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Come possiamo dirci “ambientalisti” o “ecologisti” senza avere maturata, o mantenere una mentalità sufficentemente aperta per cominciare a farlo, una consapevolezza in relazione al tipo di impatto che le nostre scelte alimentari quotidiane esercitano sugli altri e sull’ambiente?

Interi settori della popolazione mondiale  si dichiarano  a favore di politiche di tutela e di salvaguardia della Natura senza porsi criticamente la questione del proprio diretto contributo alla depredazione delle risorse del pianeta e alla distruzione degli ecosistemi.

Ogni giorno abbiamo la necessità di nutrirci. Per fare questo ci affidiamo con leggerezza al supermercato o ad altre grandi catene di distribuzione alimentare le quali a loro volta, motivate da imperativi economici, acquisiscono i loro prodotti da imprese, che sia locali che multinazionali, le quali ingaggiano in maniera diretta ad una vera e propria guerra al mondo vivente.

Ci permettiamo di banalizzare la questione dell’impatto che un certo “vivere moderno” opera sul mondo vivente presentando in sette punti come, rimuovendo la carne dai nostri piatti, sia possibile mettere in atto un comportamento non soltanto compassionevole e votato al rispetto degli altri animali, ma di cruciale entità anche nella lotta contro la graduale devastazione del territorio i quali effetti sono sotto gli occhi di tutti.

1_ Non contribuire all’inquinamento delle falde acquifere e dei corsi d’acqua.

corsi d'acquaA causa di fattori tutti riconducibili all’economicità delle loro attività gli allevatori costringono il maggior numero di animali nel minore spazio possibile, che si tratti di allevamenti intensivi o di piccole imprese locali questi ultimi produrranno un forte impatto sul territorio per via delle loro deiezioni.Soltanto una frazione delle deiezioni prodotte verranno assorbite dal terreno senza procurare gravi danni a fiumi, falde, torrenti e a tutti gli altri corsi e depositi di acqua pulita essenziali per la vita e per la salute di tutti.

2_ Fermare la distruzione degli habitat naturali

specie a rischioLa riduzione drastica nel consumo di alimenti carnei e derivati contribuisce al mantenimento della diversità biologica arrestando il trend in atto, registrato negli ultimi anni, di estinzione in massa di specie animali.
Secondo il Center for Biological Diversity  la produzione di animali da mandare al macello è la causa principale, in termini di impatto ambientale, del declino nella qualità dell’aria, dell’acqua e degli spazi naturali disponibili agli animali selvatici per vivere indisturbati dalla civiltà umana.

Dal 1980 al 2010 la produzione di carne è triplicata a fronte di una popolazione mondiale di oltre sette miliardi di individui, da ora al 2050 è previsto un ulteriore 50% in più nella domanda a meno che non si riesca ad arrestare e ad invertire l’attuale trend relativo ai “bisogni indotti” nella popolazione da parte dell’industria agro alimentare la quale realizza profitti enormi in questa equazione mortale.

La sovra popolazione del pianeta e la sete di dividendi delle industrie umane sono le cause primarie delle scelte non sostenibili operate dai governi mondiali, scelte erratiche che stanno conducendo alla catastrofe attraverso un processo di spoliazione delle risorse inesorabile nella sua drammaticità

3_ Ridurre il consumo di acqua
eccessivo consumo di acquaNei paesi a capitalismo avanzato oltre il 50% delle risorse idriche vengono impiegate nei processi di produzione di alimenti carnei.

In pratica occorrono fino a 20.000 litri di acqua ( l’equivalente di 2 mesi di consumo medio di acqua in docce ) per un chilo di carne.

Per la produzione di un chilo di frumento ci vogliono tra i 500 e i 4000 litri.  http://www.theguardian.com/news/datablog/2013/jan/10/how-much-water-food-production-waste

4_ Prevenire la deforestazione

foreste pluvialiSecondo dati contenuti nella working paper n.22 della World Bank il volume attuale di carne immessa sul mercato alimentare globale è il principale responsabile della distruzione delle foreste pluviali operata dalle multinazionali e dagli altri operatori del settore per fare spazio agli allevamenti intensivi ( aree di pascolo e da adibire agli impianti di lavorazione ).

5_ Salvare gli oceani

oceaniPer quanto ci riguarda qualsiasi tipo di pesca rappresenta un grave abuso nei confronti delle creature marine e dell’ambiente che le ospita.

Secondo uno studio compiuto nel 2010 il 90% delle specie più grandi di pesci presenti al mondo sarebbero scomparse dai mari .

Le tecniche industriali di pesca oggi sono comparabili a delle vere e proprie azioni militari costituite dall’inseguimento guidato da radar e satelliti dei grossi banchi di pesci e dal rastrellamento selvaggio dei fondali che intrappolano e soffocano, uccidendole indistintamente, tutte le specie che abitano gli oceani. In alte parole, come l’impronta umana avanza sui territori sommersi del pianeta tutto l’ecosistema che ne sostiene la vita  subisce il mortale impatto senza avere alcuna possibilità di ripresa.

6_ Proteggere la Natura e le bio diversità

i lupi e le altre specie a rischio di estinzioneDecine di migliaia di animali selvatici predatori come le volpi, gli orsi, i lupi e le linci
vengono uccisi o cacciati dai loro territori in quanto rappresenterebbero un fattore di rischio per l’industria alimentare carnea, stessa cosa accade a diverse specie di ungulati  i quali, a dire degli impresari che producono cibo per conto degli allevatori, interferirebbero, per via della loro presenza, con le politiche e con le prassi di assegnazione di intere aree a progetti imprenditoriali legati all’industria suddetta.

7_ Combattere i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici derivati dall’attività economica umana sono oggi la minaccia più temibile alla nostra stessa esistenza.

Riducendo drasticamente il consumo di carne e derivati con la prospettiva di un cambiamento radicale delle nostre abitudini alimentari ogni uno di noi può contribuire in maniera significativa alla riduzione del quoziente di emissioni di metano e di ossido di azoto nell’atmosfera

cambiamenti climaticiPiù alto il consumo di prodotti carnei più drammatica la quantità degli agenti atmosferici che determinano il fenomeno noto come effetto serra .

Passare da una dieta carnea ad una basata sui prodotti della terra non solo equivale ad un atto di amore e di considerazione nei confronti degli altri animali che subiscono per mano dell’uomo le peggiori umiliazioni e violenze, ma ad una scelta concreta per contrastare la razzia delle risorse naturali e lo scempio operato dalla civiltà umana all’ambiente che ci accoglie.
Per fare una simile scelta non occorrono doti particolari, ma la semplice volontà di incidere positivamente nella vita degli altri e nella propria.

Adottare una filosofia di vita Vegan oggi significa divenire il cambiamento che ci auguriamo vedere realizzato e per farlo non è mai stato più semplice in considerazione delle decine di ottime risorse on line per un primo orientamento personale sia per quanto riguarda la nostra alimentazione che per tutti gli altri aspetti pertinenti tale filosofia ( cosa vestire, come intrattenersi, come vivere in maniera sostenibile e non violenta ).

vai VEGANPer  informazioni sulla scelta Vegan navigare qui e qui.

Grazie a Mercy For Animals per l’ispirazione e per alcuni dei contenuti esposti.

Annunci

Contro McDonald’s e le sue politiche di aggressione, sfruttamento e sterminio. Contro il carnismo dottrina e prassi votate alla distruzione del mondo vivente, all’accumulazione iniqua di ricchezza e al sottosviluppo culturale. GO VEGAN – CHANGE THE WORLD.

N.B. il testo che segue contiene un errore che al momento non riusciamo a rettificare: l’evento a Firenze si tiene il 19 Aprile naturalmente ( non Marzo ).

Technoterra

technoterra al No Cage Aprile 2015TECHNOTERRA SOUNDSYSTEM con special guest THE DUBWISER per una notte di musica elettronica al NO CAGE di Prato, importante realtà vegan antispecista regionale.

La domenica seguente, il 19 Marzo, parteciperemo a Firenze alla giornata di lotta curata da Antispecisti Pratesi nell’ambito della campagna nazionale #occupyMcDonalds 

Riprendiamo dal sito del gruppo organizzatore della mobilitazione Earth Riot:

Mc Donalds è un’icona del capitalismo, del consumismo, simbolo di quell’industria della carne e dei derivati che uccide miliardi di animali ogni anno.

McDonalds la multinazionale per eccellenza dello sfruttamento globalizzato, colpevole di promuovere la deforestazione, alimentare il problema della fame nel mondo e lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile.

Essere antispecisti significa rifiutare e condannare ogni forma di schiavitù, sfruttamento e discriminazione.

Per queste ragioni non possiamo accettare che all’interno dei fast food McDonald’s e simili venga proposta un’altenativa vegan, subdolo e disperato tentativo da parte della multinazionale di risollevare i…

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agnellohomeNonostante il grande lavoro svolto dagli attivisti in questi anni per ridurre il numero delle uccisioni di animali nei mattatoi, in particolare durante periodi particolari dell’anno, le “celebrazioni” pasquali continuano a rappresentare un picco insanguinato e il primato delle macellazioni va alla Sardegna, al Lazio, alla Puglia poi seguite da Campania e Toscana, le vittime totali in Italia ogni anno sfiorano i 4 milioni.

La nostra sarà una Pasqua Veg In quanto antispecisti e vegani ci opponiamo a ogni tipo di allevamento e di sfruttamento e preferiamo adottare una dieta alimentare scevra di violenza e di crudeltà.

Per fare questo ci affidiamo completamente ai prodotti della terra sui quali impostare la nostra alimentazione

Siamo tuttavia coscienti del fatto che il terribile destino riservato ai piccoli di pecora strappati alle amorevoli cure delle madri per finire con la gola tagliata in una pozza di sangue è uno scenario che turba particolarmente ANCHE coloro i quali non dedicano granchè della loro attenzione alla sofferenza degli altri animali per mano dell’industria agro alimentare

Bene, con questo evento ci rivolgiamo ANCHE a loro e chiediamo a tutti voi invitati di partecipare alla spesa di € 150,00 per l’affissione di 50 manifesti 70×100 sugli spazi appositi gestiti dalla Sistema SRL a Grosseto.

Questa è una iniziativa nazionale organizzata e promossa da Animal Amnesty alla quale aderiamo con entusiasmo.

Le affissioni verranno realizzate il 16 MARZO per quindici giorni.

Vi invitiamo a contribuire con una donazione con le seguenti modalità:

RICARICA POSTE PAY n. 4023600586285530 intestata a Paolo Rossi

DI PERSONA se in Grosseto telefonando o messaggiando il 3281544997

oppure tramite PAYPAL o altra carta di credito seguendo le istruzioni sul nostro profilo KAPIPAL

agnellini

In questa foto la divisione dei piccoli dalle loro madri operata dagli allevatori, gli agnellini, principalmente maschi, marcati con la vernice verde finiranno al mattatoio, i piccoli femmina seguiranno l’angoscioso destino delle loro madri: delle vere e proprie macchine per la riproduzione.

Pe aggiornamenti sull’andamento della raccolta delle vostre donazioni visitare la pagina Facebook relativa a questo evento.

Grazie di cuore per l’aiuto che riuscirete a darci e alla considerazione morale che accorderete agli agnellini  scegliendo di NON COMPRARNE e di NON CONSUMARNE i corpi nè quest’anno nè mai più.

La raccolta parte da €25,00 versati da Carla R. EVENTO su FACEBOOK

QUI il video di TV ANIMALISTA sulla macellazione degli agnelli.

Se avete la possibilità di organizzare una affissione simile in altre città italiane non esitate a contattare Animal Amnesty  visitando la loro pagina web

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Nelle immagini il manifesto che verrà affisso in decine di città italiane quest’anno.

Uno dei luoghi della civiltà umana maggiormente tenuto a distanza dagli sguardi, probabilmente il luogo maggiormente rimosso dall’immaginario individuale e collettivo è quello del mattatoio.

La struttura adibita a questo tipo di attività che è stata costruita all’interno del Polo Industriale del Madonnino, a Braccagni, in provincia di Grosseto non è una eccezione a questa regola.

Questo moderno campo di sterminio è stato realizzato su iniziativa di un Consorzio di aziende locali le quali hanno beneficiato di un contributo regionale a fondo perduto di un milione e seicento ottantamila euro a fronte di una spesa di due milioni e ottocentomila euro complessivi.

Per la Regione Toscana che ha finanziato in larga parte questa impresa, l’atto di assegnare tutti quei soldi pubblici alla MaMar, una azienda specializzata nell’uccisione di animali cosi detti da reddito e titolare del progetto, costituisce un “importante passo” verso una “migliore valorizzazione degli assetti locali dell’economia rurale” di questo territorio.

Nei media locali si è parlato di sviluppo, di occupazione e persino di rilancio di un’area industriale disastrata e desertica, quella appunto dove sorge il mattatoio.

Per gli attori privati coinvolti in questa impresa le aspettative sono quelle relative alla moltiplicazione degli allevamenti in zona così da potenziare la capacità attuale di produzione e di offerta di alimenti carnei ai consumatori locali che lo richiedono.

L’industria della carne è in crisi e questo tipo di operazioni servono anche a scongiurare un ulteriore declino nella domanda. Sappiamo che gli impianti di mattazione esistenti intorno e internamente alla provincia di Grosseto non operano a pieno regime, non c’era davvero necessità di costruirne un altro, le finalità, come abbiamo detto infatti sono diverse.
Ma a noi interessa porre l’accento sugli aspetti etici di un simile progetto, nell’anonimo luogo che vediamo nelle immagini, un mattatoio che sicuramente disporrà di impianti e dispositivi di contenzione, detenzione, uccisione e smembramento dell’ultima generazione, all’interno di questo lugubre luogo, una volta divenuto operativo, si ammazzeranno almeno 12,000 animali all’anno, singolarità che avranno condotto la loro non-vita segregati in qualche stalla o gabbia o allevamento di tipo industriale, totalmente nelle mani dei loro padroni umani i quali avranno stabilito dalla disgraziata nascita di queste creature alla loro fine violenta e sanguinosa ogni singolo aspetto delle loro esistenze, in effetti esseri senzienti trattati come merce, come oggetti da accumulare e da consumare.

Questi animali verranno trasportati qui, al mattino presto o di notte, per non turbare le coscienze di coloro i quali poi ne acquisteranno i corpi, fatti a pezzi e ben ripuliti, resi accettabili alla vista, confezionati dai macellai o nei supermercati.

Nessuna connessione tra il sistema di moderna schiavitù ( gli allevamenti ) i luoghi dove si commette il genocidio quotidiano ( i mattatoi ) e la tavola dove chi consuma questo tipo di alimenti si siede ogni giorno deve essere fatta, nessuna connessione, il vecchio adagio che recita “occhio non vede, cuore non duole” non è stato mai così vero come in tali circostanze.

Di fatto il sistema di allevamento e di sfruttamento degli animali se osservato da qualunque prospettiva, da qualsiasi occhio capace di rappresentarlo criticamente è un sistema di una crudeltà inaudita, un apparato connotato dalla violenza metodica del forte sul debole in ogni sua fase, un sistema di potere che fa presa assoluta sulle proprie vittime che noi chiamiamo DOMINIO.
Il dominio umano si afferma sugli altri animali in differenti forme e con diverse modalità, basta pensare all’industria dell’intrattenimento, alla sperimentazione bio medica, allo sfruttamento affettivo che si impone a determinate specie, alla caccia e alla pesca, ma la violenza efferata e seriale che si compie con ferocia e senza rimorsi per produrre cibo ammonta ad una percentuale che sfiora il 98 per cento di tutti i crimini compiuti ai danni degli altri animali da parte dell’uomo.

Questa situazione obbliga alcuni di noi a porci degli interrogativi e a enfatizzare con tutti i mezzi di cui disponiamo l’indifendibilità di tale brutale forma di oppressione e l’obbligo morale di fermarla.

Al Madonnino, come in altre cattedrali del dominio specista, schiavi non umani, discriminati e oppressi in quanto non facenti parte della specie eletta, creature rese invisibili e riproducibili all’infinito termineranno il loro angoscioso e breve viaggio su questo mondo.

Arriveranno al Polo Industriale nei camion, spesso dopo viaggi lunghi ed estenuanti, senza acqua ne cibo, al freddo gelido o nel caldo torrido e obbligati a scendere senza tanti complimenti, convogliati nei recinti esterni e poi, uno alla volta, verso i tunnel della morte, storditi in maniera adeguata se hanno un briciolo di fortuna, ancora coscienti in altri casi nelle mani degli addetti al taglio della gola, alla rimozione di muso e zoccoli, all’evisceramento….una orrenda catena di smontaggio degna dei peggiori film dell’orrore, un orrore senza eguali dove il sangue, le lacrime, il terrore, la merda, le urla, l’angoscia si levano, si mischiano e si separano dalla carne, dalla fibra, dai muscoli, dalle budella e da altre parti che verranno poi vendute opportunamente ripulite e rese presentabili a quei consumatori che non si chiedono, che non intendono vedere, che non dispongono di una sensibilità tale da consentire loro, appunto, di fare le dovute connessioni.

Non abbiamo bisogno dei mattatoi, dei trasportatori di animali vivi, degli allevamenti, degli stupri industriali per generare nuove vittime, non abbiamo bisogno dell’allevatore e del macellaio per vivere.

Possiamo vivere bene e mangiare con gusto basando la nostra alimentazione sui prodotti della terra, vivere senza infliggere disperazione, violenza e morte ad altri è possibile, per questo vogliamo che posti simili a quello del Madonnino scompaiano o che vengano riconvertiti ad una economia di pace, di solidarietà e di crescita culturale.

Oggi in molti abbiamo deciso di non sostenere più coi nostri acquisti l’industria alimentare tradizionale, abbiamo eliminato dal nostro carrello della spesa tutti quei prodotti derivati dallo sfruttamento degli altri animali.

Altri ancora hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro risorse personali alla lotta per la liberazione delle vittime non umane di questa orrenda macchina di sterminio, giustificata dall’ideologia antropocentrica secondo la quale tutto è lecito nell’interesse della specie dominante e del modello economico accettato.

Il denaro e la creazione di sempre maggiori margini di profitto sono le vere cause di tanta violenza, di tanta indifferenza, del declino dei nostri valori e della valorizzazione dell’umanità che dovrebbe distinguerci dalla bestie ( ci dicono ).

Dov’e’ l’umanità in posti come il mattatoio del Madonnino?

Dov’e’ la dignità e la moralità dei carnefici che lo operano e la rispettabilità di chi finanzia simili progetti di morte?

Dove l’intelligenza e la capacità di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Queste qualità non esistono più, in famiglia e a scuola ci hanno inculcato nozioni in diretto contrasto con l’insorgere di sentimenti quali la solidarietà e l’altruismo, sentimenti che noi, attivisti per la liberazione animale, sentiamo fortemente di dover declinare estendendo la sfera della compassione e della considerazione morale ANCHE alle specie diverse da homo sapiens, diverse ma non meno degne di vivere.

Solo il fatto che ogni creatura senziente è capace di soffrire dovrebbe indurre in ogni uno di noi una riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ci opponiamo  a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.
riflessione e una presa di posizione netta al fianco delle vittime, in opposizione ai carnefici e ai mandanti di tale infame e scellerato progetto di dominio e di distruzione del mondo vivente, per queste ragioni siamo venuti qui oggi e vi torneremo presso il polo industriale del Madonnino in provincia di Grosseto, per queste ragioni ci opponiamo a tutti i macelli, a tutti gli allevamenti, per questo nel 2015 dobbiamo continuare a batterci contro la schiavitù.

IMG01447-20150206-1226 Il soggetto nella foto è Isabella, una stupenda pecora tenuta prigioniera dentro una casetta semidistrutta parte del complesso di abitazioni in Via Sforzesca a Grosseto, quartiere Kennedy, zona Aeroporto Civile.
I detentori di Isabella sembra siano un gruppo di Rom che vive in una delle poche casette ancora abitate nella zona disastrata di Via Sforzesca.
Isabella “vive” in solitudine tra macerie e rifiuti nella più totale indifferenza delle autorità e delle altre persone che condividono quegli spazi cittadini, gli altri residenti che non possono non avere sentito i belati continui di Isabella che ai nostri orecchi sono richieste di aiuto.
Le autorità sanitarie, le quali si attiverebbero per prime e con grande zelo in circostanze assai differenti  con ispezioni e visite non sollecitate nei confronti di persone le quali  tengono animali cosidetti da reddito in loro prossimità soltanto perchè ne amano la compagnia o perchè salvati da situazioni di abuso e di sfruttamento, in questo caso non sembrano intervenire.
Beninteso, noi non crediamo che sia più “umano” tenere alcun animale prigioniero in un ambiente più sano sotto il profilo dell’igiene e della profilassi e l’orrore ci colpisce sempre e invariabilmente di fronte a ciò di cui siamo capaci ogni volta che si cerca di giustificare lo sfruttamento degli animali o la loro uccisione in circostanze definite “legali”, ma Isabella è esposta 24 ore al giorno non soltanto ad una disperata solitudine, ma anche al freddo e al gelo, senza un rifugio sicuro dove spostarsi anche perchè tenuta perennemente legata ad uno dei muri interni la sua prigione.
Se per il momento non intendiamo presentare un esposto  è soltanto perchè sappiamo che questo equivarrebbe ad una condanna a morte per Isabella, la quale, essendo detenuta con modalità non conformi alle norme vigenti, verrebbe sicuramente uccisa e buttata in un forno crematorio. IMG01448-20150206-1227
Alcuni attivisti si sono avvicinati a questa splendida creatura e hanno provato a trasmettergli un pò di calore, una qualche ( patetica ) attenzione benevola, è per questo che quei suoi occhi, oltrechè una disperata angoscia trasmettono anche stupore.
Sicuramente Isabella non è abituata ad alcuna attenzione benevola da parte dei suoi carcerieri umani.
Cosa possiamo fare per Isabella in una società che si professa solidale ma che riserva per lei e per miliardi di suoi simili soltanto un destino fatto di violenza, sfruttamento, di apparentemente eterna retribuzione, di indifferenza?
Nella società conclamata civile non c’e’ posto per chi, come Isabella, non gode di diritti se non quello di vedersi attribuito un numero di matricola e una data certa di esecuzione, le nostre città non offrono spazi di vita ai non umani, nessun luogo dignitoso in cui esistere.
Il loro status è quello di merce.
arccircleLa nostra celata comunanza con le creature non umane che ci circondano, la nostra animalità, l’essenza che ci da lo slancio, la volontà, viene repressa e negata dal sistema specista che esercita una presa asfissiante sulle nostre vite, sulle nostre idee, sulle nostre aspirazioni, dalla culla alla bara.
Se davvero la caratteristica principale che ci distingue dalle “bestie” è la nostra supposta umanità, noi sentiamo di continuare a disconoscere quella definizione, in quel costrutto morale e giuridico basato su atteggiamenti discriminatori di specie e su prassi seriali tanto violente quanto universalmente accettate che si distinguono  per  crudeltà ed efferatezza verso tutti quei soggetti che non possono nè sottrarsi nè difendersi da quel tipo di azione.
NOT IN OUR NAME

In Italia ci sono ancora 16 allevamenti di Visoni e uno di Cincilla.
Questi impianti tengono prigionieri almeno 200.000 animali in strette, affollate, gelide gabbie metalliche.
L’aspettativa che genera tale situazione è quella di almeno 170,000 pelli individuali da commercializzare alla fine di ogni ciclo produttivo.

In Italy there are 16 active mink farms and one chinchilla farm.
These facilities, unknown and well hidden in the countryside, imprison as many as 200.000 animals. The annual production is estimated to reach 170.000 mink pelts.

Watch the investigative video here :

A.D.I.

BREAK THE CAGES adi 24 Gennaio 2015Aderiamo alla Campagna nazionale di Essere Animali perchè tutti gli allevamenti di visoni devono chiudere. TUTTI gli allevamenti devono chiudere. Allevare per sfruttare e uccidere è una attività criminale da mettere al bando. Nel 2015 per alimentarci, per vestirci, per intrattenerci, per vivere bene e in salute una vita appagante e confortevole NON occorre uccidere, torturare, umiliare o privare della libertà alcun essere vivente senziente.

A Grosseto, piazza Ettore Socci ( lungo il Corso cittadino )  Sabato 24 Gennaio 2015 per l’evento FB visita qui

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Ammesso che nel petto di ogni uno di noi ci sia un cuore che pulsa e che ci consente di ingaggiare in un esercizio di Empatia con gli altri individui; ammesso che riusciamo a comprendere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato INDIPENDENTEMENTE dalla corazza che il nostro starcene immersi nella cultura e nelle tradizioni antropocentriche che governano ogni nostro vissuto ci impone, una corazza che ci scherma da emozioni e da sentimenti basilari quali la Compassione e l’Amore, quali la Volontà che dovrebbe animare ogni uno di noi al cambiamento di qualcosa di così profondamente ingiusto e angosciante; ammesso che siamo ancora in grado di ricrederci svincolandosi così dalle menzogne e dalle nefandezze nelle quali il nostro vivere moderno ci costringe ad investire ogni singolo momento della nostra esistenza; ammesso tutto questo, le immagini che seguono dovrebbero colpirci con forza, dovrebbero farci sussultare e farci divenire parte in causa nella lotta per la liberazione degli schiavi non umani che a decine di miliardi ogni anno ci vengono sacrificate dall’industria alimentare.

Divenire VEGAN è soltanto il primo passo verso una presa di coscienza più generalizzata che condurrà Homo Sapiens alla sua totale liberazione da ogni ciclo di produzione violento e coercitivo.

Non importa con quali modalità i maiali vengono allevati, in quale parte del mondo…tutti loro eventualmente verranno caricati su di un affollato automezzo, senza alcun riguardo, senza alcun riparo dal caldo o dal freddo, senza cibo, senza acqua, senza un luogo dove poter espellere le loro deiezioni, tutti loro verranno mandati al macello.

Le foto che seguono raccontano l’atto finale della loro storia comune.

Molti di noi hanno potuto testimoniare il passaggio o la sosta di uno di questi automezzi carichi di animali diretti al mattatoio.

Molti di noi hanno potuto testimoniare il passaggio o la sosta di uno di questi automezzi carichi di animali diretti al mattatoio.

Ad una più attenta osservazione molti di noi avranno notato che c'e' vita all'interno di questi automezzi.

Ad una più attenta osservazione molti di noi avranno notato che c’e’ vita all’interno di questi automezzi.

...avranno notato dei tristissimi occhi verdi tra le sbarre...

…avranno notato dei tristissimi occhi verdi tra le sbarre…

...degli occhi azzurri velatamente preoccupati  che ci fissano...

…degli occhi azzurri velatamente preoccupati che ci fissano…

...degli occhi azzurri velatamente preoccupati  che ci fissano...

…dei terrorizzati occhi marroni che ci interrogano…

Non mancheremmo di notare QUALCUNO che soffre in modo insopportabile per il gran caldo...

Non mancheremmo di notare QUALCUNO che soffre in modo insopportabile per il gran caldo…

...delle bocche rese schiumose a causa dell'impossibilità di bere o di trovare refrigerio in alcun modo...

…delle bocche rese schiumose a causa dell’impossibilità di bere o di trovare refrigerio in alcun modo…

E' il loro ultimo giorno di non-vita sulla Terra.

E’ il loro ultimo giorno di non-vita sulla Terra.

Questo individuo, come noi, dispone di una personalità unica, eppure l'identificativo lui assegnato consiste in un tratto di vernice spray colorata applicata sulla schiena

Questo individuo, come noi, dispone di una personalità unica, eppure l’identificativo lui assegnato consiste in un tratto di vernice spray colorata applicata sulla schiena

...o un numero inciso sulla pelle...

…o un numero inciso sulla pelle…

Guarda negli occhi questo individuo e prova a raccontarti quanto di poco conto siano tutte quelle cicatrici sul suo volto.

Guarda negli occhi questo individuo e prova a raccontarti quanto di poco conto siano tutte quelle cicatrici sul suo volto.

I maiali sono naturalmente tra gli animali più puliti che possiamo incontrare, eppure vengono normalmente costretti a vivere tra i propri escrementi.

I maiali sono naturalmente tra gli animali più puliti che possiamo incontrare, eppure vengono normalmente costretti a vivere tra i propri escrementi.

Egli può soltanto guardare al di là delle sbarre nella speranza che un passante si fermi ad aiutare o anche soltanto ad offrire un sorso d'acqua...

Egli può soltanto guardare al di là delle sbarre nella speranza che un passante si fermi ad aiutare o anche soltanto ad offrire un sorso d’acqua…

Non hanno alcun modo di muoversi o di aggiustarsi in alcuna posizione tanto affollato è lo spazio nel quale si trovano confinati.

Non hanno alcun modo di muoversi o di aggiustarsi in alcuna posizione tanto affollato è lo spazio nel quale si trovano confinati.

Pensiamo che egli abbia un'idea sul luogo verso il quale stà venendo trasportato?

Pensiamo che egli abbia un’idea sul luogo verso il quale stà venendo trasportato?

I suoi tristi occhi impauriti...

I suoi tristi occhi impauriti…

...sembrano dirci  “si, lo so benissimo dove stò andando”

…sembrano dirci “si, lo so benissimo dove stò andando”

Non possiamo sentirlo chiederci aiuto...

Non possiamo sentirlo chiederci aiuto…

...chiederci di accorrere in suo aiuto, di salvarlo...

…chiederci di accorrere in suo aiuto, di salvarlo…

...trasmetterci la sua tremenda paura...

…trasmetterci la sua tremenda paura…

...offrirci un'idea della tremenda sofferenza a cui viene sottoposto.

…offrirci un’idea della tremenda sofferenza a cui viene sottoposto.

Non siamo in grado di sentirlo chiederci di fare qualcosa per impedire che si compia il suo terribile destino.

Non siamo in grado di sentirlo chiederci di fare qualcosa per impedire che si compia il suo terribile destino.

Non c’e’ speranza per i soggetti di queste foto, ma insieme possiamo contribuire a cambiare la sorte dei loro figli, dei loro nipoti, di tutti i maiali di questo mondo nati schiavi per volere dell’uomo ( allevatore, macellaio, imprenditore, consumatore ) e delle violente tradizioni che ne determinano le azioni.

Il loro primo e inalienabile diritto, il diritto che per loro rivendicano gli attivisti per la liberazione animale, è quello di NON NASCERE per venire sfruttati e brutalizzati.

La vita non può, non deve venire reificata.

Facciamolo per loro, facciamolo  per il pianeta che ci ospita, facciamolo per noi stessi.

Tutte le foto a cura di Anita Krajnc/Toronto Pig Save TPS_Logo2-1

Storia e immagini tratte da un articolo della PETA

In provincia di Grosseto stà per divenire operativo un moderno impianto di sterminio di massa capace di sopprimere e smembrare i corpi di almeno 12000 animali all’anno. Finanziato dallo sforzo economico di un consorzio di imprenditori privati locali e dall’esborso dalle casse della Regione Toscana di 1,680,000 euro a fondo perduto, questa mostruosità che sorge presso il Polo Industriale del Madonnino a Braccagni darà impulso, negli insani piani  di chi investe in tale impresa, alla nascita e allo sviluppo di decine di nuovi allevamenti in tutta la provincia.

Questo progetto rientra nei programmi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione, soldi e risorse pubbliche destinate a rinforzare la nozione e le conseguenti prassi che il supposto benessere economico e sociale delle comunità umane debbe poggiarsi sulla sofferenza, la reclusione, lo sterminio di creature senzienti di specie diverse ritenute riproducibili e spendibili all’infinito per saziare gli appetiti malati di una moltitudine di persone inabilitate dal Sistema di vedere nelle immagini che proponiamo in questo Blog null’altro che “cibo”.

Partecipiamo all’iniziativa di Antispecisti Pratesi in supporto alla Campagna globale di denuncia contro Air France/KLM che si tiene all’Aeroporto di Firenze Peretola, l’ Amerigo Vespucci

DOMENICA 30 NOVEMBRE 2014, dalle 14,30.

campagna gateway to hell ADI

Informazioni sulla campagna:

http://www.gatewaytohell.net/

http://senzaritorno.noblogs.org/

Air France-KLM sono il numero uno tra i trasportatori di animali destinati all’industria della vivisezione e rappresentano un collegamento vitale a questo settore nell’approvvigionamento di cavie sulle quali testare.

Questi signori “volano” primati dall’Africa e dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti, ma anche cani, gatti e altri animali dalle strutture di allevamento ai laboratori di tutto il mondo.

Air France-KLM sono soltanto uno strumento accessorio alla crudeltà verso gli altri animali ed al perpetuarsi della frode scientifica generalmente utilizzata per giustificarne le pratiche ma i loro vertici decisionali si guardano bene dall’ interrompere tale mortale operazione commerciale: rende troppi soldi.

La questione è che la l’industria della ricerca biomedica è divenuta un enorme, tentacolare entità , sostenuta politicamente in quanto agglomerato di istituzioni, ricercatori, case farmaceutiche, organizzazioni che si occupano dell’allevamento delle cavie, costruttori di attrezzi di contenzione, sappiamo chi ci troviamo davanti.

Le vittime non umane di questa impresa si contano a 21 milioni ogni anno.

Gli esperimenti messi in atto nei laboratori della vivisezione includono la rimozione degli occhi a dei gattini per poi fare ricerca sul loro comportamento ( Università dell’Oregon, USA ), la cucitura delle palpebre a dei conigli per poi osservarli sotto l’effetto di impulsi elettrici e della somministrazione di sostanze ( Università del Maryland, USA ), la somministrazione di corrente a delle scimmie scoiattolo già sottoposte a traumi da vario genere ( Università di Stanford. USA ).

Non c’e’ posto dove questi torturatori si esercitano nel loro mestiere senza lasciare sulla propria scia di sangue e di disperazione i corpi imprigionati, tagliati, bruciati, brutalizzati, lasciati morire in solitudine morti dolorose e tragicamente invisibili alla maggioranza delle persone, a dire dei ricercatori, ai fruitori del loro abominevole “servizio” .

La retorica pro-test, quella vociferata dai ricercatori che utilizzano animali vivi nei loro esperimenti, afferma che la gente p la fuori sarà più sana e sicura, ci dicono che  si potrà ammalare e automaticamente vedersi prescritta la cura o la medicina che migliorerà la qualità della loro vita guarendoli di tutto, o quasi tutto.

Ricordiamo ancora il caso dei macachi del 2012, allora in molti si mobilitarono principalmente firmando petizioni e spedendo da casa messaggi critici in massa alle compagnie aeree coinvolte così da scongiurarne il trasporto dalle isole Mauritius ai laboratori statunitensi della Shian Nippon Biological Laboratories

VIDEO dei Macachi ingabbiati in fase di transito.

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Per raggiungere il luogo della manifestazione ( la quale si svolgerà in modalità stanziale ) da diversi luoghi in Toscana  :

Con i mezzi pubblici:

Bus da Prato:

– Dalla stazione di Prato Centrale e da altri punti della città c’è una linea che collega Prato a Firenze via autostrada A11 e che ferma anche all’aeroporto. La domenica c’è più o meno una corsa l’ora.Il viaggio dura circa 25 minuti. Qui potete trovare gli orari. I biglietti costano circa 1,20€-2,60€ a tratta (dipende da dove si sale). Dalla stazione centrale c’è un autobus che parte alle 14 e arriva all’aeroporto alle 14.25.

Da Bologna:

– In treno fino a Prato Centrale (da Bologna Centrale parte il Reg. 11411 alle 11.10 ed l’Intercity 585 alle 11.18), poi si prosegue in bus (vedi sopra). Il treno costa circa 8-9€ a tratta, 60-75 minuti per arrivare a Prato.

Da Viareggio-Lucca-Montecatini-Pistoia:

– In treno fino a Prato Centrale (Reg. 3055 Viareggio 12.07 – Lucca 12.27 – Altopascio 12.40 – Pescia 12.50 – Montecatini Centro 12.56 – Montecatini Terme 12.59 – Pistoia 13.11 – Prato P. S. 13.22 – Prato Centrale 13.27), poi si prosegue in bus (vedi sopra). Il treno costa 8€ a tratta da Viareggio, meno dagli altri posti. Ci vogliono massimo 80 minuti per arrivare a Prato.

Da Firenze:

– Dalla stazione di Firenze Rifredi si può fare una comodissima passeggiata a piedi di 3 chilometri e mezzo (circa 45 minuti) tra viali e circonvallazioni. Da non perdere l’attraversamento appena prima dell’imbocco dell’autostrada (c’è un semaforo). Se volete provare questo brivido potete utilizzare questo percorso:

– Dalla Stazione di Firenze Santa Maria Novella è possibile utilizzare questo percorso:  È l’autobus che va a Prato, parte da Largo Fratelli Alinari, proprio accanto a dove c’è il McDonald’s… Qui gli orari.  I biglietti dovrebbero costare 1,70€. Il viaggio in bus dura circa 15 minuti

Da Livorno-Pisa:

– Un treno regionale veloce più o meno ogni ora collega Livorno e Pisa a Firenze Santa Maria Novella. Reg. Vel. 3116 partenza Livorno 12.12 – Pisa Centrale 12.32 – Pontedera 12.47 – Empoli 13.04 – Lastra a Signa 13.15 – Firenze Rifredi 13.27 – Firenze SMN 13.32. Poi si prosegue con il bus (vedi sopra). Costo del viaggio in treno: 9,20€ a tratta da Livorno, meno dagli altri posti. Durata del viaggio: 80 min. da Livorno, 60 da Pisa, poi a scalare.

Da Grosseto-Siena:

– Trenitalia ci offre un combinato disposto di tre treni regionali con partenza alle 10.02 da Grosseto (Reg. 34078 10.02 Grosseto – arriva a Siena alle 11.32, cambio a Siena, Reg. 11774 parte alle 11.41 e arriva ad Empoli alle 12.52, cambio a Empoli Reg. Vel. 3116 parte alle 13.04 e arriva a Firenze SMN alle 13.32), poi si prosegue con il bus (vedi sopra). Il viaggio in treno, salvo ritardi, dura 3 ore e mezzo circa da Grosseto e poco più di 2 ore da Siena. Costi: da Grosseto 15,40€ a tratta; da Siena: 8,70€ sempre a tratta. Considerato il servizio offerto vale senz’altro la pena pagare il biglietto.

Da Arezzo:

– Reg. Vel. 3158 parte da Arezzo alle 11.43 arriva a Firenze SMN alle 12.48. Poi si prosegue con il bus (vedi sopra). Il viaggio in treno dura circa un’ora e costa 8€ a tratta.

foto per questo evento qui

IMG01335-20141031-1515In un articolo  del Maggio scorso apparso su di un quotidiano locale  si scriveva che “l’impianto in costruzione vicino alla frazione di Braccagni ( GR ) – a lavori ultimati  – costerà 2 milioni e 800mila euro, con il 40% della spesa coperto dal finanziamento a fondo perduto proveniente dal Piano di Sluppo Rurale” https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/09/10/nuovo-mattatoio-a-grosseto-obiettivo-allevare-missione-uccidere/ ( cioè dalle tasse che paghiamo agli enti governativi).

In una parte di quell’articolo si scriveva anche che la società costruttrice dell’impianto di macellazione, la MaMar, avrebbe perduto titolo all’erogazione del contributo sopra citato se non fosse riuscita a divenire operativa entro il mese di Ottobre 2014.

Eccoci a Novembre e da una breve visita presso la locazione, all’interno dell’area industriale disastrata e semidesertica del Madonnino ( Braccagni ) , possiamo affermare che l’obiettivo NON è centrato, le foto che corredano la presente nota lo attestano con chiarezza.

Come si vede dalle foto infatti  le parti prefabbricate, le centraline della corrente e parte delle recinzioni esterne sono praticamente ultimate, ma tutto  intorno all’impianto è un cantiere, il piazzale è inesistente, il perimetro dell’intera area non è ancora delimitato e mezzi pesanti e operai sono ancora all’opera tutto intorno al lager.

Verrebbero quindi da pensare due cose:

1 – evviva, nessun soldo pubblico verrà regalato al signor Christian Heinzmann , presidente del consorzio che avrà in gestione l’intero progetto di morte del mattatoio;

2 – il giornalista de La Nazione si era sbagliato, non c’e’ alcun vincolo temporale alla fruizione da parte dei macellai del succulento premio  di 1 milione e 680mila euro a fondo perduto , denaro sottratto dagli enti erogatori – diciamo noi – ad un tipo di sviluppo non violento, eco sostenibile e davvero riqualificante l’economia di questo territorio.

IMG01332-20141031-1514Volete vedere che si tratta dell’ennesima barzelletta all’italiana in cui questi valenti imprenditori si prendono i soldi comunque anche se non rispettano i termini contrattuali con chi ha promesso di regalarglieli?

Così Grosseto avrà “finalmente” ( come scrive lo stesso giornalista de La Nazione nell’articolo ) e comunque il suo nuovo mattatoio, la conseguente gloria ed il primato di città al passo coi tempi.

Nessuno sembra curarsene, basta la promessa di creare almeno quindici nuovi posti di lavoro per azzerare i gravi costi morali di un simile progetto, i costi relativi alla  reiterazione di pratiche di cieco, bieco dominio da parte di homo sapiens, dei suoi sistemi economici accettati, dei valori sociali e politici prominenti, della sua presunta etica pubblica e delle scelte produttive applicate, con calcolata ferocia, sulle “specie inferiori”, animali diversi da noi ma come noi dotati della capacità di gioire e di soffrire, di un cuore che pulsa e di un istinto alla sopravvivenza, singolarità deprivate della loro soggettività, nati solo per soffrire e per far guadagnare soldi ai signori e ai soci coinvolti nell’impresa che qui torniamo a citare :

Cooperativa Vallebruna (di cui attualmente Heinzmann è anche presidente); la ConsMaremma di Tarquinia; il Consorzio agrario della provincia di Grosseto; il Salumificio Sandri; le tre associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura; Allevamenti di Maremma; l’Associazione produttori zootecnici; l’Atpz, e tale Alessandro Guelfi, come persona fisica.

benvenuti in maremma ADIInutile dire che se esistessero persone, associazioni di profilo nazionale rappresentate localmente o agenzie con le competenze tecniche atte a  svolgere una verifica sull’intera cosa, in particolare sul fatto che i tempi di inizio attività del mattatoio NON sono stati rispettati dai soci beneficiari della bonanza economica in oggetto, ebbene sarebbe davvero favoloso che lo facessero, che si muovessero, che dassero un segnale a chi, come noi, non vogliono nessun ulteriore apparato di oppressione e di sterminio in Maremma.

Da parte nostra, continueremo a monitorare la situazione e al momento opportuno ci organizzeremo  per dare impeto alla protesta contro tutte le fasi cerimoniali e operative  del lager per far sentire la nostra voce di dissenzo che è quella delle vittime, degli animali umiliati, torturati e offesi da una cultura antropocentrica votata alla morte e alla distruzione che copre come una cappa tutto e tutti, che ci scherma dai loro lamenti disperati.

Questa del video è la componente conclusiva del presidio contro l’industria delle pellicce che si è tenuto a Grosseto Sabato 25 Ottobre 2014 su Corso Carducci.

Dopo l’esposizione vocale delle nostre motivazioni ( per l’intero testo di queste vai ai commenti più sotto ) e lo sfatamento di alcuni miti che contribuiscono a minimizzare e a banalizzare nell’immaginario collettivo il dramma che gli animali schiavi dell’industria vivono letteralmente sulle loro pelli ( minuti 08,22 nel video )  un gruppo di attivisti ha proceduto con l’esecuzione di un flash mob ( minuti 13:30 nel video ).