considerazione del suo impegno con la precedente amministrazione comunale, per far nascere il mattatoio. Inoltre, ritengo validissimo il suo progetto sul polo logistico. E’ davvero importante la sinergia e la collaborazione tra imprenditoria e politica, per uno sviluppo equilibrato del territorio.”

I consumatori possono stare tranquilli e sicuri, trovandosi nelle mani anche se non proprio pulite – del sangue e delle frattaglie dei 1200 schiavi ( i bovini )  “trattati” in quell’impianto di mattazione ogni anno a partire dal 13 di Aprile 2015, – di costoro, di questi moderni eroi dell’agricoltura locali i quali, attraverso una dubbia industriosità, garantiranno  la salubre,  morale  espansione economica delle nostre comunità:  un orrendo concerto di urla di terrore delle vittime finite a pezzi nelle celle frigorifere, un rinnovato, mostruosamente calloso sentimento di indifferenza dei loro carnefici verso tale supplizio,

Per approfondire sul ruolo dei mattatoi e della cultura mortifera che tali progetti emanano sulla nostra coscienza collettiva riferirsi ad un nostro precedente articolo sull’architettura della sopraffazione.

libertà per tutti gli schiavi

In queste ore, in molte parti del mondo, si celebra il settantesimo anniversario della sconfitta del terzo reich, della disfatta della Germania di A.Hitler e dello smantellamento dei campi di sterminio, strutture  verso le quali venivano avviati ebrei, comunisti, Rom e omosessuali, per menzionare soltanto alcune delle “categorie” umane che in misura maggiore hanno sofferto l’oppressione totalitaria di quel regime.

Per molti di noi l’olocausto continua a realizzarsi ogni giorno dietro le mura dei mattatoi, all’interno degli allevamenti, in tutti i luoghi di segregazione e di annientamento di miliardi di altri animali il quale destino è segnato da un motivo di profitto che lo sfruttamento dei loro corpi genera e garantisce, dal ragionamento economico umano e dalle abitudini alimentari di una moltitudine insensibile al loro tremendo carico di angosciosa sofferenza .

Nel settantesimo anniversario della sconfitta del nazismo di stato il nostro pensiero e la nostra azione va a queste vittime seriali, anonime, singolarità che l’attuale Sistema ( inteso come quell’insieme di norme, costumi, credenze, strutture e prassi ) non considera neanche quali individui senzienti, Sistema che li consegna nelle mani dei boia macellai, ai libri contabili corrotti di chi ne commercializzerà le membra, ai palati viziati di chi ne consumerà le carni alla stregua di oggetti inanimati.

Per loro il nazismo, in quanto ideologia votata alla discriminazione e alla sopraffazione del forte sul debole, non è mai finito.

Divenire VEGAN OGGI come primo passaggio verso una consapevolezza maggiore dei rapporti causa/effetto, una coscienza collettiva nuova fondata su sentimenti quali l’altruismo, l’amore, il rispetto e la compassione.

Vegan significa OGGI contribuire in maniera concreta  a fermare la strage e a dare alla attuale fase della civiltà umana la possibilità di un cambiamento evolutivo reale, sentito, autenticamente vissuto.

La scelta Vegan come atto essenziale alla realizzazione di un cambiamento culturale che ci permetta di uscire da questa insano e criminale ciclo di violenza generalizzata e istituzionalizzata, da questo coacervo di attività votate allo sterminio sistematico delle popolazioni non umane e al degrado morale della nostra specie.

PTT

per loro non è mai finito

Come possiamo dirci “ambientalisti” o “ecologisti” senza avere maturata, o mantenere una mentalità sufficentemente aperta per cominciare a farlo, una consapevolezza in relazione al tipo di impatto che le nostre scelte alimentari quotidiane esercitano sugli altri e sull’ambiente?

Interi settori della popolazione mondiale  si dichiarano  a favore di politiche di tutela e di salvaguardia della Natura senza porsi criticamente la questione del proprio diretto contributo alla depredazione delle risorse del pianeta e alla distruzione degli ecosistemi.

Ogni giorno abbiamo la necessità di nutrirci. Per fare questo ci affidiamo con leggerezza al supermercato o ad altre grandi catene di distribuzione alimentare le quali a loro volta, motivate da imperativi economici, acquisiscono i loro prodotti da imprese, che sia locali che multinazionali, le quali ingaggiano in maniera diretta ad una vera e propria guerra al mondo vivente.

Ci permettiamo di banalizzare la questione dell’impatto che un certo “vivere moderno” opera sul mondo vivente presentando in sette punti come, rimuovendo la carne dai nostri piatti, sia possibile mettere in atto un comportamento non soltanto compassionevole e votato al rispetto degli altri animali, ma di cruciale entità anche nella lotta contro la graduale devastazione del territorio i quali effetti sono sotto gli occhi di tutti.

1_ Non contribuire all’inquinamento delle falde acquifere e dei corsi d’acqua.

corsi d'acquaA causa di fattori tutti riconducibili all’economicità delle loro attività gli allevatori costringono il maggior numero di animali nel minore spazio possibile, che si tratti di allevamenti intensivi o di piccole imprese locali questi ultimi produrranno un forte impatto sul territorio per via delle loro deiezioni.Soltanto una frazione delle deiezioni prodotte verranno assorbite dal terreno senza procurare gravi danni a fiumi, falde, torrenti e a tutti gli altri corsi e depositi di acqua pulita essenziali per la vita e per la salute di tutti.

2_ Fermare la distruzione degli habitat naturali

specie a rischioLa riduzione drastica nel consumo di alimenti carnei e derivati contribuisce al mantenimento della diversità biologica arrestando il trend in atto, registrato negli ultimi anni, di estinzione in massa di specie animali.
Secondo il Center for Biological Diversity  la produzione di animali da mandare al macello è la causa principale, in termini di impatto ambientale, del declino nella qualità dell’aria, dell’acqua e degli spazi naturali disponibili agli animali selvatici per vivere indisturbati dalla civiltà umana.

Dal 1980 al 2010 la produzione di carne è triplicata a fronte di una popolazione mondiale di oltre sette miliardi di individui, da ora al 2050 è previsto un ulteriore 50% in più nella domanda a meno che non si riesca ad arrestare e ad invertire l’attuale trend relativo ai “bisogni indotti” nella popolazione da parte dell’industria agro alimentare la quale realizza profitti enormi in questa equazione mortale.

La sovra popolazione del pianeta e la sete di dividendi delle industrie umane sono le cause primarie delle scelte non sostenibili operate dai governi mondiali, scelte erratiche che stanno conducendo alla catastrofe attraverso un processo di spoliazione delle risorse inesorabile nella sua drammaticità

3_ Ridurre il consumo di acqua
eccessivo consumo di acquaNei paesi a capitalismo avanzato oltre il 50% delle risorse idriche vengono impiegate nei processi di produzione di alimenti carnei.

In pratica occorrono fino a 20.000 litri di acqua ( l’equivalente di 2 mesi di consumo medio di acqua in docce ) per un chilo di carne.

Per la produzione di un chilo di frumento ci vogliono tra i 500 e i 4000 litri.  http://www.theguardian.com/news/datablog/2013/jan/10/how-much-water-food-production-waste

4_ Prevenire la deforestazione

foreste pluvialiSecondo dati contenuti nella working paper n.22 della World Bank il volume attuale di carne immessa sul mercato alimentare globale è il principale responsabile della distruzione delle foreste pluviali operata dalle multinazionali e dagli altri operatori del settore per fare spazio agli allevamenti intensivi ( aree di pascolo e da adibire agli impianti di lavorazione ).

5_ Salvare gli oceani

oceaniPer quanto ci riguarda qualsiasi tipo di pesca rappresenta un grave abuso nei confronti delle creature marine e dell’ambiente che le ospita.

Secondo uno studio compiuto nel 2010 il 90% delle specie più grandi di pesci presenti al mondo sarebbero scomparse dai mari .

Le tecniche industriali di pesca oggi sono comparabili a delle vere e proprie azioni militari costituite dall’inseguimento guidato da radar e satelliti dei grossi banchi di pesci e dal rastrellamento selvaggio dei fondali che intrappolano e soffocano, uccidendole indistintamente, tutte le specie che abitano gli oceani. In alte parole, come l’impronta umana avanza sui territori sommersi del pianeta tutto l’ecosistema che ne sostiene la vita  subisce il mortale impatto senza avere alcuna possibilità di ripresa.

6_ Proteggere la Natura e le bio diversità

i lupi e le altre specie a rischio di estinzioneDecine di migliaia di animali selvatici predatori come le volpi, gli orsi, i lupi e le linci
vengono uccisi o cacciati dai loro territori in quanto rappresenterebbero un fattore di rischio per l’industria alimentare carnea, stessa cosa accade a diverse specie di ungulati  i quali, a dire degli impresari che producono cibo per conto degli allevatori, interferirebbero, per via della loro presenza, con le politiche e con le prassi di assegnazione di intere aree a progetti imprenditoriali legati all’industria suddetta.

7_ Combattere i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici derivati dall’attività economica umana sono oggi la minaccia più temibile alla nostra stessa esistenza.

Riducendo drasticamente il consumo di carne e derivati con la prospettiva di un cambiamento radicale delle nostre abitudini alimentari ogni uno di noi può contribuire in maniera significativa alla riduzione del quoziente di emissioni di metano e di ossido di azoto nell’atmosfera

cambiamenti climaticiPiù alto il consumo di prodotti carnei più drammatica la quantità degli agenti atmosferici che determinano il fenomeno noto come effetto serra .

Passare da una dieta carnea ad una basata sui prodotti della terra non solo equivale ad un atto di amore e di considerazione nei confronti degli altri animali che subiscono per mano dell’uomo le peggiori umiliazioni e violenze, ma ad una scelta concreta per contrastare la razzia delle risorse naturali e lo scempio operato dalla civiltà umana all’ambiente che ci accoglie.
Per fare una simile scelta non occorrono doti particolari, ma la semplice volontà di incidere positivamente nella vita degli altri e nella propria.

Adottare una filosofia di vita Vegan oggi significa divenire il cambiamento che ci auguriamo vedere realizzato e per farlo non è mai stato più semplice in considerazione delle decine di ottime risorse on line per un primo orientamento personale sia per quanto riguarda la nostra alimentazione che per tutti gli altri aspetti pertinenti tale filosofia ( cosa vestire, come intrattenersi, come vivere in maniera sostenibile e non violenta ).

vai VEGANPer  informazioni sulla scelta Vegan navigare qui e qui.

Grazie a Mercy For Animals per l’ispirazione e per alcuni dei contenuti esposti.

si affilano i coltelli ADI

 

In un recente articolo apparso su di un noto quotidiano locale il signor Christian Heinzmann, presidente della Mamar (Mattazione Maremmana Srl) azienda titolare della realizzazione del nuovo mattatoio industriale in costruzione a Braccagni (GR), zona Madonnino, si esprime in maniera chiara e inequivocabile su quello che è l’obiettivo ultimo del progetto: dare impulso alla nascita di nuovi allevamenti in Maremma curati ( tra gli altri ) dalla Finav, società Alessandrina della famiglia Vigna, nota per la macellazione finalizzata alla fornitura di carni alla Coop Tirreno, ma non solo, prosegue questo gentiluomo, “Il nostro obiettivo è ( anche ) quello di dar vita a un marchio Maremma dove le carni ( bovine ) vengano prodotte e macellate qui da noi”.

industrial-slaughterhouseIl moderno impianto, una volta ultimato avrà un costo di 2 milioni e 800mila euro con il 40% della spesa complessiva elargita a fondo perduto all’azienda responsabile come previsto dal Piano di Sviluppo Rurale finanziato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Grosseto.
La realizzazione di quella che il signor Heinzmann definisce “una difficile impresa” non si distinguerà soltanto come un impianto allo stato dell’arte in termini di capacità di uccisioni e di smembramenti, ma costituirà una modifica epocale negli assetti della produzione zootecnica della Maremma.

Gli altri soci di questa impresa commerciale sono la Cooperativa Vallebruna (di cui attualmente Heinzmann è anche presidente); la ConsMaremma di Tarquinia; il Consorzio agrario della provincia di Grosseto; il Salumificio Sandri; le tre associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura; Allevamenti di Maremma; l’Associazione produttori zootecnici; l’Atpz, e tale Alessandro Guelfi, come persona fisica. 

L’apertura di questo vero e proprio lager, luogo nel quale troveranno la morte almeno 12mila animali all’anno dopo una breve non-vita spesa rinchiusi in un lurido allevamento, è prevista “entro Ottobre 2014” – questa cornice temporale è cruciale per gli imprenditori  sopra menzionati, infatti nel caso in cui essi non riuscissero a divenire operativi entro quella data sorgerebbero difficoltà nell’ottenimento dei finanziamenti sopra menzionati i quali equivalgono alla cifra di 1milione e 680mila euro, denaro sottratto dagli enti erogatori ad un tipo di sviluppo non violento, eco sostenibile e davvero riqualificante l’economia di questo territorio.

Come al solito si punta sulla riproduzione all’infinito di corpi da macellare, un mondo vivente composto da singolarità le cui dignità e status morale vengono negate, individui perfetti che, di fatto, vengono ridotti a mera merce di scambio dal sistema antropocentrico capitalista dominante, un sistema cieco e sordo alle istanze di liberazione che anche in questa provincia si levano a favore delle vittime di tale crudele equazione.

cows lookingCome prevedibile si promuovono e si glorificano, a livello istituzionale, progetti fondati sulla perpetuazione della presunta supremazia della finanza sull’etica, del bieco profitto su di un raziocinio condivisibile dal punto di vista ideale, della morte sulla speranza di cambiamento.
Il vero sviluppo, anche economico, dovrebbe basarsi sull’arricchimento dei principi morali che ci animano,  sull’umanizzazione degli usi e dei costumi che ci qualificano, sul cambiamento evolutivo delle pratiche di relazione e di reciprocità che si consumano nell’alveo della Natura e della vita, sulla piena valorizzazione indistinta e non discriminatoria delle vite che vi albergano.

I fatti ci mostrano tutta un altra realtà e di questo ne rimaniamo stravolti.

Anche tra noi c’è chi considera, per quanto illogico possa apparire, il Macello ( e quanto accade all’interno di queste mostruose strutture)  come l’unico tratto nei percorsi di annientamento riservati ai cosidetti animali da reddito caratterizzato dalla Compassione .
Il Macello per le vittime che vi verranno “processate” dentro , per gli oltre sessanta miliardi di creature terrestri che vi vengono trucidate ogni anno nel mondo, è la fine di un tormento, il tormento di essere nati.

vitello-vitellino-chianina

Questa Associazione farà tutto ciò in coerenza coi propri principi e con le proprie potenzialità per dare una voce ai nostri fratelli non umani:  per gli imprenditori soltanto dei numeri senza un volto, senza un cuore che batte, per noi, degli esseri viventi senzienti nobili, capaci di soffrire e quindi degni di tutta la nostra considerazione e del nostro rispetto.

https://vimeo.com/99810570

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“Il biglietto d’ingresso” è un documentario sulla produzione di carne realizzato dagli allievi della Scuola di Cinema e Televisione della Fondazione Milano Lorena Melchiorre, Bianca Neri e Ciro De Maria.

Il documentario contiene le testimonianze di Lorenzo Guadagnucci, Massimo Filippi, Annamaria Manzoni, Valerio Pocar, Filippo Trasatti.

Questo documento video offre uno sguardo critico, senza retorica, senza vividezza eccessiva sulla mostruosità del dominio dell’Umano sulle altre specie animali ” solo perchè possiamo farlo”  rendendone la fruizione adatta a tutti, chiaro e sintetico nei suoi appunti di critica alle aberrazioni rappresentate dagli allevamenti e dai macelli, un ottimo lavoro che centra diritto al cuore.

Grazie a http://liberazioni.noblogs.org

Oggi a Grosseto in Piazza Dante si è tenuta una manifestazione di sdegno alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da due personaggi pubblici locali, un veterinario della ASL e un funzionario della provincia, i quali con le loro dichiarazioni dei giorni scorsi avevano sostenuto l’ipotesi di attuare un programma di eutanasia per “risolvere” il problema del mantenimento dei cani rinchiusi nel canile, in particolare per abbattere le spese di gestione di questa struttura e per mettere in discussione le norme vigenti che invece garantiscono a questi ultimi il soggiorno in quel luogo tanto a lungo quanto è necessario per la loro adozione

http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2013/12/31/1003691-animali-grosseto-lav.shtml

Tra coloro i quali si sono mobilitati partecipando all’iniziativa, apprendiamo da alcuni post sui vari Social Network, vi è una fitta schiera di persone che si definiscono “amanti degli animali” e che al tempo stesso dichiarano di “amare la carne”, insomma, persone che adottano due pesi e due misure a seconda del soggetto animale che si trovano davanti, uno, il cane, un amico da coccolare e da “proteggere”, da portarsi a casa e in giro al guinzaglio, l’altro, o meglio TUTTI gli altri, in particolare, gli sfortunati individui ai quali viene attribuito un valore di tipo utilitaristico, da allevare, da segregare, da macellare per finire come cibo prelibato nei loro piatti.

http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/diventa-vegan/orrore-dei-macelli/

L’incongruenza della visione di coloro i quali sostengono pubblicamente idee connotate da una benevolenza incondizionata verso una specie per poi distinguerne altre ci sembra palesemente indifendibile. Costoro, sostenendo coi loro acquisti e con le loro abitudini a tavola i programmi di sterminio dell’industria alimentare la quale annienta nel mondo almeno 50 miliardi di animali “da reddito” ogni anno sono la quintessenza dell’ipocrisia e la cruccia sulla quale si posa l’attuale status quo.

http://laverabestia.org/

La miopia e l’approssimazione culturale che denota tali persone è soltanto l’altra faccia nella stessa medaglia dei due personaggi i quali, per guadagnarsi qualche articolo sui giornali, hanno rilasciato quelle scellerate affermazioni sull’improbabile uccisione dei cani detenuti presso il canile municipale.

Diciamo “improbabile” in quanto esistono delle leggi che ne impedirebbero l’attuazione comunque la pensino lor signori, nella maggioranza dei casi qua da noi i cani sono tutto sommato fatti oggetto di attenzioni a differenza di altre parti nel mondo dove invece sono considerati tradizionalmente carne da macello.

http://youtu.be/DcEJfACChD8

Noi riteniamo che ci si dovrebbe battere al contempo per ridurre il fenomeno degli abbandoni, per eradicare la vendita di animali, per far chiudere gli allevamenti che lucrano sulla sofferenza di individui, di ogni specie, fatti nascere soltanto per procurare un piacere fittizio all’Uomo padrone.

Noi riteniamo che la presunzione che la specie umana possa disporre della vita di QUALSIASI individuo senziente sia non soltanto un abbaglio antropologico, ma un crimine, è per questo che siamo per la Liberazione piuttosto che per la Protezione degli altri animali. Il concetto di Protezione, quello di Tutela hanno una decisa matrice antropocentrica, sarebbe un errore oltre che una perdita di tempo far avanzare, nella sfera dei diritti e dello status morale, la considerazione che si mantiene verso una determinata specie alle spese di quella, altrettanto urgente, verso tutte le altre.
Un tacchino, un maiale, un vitello, un cavallo non sono diversi dal vostro cane, dal vostro gatto verso i quali nutrite giustamente sentimenti di amore e di affezione

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/12/29/qualuno-non-qualcosa/

Allora, cari grossetano indignati, ricordatevi di questo quando vi sederete a tavola davanti al pezzo sanguinolento di un corpo dei suddetti altri animali e chiedetevi se davvero la loro vita e la terribile crudeltà adoperata, per conto vostro, nei loro confronti durante una miserabile, breve esistenza non sia anch’esso motivo sufficiente per prendere coscienza in rispetto alle  scelte personali da attuare ogni giorno per poi, eventualmente, scendere in piazza e battersi per la loro liberazione dal giogo umano.

Non è mai troppo tardi per aprire gli occhi di fronte alla realtà.

https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/09/14/proposte-per-un-manifesto-antispecista/

associazione d'idee onlus

L'unica Differenza è la tua Attitudine

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Gli Animali che sopravvivono le gabbie, le anguste stalle, la detenzione perenne, che riescono con angosciante e paziente attesa a rimanere in vita a fronte delle  condizioni di sovraffollamento e di violenza quotidiane imposte loro dagli allevatori, si trovano a dover fronteggiare il loro ultimo viaggio, l’unico che le sottrarra’ allo sfruttamento dell’uomo, un viaggio all’inferno, quello rappresentato dal mattatoio, dove questi individui, nella fattispecie, mucche, ma le circostanze per pecore, maiali e cavalli non sono diverse, arrivano dopo estenuanti viaggi senza cibo, senza acqua e senza avere mai avuta la possibilità di riposare o di muoversi.

http://youtu.be/84DxdO5jyf0

Molti di questi Animali collassano durante il viaggio a causa del troppo caldo, oppure durante l’inverno, alcuni di questi individui congelano rimanendo attaccati alle pareti dell’automezzo che li trasporta e con frequenza devono venire “staccati” dagli addetti utilizzando attrezzi di metallo tipo “piede di porco”.

Sono definiti “Animali esausti” coloro i quali, arrivati allo stremo, debilitati, disidratati, feriti. Questi individui raggiungono i luoghi di macellazione incapaci di camminare o di starsene in piedi. Gli Animali ridotti in tali condizioni verrano tirati giu dai camion e dai vagoni che li hanno trasportati utilizzando funi o catene legate ai loro arti, trascinati a terra e verso gli impianti dai macellai attraverso l’ausilio di ruspe o di muletti.

http://youtu.be/MrHHt3DjNJA

Per coloro i quali arrivano mantenendo una relativa facoltà  di movimento “autonomo”, ma troppo impauriti da ciò che li attende fuori dal mezzo che li ha trasportati e non vogliono uscirne, gli addetti riservano un trattamento fatto di scosse elettriche somministrate con appositi pungoli, oppure vengono percossi per obbligarli ad uscire, altri ancora vengono colpiti sul volto e sui genitali con forconi e altri attrezzi appuntiti.

A seguito delle operazioni di scarico degli Animali, inizia la fase di irregimentazione prima dentro degli appositi recinti costruiti a ridosso degli impianti di macellazione, poi, ad uno ad uno, in fila indiana convogliati dentro un tunnel dove si può soltanto muoversi andando avanti.

http://laverabestia.org/play.php?vid=399

http://youtu.be/iLs_P8yWLOU

Poco dopo gli Animali ricevono un colpo alla testa che dovrebbe stordirli, per fare questo gli addetti utilizzano delle apposite pistole con proiettile captivo.

http://laverabestia.org/play.php?vid=3351

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Purtroppo per loro e a causa dell’imprecisione con la quale gli addetti eseguono questo tipo di intervento, ma anche per la velocità con la quale essi sono costretti a sparare in testa ad ogni singolo individuo, molti degli Animali ricevono i primi colpi di lama dai macellai, issati per una zampa da pesanti catene,  quando ancora coscienti e capaci di sentire il dolore e il sangue che fuoriesce dalle loro ferite e dai loro arti già amputati.

http://youtu.be/TpbXGh8adfI

 “Possiamo osservare gli Animali battere gli occhi, emettere muggiti e fare altri rumori, possiamo testimoniare i movimenti della testa e gli sguardi impietriti dal terrore e dall’agonia fino a che, pezzo per pezzo, non periscono definitivamente”  ( testimonianza di un “lavoratore esperto” di un impianto americano di macellazione ) http://www.peta.org/issues/animals-used-for-food/cow-transport-slaughter.aspx

Alcuni degli Animali si mantengono in vita fino a 6/7 minuti dal taglio della gola, la “catena di smontaggio” non si ferma mai e i procedimenti di smembramento degli Animali continua anche per quelli che sono ancora coscienti di quanto stà accadendo loro.

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L’industria carnea guadagna tanto quanto riesce ad uccidere e a processare il più alto numero di Animali nel minore tempo possibile.

Negli Stati Uniti gli operatori di impianto che fermano il ciclo di ”smontamento” per allertare i loro supervisori del fatto che Animali ancora coscienti si trovano attaccati ai carrelli rischiano il licenziamento. Negli Stati Uniti, ma anche qua in Europa, l’industria alimentare che macella e produce prodotti carnei e caseari impiega degli organici composti da lavoratori impoveriti e abbrutiti dalla loro condizione, degli sfruttati loro stessi, spesso immigrati che non possono permettersi il lusso di denunciare niente e nessuno per il timore di venire rimandati ai loro paesi di origine o semplicemente di perdere l’unica opportunità lavorativa a cui sanno di poter  accedere.

http://youtu.be/aL0Kd5KFd-s

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La maniera migliore per porre fine all’infinita crudeltà e alla sofferenza imposta agli Animali cosiddetti “da reddito”, vittime dell’industria alimentare e dell’abitudine di chi acquista le loro carni e i prodotti derivati dal loro brutale sfruttamento è quella di diventare VEGAN e di sviluppare una maggiore empatia con tutti gli esseri senzienti i quali come noi hanno innatamente il diritto alla vita e quello di non venire annichiliti dal più forte.

http://www.vegfacile.info/

STORIA DI UNA MADRE PIC

Nessuno si è curato di dare lei un nome.

Soltanto un numero: 22815

Per anni se ne è rimasta nella sua gabbia, da sola, senza mai conoscere il calore confortante del sole, senza mai sentire sotto i piedi la morbidezza dell’erba. Mai un momento di socializzazione con i suoi simili. Mai una carezza.

Anno dopo anno, ripetutamente,  frutto di dolorosi parti, i suoi piccoli, sottratti dall’uomo. Non ha mai potuto che guardare impotente mentre i suoi figli urlanti venivano castrati e le loro piccole code tagliate via, senza anestesia. Il freddo metallo delle sbarre che la cingono, nessuna via di fuga.
Nessun conforto nella sudicia gabbia, troppo piccola per lei, impossibile persino girarsi o sdraiarsi.

Si muove con un piccolo passo in avanti, poi uno indietro. Morde disperata il metallo che la circonda. A volte rimane incastrata tra le sbarre e vi rimane fino a che uno degli attendenti con un calcio la “libera” e allora il dolore sale, ma qui, nessuno si accorge della sua infinita sofferenza.

Scrofa n. 22815 ha vissuto una vita intera prigioniera e miseramente fino al giorno in cui è morta, il suo corpo emaciato, ricoperto di piaghe. Strato sopra strato sulla sua schiena, le marcature della vernice spray si sono accumulate nel tempo, ora è un “rifiuto”, non è più “utile” a niente. Verrà buttata nella spazzatura.

La vita di Scrofa n.22815 è tristemente familiare a milioni di altre madri maiale, attanagliate dalla miseria della prigionia, confinate al buio dentro gli allevamenti intensivi di questo mondo. Costrette dall’industria alimentare ad una esistenza angosciante, come macchine, mai un gesto di tenerezza, mai un gesto di compassione.

Noi sappiamo che OGNI essere vivente merita di essere trattato con rispetto, sappiamo che ogni uno di loro deve poter vivere libero, proprio come vorremmo che fosse per i nostri cari.

Diventare VEGANI è lo strumento più efficace che abbiamo per porre fine a tutto questo.
Per informazioni
http://www.viverevegan.org/web/

testo liberamente tradotto da http://www.mercyforanimals.org/