Contro ogni allevamento, contro ogni schiavitù: la lana d’Angora

Pubblicato: 23 febbraio 2014 in allevamenti, antispeciesism, antispecismo, cruelty free, IN INGLESE, vegan
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In questo preciso momento, nelle fattorie d’Angora di questo mondo migliaia di conigli vengono segregati dentro file di sudice gabbie, impossibilitati a sottrarsi alla terribile sorte loro riservata.

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Quando gli “operatori” di queste “aziende” riterranno che il manto dei conigli è diventato lungo abbastanza, questi docili, delicati animali verranno trascinati fuori dai loro angusti luoghi di detenzione, immobilizzati su degli attrezzi appositamente allestiti, il loro pelo strappato via a ciocche.

ImmagineImmaginiamo le disperate urla di questi animali.

I conigli sono una specie ritenuta socialmente complessa, come tutti gli altri animali dispongono della loro personalità e della loro intelligenza, in natura amano tenere scrupolosamente pulite le loro tane e trascorrono il loro tempo alla ricerca di cibo, principalmente erba e foglie, interagendo con i membri del gruppo di riferimento http://www.lavocedeiconigli.it/razze%20coniglio.htm

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L’associazione animalista PETA https://secure.peta.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=5171 , basata negli USA,  è venuta recentemente in possesso e ha diffuso le immagini filmate segretamente in uno di questi luoghi http://youtu.be/PtAFHyXS31M , il risultante documento video rende l’idea in maniera agghiacciante della brutalità del trattamento riservato ai conigli da questi allevatori e dell’intensità della sofferenza loro causata.

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Il pelo viene strappato dai corpi degli animali, con violenza, in particolare dal dorso e dall’addome. Dopo simile terrificante intervento, le vittime vengono rimesse nelle gabbie nelle quali rimangono immobili, sotto shock, incapacitate a bere e a nutrirsi.

Molti di questi individui muoiono per le sevizie subite, i loro corpi destinati al mercato della carne.

Coloro che invece riescono a sopravvivere tale spaventoso trauma soffriranno di nuovo le nefaste attenzioni dei loro aguzzini umani almeno 3 volte all’anno, fino alla fine delle loro misere esistenze.

Anche se esistono piccoli allevatori in Inghilterra, in Francia, in Canada e negli Stati Uniti http://www.permies.com/t/11407/rabbits/Angora-rabbits-wool-meat il novanta per cento della lana d’angora attualmente sul mercato proviene dall’Asia, dalla Cina in particolare.

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Nonostante le ripetute denuncie, le campagne di sensibilizzazione, le foto e i filmati che testimoniano lo scempio inferto sulle vite di questi poveri animali, nonostante questo tipo di documenti abbiano fatto il giro del mondo sulla Rete,  le normative vigenti continuano a preservare agli allevatori asiatici, area geografica dove effettivamente esiste una più bassa attenzione nei confronti della crudeltà esercitata sugli animali negli allevamenti, un margine ottimale per la perpetuazione di tale barbara pratica ai danni di soggetti inermi.

Nel “più civile”  mondo occidentale i mercanti di schiavi non umani utilizzano pettini speciali o forbici per estrarre il pelo dalle loro vittime.

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NON COMPRIAMO, NON INDOSSIAMO ALCUN CAPO CONTENENTE LANA D’ANGORA!

I principali prodotti da boicottare sono i maglioni, i pullover, i foulard, i guanti, le cuffie, quasi tutti articoli ad opera delle cosiddette “grandi firme” , stilisti senza alcuno scrupolo i quali non esitano a sostenere i torturatori asiatici, tanto quanto, i più miti e socialmente accettati “tosatori europei” per realizzare le loro creazioni, per approvvigionarsi di quantità di lana d’angora così da  “abbellire” cappelli,  sciarpe ed altri capi similmente accessoriati con questo prodotto della crudeltà umana.

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Altre informazioni qui http://animalisos.altervista.org/9coniglioangora.php

More info  here ( inglese ) http://www.occupyforanimals.org/angora.html

NON COMPRIAMO ALCUN PRODOTTO DERIVATO DALLA SCHIAVITU’ E DALLO SFRUTTAMENTO DEL FORTE SUL DEBOLE!

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