LA CARNE è VIOLENZA ADI31,710 (ogni secondo)

1,902,588 (ogni minuto)

1,000 miliardi (ogni anno)

Questa è una stima del numero di pesci uccisi ogni secondo, ogni minuto, ogni anno nel Mondo….

2,029 (ogni secondo)

121,766 (ogni minuto)

64 miliardi (ogni anno)

Questa è una stima del numero di vertebrati terrestri uccisi ogni secondo, ogni minuto, ogni anno nel Mondo….

….Per finire in un piatto, per soddisfare un capriccio umano.

Oggi è possibile nutrirsi SENZA rendersi complici di questo sterminio.

Oggi è semplice ed economico esercitare una scelta ETICA e solidale verso le vittime dell’industria agro alimentare.

Nutrirsi dei prodotti della terra, senza uccidere, divenire Vegan oggi ad esempio, significa assumere una posizione decisa e rivoluzionaria in opposizione all’olocausto imposto agli altri animali allevati e detenuti dall’Uomo per scopi alimentari.

Per loro la schiavitù NON è MAI finita.

http://www.meat-abolition.org/it/smac

Rivendicazione mondiale della richiesta di abolizione della produzione e del consumo di carni animali; ossia, proibizione dei prodotti della caccia, della pesca e dell’allevamento

man and animals

Gli attivisti di Associazione D’Idee si mobilitano a Grosseto con iniziative puntiformi e di effetto tra il 18 e il 26 di Gennaio 2014 in occasione della Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne ecco il programma:

SABATO 18 piazza Dante  ( di fronte al Duomo ) dalle 18,00  fino alle 20,00 presidio sit in e pubblico indirizzo

LUNEDI’ 20 davanti alla  Coop di Via Ximenes “sit in mini flash mob”, mattino dalle ore 11,00, pomeriggio dalle ore 17,00

MARTEDI’ 21 davanti alla  Coop di Via Ximenes “sit in mini flash mob”, orario da concordare

MERCOLEDI’ 22  davanti alla  Coop di Via Ximenes “sit in mini flash mob”, pomeriggio dalle ore 17,00

GIOVEDI’ 23 paraggi ingresso mercato coperto di via Fossombroni  “sit in mini flash mob” dalle 10,30 in poi

VENERDI’ 24 davanti alla  Coop di Via Ximenes “sit in mini flash mob”, mattino dalle ore 11,00, pomeriggio dalle ore 17,00

SABATO 25 piazza Dante  ( di fronte al Duomo ) dalle 18,00  fino alle 20,00 presidio sit in e pubblico indirizzo

Se desideri partecipare alle iniziative annuncia la tua presenza telefonando al 3291544997.

Se desideri aiutarci economicamente e sostenere le nostre iniziative ” a distanza ”  puoi farlo visitando la seguente pagina web : https://associazionedideeonlus.wordpress.com/sostieni-associazione-didee/

Se hai accesso a Fecebook qui trovi l’album con tutte le foto della settimana: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.610790352302505.1073741840.140474869334058&type=1 al termine delle iniziative in programma pubblicheremo le più significative sulla nostra pagina FLICKR http://www.flickr.com/photos/associazione_didee/

ABOLIZIONE DELLA CARNE LOGO RED

Organizza un gruppo nella tua città e/o luogo di residenza!

Soltanto attraverso l’impegno diretto e l’attivismo di ogni uno riusciremo a cambiare lo stato delle  cose attuale http://www.agireora.org/attivismo/

commenti
  1. ECCO IL TESTO DEL DISCORSO FATTO IN PIAZZA ( si ripete sabato prossimo ) :

    Alcuni dati:
    31,710 (ogni secondo)

    1,902,588 (ogni minuto)
    1,000 miliardi (ogni anno)
    Questa è una stima del numero di pesci uccisi ogni secondo, ogni minuto, ogni anno nel Mondo….
    2,029 (ogni secondo)
    121,766 (ogni minuto)
    64 miliardi (ogni anno)
    Questa è una stima del numero di vertebrati terrestri uccisi ogni secondo, ogni minuto, ogni anno nel Mondo….
    ….Per finire in un piatto, per soddisfare un capriccio umano.
    Oggi è possibile nutrirsi SENZA rendersi complici di questo sterminio.
    Oggi è semplice ed economico esercitare una scelta ETICA e solidale verso le vittime dell’industria agro alimentare.
    Nutrirsi dei prodotti della terra, senza uccidere, divenire Vegan oggi ad esempio, significa assumere una posizione decisa e rivoluzionaria in opposizione all’olocausto imposto agli animali allevati e detenuti dall’Uomo per scopi alimentari.
    Per animali quali i polli, i pesci, le mucche, i maiali, i conigli, i cavalli la schiavitù NON è MAI finita.
    Per gli animali dai quali l’uomo estrae secrezioni e carne, le vittime, l’incubo di nascere in catene è una realtà vivida e dolorosa, una esperienza quotidiana che si ripete e che non lascia margini o vie di fuga, per noi, gli aguzzini, una attività tanto lecita quanto irrinunciabile, ogni giorno contribuiamo coi nostri acquisti e con le nostre scelte al sistema che si poggia su tale immane afflizione del tutto legalmente.
    A fronte di tale realtà, chiediamo audacemente l’abolizione degli allevamenti, della caccia e della pesca.

    Chiediamo l’ abolizione delle uccisioni degli animali per la loro carne.

    Poiché la produzione di carne implica l’uccisione degli animali che vengono poi mangiati,
    poiché tutti loro soffrono a causa delle condizioni in cui vivono e in cui vengono messi a morte,
    poiché il consumo di carne non è una necessità,
    poiché gli esseri senzienti non devono essere maltrattati o uccisi senza necessità,
    l’allevamento, la pesca e la caccia di animali per la loro carne, così come la vendita e il consumo di carne animale, devono essere aboliti.

    Il percorso verso l’abolizione sarà lungo ma al tempo stesso è inevitabile, fosse soltanto per ragioni riconducibili alla finitezza delle risorse disponibili in Natura a fronte dell’efferata opera di sfruttamento intensivo che la civiltà umana stà imponendo al pianeta e al resto delle popolazioni non umane che vi dimorano impoverendone in modo organizzato la qualità e le quantità.

    Le Settimane Mondiali per l’Abolizione della Carne hanno come scopo la promozione del dibattito politico intorno all’idea di abolire e di condannare la produzione e il consumo di carne di esseri senzienti, fatti nascere dall’uomo unicamente per soffrire una vita miserabile, confinati in una condizione di solitudine, abbandono e tedio, prima di finire uccisi dalla lama impietosa del macellaio.

    La questione non si può però ridurre né alla tutela, né alla protezione degli altri animali, la questione è quella relativa al riconoscimento del loro inalienabile diritto ad avere spazi in cui esistere, spazi in cui vivere senza che questo debba accomodare esigenze o aspettative dei loro presunti padroni umani.

    In tutto il mondo sei milioni di animali terrestri vengono uccisi ogni ora a scopo alimentare.

    Il numero degli animali acquatici uccisi è anche più elevato.

    Le cifre esatte le trovate sui pannelli informativi esposti in piazza stasera e sulla letteratura in distribuzione.

    Il consumo di carne causa più sofferenza e morte che qualsiasi altra attività umana seppure non sia affatto necessario.

    Quella di stasera è una iniziativa in adesione alla Campagna per l’Abolizione della Carne che si ripete ogni tre mesi e che ha come scopo la promozione del dibattito politico intorno all’idea di abolire e condannare la produzione e il consumo di carne di esseri senzienti, creature che come noi hanno la capacità di gioire e di provare dolore, creature niente affatto inferiori a noi ma soltanto diverse, ma sopratutto, creature che non hanno i mezzi per sottrarsi al dominio dell’uomo, che non dispongono di rappresentanti che ne promuovano il benessere o che esprimano per loro rivendicazioni e istanze di liberazione.

    Il consumo di carne e derivati non è assolutamente necessario per il nostro benessere. Possiamo vivere e nutrirci in maniera sana, gustosa e completa attraverso l’utilizzo dei prodotti della terra. Senza sfruttare, ridurre in schiavitù e uccidere nessuno.

    Molti gruppi a livello internazionale si stanno impegnando per promuovere questo dibattito, per creare le condizioni affinché il nostro sguardo verso il mondo vivente, verso l’alterità animale, evolva con una prospettiva di pace, di considerazione, di amore e di compassione per tutti gli esseri viventi del pianeta nel riconoscimento della loro integrità e dignità individuale.

    Forse non ce lo hanno insegnato a scuola, forse non lo dicono in televisione, ma siamo tutti Terrestri! Siamo tutti equamente intitolati ad abitare le terre e i mari, indipendentemente dai ragionamenti mercantili e specisti di chi elabora e impone sulle comunità umane modelli di sviluppo erratici, che producono ingiustizia e sofferenza, che si realizzano soltanto attraverso l’ausilio costante di pratiche connotate da violenza e sopraffazione ai danni dei più deboli, dei meno rappresentati, che siano queste persone umane o meno.

    Con le azioni come quella di stasera intendiamo non solo indurre le persone a riflettere e a cambiare conseguentemente le loro abitudini di consumo invitandoli in questo modo a considerare la scelta Vegan, ma desideriamo promuovere tale richiesta avvalorandone i presupposti su delle solide basi etiche, attraverso un ragionamento, per bandire legalmente la produzione e il consumo di carne animale e l’olocausto che da almeno due secoli di meccanizzazione e di raffinamento tecnologico dei metodi di allevamento e di sterminio ha causato un inimmaginabili carico di tormenti ai nostri fratelli.

    La carne non esiste, esistono gli animali.
    Gli animali non umani che vengono fatti nascere schiavi, espoliati di ogni diritto, di ogni attributo dall’oppressore umano mosso culturalmente da un ideologia di matrice antropocentrica, più comunemente, dal motivo economico, per trasformare in merce i corpi di queste creature, fatti poi a pezzi, da vendere , ripuliti dal sangue e impacchettati in maniera sterile, socialmente accettabile, affinché coloro i quali li consumeranno non facciano connessioni pericolose per il sistema.
    Un sistema, che scoraggia e rinnega, ad ogni occasione, la possibilità che in quanto umani si possa rivolgere agli animali cosiddetti da reddito un tipo di attenzione benevola, una attenzione che conduca ad un riconoscimento del loro status morale, una attenzione non motivata dal bieco utilitarismo che stà stravolgendo non solo l’ambiente e l’ecosistema che ci circonda, ma la stessa umanità, corrompendo in maniera irreparabile il tessuto e le relazioni che sostengono dall’interno le comunità umane, la loro supposta civiltà.

    Gli animali non sono nostra proprietà, la vita senziente non è in vendita, come vi sentireste voi se qualcuno più dotato di forza bruta o maggiormente nelle condizioni di imporre la propria volontà a vostre spese vi separasse dai vostri cari, vi rinchiudesse in qualche gabbia, vi avviasse al macello?

    I campi di concentramento esistono ancora, si chiamano allevamenti intensivi. I campi di sterminio istituzionalizzati alla bruttura e ingiustizia dei quali ci vorrebbero ciechi e insensibili esistono, si chiamano mattatoi. Le autorità, i signori che comandano e che decidono per noi non vogliono che si sappia cosa succede al loro interno. Ciò che accade lì dentro è insostenibile, la crudeltà e la morte dispensate senza un battere di ciglia, pianificate ed eseguite, senza pietà, proprio come si trattasse di una semplice mansione lavorativa.

    Noi ci auguriamo che iniziative come questa rinforzino il movimento per i diritti degli altri animali nel corso degli anni a venire e che avvalorino le giuste istanze per la loro liberazione dal giogo umano.
    Chiediamo a chi ci ascolta di aprire meglio le loro orecchie, a chi conosce già di prendere posizione, di aiutare i senza voce e a parlare per loro conto, questo è proprio ciò che vorremmo si facesse se ci fossimo noi stessi, i nostri amici, la nostra famiglia, la nostra specie dietro quelle sbarre, rinchiusi tra quelle luride mura, affogati nel sangue e nell’indifferenza generale di chi si trova fuori, in relativa sicurezza,

    Stasera vi invitiamo a guidare la vostra attenzione sulla questione etica rappresentata dalla schiavitù imposta in nome di una presunta superiorità di specie, quella umana contro tutte le altre, vi chiediamo di prendere atto, non solo come consumatori ma anche come cittadini/e, che è necessario e urgente, cambiare non soltanto le abitudini alimentari che ci hanno inculcato in famiglia e a scuola, ma che occorre diventare parte in causa, proprio come fecero quegli attivisti che lottarono contro la schiavitù assumendosene rischi e responsabilità: sebbene fossero una piccola minoranza essi iniziarono boicottando le produzioni di zucchero provenienti dai campi degli schiavi esprimendo chiaramente l’idea che la schiavitù doveva essere bandita.

    E’ possibile vivere bene senza uccidere, senza delegare qualche allevatore o qualche macellaio ad ingaggiare in tale attività in nostro nome.

    E’ importante oggi richiamare all’attenzione la questione della carne così da aprire il prima possibile un dibattito pubblico sulla sua legittimità, ovvero sulla legittimità di mantenere intatto il vile sistema di sfruttamento operato dall’industria agro alimentare, il quale, attraverso una incessante propaganda ci costringe a considerare quella carnea come l’unica dieta adeguata cui aderire per rimanere in salute e per nutrire i nostri appetiti.

    Durante la Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne, conferenze, azioni di strada, volantinaggio e stand informativi sono organizzate in diverse località nel mondo con lo scopo di diffondere l’idea che il consumo di carne non si può giustificare da un punto di vista etico, e pertanto dovrebbe essere proibito allo stesso modo in cui fu proibita la schiavitù umana a suo tempo.

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  2. A CHI CI CHIEDE “…allora come vorremmo la catena alimentare…” RISPONDIAMO:

    Parlare di catena alimentare induce a credere che siamo inseriti in un ecosistema entro il quale, a seconda delle nostre caratteristiche ( o meglio della dotazione che la Natura ci ha concesso in termini di potenza fisica, capacità offensive e intelletto ) e a seconda delle nostre necessità nutrizionali, prediamo e veniamo predati.
    In tale scenario – che come sappiamo non rappresenta più l’ambito di vita degli animali umani, questi ultimi si nutrirebbero dei prodotti della Terra, quindi di vegetali, ma principalmente di frutta http://www.bio-haus.it/…/9-tesine/81-Uomo-fruttariano, al limite di qualche insetto e in alcuni casi di carcasse lasciate dai veri predatori . Questa per noi è la catena alimentare. La catena di smontaggio invece, prevede che l’uomo padrone incontrastato della Terra ( presunto tale si intende ), innalzando se stesso sopra la Natura e chiamandosene fuori per diritto divino, decide di disporre di tutto ciò che lo circonda, pensando a questo straordinario corollario come RISORSE da sfruttare. In un delirio di onnipotenza decide di costruire dei luoghi orrendi chiamati allevamenti intensivi e mattatoi nei quali, con un ciclo senza fine che rinnega lo status morale degli altri animali, fa nascere, separa dalle madri, lascia ingrassare nel minore tempo possibile, rinchiude in isolamento, interferisce con TUTTI i cicli naturali e fisiologici delle sue vittime ( riproduzione, nutrizione, socializzazione ), uccide macellandoli in serie 64 miliardi di creature terrestri ogni anno nel mondo dopo averle fatte soffrire nelle peggiori condizioni di detenzione immaginabili http://youtu.be/YxcNIj32Bq4http://youtu.be/I1STdr4Y3l8http://www.greenme.it/…/6862-maiali-allevamento-intensivo – Nel frattempo le lobbies dell’industria agro alimentare e quelle chimico farmaceutiche, insieme con istituzioni come la scuola, i ministeri e le altre agenzie che emanano direttive e normative raccomandando questo e quello “nell’interesse della salute delle persone” inculcano nel cervello dei cittadini da loro governati che non si può sopravvivere senza carne o derivati animali, che al limite se ci si ammala ( ad esempio di tutte quelle malattie del benessere http://www.vegan3000.info/DettInfoNutrizionali.asp?Cod=326 , per capirci, il cancro, l’obesità, il colesterolo, l’ateriosclerosi, il diabete, l’ipertensione ecc ecc ) si può ricorrere ai farmaci e ai dottori, insomma che le cose vanno bene così come sono e che non occorre preoccuparsi dell’intera questione etica pertinente il maltrattamento degli animali, questi ultimi esistono proprio per venire mangiati, tutto avviene secondo la legge quindi perfettamente legale ecc ecc.
    NOI a fronte di questa immane tragedia per gli animali, trasformati in mera merce, a fronte di questa catena di smontaggio iper pianificata dei loro corpi e delle loro secrezioni ci collochiamo dalla parte degli oppressi. Noi crediamo che la favola della catena alimentare sia, appunto, una favola, funzionale al mantenimento di dominio del forte sul debole, di chi sa su chi viene tenuto all’oscuro, funzionale al mantenimento dell’attuale sistema di discriminazione e violenza che distingue e nutre l’esistente assetto delle società umane contemporanee.
    Per concludere: vorremmo una economia di sussistenza, che restituisce agli individui che fanno capo alle comunità umane l’abilità di nutrirsi senza uccidere, di nutrirsi bene tutti, ma sopratutto di rispettare gli altri, tutti gli altri, per primi i più deboli, appunto, gli altri animali, verso i quali abbiamo il dovere di garantrgli uno spazio in cui esistere scevro dalla nostra nefasta volontà di dominio e di distruzione.

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  3. […] subentra di forza il problema della violenza su cui si basa ogni forma di allevamento https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/01/07/abolizione-della-carne-a-grosseto-2014/ In natura l’unica legge esistente prevede che il più forte mangia il più debole perchè […]

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