QUESTURA GR

MERCOLEDI 12 12 2012  LA QUESTURA DI GROSSETO HA NOTIFICATO A DUE DI NOI,  UNA DENUNCIA RELATIVA ALLA PRESUNTA “RIUNIONE IN LUOGO PUBBLICO” CHE AVREMMO ORGANIZZATO SENZA LE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI LO SCORSO 24 NOVEMBRE  SU CORSO CARDUCCI

LA DIGOS APPOGGIA LE  ACCUSE CONTRO DI NOI SUL SEGUENTE ARTICOLO DI LEGGE:

18. (art. 17 T.U. 1926). – I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata (nota 35).I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 a euro 413.Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola (nota 37).Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 a euro 413. Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

QUESTO L’INTERO VIDEO DEL GRAVE  “REATO” CONTESTATOCI:

http://youtu.be/b-v3jlGWO3s

COME SI VEDE DALLA CLIP, SI E’ TRATTATO DI UNA PASSEGGIATA TRA AMICI, NON ABBIAMO DETTO UNA PAROLA AGLI ALTRI FREQUENTATORI DELLE STRADE DEL CENTRO E LA NATURA SPONTANEA DELLA COSA NON E’ CERTO ISCRIVIBILE AD UNA VOLONTA’ DI INFRANGERE ALCUNA LEGGE.

LA VERITA’ E’ CHE IN QUESTA CITTA’ AZZARDARSI A FARE QUALSIASI INIZIATIVA TESA AD ESPRIMERE IDEE E CONTENUTI NON CONVENZIONALI E’ DIVENTATO UN RISCHIO PER L’INCOLUMITA’ E PER LE LIBERTA’ INDIVIDUALI DI COLORO CHE SI CIMENTANO IN QUESTE ATTIVITA’ .  LO SANNO BENE I VOLONTARI DELLA NOSTRA  ONLUS I QUALI, A PARTIRE DALL’AGGRESSIONE AD OPERA DEI CIRCENSI AVVENUTA DAVANTI ALL’ATTENDAMENTO AMEDEO ORFEI NEL SETTEMBRE 2011 http://youtu.be/vJUV8xM4-6M HANNO DOVUTO SUBIRE, OLTRE CHE LE BOTTE, ANCHE LE QUERELE, LE CONVOCAZIONI IN QUESTURA ED  ALTRE AZIONI INIBITORIE I LORO DIRITTI CIVILI.

CI CHIEDIAMO PER QUANTO TEMPO ANCORA GLI ATTIVISTI DI QUESTA ASSOCIAZIONE DOVRANNO CONTINUARE A VENIRE PRESI DI MIRA DALLE AUTORITA’ DI POLIZIA DI GROSSETO E DAI PICCHIATORI AI QUALI , QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONCEDE SENZA REMORE AGIBILITA’ E SPAZI, PRIMA CHE QUALCUNO “AI PIANI PIU’ ALTI” , MAGARI QUELLI CHE PERIODICAMENTE SI RIEMPIONO TANTO LA BOCCA DEI “VALORI DEMOCRATICI ACQUISITI”  DALLA NOSTRA COMUNITA’ E CHE CARATTERIZZEREBBERO LA CONVIVENZA CIVILE CHE VI SI SVOLGE, SE NE ACCORGANO.

FORSE QUANDO QUESTI ASSI IN GIACCA E CRAVATTA LO FARANNO SARA’ TROPPO TARDI PERCHE’ SE LI RITROVERANNO A BUSSARE LORO ALLA PORTA PER VENIRE ACCUSATI CHISSA’ DI QUALI “EFFERATI CRIMINI”.

VERGOGNA GROSSETO, LA CITTA’ DEGLI ZOMBI VIVENTI CHE APPLAUDONO ALLA COSTRUZIONE DELL’ENNESIMO CENTRO COMMERCIALE, GROSSETO LA CITTA’ DELLE MILLE SERVITU’ SENZA SENSO, GROSSETO LA CITTA’ GOVERNATA DA AUTORITA’ PRURIGINOSE IN ASSETTO PERMANENTE ANTI-TUTTO CIO’ CHE NON SIA OMOLOGATO, NOIOSO, DISTRUTTIVO.

PER LO SVILUPPO DI UN PENSIERO CRITICO, PER L’ANTISPECISMO.

Da Il Tirreno di oggi SABATO 15 DICEMBRE 2012, gli strascichi di questa vicenda si tingono di ridicolo, i nostri nonni conoscevano la legge applicata contro i pericolosi animalisti dalla zelante mano della Digos per criminalizzarli. 81 anni fa  “riunirsi” per strada senza avere chiesto l’autorizzazione alla Questura era considerato reato.

A Grosseto, nel 2012, ci si arrampica sugli specchi pur di potere ancora utilizzare questa leggina ammazza-diritti per gastigare chi osa esprimere le proprie idee. I media locali non sembrano obiettare con particolare vigore alla cosa e ce la raccontano tanto per farne del folclore, bisogna pur contrastare le attività criminali di tali sobillatori con ogni metodo a disposizione!

NUDI IN CENTRO ECCUn bell’articolo sulle leggi che precedono la Costituzione, spesso in contrasto con i suoi dettami e che continuano a modulare le azioni di polizia nelle strade e nelle piazze ancora oggi, dall’archivio del quotidiano La Repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/29/quelle-leggi-fasciste-sono-da-abolire.html

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CRONISTORIA:

Giovedì 24 Gennaio 2013  le due persone indagate della nostra Associazione hanno ricevuto una nuova  notifica, questa volta attraverso il loro avvocato difensore,  da parte della Procura di Grosseto che li informa che verranno processati per il reato di  “riunione non autorizzata“.

Come ci aspettavamo  secondo l’accusa, i due avrebbero promosso attivamente l’iniziativa  della passeggiata in centro, una accusa farraginosa che  basail proprio fondamento, aggirando amministativamente  la Costituzione Italiana, su un regio decreto del 1931, varato PRIMA della Costituzione stessa, la quale, con l’articolo 17 sancisce invece la liberta di esprimere pubblicamente idee quando questo non avviene in maniera armata o violenta.
Il giudice quindi ritiene che davvero si sia consumato un crimine sanzionabile penalmente la sera del 24 Novembre a Grosseto.

I signori della questura hanno “concluso le indagini”, pensate, coi fatti di cronaca recenti in città ( rapine a mano armata e furti sistematici nelle abitazioni praticamente all’ordine del giorno) i responsabili dell’ordine pubblico locali impiegano risorse ( pagate da tutti ) per “investigare” e trascinare in tribunale due attivisti non violenti.

Roba da teatrino davvero, ci verrebbe da sorridere se non fosse che qui ci vogliono criminalizzare davvero.

commenti
  1. Cosa viene contestato :

    Articolo 18 della legge di pubblica sicurezza ( tulps ): I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.
    E’ considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.
    I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 (lire 200.000) [1] a euro 413 (800.000) [1] . Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola.
    Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

    Cosa dice la Costituzione Italiana e la Carta dei Diritti dell’unione Europea:

    Art. 17
    I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
    Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
    Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

    L’art. 17 della Costituzione tutela il diritto di riunione, purchè essa venga svolta pacificamente.
    Si deve partire dal presupposto che la riunione, diversa dall’assembramento che si configura invece come un’adunata casuale, si presenti come un confronto democratico fra cittadini, durante il quale non vi siano prevaricazioni o il ricorso all’uso della violenza e delle armi. Per luoghi aperti al pubblico si fa riferimento a quei luoghi come ad esempio cinema, teatri, circoli, dove si accede a talune condizioni, quali il biglietto di accesso o l’essere socio.
    Per luogo pubblico si intendono le piazze, le strade, i giardini pubblici, gli edifici di proprietà pubblica, etc. La richiesta di preavviso non sta a significare una richiesta di autorizzazione da parte delle autorità, quanto piuttosto una comunicazione. Sarà l’autorità, nel momento in cui vi siano fondati rischi per la sicurezza e l’incolumità pubblica, a vietare la riunione.
    La libertà di riunione insieme alla liberta di associazione (v. articolo 18) sono garantiti anche dall’articolo 12 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e tali libertà, che sono attribuite ai cittadini, dovrebbero estendersi anche agli stranieri regolarizzati che soggiornano e ai quali, secondo il Testo unico sull’immigrazione, deve essere consentita la partecipazione alla vita pubblica locale e, di conseguenza, deve essere garantito il diritto di riunione che ne sta alla base.

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  2. […] scritto in altra parte di questo Blog https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/12/12/grosseto-ma-quale-democrazia/ due di noi, accusati dalla Digos di essere i “promotori” di una “riunione non […]

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  3. […] denunce che questa iniziativa sono costate a due di noi i quali entro l’anno verranno processati https://associazionedideeonlus.wordpress.com/2012/12/12/grosseto-ma-quale-democrazia/ Anche in quel caso le autorità locali non furono che capaci diricorrere a dei codici, utilizzando […]

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