libertà per tutti gli schiavi

In queste ore, in molte parti del mondo, si celebra il settantesimo anniversario della sconfitta del terzo reich, della disfatta della Germania di A.Hitler e dello smantellamento dei campi di sterminio, strutture  verso le quali venivano avviati ebrei, comunisti, Rom e omosessuali, per menzionare soltanto alcune delle “categorie” umane che in misura maggiore hanno sofferto l’oppressione totalitaria di quel regime.

Per molti di noi l’olocausto continua a realizzarsi ogni giorno dietro le mura dei mattatoi, all’interno degli allevamenti, in tutti i luoghi di segregazione e di annientamento di miliardi di altri animali il quale destino è segnato da un motivo di profitto che lo sfruttamento dei loro corpi genera e garantisce, dal ragionamento economico umano e dalle abitudini alimentari di una moltitudine insensibile al loro tremendo carico di angosciosa sofferenza .

Nel settantesimo anniversario della sconfitta del nazismo di stato il nostro pensiero e la nostra azione va a queste vittime seriali, anonime, singolarità che l’attuale Sistema ( inteso come quell’insieme di norme, costumi, credenze, strutture e prassi ) non considera neanche quali individui senzienti, Sistema che li consegna nelle mani dei boia macellai, ai libri contabili corrotti di chi ne commercializzerà le membra, ai palati viziati di chi ne consumerà le carni alla stregua di oggetti inanimati.

Per loro il nazismo, in quanto ideologia votata alla discriminazione e alla sopraffazione del forte sul debole, non è mai finito.

Divenire VEGAN OGGI come primo passaggio verso una consapevolezza maggiore dei rapporti causa/effetto, una coscienza collettiva nuova fondata su sentimenti quali l’altruismo, l’amore, il rispetto e la compassione.

Vegan significa OGGI contribuire in maniera concreta  a fermare la strage e a dare alla attuale fase della civiltà umana la possibilità di un cambiamento evolutivo reale, sentito, autenticamente vissuto.

La scelta Vegan come atto essenziale alla realizzazione di un cambiamento culturale che ci permetta di uscire da questa insano e criminale ciclo di violenza generalizzata e istituzionalizzata, da questo coacervo di attività votate allo sterminio sistematico delle popolazioni non umane e al degrado morale della nostra specie.

PTT

per loro non è mai finito

commenti
  1. L’ha ribloggato su Technoterra Soundsysteme ha commentato:
    Quale la differenza tra lo sterminio sistemico e seriale operato dall’industria agro alimentare ai danni degli altri animali e l’olocausto sofferto da determinate minoranze etniche e culturali messo in atto dai nazisti nella Germania di Hitler che di anno in anno ci viene ricordato dalle istituzioni cosiddette democratiche come monito affinché l’umanità non cada nuovamente in tale barbarie?
    Per gli altri animali, quelli che languiscono e muoiono nei moderni campi di sterminio che sorgono ai margini della nostra civile società dei consumi non è mai finito.
    La rivoluzione si fa con la forchetta.

    Mi piace

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