Cacciatori brava gente? Una testimonianza.

Pubblicato: 15 novembre 2013 in affari locali, Ambiente, No alla Caccia
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Alle 5 del mattino senti le voci e i cani girare fuori la mia dimora e nel bosco.

Alle 7 senti voci nel bosco, la gente che gira con i vestiti rifrangenti e cani in tutto il terreno e senti il traffico dei fuoristrada che salgono e scendono dal monte.

Alle 8.30, finito di raccogliere lo zafferano, decidi di salutare uno di questi individui che molto maleducatamente ti passa affianco, scaccia il mio cane e nemmeno ti saluta.

Chiedi cosa stesse succedendo (come se già non lo sapessi cosa stesse succedendo).

E ti viene risposto che sono in cerca del branco di cinghiali e ti da il permesso, questo individuo, a casa tua, di entrare nel bosco a fare una passeggiata finchè non è deciso dove fare la posta.

Alle 10 in punto, circa trenta macchine, tra fuoristrada e furgoni per le carcasse, passano sulla strada impedendoti di uscire.

La gente si ferma a chiederti di restare dove sei per non impedire il passaggio alla squadra e qualcuno ti chiede pure cosa ci facesse un lettino per il sole nel tuo terreno.

Finita la carovana di auto dirette sul Monte alla posta, riesci ad andare finalmente via a essiccare lo zafferano.

Più di 30 auto, circa 50 persone con diversi cani.

A sparare sotto una azienda faunistico-venatoria con tanto di governo ai cinghiali fatto nel bosco. Questa non è caccia, è mattanza.

Stamattina a decine perderanno la vita, io ho perso il mio territorio, scacciato da gente autorizzata a minacciarti con un fucile in mano e a darti il permesso per entrare o meno a casa tua.

E se per difenderti dalle minacce, per difendere il tuo territorio, si rispondesse a tono? Che cosa accadrebbe allora?

Tutti gli animali difendono il loro territorio, lo fanno mentre l’uomo ha inventato leggi scritte che nulla hanno a che fare con Madre Terra.
L’Italia consente questo, dai politici ai cittadini che silenziosi chiudono gli occhi davanti alla richiesta di aiuto di agricoltori e animali.

L’Italia è un buon paese? I cacciatori, brava gente?

Immagine

Per altre storie sull’operato dei cacciatori visitare anche qui : http://oanimalista.wordpress.com/category/la-gogna-per-cacciatori/

commenti
  1. vale scrive:

    che schifo anche da noi uguale

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  2. Davy Krokket scrive:

    Ma una domanda: possibile che solo chi è contro la caccia riesca a trovare nei cacciatori, persone maleducate, che rispondono male, che usurpano…….. Probabilmente, sempre che la “storia” raccontata sia vera, la squadra è passata davanti alla sua proprietà semplicemente perchè la strada è pubblica o esiste un diritto di passo sulla stessa. Perchè non chiede il fondo chiuso per tenere alla larga i cacciatori? Qualora sia vero che un cacciatore minaccia armato di fucile è da denuncia se non da arresto quindi dubito che ciò sia avvenuto.
    Guardi che anche i cacciatori ridono, scherzano, tutto come le persone secondo lei “normali” ed a volte, pur pagando profumatamente le licenze di caccia, sono impossibilitati ad esercitarla perchè disturbati da (pseudo) ambientalisti/animalisti. Ma perchè semplicemente non fate chiudere la caccia democraticamente, con un bel referendum?

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  3. Davy Krokket scrive:

    Ah, dimenticavo, potete stimare a quanto ammonta il danno delle scritte contro i cacciatori lasciate da qualche “ignoto” sulle facciate di numerosi palazzi di Grosseto? Grazie.

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    • Non riguarda una associazione onlus fare stime di alcun genere, ma se si potessero quantificare i danni irreparabili che i cacciatori derivano all’ambiente in cui viviamo allora saremmo davvero un bel pezzo avanti in rispetto alla messa a fuoco dell’immane problema rappresentato dalla caccia per la comunità locale.

      Parliamo del piombo disperso sul territorio, della spazzatura lasciata in giro, del taglio di arbusti e alberi, della costruzione abusiva di postazioni e di strutture adibite alla cattura degli animali e alla distribuzione di cibo, attività questa tuttaltro che mossa da sentimenti di benevolenza verso gli animali Davy, non è così?

      Cosa dire dei danni che i cacciatori provocano entrando nei terreni, abbattendo recinzioni e imponendo la loro presenza sui residenti, sui lavoratori che operano sui terreni, sulle persone che intendono godersi la natura senza distruggerla e che sono coraggiosi abbastanza per continuare ad andare a farsi passeggiate nei boschi anche durante la stagione venatoria, cosa degli spari, dei pallettoni vaganti, dell’uccisione indiscriminata di tutto ciò che capita loro a tiro, incluse le persone http://www.vittimedellacaccia.org/ , se proprio non si riuscisse ad esercitare empatia e compassione per le vittime non umane di questa guerra non dichiarata http://www.nemesianimale.net/animali-selvatici/caccia-e-pesca/

      La realtà è che la categoria alla quale Davy sembra identificarsi è una vera e propria piaga della società civile.

      E’ davvero curioso che si menzionino delle “scritte sui muri” in questo contesto, se le autorità locali e i responsabili del decoro urbano ritenessero queste così dannose, siamo certi, le avrebbero da tempo coperte. Consigliamo Davy di rivolgersi al sindaco.

      Cogliamo questa occasione per segnalare http://www.cacciailcacciatore.org/info/danni.html una pagina esaustiva sulle altre efferatezze e sulle menzogne senza fine dei cacciatori e dei poteri forti che ne sostengono la causa.

      Fortunatamente per gli animali e per noi che ci battiamo contro la caccia, questa attività, vale a dire UCCIDERE per DIVERTIMENTO, si stà esaurendo da se, e sarà compito delle nuove generazioni consegnarla alla storia come triste, sadico, sanguinoso, irresponsabile capitolo della vicenda umana recente, del resto stà scritto nella letteratura stessa dei cacciatori http://www.cacciapassione.com/notizie/associazioni-venatorie/3260-federcaccia-cacciatori-in-diminuzione-e-maggiore-sicurezza.html i loro numeri sono in costante flessione. I cacciatori sono , in altre parole, destinati all’estinzione.

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      • Davy Krokket scrive:

        Mah, sembra che la parola CACCIATORE faccia danno solo a pronunciarla…… “spazzatura lasciata in giro (?)” “abbattendo recinzioni… (?)” ma dove vivete? Sembrate sotto assedio…..

        La meglio di tutte è però quella delle scritte: le autorità locali ed i responsabili del decoro urbano devono essere proprio strana gente (secondo voi) per non ritenere dannose le scritte fatte sui muri (sicuramente non delle vostre case ci mancherebbe). Mi consenta almeno questa: chi imbratta i muri di mezza città (indipendentemente dal tenore delle scritte che in questo caso sono anche offensive ma lasciamo perdere) arreca un danno proprio alla società (usando oltretutto vernici e sottoponendo se stesso o chi manda ad imbrattare i muri, al pericolo dell’esposizione di agenti tossici e quindi rischiando di ammalarsi e quindi di morire di “Saturnismo”) !!!! Chissà se qualche parente dell’ignoto “scrittore” parlando ignaro con l’autore dei danneggiamenti dirà: “certo che imbrattare i muri di mezza città (seppur per far valere la propria idea…) è proprio strano, fare un danno per contestare quello che sembra essere un danno…….

        Come si stava meglio quando si stava peggio!!!!! Quarant’anni fa non esisteva neanche la parola ambientalista o animalista……..e si viveva meglio. Si viaggiava sui treni (contenenti amianto) e si respirava lo smog (poco) delle (poche) autovetture. Ora si fa a gara alla macchina che inquina meno e che va a benzina (ovviamente green) VERDE ma che per subisce un processo di raffinazione e “profumazione” che solo respirando i gas di scarico emessi dalle auto (e mi creda, respirare bisogna respirare tutti) si rischia un cancro ai polmoni di quelli fulminanti.

        Sono nato cacciatore non perchè mi hanno messo la doppietta in mano ma perchè abitando in campagna ne faccio parte. Perchè se vado nella macchia è il mio mondo, dove sono libero e dove, per un diritto che ho acquisito abitando in uno stato civile e democratico, pagando le mie salate tasse, esercito una filosofia di vita che a voi sarà sempre sconosciuta. Non imbratto muri, non abbatto recinzioni, non entro nelle terre di sconosciuti per cacciare se non chiedendo il permesso (e se posso me ne sto nella mia).

        Mi viene da ridere pensando che fra cent’anni saremo tutti egregiamente sotto terra, ed io, forse avrò il privilegio di chiudere gli occhi guardando la macchia che mi circonda, annusando odori e profumi a voi sconosciuti, e lì rimarrò, libero, nel mio habitat naturale, come il cinghiale, che ho cacciato.

        Il buonumore me lo mette il sapere che oggi è domenica e quindi domani è ovviamente lunedì (caccia aperta e forse piove anche, buono). Martedì e venerdì silenzio venatorio (niente caccia). Forse mercoledì ci torno e poi o sabato o domenica vediamo.
        Ovviamente porto con me il cane che maltratto dalla mattina alla sera……. la notte dorme (quasi) con me, ma non fa testo.

        Almeno quando si butta in politica, chi non è della mia idea (e non deve esserlo ovviamente) è una persona con cui mi confronto e discuto, sempre civilmente. Quando si parla di caccia, niente da fare, da parte “vostra” è come essere in guerra, non si parla, si accusa (ed il più delle volte si esagera e si inventa…..)

        Buonanotte, e dormite tranquilli, come noi cacciatori cattivi.
        S. Uberto proteggici…..

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  4. Giovanni scrive:

    La figura del cacciatore è autorizzata secondo delle leggi del ventennio fascista e successive modifiche e integrazioni, ad entrare nelle proprietà private, durante la stagione venatoria, potendo sparare a 150 m di distanza da persone e abitazioni. Fu voluta questa legge da Mussolini per favorire il principio bellico del popolo italiano. Per l’istituzione di un fondo chiuso è necessaria una recinzione alta almeno 120 cm da terra, che delimiti tutta la proprietà. La provincia poi provvede a eliminare la proprietà dalle aree in cui si può cacciare e darà autorizzazione a tabellare il perimetro. Questo significa che l’unico modo, ad oggi, per poter mettere fuori il cacciatore dalla proprietà privata, è quello di sostenere una ingente spesa per recintare. Soldi che non tutti possono permettersi di spendere.
    Questo tipo di legislazione quindi va assolutamente in contrasto con il diritto di proprietà privata e va a ledere la sfera emotiva e intima di quei proprietari terrieri contrari alla caccia. Tanto è che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha recentemente stabilito con sentenza, che in Italia la legislazione sulla caccia è inadeguata e il proprietario terriero può in qualsiasi momento, tramite l’obiezione di coscienza venatoria, impedire l’accesso alla proprietà della figura del cacciatore.

    Per quanto riguarda il post, le squadre di “cinghialai” sono composte da diverse decine di persone e la battuta al cinghiale prevede proprio il “lancio” dei cani durante le prime ore della mattina che vanno a cercare il branco di cinghiali e a condurlo verso la “posta” dove verrà effettuata la mattanza. Quindi è assolutamente possibile che la testimonianza riportata su questo blog sia veritiera, anzi non è l’unica. Infatti a breve verranno postate altre foto inviateci da cittadini, riguardanti il governo abusivo dei cinghiali nel bosco e riguardanti i danni inestimabili che la figura cacciatore sta purtroppo apportando al suolo boschivo maremmano.

    La posizione di Associazione d’Idee in merito alla caccia è la seguente:
    Essendo noi tutti, per principio, contrari alla repressione, ma coscienti di cosa sia realmente la caccia, non auspichiamo una immediata chiusura bensì un netto cambio in ambito legislativo, informativo e culturale.
    Nello specifico Associazione d’Idee chiede:
    – la modifica di tutte quelle leggi che obbligano i proprietari terrieri a consentire l’accesso ai cacciatori nelle loro proprietà senza permesso;
    – l’inclusione della caccia non più nelle attività sportive ma in quelle belliche (sono morte 30 persone in italia nella passata stagione venatoria e tante ne stanno morendo quest’anno e molte altre sono rimaste ferite. Inoltre aziende come Beretta e Benelli che forniscono armi e vestiari, sono aziende appunto belliche);
    – la fine dell’accesso nelle scuole da parte delle associazioni venatorie. Infatti la caccia non è cultura ma è un atto di estrema necessità che un essere umano compie in casi di estrema urgenza dovuti all’ assenza di cibo. La caccia è sopravvivenza. In antichità l’essere umano ha iniziato a cacciare solo e soltanto per sopravvivere a periodi glaciali o di siccità. Non è caratteristica umana quella di uccidere. Ad oggi la necessità di cacciare non esiste. Il cacciatore si può permettere di pagare automobili, spesso costosi fuoristrada, la benzina per recarsi sul posto, il tesserino venatorio, il porto d’armi, il mantenimento di un cane o più cani, il fucile, le cartucce, il vestiario e quant’altro serve per cacciare. E’ quindi evidente che la caccia non è una attività volta alla sopravvivenza ma è volta solo e soltanto a far divertire alcune persone che trovano piacere nell’uccidere animali indifesi. Questo non può e non deve essere nè insegnato a scuola nè essere considerato cultura;
    – la chiusura delle aziende faunistico-venatorie che ogni anno allevano e reinmettono in natura gli animali che sono stati precedentemente sterminati. Questo va a squilibrare il normale equilibrio naturale. Inoltre ricordiamo che è a causa dei cacciatori se animali che non erano presenti in questo territorio, sono stati importati, come il daino o il cinghiale ungherese, a fini venatori, e che ora invece che essere eradicati, andrebbero solo lasciati stare affinchè la normale selezione naturale faccia il suo corso. Inoltre ricordiamo la presenza, per niente sporadica, di governi abusivi di cinghiali nei boschi e ricordiamo che con una e-mail, la Provincia di Grosseto l’anno scorso ci rispose che dopo 16 anni di selezione, gli ungulati in Maremma sono aumentati. Ricordiamo quindi i recenti studi in materia di prolificità di questi animali, che hanno evidenziato come la caccia sia la causa della maggiore prolificità e dell’abbassamento dell’età fertile degli ungulati. In pratica questi animali si riproducono di più quando vengono sterminati.

    Per finire vogliamo ricordare che in Maremma vengono uccisi 7000 cinghiali all’anno. Un numero enorme di animali che nemmeno lontanamente i vostri nonni si sarebbero sognati di ammazzare. La caccia di 40 anni fa prevedeva l’uccisione degli individui animali anziani per garantire al paese di turno di cibarsi di carne durante l’anno. Detto questo, denunciamo anche la vendita abusiva di carne che alcuni cinghialai stanno mettendo in pratica.
    GD

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  5. Testimonianze fotografiche:

    Immagine di un “governo dei cinghiali” eretto dai cacciatori, funziona così: fuori stagione gli danno da mangiare per ingrassarli, mentre in coro con certi agricoltori accusano gli animali di procurare danni ai campi e ai raccolti, poi a stagione di caccia avviata li ammazzano, anche questo fa parte della “filosofia” di vita di costoro la quale in realtà è connotata dalla morte e dalla manipolazione dei fatti : http://s6.postimg.org/utgtidw0x/governo_cinghiali.jpg

    A poca distanza, sugli stessi luoghi, ecco in una immagine la postazione costruita dai cacciatori a ridosso dei mucchi di bossoli a terra, da qui tali “gentiluomini che pagano le tasse” affrontano l’animale selvatico con coraggio e determinazione sparandogli addosso: http://s6.postimg.org/pxhs4fl9d/postazione_eretta_dai_cacciatori_a_ridosso_dei_b.jpg

    In quest’altro scatto si osserva ciò che questi “amanti della natura” si lasciano dietro ad ogni uscita per i boschi del nostro territorio: http://s6.postimg.org/tsl6704f5/image.jpg
    E ancora, spazzatura, degrado, menefreghismo in due ulteriori immagini : http://s6.postimg.org/uxf8cdqw1/spazzatura_dei_cacciatori_nel_bosco.jpg http://s6.postimg.org/t6w7aw9cx/postazione_dei_cacciatori_nel_bosco.jpg

    Fuochi accesi nei boschi? senza alcuno scrupolo : http://s6.postimg.org/f1qe930bl/fuochi_nei_boschi_cacciatori.jpg http://s6.postimg.org/clokv8i8x/fuochi_nei_boschi_cacciatori_2.jpg

    Chiunque abbia a disposizione un paio di ore e la motivazione necessaria per intraprendere delle escursioni investigative sulle tracce dei cacciatori troverà questo e altro lungo i sentieri battuti da loro.

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  6. VEG scrive:

    l’ignoranza regna sovrana!!!

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  7. valerio scrive:

    Ma lo sapete chi paga i danni agli agricoltori? Certo sicuramente ce chi lascia in giro bossoli ma non lo fa perché è cacciatore lo fa perché è maleducato e le 2 cose nn sono per forza associabili a tutti prima di sentenziare provate ad informarvi meglio invece di parlare solo per sentito dire per poter schierarsi bisogna sempre sapere di cosa si parla, ognuno è libero di pensare quello che vuole non sei a favore della caccia non ci andare ma nn puoi impedire a chi piace di andarci,

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    • Stai tranquillo Valerio che se potessimo impedirti di andare ad ammazzare per divertimento lo faremmo, infatti l’ottanta punto uno per cento della popolazione italiana è contraria alle vostre carneficine ( Eurispes 2013 ).
      Il fatto che non siete ancora stati messi al bando ( e per quanto ci riguarda poi dovreste ANCHE essere rieducati al rispetto del prossimo e a vivere in armonia col mondo vivente che vi circonda ) è soltanto per via dei potentati economici e politici che proteggono la vostra categoria ( vendita di armi, bacino di voti , clientele di altro genere, in una parola le lobbies ).
      Come scritto altrove in questo Blog vi state pian piano estinguendo da soli.
      Nonostante l’oscena opera di interferenza che alcune associazioni riescono incredibilmente a svolgere in certe scuole https://associazionedideeonlus.wordpress.com/?s=a+scuola+di+violenza le nuove generazioni riescono a distinguere chi ama l’ambiente che ci accoglie e la biodiversità che lo popola da chi intende soltanto sopraffare e distruggere coloro i quali non possono difendersi.
      Il signor Valerio crede di intrufolarsi qui e di farsi grosso come se stesse parlando con degli sprovveduti, evidentemente non comprende la spinta e la motivazione che anima chi si batte contro gli abusi sugli animali, evidentemente il signor Valerio non comprende il senso di sentimenti come l’empatia e la compassione, sennò non sarebbe un cacciatore.

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  8. nico scrive:

    ma perché ai referendum contro la caccia hanno sempre vinto i cacciatori ?……..
    mi fate veramente pena,perchè parlate parlate e non sapete nemmeno di che cosa…….
    ah un’ultima cosa : non sapete cosa vi perdete a non vivere la caccia !!!!!……..
    poveretti………

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    • Com’è noto, i due referendum svoltisi sull’argomento nel 1990 e nel 1997, non hanno raggiunto il quorum necessario per consentirne l’applicazione, ma è significativo il risultato plebiscitario ottenuto contro la caccia tra i votanti:

      Referendum 3/4 GIUGNO 1990
      CACCIA: ABOLIZIONE NORME
      % votanti: 43,4 % SÌ: 92,2 % NO: 7,8
      CACCIA: ABOLIZIONE ACCESSO AI FONDI PRIVATI
      % votanti: 42,9 % SÌ: 92,3 % NO: 7,7

      Per questo referendum, che fu presentato insieme a quello contro l’uso dei pesticidi in agricoltura, l’invito a NON VOTARE era stato molto diffuso da quasi tutti i partiti politici, con lo slogan “Andate al mare anziché alle urne”. Questo ha certemente contribuito in larga misura al non ottenimento del
      quorum.

      Referendum 15 GIUGNO 1997
      CACCIA: ABOLIZIONE ACCESSO AI FONDI PRIVATI
      % votanti: 30,2 % SÌ: 80,9 % NO: 19,1
      Assieme al referendum sulla caccia vari altri erano stati proposti, in un clima di completa sfiducia dei cittadini nello strumento del referendum e anche in questo caso l’invito a non andare alle urne fu molto diffuso. Per tutti i referendum la percentuale dei votanti è stata simile:

      Per consultare il documento completo con tutti i dati : http://www.cacciailcacciatore.org/download/dossier_sondaggi.pdf

      Appunto, il potere delle lobbies e dei partiti politici che hanno interessi affinchè non si urtino i cacciatori e gli industriali che ingrassano i propri dividendi con la vendita di armi e munizioni.

      I dati, parlano da se.

      Il problema infatti è che al referendum non viene consentito di svolgersi, l’esito chiaro e univoco sarebbe soltanto uno: ABOLIZIONE.

      Più recentemente, quando nel 2012 si è tentato di fare un refrendum regionale in Piemonte il PD e gli altri partiti della maggioranza che hanno governato quella regione nei precedenti 25 anni lo hanno totalmente affossato http://www.referendumcaccia.it/

      E’ sempre la stessa storia http://www.ilcambiamento.it/caccia/piemonte_annullato_referendum_caccia.html

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  9. valerio scrive:

    Compassione come quando alcuni animalisti fanno la conta dei cacciatori morti?oltretutto offendoli e diridendoli ,quanta è la percentuale di vegetariano o vegani nel mondo ? Tutti i rimanenti sarebbero assasini? Io nn credo io sono per la liberta se uno vuole cacciare e la legge lo permette é libero di farlo senza intaccare la liberta di altri naturalmente io nn vado in casa di nessuno non entro nei giardini non sparo alle case e credimi amo gli animali molto più di alcuni di voi dico Alcuni e non tutti a differenza di voi non beneralizzo ho amici vegani e non li scanzo per questo poi continuate a consumare le vostre risorse in questa guerra inutile detto questo non mi interessa ne polemizzare ne offendere nessuno e nn mi serve farmi grosso con nessuno esprimo le mie idee in maniera civile senza imposizioni penso solo che sia giusto che si possano esprimere le proprie ragioni quando si viene accusati.Scusate l intrusione

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    • Fare una stima accurata sul numero dei vegetariani nel mondo è praticamente impossibile in considerazione del fatto che tale scelta alimentare è sempre dettata da motivazioni diverse, quella religiosa, quella etica, quella salutista ecc – poi c’e’ l’ostacolo rappresentato dalle interpretazioni, ad esempio, in India chi non mangia carne ma utilizza le uova come cibo NON è comunemente considerato un vegetariano.
      Nella popolosa Asia sembra che tra il 20 e il 40 per cento dei 4,299 miliardi (2013) di abitanti non consumi carcasse animali ( fonte : http://www.theguardian.com/lifeandstyle/wordofmouth/2013/sep/23/best-countries-to-be-vegetarian ) Solo questo dato da ad intendere che i carnivori di questo mondo siano tuttaltro che una maggioranza.

      Assassino è chi uccide, complice di un assassinio è colui che ne condona e che ne sostiene la pratica sistematica.
      A fronte delle cifre ( 53 miliardi di animali uccisi con modalità seriali dall’industria alimentare ogni anno nel mondo senza contare le creature marine ) quello dello sterminio degli altri animali è un vero e proprio olocausto, ma questo è davvero un altra questione anche se alla radice vi è sempre e comunque la riduzione dell’alterità animale in merce da sfruttare, in risorsa di cui disporre, in QUALCUNO che, col beneplacito di chi non ha sviluppato una sensibilità alla sofferenza di queste vittime, diventa QUALCOSA, proprio come nel caso dell’attività venatoria.

      E’ contro questa ideologia di dominio che intendiamo batterci e nel fare questo non ci vediamo davvero nulla di banale.

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  10. salvatore scrive:

    Quante idiozie su questo testo. primo il cacciatore come chiunque altra persona puó passare dove gli pare perché le strade fino a prova contraria sono pubbliche secondo il cacciatore e già pieno di regole e non gliene servono altre. Poi la foto finale e a dir poco offensiva ma per chi ci avete preso per saw l’ enigmista

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    • Primo: il cacciatore entra nelle terre altrui con arroganza e con le armi in pugno e dovrebbe venire trattato come un violento molestatore della pace e del quieto vivere altrui ( in particolare delle sue vittime che vengono impallinate senza pietà ).

      Secondo; il cacciatore “osserva” le regole imposte all’intera comunità da un manipolo di amministratori corrotti che non hanno minimamente a cuore la salvaguardia del bene comune ma gli interessi privati di una esigua minoranza.

      Noi NON condividiamo quelle regole.

      La Rete è colma di fotografie anche peggiori di questa, tutti possono osservarle con orrore ed esprimere il proprio sgomento per tanta violenza.
      Quella riportata nell’articolo ritrae uno dei tuoi colleghi, come lui, anche se forse quando ti fai grosso con chi non può difendersi ti atteggi in maniera meno maniacale, hai comunque sangue di innocenti sulle mani, uccisi per diletto e dovresti vergognartene, ma per fare questo avresti bisogno di un briciolo di coscienza.

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  11. Raimondo scrive:

    Il diritto di obiezione di coscienza venatoria: fuori la caccia dal mio terreno!

    Importantissimo pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in materia di caccia e proprietà privata.

    La sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.

    Infatti, il proprietario di un fondo rustico non è obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali.

    Essendo l’attività venatoria esercitata a fini prevalentemente ludici, una legislazione nazionale non può impedire al proprietario di negare l’accesso al proprio fondo quando la caccia è vista da chi non la pratica come una ingerenza sproporzionata di terzi nella propria sfera privata.

    Non rileva la considerazione (opinabile) secondo cui la caccia soddisferebbe interessi generali per la tutela delle coltivazioni contro i danni provocati dalla fauna selvatica e nemmeno il conferimento di un compenso per la tolleranza della presenza dei cacciatori rispetto alla perdita del diritto del proprietario terriero a manifestare i propri convincimenti a favore della protezione della fauna selvatica.

    I Giudici hanno adottato, quindi, una linea interpretativa che contempla un concetto ampio di proprietà, riconoscendo al titolare non soltanto un diritto reale sul bene (il terreno), ma anche un vero e proprio diritto di esprimere e attuare, attraverso il fondo, le proprie idee. Vengono, cioè, garantiti il diritto a non subire invasioni di terzi nel proprio terreno e il diritto a non lasciare che le convinzioni altrui alterino il proprio rapporto con il fondo e con l’ambiente circostante, che si traduce nella libertà di non rendere disponibile il fondo per la cattura e l’uccisione degli animali selvatici.

    La decisione adottata dalla CEDU assume forte rilevanza per l’Italia, fra gli Stati che consentono in via generale al cacciatore di entrare nei terreni altrui senza il consenso del proprietario.

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  12. Rita Araujo scrive:

    No per niente,nessuno dei due!!!

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