Cani e Gatti Veg ? La questione dello sfruttamento di alcuni animali per il benessere di quelli di affezione.

Pubblicato: 9 novembre 2014 in abolizione della carne, allevamenti, antispecismo, carnismo, cruelty free, pets, sfruttamento affettivo
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Secondo una indagine realizzata negli Stati Uniti il 53 per cento dei cani e il 55 per cento dei gatti domestici soffrono di obesità. Sempre negli Stati Uniti sono stati allestiti dei centri specializzati nel trattamento degli animali domestici sovrappeso e recentemente si è cominciata la commercializzazione di un farmaco, lo Slentrol, appunto per trattare i “nostri amici a quattro zampe” che necessitano di dimagrire.

Una domanda sorge spontanea sulla natura del cibo che abitualmente utilizziamo per i cani e per i gatti domestici, ma sopratutto su che cosa contengono le scatolette e i cibi secchi che giornalmente acquistiamo per i nostri pets.

Almeno la metà degli ingredienti utilizzati dall’industria per la produzione di cibo per i nostri animali domestici ( d’ora in poi pet food ) contiene parti dei corpi di altri animali ammazzati nei macelli e considerate inadatte al consumo umano, parti delle carcasse come teste, piedi, ossa, sangue, intestini ( con incluse le feci contenute in essi ), polmoni, milze, fegati, legamenti, alcune parti grasse e cartilaginose, feti, ma anche fertilizzanti, olii industriali, sapone, plastica e gomma finiti nell’amalgama per incuria. Incluse nelle scatolette di carne vi sono parti dai corpi di animali macellati da morti, di animali malati, morenti e disabili che sono giunti in tali condizioni nei moderni impianti di smontaggio dei corpi, i mattatoi.

obligateNel libro “Obligate Carnivore”  l’autore Jed Gillen cerca di costruire il caso sulla necessità di imporre ai nostri pets una dieta vegana. Se consideriamo tale dieta come innaturale per cani e gatti, Jed si interroga sull’attuale livello si salubrità e completezza dal punto di vista nutritivo dei cibi industriali che acquistiamo regolarmente per loro. Questi cibi sono infatti pieni di ingredienti i quali, per ragioni diverse, non possono essere destinati al  consumo umano e che sono così inadeguati che non possono nemmeno venire utilizzati per la produzione di carni processate tipo hamburgers, wurstels e altre schifezze simili. Questo dato, da solo, dovrebbe destare in noi il massimo allarme vista la scarsa, quando del tutto inesistente, preoccupazione da parte di chi produce e vende alimenti carnei di accertarsi della qualità di questi.

Nel testo sopra citato Jed Gillen sostiene che la carne acquistata per i nostri pets non contiene quasi mai filetti di prima scelta, ma che anzi, con regolarità, si commercializzano alimenti che non soddisfano un esame organolettico tale da potersi considerare all’altezza per una alimentazione sufficientemente qualitativa: oltre al sangue, alle ossa, ai tessuti cerebrali di altri animali si possono trovare pezzi di vittime di incidenti stradali ( roadkill ) fino ad arrivare a pezzi di cane e di gatto stessi, uccisi attraverso il comune metodo dell’eutanasia negli Stati Uniti.

I risultati di una indagine condotta dalla Food and Drug Administration hanno portato alla luce la presenza di sostanze come il Pentobarbital in diversi tipi di pet food, questa è la sostanza utilizzata dai canili e dai centri dedicati a questo tipo di attività, per sopprimere i cani e i gatti randagi. In altre parole, acquistando scatolette avviamo i nostri pets alla pratica del cannibalismo. Niente di naturale quindi.
Interi reparti di carni confezionate, esposte nei banconi dei supermercati e giunte invendute alla loro data di scadenza finiscono, ancora dentro le loro confezioni plastiche in alcuni casi, direttamente dentro a dei tritatutto giganteschi attraverso i quali si ottengono delle misture che noi poi ci curiamo di dare da mangiare ai membri non umani della nostra famiglia.
Molti di noi continuano a credere che per cani e gatti sia del tutto loro natura istintiva nutrirsi di carne dimenticando della enorme differenza tra un leone o un lupo che uccidono e divorano una preda e un cane o un gatto domestici che si cibano di un animale di altra specie allevato, torturato, macellato, amalgamato con altre parti, confezionato, commercializzato, il tutto a cura della specie padrona del mondo Homo Sapiens.cat and dog

Cos’e’ quindi che costituisce il crimine peggiore verso la Natura, cercare di provvedere alle esigenze alimentari dei nostri pets attraverso un regime alimentare vegano formulato appositamente per una alimentazione sana e completa oppure affidarsi alle misture in vendita presso tutti i negozi e i supermercati contenenti, piume, tumori, tessuti nervosi, carcasse di cani e gatti, frammenti plastici e sostanze chimiche realizzate appositamente per…ucciderli?

Un cane o un gatto possono condurre una esistenza sana e appagante senza che i loro “cugini” più sfortunati, perchè nati di altre specie, ne debbano pagare l’atroce costo. Al pari dei nostri simili orientati alla dieta onnivora, noi persone con una elevata sensibilità al benessere degli altri animali contribuiamo comunque alla strage perpetua che si consuma nei macelli e negli altri impianti di sterminio se non riusciremo a dare un seguito pratico alla riflessione che stiamo conducendo in queste pagine. Noi, in quanto referenti umani dei nostri pets, in quanto specie capace di comprendere la causa e gli effetti di ogni singola azione di cui siamo responsabili, abbiamo il compito di, quantomeno, verificare se sia possibile o meno sottrarre il nostro supporto all’infame industria alimentare.

Immaginiamo un mondo in cui si è interrotta la micidiale e mostruosa macchina dello sfruttamento degli altri animali per fini alimentari umani. Che cosa daremmo da mangiare ai nostri cani, ai nostri gatti? Riusciremmo, per ausilio di uno sforzo dialettico tanto assurdo quanto criminale a giustificare gli allevamenti e i mattatoi per il bene dei nostri fidi amici a quattro zampe? Saremmo a posto con la nostra coscienza di fronte alla scena di una mucca o di un maiale semi coscienti, appesi ad un gancio, la gola squarciata e il sangue che esce a iosa, nell’angosciante consapevolezza che tale individuo ha vissuto una vera e propria non-vita, privato della libertà e mandato a morire di una morte tanto violenta, il tutto per il vantaggio economico di qualche imprenditore senza scrupoli?

Saremmo a posto con la coscienza? Pet_Food_Aisle

Alla fine del nostro ragionamento torniamo ad affermare che una dieta alimentare vegana è e rimane comunque l’unica scelta etica e moralmente solida se consideriamo degni del diritto alla vita e al non sfruttamento le altre specie animali, indipendentemente dal fatto che una dieta vegan è al tempo stesso la più naturale, sana, equilibrata e moralmente valida che noi homo sapiens ( ma ci azzardiamo a sostenere che chiunque ) possiamo ( possa ) adottare, persino i cani e i gatti domestici.

Questa non sarà forse la raccomandazione del veterinario tipo, ma, in tutta onestà, noi riteniamo che gran parte di costoro ( i veterinari, come del resto i loro colleghi medici ) non abbiano alcuna competenza in materia di nutrizione. Sembra infatti che entrambe queste  figure professionali si formino su dei materiali didattici ed all’interno di  cuna cornice deontologica   che risultano direttamente o indirettamente promossi, finanziati, approvati e resi curriculum proprio dalle industrie che producono mangimi e farmaci. Ricerche e studi condotti dalla controparte, che pure esiste anche se esigua minoranza, vengono ignorati, derisi e marginalizzati con la precisa finalità di  mantenere lo status quo e la profittabilità di un mercato completamente appoggiato sullo sfruttamento del lavoro e dei corpi degli altri animali, una bioviolenza che anche noi, vegani antispecisti, sembriamo accettare quale inamovibile diktat!
Lo facciamo ogni volta che acquistiamo le scatolette o i sacconi di croccantini, i biscotti e le altre leccornie ai nostri amati cani, ai nostri gatti. Lo facciamo credendo all’ultima grande bugia dell’industria alimentare: è naturale comprare quei prodotti carnei per loro, morirebbero altrimenti!

L’esperienza ci insegna che per i cani è tanto più facile e sicuro affidarci ad una alimentazione basata sui prodotti della terra, ma per i gatti ?

Da veri predatori, I gatti per sopravvivere hanno bisogno della Taurina, un enzima che si trova soltanto nelle carni di altri animali, comunque, fin dal 1920 è dimostrato che la Taurina può essere riprodotta sinteticamente in maniera efficace e sicura anziché isolarla attraverso processi lunghi e tortuosi. L’ironia è che  i  gatti domestici fanno comunque affidamento sulla versione  sintetica della Taurina in quanto integrata negli alimenti in scatola dall’industria che li produce. Questo accade  in ragione del fatto che l’alta temperatura sviluppata nei loro impianti  durante le fasi di lavorazione depletano quella “naturalmente” contenuta in quegli orrendi amalagama di carni e di altre sostanze che andranno poi a costituire il prodotto finito.

In altre parole, la Taurina sintetica utilizzata dai produttori di cibo vegan per gatti è la medesima ( cioè ricavata attraverso una sintesi in laboratorio ) di quella che l’industria ortodossa ( cioè quella responsabile della sofferenza e della miseria degli altri animali prigionieri nei cicli di sfruttamento ) utilizza nei consueti processi produttivi di arricchimento del cibo.

Cosa fare quindi alla luce di questo ?

Oltre a leggersi il libro di Jed Gillen, atto questo non proprio alla portata di tutti in considerazione della barriera linguistica, possiamo provare per i nostri pets tutta la gamma di alimenti veg disponibili in Italia e questo fino a che non ne troveremo uno o più di uno che incontrano il favore dei nostri amati animali domestici.
Per una lista di rivenditori on-line dai quali ordinare alimenti vegan visitare le seguenti pagine: http://www.veganhome.it/articoli/cani-gatti-vegan/
http://www.ferraraveg.it/canigatti.htm
http://www.promiseland.it/2009/01/10/crocchette-vegan-ami/’
http://shop.ivegan.it/cibo-animali-c-150.html
oppure effettuate la vostra personale ricerca on line e commentate questo blog coi vostri risultati.

E’ possibile inoltre chiedere ai rivenditori abituali nella vostra città  una lista di alimenti veg e cruelty free.

Buona fortuna e una raccomandazione: non rinunciate troppo rapidamente, specialmente i gatti, si sa, sono soggetti pretenziosi, ma noi sappiamo quanto fondamentale sia per tutti gli altri animali  il successo della nostra missione.

bitesize veganGrazie ai tipi di Bite Size Vegan per l’ispirazione e per le informazioni contenute in questo articolo.

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