La tragica fine della giraffa Marius e l’essenza degli Zoo

Pubblicato: 11 febbraio 2014 in antispeciesism, antispecismo, circo, IN INGLESE, vegan
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Abbiamo tutti letto della tragica storia di Marius, la giraffa uccisa nei giorni scorsi dagli attendenti dello Zoo cittadino di Copenhagen ( Danimarca ) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2555079/Danish-zoo-kills-young-giraffe-deemed-surplus-feeds-lions.html i quali hanno poi fatto a pezzi il corpo dell’animale e dato in pasto ai leoni davanti ad una platea di spettatori, tra loro anche bambini, i quali hanno assistito a tutte le fasi della macabra messa in scena.

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Alcuni di noi avranno anche appreso dell’uccisione di una intera famiglia di leoni presso il Longleat Safari Park ( Regno Unito )

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2554916/Outrage-lioness-cubs-pride-Longleat-leaving-staff-tears.htmls,

Di queste due istituzioni, la prima non disponeva dello spazio sufficiente ( nell’accezione economica del termine ) per dare a Marius una sistemazione all’interno dello Zoo, la seconda, non era più in grado di gestire l’aggressività dei felini, i quali ristretti in sistemazioni non idonee alla loro natura erano divenuti pericolosi gli uni per gli altri.

Viene da chiedersi: ma perché questi sfortunati animali sono stati fatti nascere in cattività?

Né Marius, la giovane giraffa, né Henry il leone, la sua compagna e i loro piccoli erano destinati ad un programma  di inserimento nel loro ambiente naturale.

Tutti loro, nati per trascorrere le loro vite entro degli spazi innaturali, costruiti appositamente dall’uomo per mercificarne le esistenze, avevano un unico scopo, quello di attrarre visitatori disposti a pagare per guardarli da una distanza, per fotografarli o per denigrarli.

Questo è il business di tutti gli Zoo di questo mondo,

http://www.captiveanimals.org/news/2014/02/blog-we-all-need-to-look-at-the-bigger-picture-when-it-comes-to-zoo-surplus

Uno degli aspetti più tristi di questi veri e propri campi di concentramento nei quali migliaia di animali trascorrono miseramente la loro intera vita è quello relativo alla frequenza delle uccisioni mirate, operata dai   manager e dagli operatori dello Zoo, di quegli individui identificati come “surplus”, 200,000 di loro vengono ammazzati soltanto negli impianti di detenzione europei ogni anno. Molti di loro vengono utilizzati come cibo, proprio come è accaduto a Marius.

Come possiamo fare per aiutare gli animali rinchiusi negli Zoo?

Certamente la risposta a questa domanda non può essere trovata all’interno di queste strutture totalizzanti e anacronistiche, le quali NON sono rifondabili.

La risposta, come quasi sempre, dobbiamo trovarla dentro di noi, possiamo infatti boicottare simili imprese umane, non sostenendo alcuna di queste istituzioni attraverso l’acquisto di biglietti e l’organizzazione di visite.

Possiamo e dobbiamo rendere note le condizioni di vita ( e le modalità di morte ) di questi schiavi non umani a tutti i nostri parenti, amici, conoscenti affinchè si concretizzi una presa di coscienza vasta e articolata sugli orrori rappresemntati da questi posti, i quali devono chiudere.

Oramai è troppo tardi per salvare Marius e la famiglia di leoni, ma non lo è per le migliaia di altri loro sventurati compagni rinchiusi negli Zoo europei.

Ci avviciniamo al periodo pasquale, ed alcune organizzazioni per la liberazione degli animali inglesi lanceranno una campagna di sensibilizzazione intorno ai drammatici retroscena che distinguono per crudeltà e barbarie tutti gli Zoo europei.

Anche a Grosseto, dove tradizionalmente, almeno una volta all’anno attandano circhi con a seguito animali esotici e non, intendiamo dare risalto a queste vicende con delle iniziative.

Per ora ci inchiniamo con rammarico, rispetto e dolore alla triste fine cui sono stati condannati Marius, Henry e la sua famiglia, tutte vittime del pensiero unico dominante, quello specista antropocentrico, che non consente alla maggioranza degli esseri umani alcuna…umanità, alcuna compassione nel trattamento riservato ai nostri fratelli di altre specie.

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Grazie per alcuni dei contenuti di questo blog a Captive Animals’ Protection Society di Salford, Manchester, UK    http://www.captiveanimals.org/

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