L’unica Differenza è la tua Attitudine

Pubblicato: 7 settembre 2013 in 269, antispeciesism, antispecismo, Free269, IN INGLESE, macelli, vegan
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L'unica Differenza è la tua Attitudine

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commenti
  1. L’ha ribloggato su associazione d'idee onluse ha commentato:

    Oggi a Grosseto in Piazza Dante si è tenuta una manifestazione di sdegno alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da due personaggi pubblici locali, un veterinario della ASL e un funzionario della provincia, i quali con le loro dichiarazioni dei giorni scorsi avevano sostenuto l’ipotesi di attuare un programma di eutanasia per “risolvere” il problema del mantenimento dei cani rinchiusi nel canile, in particolare per abbattere le spese di gestione di questa struttura e per mettere in discussione le norme vigenti che invece garantiscono a questi ultimi il soggiorno in quel luogo tanto a lungo quanto è necessario per la loro adozione http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2013/12/31/1003691-animali-grosseto-lav.shtml

    Tra coloro i quali si sono mobilitati partecipando all’iniziativa, apprendiamo da alcuni post sui vari Social Network, vi è una fitta schiera di persone che si definiscono “amanti degli animali” e che al tempo stesso dichiarano di “amare la carne”, insomma, persone che adottano due pesi e due misure a seconda del soggetto animale che si trovano davanti, uno, il cane, un amico da coccolare e da “proteggere”, da portarsi a casa e da portarsi in giro al guinzaglio, l’altro, o meglio TUTTI gli altri, in particolare, gli sfortunati individui ai quali viene attribuito un valore di tipo utilitaristico, da allevare, da segregare, da macellare per finire come cibo prelibato nei loro piatti.
    http://www.nemesianimale.net/sfruttamento-animale/diventa-vegan/orrore-dei-macelli/

    L’incongruenza della visione di coloro i quali sostengono pubblicamente idee connotate da una benevolenza incondizionata verso una specie per poi distinguerne altre ci sembra palesemente indifendibile. Costoro, sostenendo coi loro acquisti e con le loro abitudini a tavola i programmi di sterminio dell’industria alimentare la quale annienta nel mondo almeno 50 miliardi di animali “da reddito” ogni anno sono la quintessenza dell’ipocrisia e la cruccia sulla quale si posa l’attuale status quo.
    http://laverabestia.org/

    La miopia e l’approssimazione culturale che denota tali persone è soltanto l’altra faccia nella stessa medaglia dei due personaggi i quali, per guadagnarsi qualche articolo sui giornali, hanno rilasciato quelle scellerate affermazioni sull’improbabile uccisione dei cani detenuti presso il canile municipale. Diciamo “improbabile” in quanto esistono delle leggi che ne impedirebbero l’attuazione comunque la pensino lor signori, qua da noi i cani sono tutto sommato fatti oggetto di attenzioni a differenza di altre parti nel mondo dove invece sono considerati tradizionalmente carne da macello.

    Noi riteniamo che ci si dovrebbe battere al contempo per ridurre il fenomeno degli abbandoni, per eradicare la vendita di animali, per far chiudere gli allevamenti che lucrano sulla sofferenza di individui, di ogni specie, fatti nascere soltanto per procurare un piacere fittizio all’Uomo padrone. Noi riteniamo che la presunzione che la specie umana possa disporre della vita di QUALSIASI individuo senziente sia non soltanto un abbaglio antropologico, ma un crimine, è per questo che siamo per la liberazione piuttosto che per la protezione degli altri animali. Il concetto di Protezione, quello di Tutela hanno una decisa matrice antropocentrica, sarebbe un errore oltre che una perdita di tempo far avanzare, nella sfera dei diritti e dello status morale, la considerazione che si mantiene verso una determinata specie alle spese di quella, altrettanto urgente, verso tutte le altre.
    Un tacchino, un maiale, un vitello, un cavallo non sono diversi dal vostro cane, dal vostro gatto verso i quali nutrite giustamente sentimenti di amore e di affezione https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2013/12/29/qualuno-non-qualcosa/

    Allora, cari grossetano indignati, ricordatevi di questo quando vi sederete a tavola davanti al pezzo sanguinolento di un corpo dei suddetti altri animali e chiedetevi se davvero la loro vita e la terribile crudeltà adoperata, per conto vostro, nei loro confronti durante una miserabile, breve esistenza non sia anch’esso motivo sufficiente per prendere coscienza in rispetto alle delle scelte da attuare ogni giorno per poi, eventualmente, scendere in piazza e battersi per la loro liberazione incondizionata.

    Non è mai troppo tardi per aprire gli occhi di fronte alla realtà.

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