Il Circo con Animali: Uno Show di Potere

Pubblicato: 4 settembre 2014 in affari locali, antispecismo, circo, circo amedeo orfei, eventi, presidi/proteste
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Non tutti i rituali di conquista dell’uomo sulla bestia elaborati dall’agri-cultura  mettono in scena lo spettacolo della violenza.

circus-animals-no-fun Alcuni infatti, ricorrono a quelli dell’umiliazione.

I rituali violenti tendono a rafforzare i miti sulla malvagità degli animali e della Natura; quelli dell’umiliazione tendono invece a rafforzare le credenze relative alla stupidità, all’inferiorità e alla volontà degli animali di essere sottomessi al dominio dell’uomo.

Il circo esalta i valori dell’ideologia del dominio riducendo gli animali al livello di giocattoli e pagliacci e, quindi, svalutando la Natura a balocco sottoposto al capriccio umano.

Addobbati con bardature e abiti elaborati e fortemente condizionati da rigide tecniche di addestramento, gli animali del circo mettono in scena comportamenti smaccatamente misurati e innaturali, ideati per far divertire il pubblico.

Ridendo e meravigliandoci di fronte agli esercizi degli animali circensi, riaffermiamo il loro ruolo di buffoni, la loro semplicità e utilità.

Le esibizioni forzate degli animali insegnano ai bambini e ricordano agli adulti che l’uomo è il padrone dell’intero mondo vivente.

Il ruolo del circo come sistema di svalutazione degli animali e della Natura cominciò molto prima dell’era cristiana, allorquando gli antichi egizi iniziarono ad ammaestrare animali e a raccoglierli in parchi molto simili agli zoo attuali.

I greci furono i primi ad ammaestrare leoni, orsi e cavalli e a insegnare loro a danzare, inchinarsi e a fare altri giochi di abilità.

Inventarono anche il primo serraglio itinerante diffondendo così anche nelle zone più periferiche ( laddove l’élite dominante ritenesse ve ne fosse un bisogno ) il messaggio della svalutazione della Natura.

Furono però i romani ad inserire il circo nell’agenda culturale dell’Occidente. Roma infatti innalzò a livelli mai visti in precedenza tale forma di esibizione della supremazia umana sul resto del creato. Nel momento di maggior splendore, il Circo Massimo poteva contenere quasi 200.000 spettatori che assistevano a corse con carri, a combattimenti tra gladiatori e a combattimenti tra animali selvatici.

La loro frequenza, dimensioni e crudeltà sono leggendarie.

Estratto da Un Mondo Sbagliato dell’autore Jim Mason.

 

RussiaCircus_250x250A 1600 anni da allora la tradizione di violenza e di subordinazione ai danni delle specie altre-da-umane continua nonostante i supposti cambiamenti evolutivi della civiltà umana, nonostante le proteste, le manifestazioni, le prese di posizione di moltissime persone in tutto il mondo contro tali tristi, diseducativi spettacoli.

La città di Grosseto continua ad ospitare sul suolo pubblico almeno due volte all’anno questi imprenditori della crudeltà, le amministrazioni locali concedono loro spazi e agibilità.

 

Le autorità di Grosseto autorizzano i puntuali presidi critici contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, principalmente allestiti da questa Associazione , ma condizionati da  tali prescrizioni che, di fatto, relegano la loro azione in angoli distanti dall’attendamento, impedendo ogni contatto  col pubblico che si reca a vedere questi spettacoli.

Nel Settembre del 2011 i nostri attivisti subirono una vile aggressione da parte dei circensi Amedeo Orfei di fronte agli occhi della polizia, malgrado le botte e i livelli di incompetenza mostrata in piazza dagli agenti nel garantire la sicurezza per i manifestanti alcuni di loro furono denunciati .

Il circo di Vienna è attendato a Grosseto dal 5 di Settembre 2014 in piazza Barsanti, zona Via Scansanese, periferia Est della città.

DOMENICA 7 SETTEMBRE PRESIDIEREMO PIAZZA BARSANTI DALLE ORE 16,30.

commenti
  1. Presidiare una piazza assolutamente vuota di pubblico di domenica pomeriggio di fronte ( per modo di dire, viste le distanze che separano la zona a noi assegnata dalla questura e il luogo dove sorge l’attendamento circo di vienna ) a piazza Barsanti a Grosseto lo scorso 7 settembre 2014 restituisce una impressione di inesorabile declino di questo tipo di intrattenimento.
    Bene così.
    Abbiamo forse rotto le scatole al vicinato con la nostra musica, ma nemmeno a tutti loro , viste le espressioni di sostegno di alcuni che sono persino usciti dalle proprie abitazioni e scesi in strada a conoscerci; abbiamo argomentato con vari interventi al megafono le nostre motivazioni, ma lo abbiamo fatto a circensi e polizia, quest’ultima parcheggiata a qualche decina di metri da noi, dato il referente assente, il pubblico pagante, i fan del circo.
    Dopo anni di presidi e di lavoro svolto in piazza da questa associazione ci piacerebbe pensare che il grossetano medio ha capito quanto sia sbagliato sostenere col proprio denaro, attraverso l’acquisto di biglietti, simili spettacoli dove in scena sono soltanto prigionia, crudeltà e sofferenza, più realisticamente forse il circo con gli animali non è più di moda in questo posto.
    Bene farebbero i consiglieri comunali e il governo locale a prenderne atto e a cominciare ad attuare una politica stringente nei confronti di chi sfrutta e ridicolizza gli animali, ma tale ipotesi sarebbe davvero una aspettativa impossibile visto il “materiale umano” medio che costituisce le caste politichesi locali,
    caste attente soltanto a garantire l’attuale penoso stato delle cose dal punto di vista dello sviluppo socio culturale.
    Nessuno in città vuole lo sviluppo di una coscienza realmente critica verso l’esistente , nessuno promuove uno svincolo dal ristagno tradizional-fascista che avvolge e catalizza i discorsi e le questioni importanti.
    A noi stanno a cuore istanze pertinenti gli spazi sociali, il rispetto delle alterità intra e interspeciche, le occasioni autentiche di scambio e di messa a fuoco delle idee, l’autonomia dai partiti e dalle logiche mercantili che sviliscono la relazione.
    A Grosseto sembra che i picchi più alti offerti dall’odierno “confronto democratico” si svolgano solo nei soliti salotti di plastica-carni alla brace-e lavaggio dei cervelli delle varie feste dell’unità, della liberazione, dell’ambiente, delle diocesi e delle sagre paesane, dove i rappresentanti degli strati sociali inclusi che si riconoscono in questa babilonia versano fiumi di chiacchiere fini a se stesse con intenti autoreferenziali e inconcludenti, unico scopo lasciare tutto com’e’ .
    Intanto sul territorio si allargano le servitù militari, si costruiscono nuovi centri commerciali e mega-mattatoi https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/03/27/linsanita-del-mattatoio-linsanita-dellindifferenza-a-grosseto/
    Questo per dire che forse Grosseto rimarrà quella che è nonostante le energie positive spese da alcuni, nonostante che si cerchi di smuovere quei sedimenti lasciati da decenni di apatia , di dare uno scossone alle coscienze intorpidite dei nostri concittadini, tutta gente per bene, gente che guarda solo davanti a se, gente che non ne vuole sapere, gente che non riesce più a pensare una vita diversa, più gioiosa e ricca di imprevisti, gente che grida “andate a lavorare” perchè, poveracci, non riescono neanche più a tollerare che qualcuno, anche a Grosseto, decida di uscire dalle righe e dagli steccati invisibili che ci opprimono per testimoniare un vissuto diverso dai soliti stereotipi e penosi luoghi comuni del quieto e supino vivere.
    Nessuno va più al circo a Grosseto, ma probabilmente, per i motivi più sbagliati. PTT

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