Il fallimento di McDonalds

Pubblicato: 14 luglio 2013 in Ambiente, IN INGLESE, social justice, vegan
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Il fallimento di McDonalds

L’immagine falsamente felice degli archi dorati di McDonalds che conducono all’oblio alimentare in Bolivia non hanno convinto la gente del paese sudamericano nonostante gli enormi sforzi promozionali messi in opera dalla multinazionale. Infatti il metodo di preparazione del cibo tipico di questo fast food non è stato avvallato dal successo, anzi ha condotto al fallimento.
I boliviani semplicemente non credono nelle scorciatoie per quanto riguardo ciò che mangiano, le semplici modalità di rapida produzione di un pasto praticate da McDonalds decisamente non sono apprezzate in quel paese.
Il 60% della popolazione boliviana è di origine indigena e considera i vari BigMacs, McNuggets o McRibs un pericolo per la salute nonostante i prezzi bassissimi.
A fronte di una situazione di perdita economica ragguardevole McDonalds ha “resistito” in Bolivia per gli ultimi dieci anni soltanto nelle città più popolose quali La Paz, Cochabamba e Santa Cruz de la Sierra dove per quel periodo hanno operato almeno 8 dei loro ultimi presidi commerciali.

Qualsiasi altro tipo di impresa avrebbe rinunciato a conquistarsi una fetta di mercato in molto meno tempo!

In Bolivia da almeno 14 anni, nel corso dei quali sono state tentate tutte le strategie di penetrazione pensabili, i conti di McDonalds, costantemente in rosso, hanno alla fine indotto il gigante dello sfruttamento animale, della distruzione del territorio e delle economie autoctone a ripiegare verso mercati più floridi e meno informati.
In Rete esiste persino un film che documenta in maniera puntuale le motivazioni per cui McDonalds ha subito una tale sconfitta in termini di accettazione della sua “agenda” da parte della popolazione boliviana, ancora particolarmente legata alle proprie tradizioni e alle proprie radici http://youtu.be/ffmUnP2yTsg – alla realizzazione di questo film documentario hanno partecipato cuochi, nutrizionisti, storici ed educatori. Il risultato impietoso ottenuto attraverso l’esaminazione incrociata delle modalità di preparazione del cibo in offerto presso McDonalds e le ragioni socio culturali per cui la cultura del fast food non attecchisce da queste parti del mondo hanno avuto un effetto dirompente e decisivo nella disfatta della multinazionale.
Il rifiuto di tale cultura non basa le sue fondamenta soltanto sul tipo di cibo in offerta a McDonalds, ma origina da una visione totalmente in contrasto con la filosofia consumista secondo la quale non esistono relazioni tra il nostro corpo e il cibo con cui lo alimentiamo, in altre parole, i boliviani rispettano i loro corpi e danno priorità alla qualità della loro salute psico fisica.

L’intero paradigma contestato è quello che sostiene e legittima la produzione industriale degli alimenti secondo il quale si assegna un valore ai prodotti sulla base della maggiore quantità che se ne riesce a produrre nel minore tempo possibile.
Mentre in Bolivia la maggioranza della popolazione si dedica personalmente alla preparazione del proprio cibo, possibilmente proveniente da colture e produttori locali, in altre culture, qua da noi ad esempio, si ritiene addirittura normale mangiarsi il cibo spazzatura in offerta a McDonlds anche ogni settimana.
Questa postura, orientata al rispetto di se, messa in atto dal popolo boliviano, di fatto rappresenta un boicottaggio al modello di produzione capitalistico del cibo e in particolare di quelle multinazionali come McDonalds le quali stanno affinando le proprie capacità progettuali in termini di massimizzazione dello sfruttamento di ogni parte dei corpi degli animali allevati e uccisi nei loro impianti ( la cosidetta “meat technology” ).
Per intendersi, la McRib viene processata con oltre 70 ingredienti differenti, tra i quali la azodicarbonamide un agente chimico comunemente utilizzato per rendere di colore bianca la farina, ma anche per produrre contenitori di polistirolo nei quali si consumeranno quel tipo di pasti.
La mistura che compone una porzione tipica di McRib comprende parti di trippa, cuore, e stomaco lessato di maiale. Dai muscoli smembrati dello stesso animale si estraggono le proteine che fungeranno da collante per tenere insieme l’amalgama rendendolo facilmente plasmabile dai cicli industriali di produzione,.

Così come si tentano di celare le condizioni miserabili di vita degli animali nei loro allevamenti, ottenuti spesso in aree disboscate ad hoc e producendo danni incalcolabili in termini di impatto ambientale sul suolo, anche i dati in riguardo alla presunta “salubrità” dei prodotti in vendita nei McDonalds vengono regolarmente soppressi attraverso la capillare azione pubblicitaria e la connivenza delle autorità nei vari paesi nei quali la multinazionale opera con successo.

Tutto questo è ciò che i boliviani, attraverso l’esercizio di scelte consapevoli, sono riusciti a rifiutare nel loro paese ponendosi a modello per gli altri, meno virtuosi, “consumatori” nel mondo i quali continuano a sostenere le multinazionali alimentari coi loro acquisti.

Liberamente tradotto e riarrangiato da un articolo apparso su http://www.undergroundhealth.com

commenti
  1. […] McDonalds la multinazionale per eccellenza dello sfruttamento globalizzato, colpevole di promuovere la deforestazione, alimentare il problema della fame nel mondo e lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile. […]

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